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Il
mio primo approccio con la Pro-ject Audio lo ebbi alla fine
degli anni novanta quando presi familiarità con lallora
modello di punta della produzione: il Perspective mi impressionò
moltissimo per lo spettacolare rapporto qualità/prezzo
e, ovviamente, per le sue eccellenti doti di riproduzione
audio.
Ho ascoltato a lungo il 6.1, lottimo 6.9 e, se non ricordo
male, mi capitò sotto tiro anche il piccolo (di prezzo)
1.2. Devo dire che ormai unidea sulla produzione dellazienda
austriaca me la sono fatta: prodotti ben progettati senza
concorrenza nella loro fascia di prezzo ed estremamente versatili.
Oggi la gamma di giradischi è cresciuta arricchendosi
sia nella fascia entry level con il Debut, ma soprattutto
nel settore alto del catalogo con la serie RPM, che annovera
lottimo RPM 9, di cui si dice un gran bene.
Il modello in prova fa parte della fascia intermedia del catalogo
Pro-ject ed in particolare è inserito nella categoria
design line, cui appartengono i prodotti con un
design particolarmente accattivante e composta, oltre che
dal già citato Perspective, anche dal fratello del
2.9 Wood, il Classic, che differisce per la finitura nera
laccata.
La
costruzione
Il
2.9 wood è un prodotto molto ben riuscito sia da un
punto di vista estetico che costruttivo in genere.
La realizzazione come da tradizione Pro-ject prevede investimenti
là dove serve e risparmio dove è possibile ottenerlo.
In questo modo lacquirente può tranquillamente
affrontare la spesa che si ripropone al riparo da sgradite
sorprese.
Il mobile del 2.9 come dice la parola wood è di legno
(di pero), molto bello a vedersi, tra laltro si sposa
benissimo con il look della mia sala dascolto, alla
quale dona quel tocco di eleganza che lo farà sicuramente
accettare dalla componente femminile della famiglia, molto
più spesso inorridita che attratta da più di
un giradischi famoso!
Il telaio è del tipo rigido senza sospensioni di sorta,
se escludiamo il disaccoppiamento del motore rispetto al telaio
stesso. Devo dire che la Pro-ject produce sia giradischi con
telaio rigido, sia con telaio flottante, poco spazio alle
ideologie, quindi.
Il piatto è in sandwich metallo-vinile, dal diametro
di poco inferiore a quello di un 33 giri e abbastanza smorzato.
E dotato di clamp da serrare al perno per migliorare
laccoppiamento tra disco e piatto. Il tutto poggia su
quattro piedi di plastica e gomma, purtroppo non regolabili.
Per mettere in piano il piatto ho dovuto livellare in maniera
fine il mobile porta elettroniche, accorgimento che però
non tutti possono praticare, ma pazienza, non si può
avere tutto dalla vita. Il braccio, il 9 è
prodotto dalla stessa Pro-ject è un canna dritta da
23 cm con shell integrato, è dotato di contrappeso
con scala graduata per la misurazione del peso di lettura,
in verità molto precisa, lantiskating funziona
con il tradizionale pesetto appeso ad un filo di nylon con
tre possibili regolazioni, anchesso si è dimostrato
molto preciso. Posteriormente troviamo il cavo dalimentazione,
non sostituibile a meno di manomissioni e una coppia di connettori
rca ben più utili per la scelta del cavo appropriato
che porterà il segnale al pre-phono. Il tutto è
ricoperto da un bel coperchio di plexiglass rimuovibile in
fase di ascolto, che oltre proteggere lapparecchio lo
rende ancora più raffinato alla vista. Le rifiniture
sono impeccabili in relazione alla fascia di prezzo dellapparecchio.
In
sala dascolto
Ho
ascoltato il 2.9 wood nel mio consueto ambiente dascolto,
progettato per assecondare il messaggio proveniente dai diffusori
anziché disturbarlo e distorcerlo, accompagnato dal
fumo del mio Toscanello, senza il quale il mio livello di
concentrazione rimane, haimè, piuttosto basso, quasi
che linutilità di tale pratica mi aiuti a concentrarmi
su qualcosa desterno, come è di solito la prova
di un nuovo apparecchio. Una sorta di meditazione.
La catena dascolto è così composta: giradischi
di riferimento Thorens Td 124 con braccio Sme 3009 seconda
serie e testina Shure N97xE; amplificatore integrato Galactron
Mk2060; Diffusori Sonus Faber Concertino Home su stand dedicato;
pre-phono a tubi, autocostruito; cavi dalimentazione
dEupen per lamplificatore e per il pre-phono;
cavi di segnale Monster Cable e Van Den Hul, cavi di potenza
Van Den Hul, tavolo per le elettroniche Solid Steel.
Sul protagonista della nostra prova ho montato una testina
Sumiko, nella fattispecie la Pearl; unaccoppiata classica
ma dotata di solide fondamenta.
