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Introduzione
Non penso ci sia alcun bisogno di presentazioni; Monrio e
un nome noto a tutti noi da un bel po di tempo. E
ormai una solida realta Italiana, che propone elettroniche
di qualita a prezzi, come vedremo, assolutamente concorrenziali.
Il sito web,
www.monrio.com seppure già on-line
è però purtroppo ancora in costruzione.
Pur non avendo ascoltato, nella mia piccola, anche se lunghissima,
carriera audiofila, molte loro realizzazioni,
ho sempre stimato molto questo costruttore, per la consistenza
dei suoi prodotti e per le raffinate scelte tecniche spesso
utilizzate. In particolare mi ricordo ladozione di un
filtro a PiGreco su un loro finale a stato solido; soluzione
di particolare spicco in un mondo dove lalimentatore
classico di finali anche plurimilionari era costituito da
un ponte raddrizzatore e la solita schiera di condensatoroni
a far la loro figura. Ricordi antichi, che se da una parte
mi rammentano la mia veneranda eta dallaltra mi
confermano che Monrio sta sul pezzo veramente
da parecchio tempo.
Loggetto di questa prova e lAsty, lintegrato
entry level della produzione Monrio
Costruzione
LAsty si presenta veramente bene. Sobrio ma elegante,
nel suo contenitore nero con il bel frontale massiccio in
alluminio spazzolato e anodizzato da ben 10 mm. Linsieme,
grazie al peso e alla compattezza fornisce un senso di solidità
notevole. Sul frontale, dal disegno molto pulito, sono presenti
quattro manopole, da sinistra a destra rispettivamente il
selettore degli ingressi, il balance, il volume e linterruttore
daccensione. Sul pannello posteriore sono presenti,
ovviamente, i connettori dingresso, un po troppo
vicini tra loro, specie per alcuni cavi audiofili
grossi come tubi dellacqua, e i bei morsetti duscita.
Fra i connettori dingresso ce ne e una coppia
denominata direct, le istruzioni dicono che questingresso
può essere usato per utilizzare lampli in un
sistema A/V, in questo caso bisogna spostare un ponticello
allinterno dellampli. Sostenitori dellHT,
siete quindi avvisati.
Completa la dotazione limmancabile presa per il cavo
dalimentazione.

Aprendo il contenitore, lottima impressione avuta alla
prima occhiata si conferma pienamente. Linterno e
molto ben ingegnerizzato, abbiamo la scheda madre, dove
alloggiato praticamente tutto il circuito, il trafo toroidale
e una scheda laterale che assolve alle funzioni di selezione
ingressi e, presumo, pre phono (nel mio caso, essendo lintegrato
solo linea, i componenti non erano montati).

Tutti i componenti sembrano di ottima fattura e la circuitazione
è completamente dual mono a partire dai raddrizzatori.
I potenziometri appaiono un po economici, ma non ho
niente contro questo tipo di componenti che spesso suonano
quasi meglio dei loro cugini ricchi peccando solo
un pò nellaffidabilità.
La potenza dichiarata è di 55w per canale, quasi sicuramente
in classe AB visto che lintegrato rimane sempre poco
meno che freddo nonostante la non estesa alettatura dei finali.
Suono
Dirò subito che questa prova, per quanto mi riguarda,
è un po a metà (ma non vi preoccupate
che ci sarà qualcuno ben più valente di me a
saziare la vostra curiosità) in quanto il non perfetto
incontro con i miei diffusori non mi permette
di sondare a pieno le potenzialità di questo amplificatore.
Non che lAsty abbia suonato male, tuttaltro, però
provare un ampli a stato solido da 55W per canale con dei
diffusori da 100dB mi sembra quantomeno limitato e non onesto
verso loggetto.
Lo so, prima o poi dovrò dotarmi, come dice il capo,
di diffusori un po più umani
?, ma SOLO
per le prove
Anyway,
se dovessi riassumere con una frase limpressione datami
dal nostro integrato potrei citare la famosa frase colore
chiaro, gusto pulito ?; è infatti questimpostazione
solare e senza fronzoli che emerge inizialmente e che poi
si riafferma vieppiù con landare degli ascolti.
Lequilibrio e quindi tendente al chiaro, ma questo
non vuol dire che il basso non ci sia, anzi. E pero
sempre asciutto e ben frenato. Le voci, e in generale la gamma
media, non sono allaltezza del mio riferimento, in particolare
le prime mancano di quel po di corpo e respiro
che le fa sentire più umane, ma e un peccato
veniale che ben si perdona ad un oggetto che dà molto
più di quel che chiede. Bene invece gli estremi gamma
che appaiono sempre presenti e vivaci.
