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Doppio
ascolto
Con l'articolo di questo mese vogliamo introdurre una nuova
rubrica della nostra rivista: Doppio Ascolto. Gli oggetti
che per una ragione o per l'altra attrarranno la nostra attenzione
in modo particolare saranno provati da due recensori invece
di uno. Ciò, speriamo, darà al lettore una visione
piu' ampia e pluralista dell'oggetto stesso.
Introduzione
Chi di voi conosce Dick Sequerra alzi la mano
.bene,
vedo che siete tantissimi; per quelli che invece ignorano
chi sia c'è il suo sito www.sequerra.com.
Se andate alla pagina del Curriculum Vitae vi rendete conto
che il signore in questione è praticamente una colonna
del mondo dell'audio nel quale opera da circa il 1949.
I suoi progetti più famosi nel campo dell'audio per
casa sono il famoso sintonizzatore e i diffusori oggetto di
questa prova.
Le
MET
La prima versione delle Sequerra MET si perde nella notte
dei tempi, sicuramente io me le ricordo negli ormai lontani,
temporalmente e socialmente, primi anni '80. Allora erano
un oggetto in netta controtendenza; in un mercato dove anche
il più umile dei minidiffusori aveva il suo tweeter
a cupola le MET esibivano fiere il loro tweeter a cono in
carta, dove gli altri ricercavano altoparlanti montati a filo
e spigoli smussati per ridurre le diffrazioni le due americanine
avevano la loro cornicetta e il tweeter era addirittura incassato!
Insomma, fin da allora un oggetto singolare che sicuramente
non tentava di attirare l'attenzione del cliente con qualche
più o meno celata ruffianeria.
I diffusori oggetto di questa prova sono l'ultima versione,
le MKIV.
Costruzione
Secondo me sono oggetti bellissimi.
Piccole e nere con una finitura leggermente goffrata e i due
bei driver in mostra danno piacere al solo vederle. La mia
dolce metà quando le ha viste, abituata a quelle due
"lavatrici" che mi tengo in casa, si è espressa
in un sognante "fichissime
".
Non c'e' griglia di protezione, i centri di emissione dei
due altoparlanti sono allineati temporalmente, non esiste
possibilità di biwiring (c'è solo una coppia
di morsetti) mentre e' presente
un potenziometro per la regolazione dell'emissione del tweeter;
insomma un oggetto sobrio, che sembra pensato più per
un uso "PRO", come ad esempio piccolo monitor, piuttosto
che per tutte le varie pratiche onanistiche di noi audiofili.
I
due altoparlanti sono veramente dei begli oggetti, il tweeter
attira subito l'attenzione con il suo "nasetto"
dorato, il woofer, come vedete dalle foto, ha un'ottima costruzione
e un complesso magnetico ben dimensionato e schermato, sul
fondo del magnete e' presente un foro di decompressione. Il
mobile sembra essere costruito in MDF ed e' totalmente riempito
d'assorbente, più denso sulle pareti esterne, meno
al centro.
Suono
Ho posizionato le due piccolette al centro della stanza, distanti
circa un metro dalla parete di fondo e ad un'altezza di circa
65 cm da terra. Fra loro buoni due metri. Non ho fatto molte
altre prove, per me il carattere, l'impronta di un componente
si capisce subito e questo è lo scopo di una prova,
il "fine tuning" lo lascio agli eventuali possessori
per il loro giusto divertimento. Dato che non sapevo quanto
avessero lavorato le ho fatte suonare per circa 50 ore prima
della prova vera e propria. Il primo ascolto l'ho fatto collegandole
al mio monotriodo da una quindicina di watt, una sfida per
un diffusore che ne chiede almeno 30
Fin dal primo disco emerge, nel bene e nel male, la grande
personalità di questi diffusori, il suono è
veloce, molto, l'immagine ampia e ben definita, i diffusori,
grazie anche alle loro dimensioni, spariscono letteralmente.
Gli estremi gamma ci sono e sono anche ben definiti, ovvio,
in basso qualcosa manca, ma fin dove arriva, il diffusore
ci arriva bene. Quella che invece mi ha lasciato un po' perplesso
è la gamma media, secondo me leggermente indietro rispetto
al resto. Ciò inficia un po' la trasparenza del diffusore
che non è ai massimi livelli.
La dinamica è molto buona in assoluto, solo se si alza
troppo il volume il messaggio si comprime un po'.
Ma la prova non poteva finire qua, provare un diffusore del
genere con un monotriodo sarebbe come provare una formula
1 in un rally direte voi. Così, grazie all'amico Fabio,
ho potuto collegare le MET al suo muscolo ma nobile YBA Integre',
50 watt a stato solido di gran razza.
