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Bentrovati.
Questa volta il lavoro di conoscenza e ascolto si è
indirizzato alla nuove produzioni Rega in fatto di amplificatori
di potenza a stato solido: il Mira 3, che proviamo in anteprima
nazionale, e sul nuovo, anche se non nuovissimo, lettore cd:
il Planet 2000. Abbiamo deciso di effettuare una prova in
coppia per saggiare le potenzialità della catena mono-marca,
che di questi tempi sta riscoprendo fasti e apprezzamenti.
Abbiamo altresì voluto proporre entrambi gli apparecchi
individualmente, per consentire una maggiore efficacia comunicativa
verso i nostri lettori, anche quelli che non interessati allacquisto
della coppia, ma solo del singolo pezzo.
Suonerà
strano ma personalmente ho apprezzato da sempre più
i giradischi digitali, che non la produzione analogica di
questo produttore. Probabilmente perché trovo il lavoro
svolto sulla serie Planet, dalla prima versione a oggi, davvero
notevole e innovativo. Al contrario di quanto fatto per lanalogico
la serie Planet si è da subito contraddistinta per
lalta componente di innovazione. Telaio in pressofusione,
caricamento dallalto, estrema qualità nelle conversioni,
fanno del Planet un piccolo campione di rapporto Prezzo/Know-how.
Quello che mi colpisce positivamente di Rega è la capacità
di aggiornare costantemente i propri prodotti anche in un
settore quello digitale che si evolve a velocità folli.
Per farlo, spesso, si usa il prepensionamento degli apparecchi,
promuovendo sempre nuovi prodotti al passo con i tempi. Rega,
invece, ha scelto di aggiornare le macchine sempre con un
occhio allacquirente, che non vuole vedere superato
il proprio chip di conversione digitale nel giro
di poche settimane. A ciò basta aggiungere labbordabilissimo
budget necessario allacquisto per fare degli apparecchi
in prova dei veri best buy! Lho detto!
Le sale dascolto
La
prima sala dascolto, mia personale, è stata progettata
e trattata acusticamente in maniera efficace pur senza dare
nellocchio, le correzioni acustiche, infatti, vengono
espletate dai componenti del mobilio, che come dicevo è
stato opportunamente progettato. Il risultato finale è
una stanza di forma rettangolare di medio-piccola cubatura,
come se ne trovano in molti appartamenti cittadini. Con librerie
colme di testi sulle pareti laterali ad evitare coloriture
e sbilanciamenti della scena, un divano, di fronte ai due
piedistalli che ospitano le casse, come seduta, che garantisce
copertura della parete contribuendo a scongiurare le deleterie
riflessioni primarie. Alle spalle dei diffusori, distribuito
in maniera regolare del materiale fonoassorbente e altro fono-riflettente,
per migliorare la profondità della scena e al tempo
stesso diminuire le risonanze dellambiente. A terra
un bel tappeto caucasico anchesso con funzioni
di equalizzazione e inibizione delle riflessioni primarie.
Infine la parete dietro la postazione dascolto è
riflettente, come avviene sovente negli studi di registrazione.
Il tutto ovviamente ottimizzato attraverso estenuanti sedute
dascolto.
Laltro
ambiente leggermente più grande, è stato trattato
mediante tappeti, quadri di tela e tube traps, seguendo la
medesima filosofia, e viene utilizzato quale alternativa allambiente
abituale perché consente di testare gli apparecchi
avendo a disposizione più aria nellambiente e
pareti più grandi. Unica differenza concettuale sta
nel fatto che la parete dietro lascoltatore è
trattata con piramidale poliuretanico a cellule chiuse.
Lascolto
in ambienti differenti (come con apparecchi differenti), aiuta
chi scrive ad immaginare differenti usi dei medesimi apparecchi,
mettendo così al riparo da errori di valutazione indotti
da difetti del proprio set-up di ascolto. Troppo spesso vengono,
purtroppo, elargite stroncature decise nei confronti di apparecchi
conosciuti in maniera insufficiente, approssimativa o addirittura
sbagliata per quanto concerne linterazione con lambiente
in cui essi sono chiamati a lavorare.
Limpianto di riferimento
Sarebbe
meglio parlare di impianti di riferimento visto che i Rega
in prova sono stati abbinati con partner diversissimi tra
loro in modo da verificare più di una tipologia dinterfacciamento.