Limmagine e buona in larghezza, meno in profondità
dove si nota un certo appiattimento generale.
Per il resto, il suono che questo apparecchio fornisce in
generale è OK, sotto molti punti di vista, un suono
concreto e onesto che, seppur non assurge ai massimi livelli
della riproduzione sonora non delude mai.
Conclusioni
Il Monrio Asty è un buon prodotto, senza mezzi termini.
E fatto bene, con buoni componenti ed ha un suono che
non vi farà rimpiangere i POCHI soldi spesi. E si,
perché non ci dobbiamo scordare che questo integrato
costa lenorme cifra di circa 650Euro. Vi
posso assicurare che , per quel che mi riguarda questo è
il miglior, e di gran lunga, rapporto prezzo/ prestazioni
mai riscontrato su un integrato commerciale.
Alcuni difetti li ha, e innegabile, e in questa fascia
di prezzo sarebbe un miracolo se non ne avesse, ma ripeto
che la prestazione globale merita comunque un onesto plauso.
Brava Monrio!
L'ascolto
di Bebo Moroni
Trovo
estremamente corretta ed apprezzabile la decisione di Giovanni
Aste di tenersi sul “breve” nell’ascolto del piccolo “amplificatore
italiano che fa impazzire il mondo” vista la difficoltà di
definire un risultato il più possibile universale ed oggettivo,
ascoltando questo compatto stato solido solo con i suoi Lowther,
notoriamente assai critici- per la particolarità della loro
configurazione e per le doti sonore intrinseche dell’altoparlante
a banda intera che montano- negli abbinamenti. Nonostante
ciò mi sembrava assai opportuno che Giovanni provasse l’ampli,
e perché mi fido molto della bontà e della sensibilità dell’orecchio
del mio amico e collega, e perché mi sembrava interessante
capire come si sarebbe comportato questo interessantissimo
integrato con dei diffusori così impegnativi. Il risultato
del test di Giovanni conforta, credo, la nostra scelta. Eppoi,
diciamolo francamente, volevamo dare scandalo: Moroni e Aste
che provano il Monrio (se anagrammate esce fuori Moroni) Asty!
Vediamo se viene fuori il babbeo di turno a protestare per
questo evidente “conflitto onomatopeico” scambiandolo per
“conflitto d’interessi”. D’altra parte se non provochiamo
un po’ non ci divertiamo. Ma torniamo a razzo a questa ultima
versione dell’Asty sempre che l’infaticabile e perennemente
insoddisfatto Giovanni Gazzola non stia già lavorando ad una
versione successiva), un amplificatore che ha riscosso, già
nelle sue precedenti incarnazioni, un coro di consensi, a
livello internazionale, davvero impressionante. Al momento
la gran parte dei Monrio Asty prodotti prendono la strada
della Gran Bretagna (paese notoriamente assai ostico per i
prodotti di produzione “forestiera”) e dell’estremo oriente
(Giappone, Korea etc.), e questo dovrà pur significare qualcosa.
Qualcuno di voi avrà già letto un mio intervento nel nostro
Forum a proposito della produzione hi-fi nazionale, di cui
fui in passato paladino, e che ora mi lascia spesso perplesso:
mi sembra che molti dei vecchi e nuovi produttori, si siano
un po’ adagiati sugli allori di un successo – pilotato in
primo luogo da Sonus Faber, e poi da marchi come Aliante,
Opera, Unison, Diapason, Lector, lo stesso Monrio- internazionale
che è stato in determinati periodi fulminante, anche perché
era corroborato, a tutti gli effetti, da ottime idee, soluzioni
stilistiche d’avanguardia, ed eccellente qualità sonora. La
gran parte dei prodotti che vedo in giro attualmente, però,
mi sembra che non facciano che scimmiottare lo styling e le
impostazioni di base di Sonus Faber e degli altri marchi.