Le cose vanno sicuramente meglio, l'Integre' sfrutta le due
piccolette con più sicumera del triodone, permettendo
una ulteriore estensione in basso e una minor compressione
generale ad alti livelli.
La gamma media rimane però non perfettamente definita
e con lei quel senso di limitata trasparenza che non mi molla.
L'immagine invece, gran punto di forza di questo diffusore,
si espande ancora di piu' mentre la focalizzazione rimane
inalterata.
Un diffusore insomma ben fatto e che utilizza componenti di
pregio che però mostra una personalità particolare
che esige un'altrettanta particolare cura nel trovare, nell'amplificazione,
una degna compagna, capace di esaltarne i punti di forza.

L'ascolto
di Bebo Moroni
E'
probabile che io e Giovanni ( e questo è il bello della
cosa, ed è anche la filosofia della nostra rivista
che professa il libero pensiero e il libero arbitrio sonoro
- partendo da presupposti di qualità che devono però
essere assodati e comuni) cerchiamo cose differenti da un
diffusore, oppure che Giovanni sia più esigente di
me, che nel corso del tempo sono diventato un po' "liberale"
e tendo a scusare non i difetti, bensì le personalità,
ove di personalità ve ne sia, delle apparecchiature,
specie in quelle che della personalità hanno fatto
il loro punto di forza. E indubbiamente le Sequerra Met si
sono, sin dalla prima versione, distinte dal resto della produzione
( tantopiù ai giorni nostri in cui di mini-diffusori,
o comunque di diffusori compatti, c'è n'è a
bizzeffe e la tendenza comune è quella di riproporre,
più o meno, sempre la medesima impostazione sonora),
proprio in virtò di una personalità marcatissima
e poco desiderosa di cercare accomodamenti con l'ascoltatore.
Questa è, insomma la Met di Sequerra. Vi piace? Bene,
con tutta probabilità non riuscirete più a separarvene.
Non vi piace? La detesterete, le troverete mille difetti,
mille carenze ( probabilmente esagerando, ma si sa come succede
quando si ama e quando si odia). La Met non vi lascerà
comunque indifferenti, e io aggiungerei che non mi pare assolutamente
poco.
A me piace molto quella sua sonorità pastosa, quel
suo essere avulsa dall'iper-trasparenza, dall'iper-realismo
che grazie ai tweeter metallici - la disdicevole mania di
voler a tutti i costi approssimare il suono dei diffusori
planari, e per di più di quelli più estremi
nel loro voler essere strumenti radiografici più che
musicali- regnano ormai sovrani.
Io trovo, a tutt'oggi, la musicalità della Sequerra
decisamente superiore a quella della gran parte dei suoi concorrenti
compatti. Certo, va accoppiata con grande meticolosità,
le vanno assegnati dei partner assolutamente al di sopra di
ogni sospetto, sostanzialmente è sulla Met che va costruita
la catena d'ascolto, non si può pretendere di aggiungerla
ad un impianto precostituito e pretendere di avere la garanzia
automatica che le sue prestazioni saranno ottimali, indipendentemente
dalla qualità in assoluto dell'impianto pre-esistente.
Predilige amplificazioni a stato solido dinamiche e non troppo
caratterizzate in gamma acuta : ricordo di averle sentite
suonare magnificamente con un "piccolo" - si fa
per dire- Mark Levinson N°29 , il "vecchio 50 Watt"
della casa, con un Jadis JPL come preamplificatore ed un altro
grande vecchio, il Marantz CD 94, con la sua gamma media aperta
e dettagliata, come sorgente- ma devo dire che anche in questa
prova, facendole pilotare da un finale a valvole dinamico
e per certi versi graffiante come l'Harman Kardon Citation
II ( 1964, impressionante per modernità musicale) a
sua volta pilotato dal pre "phenomena" Bryston BP1,
altro recordman di trasparenza e chiarezza in gamma media,
si sono riproposte per quello che sono, o che almeno a me
appaiono: diffusori musicali come pochi oggidì, con
pochi concorrenti attuali, come pochi erano agli albori della
loro produzione. Solide in basso ( sinché possono scendere),
morbide in gamma media, molto estese e dettagliate, ma pur
sempre contenute, in gamma acuta. E se ciò non bastasse,
aggiungo una scena sonora non pazzescamente ampia, ma di un
equilibro e di una credibilità, quali a pochissimi
diffusori ( Dalquist DQ 10, Stax ELS F1, Pro Ac Studio IV,
Rogers LS 3/5a - se ben posizionate) è stata concessa.
Indubbiamente è uno di quei diffusori che vanno acquistati
solo dopo lunghi ed attentissimi ascolti. Ma se li si sceglie,
se li si pìlota a dovere, non si rimpiangeranno mai
- potrei giurarci - i soldi spesi.
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