Numero 1
Editoriale
Sequerra Met 7
Clearaudio Victory H
Clearaudio Reference
Matteo Lupatelli
Lowther phase equalizer
Micromega Tempo 2
Audion
Audio Digitale
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Dati

Costruttore: Micromega

www.micromega-hifi.com

Distributore: Audio Reference Srl, via Abamonti, 4 - 20129 Milano; Tel.02 29404989-Fax 02 29404311

www.audioreference.it

Prezzo 12/2002:

€ 1.353,00

Descrizione:

Amplificatore Integrato

 

 

Micromega Tempo 2
di Francesco Pampanoni

 

 

 

 

 

PREMESSA
Non amo le cose complicate. La necessità di trovare soluzioni semplici ai problemi quotidiani è forse un riflesso della mia complicazione interiore o, meglio, del mio essere contorto. "Simpler is better" recita un adagio anglosassone. Più semplice è, meglio è. Penso che la semplicità, che spesso è purtroppo confusa con la semplificazione, aiuti in molte occasioni.
Ovviamente la semplicità riguarda molti aspetti, operativi, ma anche estetici.
Questa ricerca di semplicità nel nostro settore d'interesse, ovvero l'audio di qualità, mi porta ad avere un occhio più attento ai componenti integrati, che hanno effettivamente dei notevoli vantaggi. I primi argomenti che mi vengono in mente sono il jitter ridotto che caratterizza i lettori cd integrati rispetto alle accoppiate CD transport e convertitore, la facilità di gestione di un ampli integrato rispetto ad una coppia pre e finale. "Pre a valvole o a transistor?", "Pre phono integrato o separato?", "Che cavi usare?", "Finale a valvole o a transistor?", sono solo alcuni degli interrogativi che l'appassionato "duro e puro" si pone. Devo riconoscere che tutto ciò è gran parte del gioco, ma in alcune situazioni l'essenzialità aiuta non poco a chiarire le idee.
Diretto corollario di quanto sopra è che se si usano componenti integrati, il più delle volte si ottengono degli impianti che, come si usa dire mutuando un termine letterario, sono definiti "minimalisti" e che risultano composti da una sola sorgente (giradischi analogico o digitale), ampli integrato e casse. Nell'ambito di questo minimalismo elettroacustico c'è come solito, e qui rientra in moto il gioco che appassiona, tutto un continuum di soluzioni.

MICROMEGA IN GENERALE…
Era forse il 1995, un tempo quindi non lontanissimo, quando mi capitò in mano la mia prima rivista di audio, un fascicolo di "Suono", direttore un certo Bebo Moroni (che razza di nome, pensai, . d'altro canto anche il mio.vabbè.). Orbene. In quel primo numero c'era una pagina pubblicitaria che riguardava Micromega, in particolare un impianto completo, tutto nero con un look raffinato ed essenziale. Nel corso del tempo la produzione del costruttore transalpino che tanto mi ha incuriosito a metà anni novanta è andata via via arricchendosi. La frontiera più avanzata del costruttore transalpino è attualmente rappresentata dalla serie "Reference" alla quale appartengono attualmente il Reference SACD ed il Reference DVD, due macchine di eccellenti virtù, e che sarà arricchita tra breve di un'amplificazione di pari lignaggio. Gli amplificatori Tempo1 (integrato da 50 watt), Tempo 2 (integrato da 75 watt) e Tempo P (preamplificatore), fanno invece parte della serie "Concept", unitamente ai lettori CD Stage, le meccaniche Drive, il convertitore digitale - analogico Dac, il sintonizzatore FM Tuner ed i diffusori da pavimento Diva. Gli amplificatori Tempo, i lettori Stage e le meccaniche Drive sono aggiornabili, ovvero si può passare da una versione a quella superiore pagando la sola differenza del prezzo di listino. Ed è forse questo il "concept" che da il nome alla serie: un intelligente modo di salvaguardare il cliente preservando il valore di ciò che ha acquistato. L'impostazione estetica è la stessa, ormai un classico, da diversi anni. L'estremo basso (ma, visto il successo e le caratteristiche soniche, senz'altro non in senso qualitativo) del catalogo Micromega è la serie "Minium" (ricordiamo Minium Amp, Minium CD, Minium FM, Minium DVD).