Non si può, io credo, fondare un successo duraturo, sui mobili
di massello con gli angoli arrotondati (vale sia per i diffusori
che per le elettroniche), per cui più che parlare di “Italian
Invasion”, mi limiterei ad affrontare caso per caso i prodotti
che ci vengono proposti, tenendo un po’ da parte – a scanso
nazionalismi- l’origine geografica del progetto. Devo dire
subito che il Monrio Asty di queste “ruffianerie” sembra far
volentieri a meno. E’ un ampli decisamente di sostanza, che
si limita ad essere grazioso e assai ben fatto, puntando più
che al parallelismo, un po’ trito, con l’alta moda, alla dimostrazione
concreta delle sue qualità sonore e costruttive. Io ho avuto
modo di ascoltarlo, in questa sessione, con varie coppie di
diffusori, che vi vado ad elencare: Tannoy Berkley+ Supertweeter
Tannoy ST 50, Tannoy Saturn S8LR, Aliante Moda, Pro Ac Tablette
e infine Grundig Hi-Fi Box 650b. Come sorgente ho impiegato
– evitando il SACD Micromega Reference, che avrebbe un po’
squilibrato l’ordine delle cose, un CDP Harman Kardon CD 710
ed un Philips CD 210 modificato a “0 oversampling”. I cavi
di segnale erano dei Monster Cable Interlink II, e quelli
di potenza, gli M2 della stessa casa americana. Per i diffusori
“vintage” Grundig è stato impiegato il cavo che di serie si
portano appresso.
Diciamo
subito una cosa: conoscevo bene l’Asty nella sua prima versione,
e mi sembrava un integrato dal rapporto prezzo/qualità drammaticamente
conveniente, certo non perfetto, ma dotato di una sua precipua,
molto piacevole musicalità, che tendeva ad offrire una gamma
medioalta particolarmente dolce e insieme luminosa, una scena
acustica per molti versi sorprendente, pagando queste doti
con una gamma bassa un po’ leggera, ed una dinamica ben contrastata
ma certamente non esplosiva. Che le cose fossero, per certi
versi radicalmente, cambiate, me ne sono accorto non appena
ho collegato il bimbetto alle grandi nonnine Tannoy Berkley,
casse che sono in grado- grazie al magnifico woofer da 15”
(38 cm.) del coassiale Monitor Gold- di esprimere prestazioni
superbe in gamma bassa, a patto di amplificarle molto seriamente,
altrimenti il non amplissimo ma evidente picco tipico situato
tra 100 e 150 Hz, porta ad una caratterizzazione eccessiva
e ingombrante delle medio-basse, che diventano subito gommose
e invadenti. Cosa che non accade con l’Asty, che non solo
sembra controllare al di là di qualsiasi aspettativa la gamma
mediobassa, ma che è altresì in grado di lasciare che i due
grossi woofer si esprimano a livelli veramente notevoli, in
termini di potenza, controllo e voluminosità della gamma bassa
profonda. Logico dunque, a questo punto, attendersi una prestazione
di rilievo con le assai più compatte Tannoy Saturn S8LR, con
il loro bel coassiale da 20 cm. . Difficile non considerare
quest’ultima tra le soluzioni assolutamente consigliate a
chi abbia un budget umano e pretenda in cambio dei suoi preziosi
soldini, prestazioni realmente di rilievo.
La
gamma media è definita, molto particolareggiata, priva di
alcun accenno di nasalità, la gamma medioalta appare ben trasparente,
senza però proporre quell’iper radiograficità tanto di moda,
e la gamma acuta, così come la scena sonora, sono rimaste
quelle, luminose e sorprendenti, per setosità ed estensione
la prima, per ampiezza, contrasto, avvolgenza e profondità
la seconda. Doti che ritrovo intatte sia nell’ascolto con
le Aliante Moda, con le quali l’Asty forma una coppia (anzi
un trio) di particolare interesse anche per gli appassionati
più esigenti di musica “seria”, con un equilibrio timbrico
e dinamico raro da trovare anche in soluzioni molto, ma molto
più costose, sia nell’ascolto con le vecchie amatissime Grundig,
che se perdono un pizzico di aggressività (che può risultare
peraltro piacevole) acquistano in corpo e in coerenza tra
le gamme di frequenza. Sarà che in fondo si chiama “Moroni”
(di cognome) e Asty di nome, ma a me questo piccolo integrato
piace veramente un sacco, e non ho alcuna difficoltà a consigliarlo
senza riserve. Nella sua categoria di prezzo non mi sembra
abbia, almeno al momento, possibili rivali.
Ma
allora è perfetto? No, naturalmente no, c’è una certa tendenza
alla squadratura nella zona mediana, e talvolta desidererei
un pizzico in più di presenza, magari anche a scapito della
sostanziale dolcezza in gamma alta, ma se è vero che l’alta
fedeltà è per sua natura un compromesso, ebbene questo è uno
dei compromessi, tra prezzo, prestazioni, costruzione ed affidabilità,
più riusciti e meno…compromissori che io conosca.
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