 |
PROVA IN BATTERIA CAVI DI POTENZA
Venti cavi per tutti i gusti e tutte le tasche (o quasi)
Ecco, quando abbiamo incominciato a togliere dagli imballi tutti quei cavi ci
siamo sentiti un po' come Ercole contro l'Idra. Ci aspettavamo che da
un momento all'altro si avvinghiassero intorno alle nostre caviglie
saettando le lingue biforcute e sputando sangue, tanto più che alcuni
avevano le dimensioni di veri e propri pitoni. Abbiamo capito subito
che fare una prova in batteria di queste dimensioni sarebbe stata una
vera e propria fatica (in senso mitologico, s'intende). Qualche
pavido invitato a far parte della giuria, capendo che aria tirava,
aveva declinato l'invito con scuse patetiche. Restavano un manipolo di
eroi, disposti a tutto (o quasi, insomma) pur di cogliere il frutto
della conoscenza.
A parte gli scherzi, è stata davvero una faticaccia,
ma anche un'opportunità unica. La possibilità di provare venti cavi
tutti insieme non capita certo tutti i giorni.
Alla fine, cosa abbiamo
imparato?
Che i cavi fanno la differenza, a volte una gran differenza;
che la qualità si paga (può anche darsi che si paghi troppo, ma fatto
sta che non abbiamo trovato nessun "ammazzagiganti"); che per capire
bisogna provare e provare; che è possibile dare qualche indicazione di
massima sul comportamento dei cavi, ma è impossibile dare giudizi
definitivi e validi in qualunque contesto.
Insomma un gran bel mucchio
di cose scontate che tutti sanno, ma che non sono mai ribadite
abbastanza, visto che sull'argomento cavi tutti continuano ad
accapigliarsi.
Se vi accontentate di queste banalità l'articolo può
anche finire qui. Se invece avete voglia di affrontare l'Idra insieme a
noi, andate pure avanti (e non diteci che non vi avevamo
avvertito).
Il metodo di lavoro
Fare
una prova cavi in batteria di questa portata è abbastanza
complicato. A parte i risvolti pratici (venti coppie di cavi di
potenza sono tante, ingombranti e il tempo per ascoltarle tutte è
tremendamente lungo) è importante sottolineare che il nostro obiettivo
non era decidere "quale suona meglio" (giudizio che lascia il tempo che
trova) ma piuttosto capire, per quanto possibile, le peculiarità di
ciascun cavo in esame. I limiti della prova, come quelli di qualunque
prova, sono tantissimi e i risultati andranno sempre e comunque presi
con le molle. In ogni caso, abbiamo tentato di prendere alcune
precauzioni ed imporci un metodo di lavoro che, nei limiti delle nostre
possibilità, potesse rendere la prova il più possibile oggettiva.
Questi, in breve, i criteri adottati:
- Prova
concentrata: abbiamo scelto di provare tutti i cavi in una sola volta,
imponendoci un'intera giornata di lavoro, con un tour de force che ci
ha lasciati letteralmente esausti. Ora molti obbietteranno che per
giudicare un cavo, come qualunque altro componente, ci vogliono tempi
lunghi. Rispondiamo subito che (1) se ogni cavo viene provato a lungo i
confronti tra cavi diversi saranno basati sulla memoria di lungo
periodo, che può ingannare almeno in misura analoga ad un ascolto sul
breve periodo e (2) in una prova in batteria i tempi totali sono
lunghi, se volessimo tempi lunghi per ciascun cavo alla fine la prova
non si farebbe proprio. Alcuni cavi hanno meritato approfondimenti di
ascolto e altri ancora lo meriterebbero. Ove possibile, cercheremo di
rendere conto delle impressioni avute anche prima e dopo la prova
stessa.
- Riferimento
"verso il basso": abbiamo scelto di confrontare ciascun cavo con un
"riferimento" (le virgolette sono d'obbligo!) che tutti possono
permettersi: il classico doppino audio a guaina trasparente che si
trova in qualunque negozio per pochi euro al metro.
In questo caso si
trattava (forse, ma non ne siamo certissimi) di un doppino Monster Cable,
multifilare a fili di rame molto sottili ma di sezione globale
abbastanza generosa (a occhio, intorno ai 2mm di diametro), come visible nella
foto qui accanto. Poichè non possiamo sottrarci del tutto ai
giudizi comparativi, i punteggi sono dati per ciascun cavo in rapporto
alle performace del doppino in questione, quindi il punteggio sarà
positivo se il comportamento ci è sembrato superiore a quello del
"riferimento" e negativo viceversa. Non sorprenderà pertanto che
la maggior parte dei voti siano positivi, con l'eccezione delle voci
praticità e rapporto qualità/prezzo, dove il segno meno molte volte
prevale. L'idea iniziale era: si ascolta col doppino e poi con un
cavo in prova, poi di nuovo col doppino, poi un altro cavo e cos via.