Mi accomodo sul mio divano dopo aver posato il braccio del
2.9 wood e la sua relativa appendice
appuntita sui solchi di Rosensfole,di Agnes Buen Garnas, e
Jan Garbarek, etichetta Ecm e dopo diversi minuti mi accorgo
di essermi fatto trascinare in un ascolto estatico, ma privo
di riflessioni audiofile. Piuttosto innervosito, mi accendo
il su menzionato sigaro, rimetto tutto daccapo e mi risiedo
ma
accade di nuovo e mi spazientisco ulteriormente, più
per linsuccesso del fumo, che non per il trascorrere
inoperoso del tempo. Purtroppo, per tutta la serata non riuscirò
a concentrarmi sugli aspetti tecnici dellapparecchio,
e non perché questo non meriti, qui viene il bello,
la mia carenza di attenzione è stata dovuta, per tutta
la serata, al particolare coinvolgimento che il 2.9 wood produceva
tra me e lo splendido disco di Garbarek. Il fatto è
che a poco varrebbe citarvi lottima ricostruzione scenica,
la cristallina facilità di riproduzione o peggio lassoluta
pulizia dellabbinamento testina/braccio/piatto, risultato
davvero azzeccato. Certamente il mio riferimento, il supremo
TD 124, mostra una dinamica decisamente superiore, una maggiore
scioltezza nellaffrontare i passaggi più complessi,
e una grana molto più raffinata; anche la ricostruzione
dellimmagine è superiore sotto ogni punto di
vista, più plastica, contrastata e verosimile. Si tratta
di considerazione ovvie, il Thorens TD 124 appartiene ad unaltra
classe di prodotti, ma se ne possono ricavare alcune indicazioni
comunque utili per riferire del livello di qualità
assoluta raggiunto dal nostro 2.9 Wood.
Limmagine acustica ricreata nel mio ambiente da questo
piacevole giradischi Austriaco è comunque viva, molto
luminosa; le voci femminili sono solari e delicate, le maschili
affascinanti e molto armoniose. Labbinamento con la
Sumiko Pearl è ottimo; la testina ha dalla sua un carattere
piuttosto asciutto e neutrale, con un basso controllato e
pulito, non ricchissimo di contenuto armonico ma ben scandito;
medesima impostazione poi in gamma medioalta, ben estesa e
articolata, senza effetti speciali o sibilanti ad aggredire
lorecchio. Il Wood sembra allora assecondare tutte le
caratteristiche positive della Sumiko, producendo una sinergia
equilibrata e convincente; una rapida prova della Shure N
97xE sul braccio Project non ha prodotto risultati altrettanto
convincenti, con un basso molto meno preciso e articolato,
ed una sensazione di scollamento con il resto della gamma
audio abbastanza evidente.
I punti forti del 2.9 Wood li troviamo nella neutralità
della riproduzione, senza caratteri particolarmente marcati
in ciascuna gamma di frequenza; nella capacità dinamica
che se supportata da unamplificazione allaltezza
della situazione raggiunge livelli notevoli. Infine, nella
ricchezza di informazioni che è tale da ridicolizzare
più di una sorgente digitale, discorso che non approfondisco
per non cedere alla tentazione di gettare tutta la sudata
collezione di CD, purtroppo mi capita spesso al cospetto di
sistemi analogici di questo livello.
Il confronto con il riferimento, più che per una valutazione
comparativa con loggetto in prova, è risultato
utile per una analisi sugli accoppiamenti tra base, braccio
e testina, sempre molto critici in ambito analogico. I risultati
ottenuti fanno ipotizzare la possibilità di abbinare
testine di qualità superiore a quella in prova, con
la garanzia che il Pro-ject saprà valorizzarle comunque
al massimo (a questo proposito sono vivamente consigliate
differenti prove sul campo).

Conclusioni
e sintesi
Lascolto
protratto per diversi mesi mi ha lasciato qualche sicurezza
in più. La sicurezza di avere tra le mani un oggetto
veramente ben realizzato, con un carattere tutto sommato facile
da abbinare al resto dellimpianto, con però degli
accorgimenti da tenere a mente. Il Pro-ject 2.9 Wood ama amplificazioni
neutre e vigorose, testine asciutte ma allo stesso tempo precise
ed equilibrate, diffusori anche di mole elevata, e se dovesse
accadervi di usare un pre-phono valvolare sottoponetelo allabbinamento
senza timore. Il proprietario potenziale del 2.9 può
essere benissimo un analogista di primo pelo o laudiofilo
pigro non intenzionato a passare per ore la taratura dellimpianto,
che ascolterà per 15 minuti. Sconsigliato per chi ritiene
la semplicità un vizio e un limite.
Un acquisto vincente nella fascia entry level di qualità.
Potrete trovare di meglio soltanto spendendo molto di più,
ma vi sarà altresì difficile trovare un oggetto
che si disimpegni alla grande dal punto di vista costruttivo,
sonico e, parametro spesso sottovalutato, estetico. In assoluto
questo oggetto rappresenta un investimento da qualunque lato
lo si guardi. Abbinabile a mio avviso con fonorivelatori di
pregio, anche MC. La sostituzione del braccio è consigliata
soltanto se si è sicuri di voler spendere cifre importanti
e verificando attentamente la compatibilità con il
piatto.
In attesa di ascoltare i nuovi Thorens, la concorrenza non
può dormire sonni tranquilli.
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