Le sorgenti digitali utilizzate sono state un Marantz cd 67
pesantemente modificato, un Rotel 541 cd. Le sorgenti analogiche
invece vanno dal giradischi Pro-ject 2.9 wood con il proprio
braccio, al Thorens Td 124, con braccio Sme 3009, al Thorens
td160 con braccio di serie; le testine: una Sumiko Pearl,
e una Shure N 97xE, entrambe MM.
Venendo allamplificazione, ho utilizzato un pre-phono
Pro-ject: The phono box, un pre-phono valvolare autocotruito,
un ampli valvolare autocostruito Lo Scherzo, un
Galactron Mk 2060, un pre mini-pre, un finale
Am Audio A-50. I diffusori: Sonus Faber Concertino Home, B&W
801, prima serie e Opera 1.5 AV. Tavolino Solid Steel. Cavi:
Van Den Hul di potenza e di segnale, Cablerìe dEupen
dalimentazione, Monster Cable di segnale.
I
dischi ascoltati
Nel formato CD ho ascoltato, in ordine sparso: John Scofield,
Works for me, Verve; Dave Matthews Band, Listener Supported,
Rca; Scott Anderson, Steve Smith, Victor Wooten, Vital Tech,
Tone Center; GentleGiant, Octopus, Vertigo; Banco del mutuo
soccorso, Darwin, Virgin.
Per quanto riguarda gli LP: Miles Davis, Kind of Blue, Columbia;
Jethro Tull Acqualung, Chrysalis; Genesis, Selling England
by the pound, Carisma; Agnes Buen Garnak, Jan Garbarek, Rosensfole,
Ecm; Bob Marley, Rastaman Vibration, Islands; Chick Korea,
Return to forever, Ecm.
Rega
Planet 2000, Mira 3: la costruzione
La
veste dei nuovi Rega, è decisamente accattivante, tutti
gli apparecchi in dipendentemente
dalla tipologia si presentano con un frontale snello, fatta
eccezione ovviamente per i giradischi,. Il Planet 2000 al
centro del pannello mostra il bel display con caratteri rossi,
le indicazioni sono le solite, cè anche una griglia
che riporta il numero totale delle tracce. Alla sua sinistra
troviamo il pulsante daccensione anchesso illuminato
di rosso, e sulla destra troviamo i 4 morbidi tasti per gli
essenziali controlli della macchina, il play, lo stop e i
tasti di ricerca tracce. Allestrema sinistra del pannello
troviamo il logo Rega e la sigla dellapparecchio.
Sul retro del Planet da sinistra al centro vi sono i connettori
rca per luscita analogica, il connettore
toslink, quello coassiale, come uscite digitali, infine al
centro dellapparecchio il connettore per il cavo di
alimentazione.

Il retro del Mira 3 invece è piuttosto affollato: da
sinistra troviamo i connettori per le sorgenti, inclusa quella
per il giradischi, con la vite per il collegamento della massa
sopra la fila degli ingressi. La dotazione prevede due uscite
per la registrazione analogica, e due coppie di connettori
per lingresso di un pre-amplificatore separato e le
uscite per un ampli esterno oppure per una sub amplificato.
Procedendo con lo sguardo verso destra incontriamo le uscite
di potenza, e da ultimo il connettore per il cavo di alimentazione.

Sia
pulsanti che connettori sono apparsi di qualità in
linea con la concorrenza, nota positiva riveste la possibilità
del Mira 3 di utilizzare un preamplificatore o un finale esterni.
Queste possibilità ne fanno un ottimo elemento per
quanto riguarda bi-amplificazioni e applicazioni multicanale,
la versatilità quindi non manca.
Il frontale del Mira 3 appare ancora più spoglio di
quello del Planet 2000, soliti loghi sulla sinistra, pulsante
di accensione illuminato di rosso quando acceso, pomello centrale
con il doppio compito di selettore della sorgente e controllo
di volume. Il tutto mediante un semplice switch che fa cambiare
la funzione al tocco, premendo una seconda volta torna ad
essere un preciso controllo di volume, a passi da un decibel.
Sulla sinistra del pomello troviamo lelenco delle sorgenti
con led a segnalarne la scelta. Sulla destra i due pulsanti
del mute e del monitor per la piastra di registrazione.