Lo dobbiamo ammettere, dopo un pò ci siamo stufati e abbiamo messo da
parte il doppino. Ci ricordavamo tutti benissimo il suono che ne usciva
e non era così difficile fare il confronto a memoria. A volte, dopo
aver sentito un cavo che suonava particolarmente bene, rimettevamo il
doppino per riallineare il nostro metro di giudizio.
- Giuria
"numerosa" (nel nostro piccolo): oltre agli autori, abbiamo arruolato
un altro audiofilo e (udite udite!) un'audiofila che, in aggiunta a una
spiccata propensione al masochismo come i sottoscritti, potevano
esibire una passione quasi maniacale per l'ascolto dei cavi e una
precisa conoscenza, se non di tutto l'impianto utilizzato, almeno dei
diffusori (che di tale impianto possono costituire il componente più
critico, ma di questo parleremo dopo). Ciascun membro della giuria
esprimeva i giudizi e scriveva i commenti senza consultare gli altri, i
diversi giudizi sono stati posti a confronto solo a posteriori. Il
giudizio sul rapporto qualità/prezzo è stato deciso collegialmente solo
alla fine della prova, svelando i prezzi fino ad allora sconosciuti ai
più e mettendoli a confronto con il giudizio collegiale dato a ciascun
cavo.
- Ordine
casuale: l'idea era di vagliare i cavi in un ordine che non avesse
nulla a che vedere con la loro fascia di prezzo e con le nostre
aspettative verso di essi. Idealmente avremmo voluto ignorare
completamente se il cavo che stavamo analizzando era una Ferrari o una
Cinquecento. Questo spesso non è possibile (i cavi "importanti" spesso
oltre a sentirsi si vedono) ma abbiamo approssimato questa situazione ideale vagliando i cavi in ordine alfabetico.
- Due
finali: sono cavi di potenza, le criticità di accoppiamento si hanno
principalmente con finali e diffusori. Non potendo disporre di più di
una coppia di diffusori di qualità adeguata, abbiamo almeno potuto
contare su un finale a stato solido e uno a valvole. Le prove sono
state fatte prevalentemente sullo stato solido, concendendo a
ciascun cavo anche l'ascolto di un brano sul valvolare (tenuto sempre
acceso e ben caldo). In alcuni casi ci sono state sorprese.
Per
praticità, tutti i cavi sono stati montati utilizzando le stesse
bananine dorate (di qualità piutosto economica, per altro) tranne nel
caso dei cavi già terminati con banane. I
puristi obbietteranno che le banane degradano il suono. Per
toglierci la pulce dall'orecchio (vi ricorda qualcosa?), con qualche
cavo di alta qualità abbiamo provato il confronto con un montaggio più
saldo attraverso le sue forcelle di serie, ma non abbiamo riscontrato
cambiamenti drammatici.
Il setup
E' noto che le prove dovrebbero essere fatte in condizioni cosiddette controllate
e che questo coincide di solito con l'idea "lo faccio sul mio impianto
e nel mio ambiente, che li conosco come le mie tasche".
Il criterio è
difficilmente applicabile se la recensione è fatta da più persone
e in particolare non era applicabile questa volta per ragioni
logistiche. Intanto per incominciare, la sala d'ascolto non poteva
essere quella abituale per nessuno di noi.
L'unica soluzione possibile
per permetterci l'allestimento dell'impianto, lo stoccaggio della marea
di cavi e la prova concentrata è stata di ricorrere ad un salone
piuttosto ampio (circa 30mq, aperto su un'altra stanza di circa 10mq)
con qualche problema acustico, al quale abbiamo cercato di porre
rimedio con trappole di fortuna, come potete vedere nella foto.
Le pile di scatoloni e i tappeti, stesi o arrotolati e posti in piedi,
hanno fatto il loro dovere e l'acustica è rapidamente diventata
accettabile, anche se (a orecchio) si poteva notare qualche riverbero ed
instabilità nella zona tra 1 e 3 khz. Il salone è stato allestito
con un certo anticipo e diversi ascolti preliminari hanno fatto sì
che le nostre orecchie si fossero abituate alla sua acustica prima di effettuare la prova.
