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Ritratto
di famiglia
La
capostipite è stata la Model One, primogenita della
famiglia e figlia di Henry Kloss e Tom De Vesto, fondatori
della Tivoli Audio, a lei è seguita la PAL, secondogenita
un pò più piccolina , ma con la stessa impronta
genetica della prima.Successivamente sono arrivate la Model
Two ( presto in prova su Videohifi), che lascia il concetto
della radiolina mono per aprirsi a quello del sistema espandibile:
è stereo ed è costituita da due satelliti,
uno dei quali è il sintonizzatore simile alla One
e l'altro è il canale destro; ad essi è abbinabile
un subwoofer e, da pochi mesi, un lettore CD. L'ultima nata
, presentata in questo periodo al CES dove ha vinto l'Innovations
Award (insieme al Combo, combinazione Two + Sub + CD), è
la Model Three, di cui si prevede l'inizio della produzione
tra un mese circa, una radiosveglia che è simile
alla Model One ( vedi foto ), unica differenza l'altoparlante
posto sulla parte superiore del cabinet per lasciar posto,
sul frontale, ad un elegante orologio analogico.
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Model
Three
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Model
CD
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Le
nostre prove di questo numero riguarderanno la Model One
e la PAL.
Model
One

Era
il Luglio del 2001 quando, entrando nel negozio di alta
fedeltà, vidi, in mezzo a costosi apparati ,quell'oggetto
carino e un po' retrò, di color verde acqua e legno,
che sembrava un intruso in mezzo al nero e grigio degli
impianti hifi e HT.
Stimolato dal venditore l'ho ascoltata e da quel momento
la Tivoliaudio Model One sonorizza la mia cucina , riuscendo
a far apprezzare, per una volta, un acquisto hifi a mia
moglie.
La Model One è uno di quegli oggetti che contribuiscono
a fare la storia della buona riproduzione sonora e, oserei
dire ,dell'alta fedeltà; il riuscito connubio tra
estetica e buon suono ne hanno fatto un best seller mondiale.
Cosa
è questo delizioso oggetto: è una radio AM/FM
mono dalla strepitosa selettività e dal grande suono,
è il testamento tecnologico che un grande come Henry
Kloss ha voluto lasciarci , dimostrando come la ricerca e
la tecnologia possano avere un aspetto umano . Semplice da
usare la Model One lo è, con la sua grande manopola
che gestisce il sintonizzatore analogico della frequenza che,
grazie a una demultiplicazione 5.1 , permette una perfetta
sintonia, operazione aiutata da una sorta di occhio magico
costituito da un led giallo che aumenta la sua luminosità
al centramento della frequenza . Altri elementi del frontale
sono , partendo dalla sinistra: l'altoparlante da tre pollici
;due manopoline, una è il potenziometro per regolare
il volume e una è il selettore che comanda l'accensione
e la scelta di banda tra AM e FM; in mezzo i due led, quello
giallo già descritto e uno verde che segnala l'accensione.
Nella
parte posteriore trovano posto: la presa per il cavo dell'alimentazione
interna,la presa per l'alimentatore da 12V esterno ; l'ingresso
per una sorgente ( CD o altro ), l'uscita per la cuffia e
quella per il registratore, il connettore per un' antenna
esterna e il commutatore per la scelta dell'antenna tra interna
ed esterna.

Diversi
sono gli aspetti che contribuiscono a creare nella Model One
un mix eccellente: il cabinet in legno , esclusi il frontale
e il retro che sono in plastica di buon spessore, ( sono disponibili
quattro abbinamenti di colore: frontale beige e cabinet in
noce; frontale blu cobalto e cabinet in ciliegio;
frontale verde acqua e cabinet in acero; frontale argentato
e cabinet bianco) che con il suo raccordo reflex, posto nella
parte inferiore , rende la radio una vera cassa con un sintonizzatore
all'interno, quattro piedini in gomma tengono sollevata la
radio di alcuni millimetri; il mixer a GaAs Fet che permette
di avere una grande sensibilità e selettività
in ingresso ;quest'ultimo aspetto si traduce immediatamente
nel vantaggio di poter omettere circuiti ibridi, e' possibile,
dunque, realizzare dei mixer senza bisogno di utilizzare alcun
tipo di trasformatore, ottenendo una soluzione compatta e
facilmente integrabile oltre alla possibilittà di attenuare
le interferenze fra le frequenze vicine ( fig. 1 e fig. 2
)
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I
mixer realizzati con GaAs Fet godono di due grossi vantaggi:
la semplicità e un intrinseco isolamento fra
la porta dell'oscillatore locale e quella del segnale
RF. Uno dei grossi vantaggi è, appunto, il fatto
che i due gate siano già intrinsecamente isolati
e ciò significa che LO ed RF sono già
separati, entrando su due gate diversi. Quest'ultimo
aspetto si traduce immediatamente nel vantaggio di poter
omettere circuiti ibridi. È possibile, dunque,
realizzare dei mixer senza bisogno di utilizzare alcun
tipo di trasformatore, ottenendo una soluzione compatta
e facilmente integrabile
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fig 1 schema semplificato di un ricevitore FM
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fig
2schema semplificato di GaAs Fet usato come mixer
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La ricezione è ottimale già con l'antenna a
filo in dotazione; ho voluto provarla con l'antenna da interno
Silver Ribbon della Magnum Dynalab e ho constatato un ulteriore
miglioramento nella ricezione e di conseguenza anche nella
qualità del suono che diventa più " corposo",
ma ripeto che anche con l'antenna a filo si ottengono eccellenti
risultati.
E' presente anche un circuito di equalizzazione multifrequenza
che permette di ottenere in uscita una risposta in frequenza
lineare ai diversi livelli di volume; anche portando la manopola
a fine corsa, il suono non distorce e la voce che esce da
questa radio è sorprendente per naturalezza ed estensione
di gamma; è difficile provare la fatica d'ascolto anche
dopo ore.
Nelle varie prove effettuate in questi anni, ho constatato
che la Model One da' il meglio in ambienti non molto grandi
( la mia cucina è 3X4 metri ) e posizionata in una
mensola a muro o libreria , preferibilmente nell'angolo che
si forma tra le varie pareti, questo permette un ulteriore
rafforzamento dei bassi.
Il
successo che sta riscuotendo la Model One è quindi
meritato e, anche se il suo costo è superiore alle
normali radio in commercio (il " prezzo di strada "
comunque si aggira sui 150 Euro), il rapporto qualità-prezzo
è molto alto.
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