Lascolto
del Planet 2000
Non nascondo che il Planet 2000 mi sia piaciuto molto, rispetto
alla prima versione trovo che siano stati smussati tutti i
difetti più grossolani, come una certa durezza e invadenza
della gamma bassa e unestensione un tantino limitata
nella gamma alta. Sicuramente ciò è dovuto a
una molteplicità di fattori: lo stadio dalimentazione
è stato ridisegnato, i convertitori digitali sono stati
aggiornati, linvolucro seppur meno originale esteticamente
ha guadagnato in solidità. I piedini dappoggio
dellapparecchio sono stati studiati molto attentamente.
Forse si sarebbe potuto
fare di più per la solidità generale che non
è ai massimi livelli e anche il coperchio del lettore
non appare invulnerabile, ma forse a questo prezzo davvero
si parlerebbe di miracolo.
La ricostruzione della scena sonora è largomento
da cui voglio cominciare perché è quello che
più mi ha colpito, molto estesa sia in profondità
che in larghezza, fa pensare molto da vicino al vinile, anche
se in termini di dinamica e dettaglio ancora non ci siamo.
In relazione, invece, a sorgenti digitali di pari costo e
oltre, mostra un vantaggio difficilmente colmabile in tutti
i parametri relativi allimmagine stereofonica. Timbricamente
ineccepibile, esteso, controllato, neutro senza apparire vacuo.
Come dicevo in apertura la gamma bassa è quella che
impressiona di più per completezza, velocità
e grinta. Le elettroniche digitali sono molto spesso orientate
verso un baricentro timbrico posto in alto, il Planet 2000
non smentisce questo assunto ma lo smussa un pochino in direzione
di una luminosità non fastidiosa o affaticante La dinamica
offre spunti molto divertenti per un coinvolgimento psichico
notevole, senza entrare in complicate tesi di psico-acustica,
unottima dinamica è garanzia assoluta di partecipazione
emotiva e quindi di gradimento del messaggio sonoro da parte
dellascoltatore, un messaggio sonoro piatto invece annoia
anzitempo, rende tutto monotono e accorcia inesorabilmente
le sedute dascolto.
Per quanto mi riguarda il Planet 2000 rappresenta un riferimento
assoluto nella sua fascia di prezzo con velleità di
rompiscatole anche nei confronti di lettori di maggior costo.
Lascolto
del Mira 3
Il Mira 3 è un ampli molto muscoloso, la potenza di
targa la sfodera tutta senza particolari indurimenti anche
a volumi non proprio urbani. Certo molto dipende dallefficienza
dei diffusori, ma il sottoscritto non possiede larga banda,
o diffusori pro, quindi con normali bookshelf, il Mira 3 è
in grado di portare al limite senza fatica più di un
diffusore. Attenzione ai led luminosi del volume per il piacere
dellocchio è bello vederne molti accesi a circondare
il comando stesso, ma per lorecchio il discorso si fa
pericoloso, a meno che non vi troviate in ambienti di grandi
dimensioni, e allora divertitevi pure.
Un parametro su cui mi sono un po soffermato e nella
cui analisi voglio coinvolgervi è lestensione
in frequenza dellapparecchio. Mi spiego: il Mira 3 è
quanto mai preciso e neutro laddove serve, in tutte le zone
dello spettro sonoro udibile si mostra pulito e onesto, la
scena come nel Planet, a questi prezzi è da primato,
il basso è veloce pulito, ma anche energico e coinvolgente,
questo fino a raggiungere lestremo basso dove ad un
certo punto si ferma e non emette più. Faccio notare
questa caratteristica che a me ha fatto piacere, come risvolto
di un probabile difetto. Perché mi ha fatto piacere
un difetto? Perché in relazione alla fascia di prezzo
dellapparecchio di più non si può fare,
lalternativa sarebbe stata quella di proporre un basso
più impreciso, meno definito, ma più esteso,
sarebbe stato meglio? Io non credo. Insisto nel dire che lequilibrio
timbrico del Mira 3 è encomiabile, forse propende caratterialmente
per il registro alto, ma si rimane comunque entro i limiti
del buon ascolto, certo labbinamento con diffusori con
difetti di protagonismo in questa gamma di frequenza ne potrebbe
minare le prestazioni e quindi ne sconsigliamo labbinamento,
ma in tutti gli altri casi la versatilità del Mira
3 si è dimostrata enorme. Lo abbiamo provato con diffusori
piccoli e grintosi come le Sonus Faber Concertino Home o grandi
e morbidi come le intramontabili B&W 801, prima serie
e in entrambi i casi si è dimostrato attentissimo nellaccompagnare
senza prevaricazioni il carattere sonico del partner. Unico
vero appunto della prova mi sento di farlo, come da premessa,
per quanto riguarda il versante analogico delloggetto.