Il criterio per la composizione
dell'impianto, a parte l'ovvio "facciamo con quel che abbiamo", è stato
di cercare un setup di grande neutralità per tutto ciò che stava a
monte dei cavi in prova. Setup che è stato possibile costruire, unendo
le nostre forze, con i componenti seguenti:
-
Filtro di rete Black Noise 2500 usato per alimentare tutto l'impianto
- Cavi di alimentazione Crystal (vincitori Videohifi Awards 2006)
- Lettore CD Bow ZZ-Eight versione i2s 20 bit (con fusibile Xindak in argento, e che vi aspettavate...)
- Pre passivo Sonic Euphoria a trasformatori (versione sbilanciata)
- Cavi di segnale in connessione sbilanciata (sia tra lettore CD e pre che tra pre e finali)
Dual Connect (vincitori VHF Awards 2006)
- Finale a stato solido GamuT D200
- Finale a valvole Beard P35. Poichè si tratta di un oggetto non più
in produzione diremo che è un finale dual mono da 35+35 W in classe A.
Utilizza per ogni canale una ECC81 come driver e tre coppie di EL84 in
push-pull ultralineare per gli stadi finali. L'esemplare in questione
è d'annata, ma rigenerato di recente con sostituzione dei
condensatori elettrolitici (tra cui un paio di preziosi Jensen
quadripolari nell'alimentazione), dei condensatori di accoppiamento
(cambiati con degli Auricap molto più moderni e performanti degli
originali) e delle valvole (Electro Harmonix). Rispetto al più costoso
GamuT esibisce in genere maggior calore ma un medio un pelino
meno bello, poi in realtà molto dipende dall'accoppiamento con i
cavi (come vedremo). Ovviamente se non lo si spreme troppo: 35W
contro i 200 (in verità 400 sui 4 ohm dei diffusori usati) del GamuT
rendono il confronto impari quando si viaggi a volumi molto sostenuti,
ma nessuno di noi aveva intenzione di far esplodere le casse.
 Un
discorso a parte meritano i diffusori, un paio di Totem Model One
Signature. Questi non possono dirsi del tutto neutri. Sono bookshelf
con un'impostazione monitor: estremamente analitici e in basso
arrivano dove arrivano, dicasi 40Hz reali, ossia mostruosamente in
basso per casse così piccole, ma mai così in basso come un paio di
buone torri full range.
L'impostazione del suono, abbastanza tipica di
tutta la famiglia Totem, esibisce medio-alti che l'ottimo Igor
Zamberlan definisce "proiettati" (non sapremmo trovare un aggettivo
migliore).
Vuol dire che sparano sugli acuti?
Assolutamente no, ma
attenzione a come si interfacciano perchè se si sbagliano elettroniche
e cavi possono uscire lame affilatissime. Tutta questa digressione per
dire che questi diffusori più di altri potrebbero imporre preferenze
sui cavi. Un cavo che consenta un basso più generoso e un alto più
dolce potrà essere preferibile anche se dotato di minor neutralità. A
queste caratteristiche abbiamo cercato di "fare la tara" a orecchio,
essendo in tre su quattro ampiamente allenati all'ascolto di questo
diffusore (il quarto ha fatto un corso intensivo, tant'è che ha
cominciato con l'aria perplessa e ha finito dicendo "però, come suonano
queste casse").
La musica
Visti i limiti di tempo, abbiamo scelto due brani a testa, cercando di mettere l'impianto alla prova con generi vari:
- Dal
disco "Oggi o dimane" di Massimo Ranieri la canzone 'O marenariello. Voci
soliste maschile e femminile su un arrangiamento di Mauro Pagani e Enzo
di Domenico per strumenti acustici e un'incisione di alto livello
(quelli che stanno storcendo il naso ascoltino questo disco prima di
giudicare, è un vero gioiello, anche le canzoni napoletane più trite
sono arrangiate ed eseguite con un gusto veramente raro, per non dire
unico).
- Dal disco Stay Awake (arrangiamenti di AA.VV. di musiche tratte da
vecchi film di Walt Disney) il brano omonimo cantato da Suzanne Vega,
voce sola.
- Dal disco Modern Cool di Patricia Barber il brano Postmodern blues.
Voce solista, gruppo jazz, un solo di basso da paura, anche per le
elettroniche, incisione stupenda (OMR).
- Allegro dal Concerto in Mi maggiore BWV1053 per clavicembalo di
J.S. Bach nell'interpretazione di Christophe Rousset con Chrisopher
Hogwood alla direzione dell'Academy of Ancient Music. Clavicembalo e
orchesta barocca su strumenti originali, incisione eccellente.
- Dallo Schiaccianoci di P.I. Tchaikowsky, nell'interpretazione di
Valery Gergiev con Orchestra e Coro di Kirov, la Danza Cinese
(altrimenti nota come "danza dei funghetti" dal film Fantasia di Walt
Disney, ma l'edizione è ovviamente un'altra). Qui il messaggio musicale
è parecchio complesso, si possono ascoltare tutti i timbri delle varie
famiglie di strumenti acustici e sia passaggi di solo che pieni
orchestrali.
- Dal Musical Chess (Cast Recording) il brano iniziale Merano
(predominanza dei passaggi di coro) e il quartetto vocale A Model Of
Decorum And Tranquility. In verità questo disco non eccelle per qualità
di incisione, far suonare bene il coro è un'impresa ardua, ma la trama
vocale e l'intelleggibilità delle parole offrono un ottimo banco di
prova per la trasparenza (per inciso, un membro della giuria è British
purosangue, quindi capisce sicuramente tutto, non come noi poveri
tapini).
L'ascolto
Dato
il grande numero dei cavi in esame, per ciascuno non presentiamo una
recensione estesa, ma piuttosto una scheda in cui raccogliamo, in
pillole, le notizie in nostro possesso e le impressioni che abbiamo
ricavato dalla prova. In particolare, ogni scheda comprende:
- Dati tecnici dichiarati dal costruttore
- Una descrizione dell'ascolto
- Una tabella dei voti riportati sui vari parametri
- Le nostre conclusioni
- Prezzo e distributore se esistente in Italia
Le
schede sono consultabili singolarmente o raggiungibili via link dal
testo che segue. Le recensioni non vengono qui presentate secondo
l'ordine seguito nella prova, ma in gruppi omogenei per fascia di
prezzo. Il prezzo è spesso un fattore determinante nella scelta di
chi compra e quindi, nonostante nella prova si sia cercato di
prescindere da tale fattore fino all'ultimo, pensiamo il lettore si
possa orientare meglio in questa jungla di parole e numeri se
l'organizzazione è più omogenea. Listini alla mano, non è stato
difficile dividere i cavi in cinque fasce.
I prezzi considerati si intendono a listino, per cavi le cui lunghezze
oscillano tra i due e i tre metri. Siamo stati tentati di
equalizzare i prezzi sulla lunghezza ma alla fine non ci è sembrato
opportuno, posto che alcuni cavi non sono proprio reperibili in
determinate lunghezze. Ove sussistano variazioni significative di
prezzo al variare della lunghezza, queste sono segnalate nella scheda
tecnica. Per i cavi non importati i prezzi nella scheda tecnica sono
segnalati in valuta del paese d'origine, ma il loro inserimento nelle fasce e la valutazione
del rapporto qualità/prezzo sono stati fatti, non sulla base del cambio
ma sulla base di una conversione più realistica 1:1 tra Euro e
dollaro, considerate le spese aggiuntive per l'importazione
sdoganamento etc. etc., nonché il fatto che in questo caso lo street price corrisponde quasi sempre al listino.
Incominciamo
il nostro ascolto con la pietra di paragone: il famigerato doppino.
Riferendoci alle tabelle riportate nelle recensioni dei vari cavi, il
punteggio di questo oggetto è zero per definizione su tutte le voci.
Come già detto, i punteggi dei cavi analizzati sono dati in confronto
alla performance del doppino. Fa eccezione in parte la voce praticità
d'uso, dato che battere il doppino è abbastanza difficile. Qui i
punteggi vanno interpretati piuttosto come un confronto tra i vari cavi
del lotto, doppino escluso o, se volete, rispetto a un concetto comune
di comodità, secondo cui i cavi grossi, pesanti e rigidi risultano più
scomodi, mentre quelli sottili, leggeri e flessibili risultano più
comodi.
Dunque
montiamo il doppino tra il finale a stato solido e le casse e
procediamo all'ascolto. Suona che è uno schifo? No, non si può proprio
dire. Si sente che è un impianto di classe, si potrebbe stare lì seduti
ad ascoltare per ore ma, avendolo sentito suonare in ben altri
condizioni, ci si rende subito conto che i componenti non stanno dando
quel che potrebbero. La gamma delle frequenze è smussata in alto e in
basso, il fuoco è abbastanza approssimativo, il suono un po' velato, la
scena piattina, i medi vanno abbastanza bene, i bassi così così, gli
alti troppo arrotondati eppure a volte riescono ad essere aspretti.