Lo stadio Phono non si direbbe allaltezza di questo
ottimo amplificatore che con le sorgenti digitali va alla
grande. I difetti in questo caso mi sembrano evidenti: poca
precisione nella focalizzazione degli strumenti, grana un
po grossa, scena al di sotto delle aspettative, insomma
si comporta da collo di bottiglia.
In sintesi un ottimo amplificatore, muscoloso dinamico, ma
anche raffinato e suggestivo, non si scompone neanche di fronte
alle esagerate richieste di potenza e di capacità di
pilotaggio. Per gli amanti dei piccoli gruppi, ma anche delle
grandi orchestre sinfoniche.
Lascolto
insieme
Insieme i due oggetti in prova hanno semplicemente sommato
le loro prerogative migliori smussando le peggiori, in definitiva
mi sembra un abbinamento azzeccatissimo, il migliore tra quelli
effettuati in questa prova, anche con partner di maggior pregio,
tenendo in buon conto anche lequilibrio della spesa.
Il Mira 3 nello specifico perde o minimizza il limite di estensione
in gamma bassa, parametro che vede infatti brillare il Planet
2000 su tutti i concorrenti. Il Planet 2000 guadagna in apertura
della scena e in dettaglio. Consideriamo quindi assolutamente
verificato lintento di Rega di far suonare i suoi apparecchi
gli uni con gli altri. Infatti al di là delle caratteristiche
proprie degli apparecchi quello che emerge è la cura
delle sinergie in atto tra le elettroniche, cosa molto difficile
da raggiungere con abbinamenti tra apparecchi di marche differenti,
non fossaltro per la difficoltà di ascoltare
a lungo apparecchi diversi presso i rivenditori scegliere
con cura gli abbinamenti del caso.
Conclusioni
Le conclusioni che posso trarre da questo lavoro sono molteplici.
Anzitutto noto con piacere che molti marchi si stanno attrezzando
per offrire al cliente finale impianti completi che si muovono
in sinergia. Un tempo si sarebbe detto che dividere la ricerca
in più settori avrebbe compromesso la qualità
generale, ma oggi che le circuitazioni digitali sono alla
portata di tutti ciò non è più vero.
Se è giusto da un lato riconoscere che la specializzazione
ha portato indubbi benefici in materia di sviluppo, è
anche vero il rovescio della medaglia, dove per riassumere
vale il detto che la mano destra non sa ciò che fa
la sinistra. Mi spiego ancora meglio con un esempio. Negli
anni 80 in piena esplosione digitale, si pensava di
far suonare i transistor con il freddo e tagliente formato
a 16 bit, risultato: una montagna di appassionati e ve ne
sono ancor oggi, si sono dovuti mettere in casa superate
amplificazioni valvolari, per limitare il più possibile
i difetti del formato della tecnologia (allora agli inizi)
digitale. La situazione ora non è cambiata di molto,
infatti il vintage va alla grande. Tutto questo
panegirico per dire semplicemente che se progettando un lettore
cd lo si sviluppa facendo riferimento alla propria produzione
in fatto di amplificatori, forse, sarà più semplice
arrivare alla fine del processo, ad un impianto equilibrato
e viceversa. La Rega questo concetto lo scrive a chiare lettere
sui propri manuali, cito da quello del Rega Planet 2000: The
Planet CD player has a unique sound that harmonises with the
rest of our products and is in contrast to the tonal qualities
of most player. Quindi, tranquillizzando tutti sulle
sottili implicazioni di questo messaggio, non posso che consigliare
a chi deve sostituire sorgente digitale e amplificatore di
pensare molto seriamente alla coppia Rega, che a mio parere
non farà mai rimpiangere i soldi spesi. A patto di
abbinarli ad una coppia di diffusori non economicissimi e
di carattere, ci si può anche sbizzarrire con la gamma
bassa, vista la generosità e la qualità offerta
dai nostri, ma attenzione alla gamma alta, che invece deve
essere molto controllata onde limitare al massimo la fastidiosa
freddezza digitale. Che volete abbiamo ancor oggi di questi
problemi con il digitale
Auguriamoci,
a questo punto, di poter parlare presto su queste pagine dei
nuovi apparecchi Rega in formato multicanale.
Alla prossima
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