Detto così sembra un disastro ma, a costo di diventare monotoni,
ripetiamo che è tutto relativo a quel che c'è dietro. Non è che un cavo
da pochi soldi ammazzi del tutto il vostro impianto, si sente lo stesso
che sta suonando un player di classe e che le casse per essere monitor
così piccoli stanno facendo miracoli. Certo tutto questo ben di dio
suona piuttosto sacrificato e sarebbe molto difficile, in questa
situazione, capire che contributo stiano dando i vari filtri, cavi di
alimentazione e di segnale, fusibili in argento, tanto più che queste
cose agiscono specialmente sulla trasparenza, che è il parametro più
penalizzato dal doppino.
Vediamo se si può far di meglio passando ad analizzare i cavi della prima fascia, la fascia Budget (160-200 Euro):
Il
salto di qualità che si fa già con i cavi di questa prima fascia
ne giustifica abbondantemente l'acquisto, anche per un impianto di
caratteristiche molto più modeste rispetto a quello usato nella prova.
Difficilmente una cifra analoga investita in qualunque altro
componente può portare a migliorie di pari portata. Questo non
esclude in assoluto che pari o migliori risultati si possano ottenere
con soluzioni più economiche, ma noi questi cavi abbiamo valutato
e di questi parliamo.
Raddoppiando il budget, passiamo ad una fascia che raccoglie
una gran fetta dei cavi sul mercato e sulla quale spesso si orientano
le scelte di molti audiofili, la fascia Media (250-480 Euro):
Con
questi cavi le differenze di carattere si fanno più marcate.
Cercando il giusto accoppiamento con il proprio impianto il salto di
qualità può diventare già notevole. Con un impianto del livello usato
nella prova, probabilmente anche con uno più modesto, la spesa è
senz'altro giustificata, per gli stessi motivi esposti sopra.
Sulla
prossima fascia la spesa si fa più impegnativa, raddoppiando ancora il budget
rispetto alla precedente. Parliamo della fascia Medio-alta (700-800
Euro):
Con
i migliori tra questi cavi si fa un ulteriore salto di qualità. Poichè
la spesa è aumentata sensibilmente, la scelta va fatta valutando
adeguatamente l'interfacciamento ed il livello dell'impianto in cui i
cavi vengono inseriti. Può essere senz'altro giustificata per un
impianto del livello usato per la prova, mentre con un impianto di
livello più modesto non è escluso che la differenza di budget
che separa questi cavi dalla fascia precedente possa essere
investita con maggior successo in altri componenti.
Raddoppiamo
un'altra volta il budget e voliamo verso le vette dei prodotti Hi-end.
Ci siamo spostati sulla fascia Alta (1300-1700 Euro):
Difficile
dare un giudizio globale su questa fascia, tanto diverse sono state le
performance dei tre cavi analizzati. Abbiamo ascoltato un cavo che ci
ha lasciati perplessi ed uno che ci ha fatto gridare al miracolo,
passando per uno con una timbrica eccezionale, che si staglia
nettamente al di sopra della fascia precedente, ma conserva un'ombra di
velatura. La spesa è molto importante, pari al costo di un intero
impianto entry level. L'inserimento di questi cavi va considerato
probabilmente solo in impianti Hi-end. Ciò detto, restiamo
convinti che il salto di qualità percepito sull'impianto da noi usato
con il migliore tra questi cavi resti difficilmente raggiungibile
investendo una pari cifra altrimenti.
Eccoci
infine ai cavi da ricconi, prezzi che di nuovo raddoppiano il budget e
arrivano a quintuplicarlo rispetto alla fascia precedente. Non siamo al
top di spesa di quanto può offrire il mercato (non c'è limite, a quanto
pare) ma siamo comunque al top di quanto i sottoscritti hanno avuto la
fortuna di provare, non solo in questa occasione. Parliamo appunto
della fascia Top (oltre 2500 euro):
Che
dire di questi cavi? Costano un botto (alcuni anche due...).
Forse meriterebbero un impianto di livello superiore a quello
utilizzato, ma anche su questo almeno due su tre hanno esibito
performance al top di tutto il lotto, decisamente superiori a quelle
della stragrande maggioranza degli altri cavi in prova. Se non avete
problemi di budget vale sicuaremente la pena farsi un ascolto con cavi
di questa fascia, poi giudicate voi se valga la spesa comprarli.
Bene, se avete resistito fin qui nella lettura, forse sarete interessati anche a leggere
la prova dei cavi di segnale, o forse preferite
saltare direttamente alle nostre
conclusioni.
Ringraziamenti
Desideriamo ringraziare Anna Bigatti e John Abbott, coppia di audiofili genovesi, per il prezioso aiuto prestato nel corso di questa prova in
qualità di componenti della giuria.
|
 |