ED IL NOSTRO TEMPO 2 IN PARTICOLARE…
Il look sobrio ed essenziale che spesso cerco l'ho trovato aprendo l'imballo del Tempo 2.
Cari signori, se amate le manopole e lo sfavillio di luci e cromature cambiate aria perché non facciamo al caso vostro.
Il nostro ampli integrato ne è completamente privo ma ha piuttosto un bel frontale in alluminio anodizzato nero in finitura "Scotch Brite®", ovvero una fine ed elegante spazzolatura, che conferisce un'aria elegante e pulita. Sulla destra otto pulsanti incastonati ai lati del display a led rossi, permettono l'esecuzione delle funzioni previste, controllate da un microprocessore: accensione e spegnimento, stand-by, selezione degli ingressi, volume, mute, bilanciamento e programmazione dell'apparecchio (i parametri di funzionamento sono, infatti, configurabili dall'utente e memorizzabili, possono essere salvati in memoria i nomi degli apparecchi collegati, la sensibilità degli ingressi, il massimo livello di volume). Esattamente al centro un pannellino retroilluminato ricorda il nome dell'apparecchio e supporta una uscita per cuffia (cosa abbastanza inconsueta, ma molto utile per chi come me ha bambini piccoli in casa e vuole ascoltare in ore notturne). L'amplificatore memorizza l'ultimo volume impostato per la cuffia e all'inserimento del jack disconnette automaticamente le uscite dei diffusori. A richiesta può essere installata una scheda phono.
Il coperchio non ha spigoli vivi ed è avvitato dal basso con delle viti Torx®. Sul pannello posteriore, da sinistra a destra, presa IEC con interruttore e fusibile, prese per i cavi di potenza (accettano solo banane e trovo la cosa intelligente e per nulla penalizzante) e connettori degli ingressi e del tape monitor dorati di buona qualità.
I piedini in dotazione sono robusti e ben fatti.
Il telecomando in dotazione è completo e funzionale e, cosa che ho apprezzato, riesce a comandare anche il mio lettore CD.
Elemento di plauso per l'importatore è il manuale a corredo, scritto senza errori (cosa purtroppo non infrequente da verificare), chiaro, con suggerimenti efficaci (interessante il paragrafo dedicato ai cavi di segnale e di alimentazione) e utili istruzioni operative.
L'interno dell'apparecchio dimostra che forma e sostanza molto spesso riescono ad integrarsi in modo molto efficace. Pulizia esemplare, cablaggio ridotto e ordinato, circuiti stampati di ottima qualità. Ogni sezione è perfettamente identificabile: sulla sinistra il preamplificatore che tranne il diffusissimo integrato Crystal C3310 utilizzato per il controllo del volume, impiega esclusivamente componenti discreti sul percorso di segnale. La commutazione degli ingressi è effettuata con degli ottimi relais in atmosfera inerte. Tutte le capacità critiche sono condensatori Wima in polipropilene di ottima qualità. Sulla medesima basetta di circuito stampato il progettista ha disposto gli integrati che sovrintendono alle funzionalità dell'apparecchio, tra cui un integrato INTEL 8082 e l'EPROM sulla quale sono memorizzati i settaggi.
L'apparecchio in prova è dotato inoltre di una scheda phono MM basata sui diffusissimi integrati NE5534P.
Micromega ha previsto, oltre ai classici fusibili ad intervento rapido, un sistema di sicurezze controllate da un microprocessore a protezione dell'integrità dell'amplificatore, i cui interventi più evidenti si sostanziano in un controllo contro i surriscaldamenti e contro le tensioni in continua sulle uscite dell'apparecchio.
Al centro la sezione di potenza anch'essa a componenti discreti e sulla destra l'alimentazione che spicca per l'adozione di un trasformatore toroidale di dimensioni ragguardevoli che da solo costituisce la metà del peso dell'apparecchio e condensatori Philips Audiograde da 20.000 microfarad complessivi per le sole capacità principali.

L'ASCOLTO
Il Tempo 2 ha sostituito nel mio impianto (costituito da un lettore CD Marantz CD16, minidiffusori autocostruiti (midwoofer Vifa e tweeter Morel MDT33, mobile in massello, stand autocostruiti), cavi di segnale e
autocostruiti), l'amplificatore integrato ibrido Bartolomeo Aloia Green Young 50.
I due amplificatori hanno delle caratteristiche abbastanza diverse, come topologia circuitale (sezione preamplificatrice a valvole termoioniche e sezione finale a transistor per il Green Young e componenti discreti a stato solido per Tempo 2), come impostazione sonica e come interfaccia utente (il Tempo 2 è la quintessenza della buona ingegnerizzazione, il mio Green Young, come molti oggetti autocostruiti, pur ottimamente ingegnerizzato dal progettista è, di fatto, un cantiere aperto e parlare di interfaccia utente mi sembra quantomeno menzognero per un oggetto che ho lasciato da due anni con un solo ingresso e due potenziometri separati per il volume).
Il carattere del Tempo 2 è sensibilmente diverso dall'ibrido di Aloia. Il primo impatto rispetto al mio riferimento è stato una sensazione di leggera freddezza e di minore estensione in gamma bassa. In realtà l'amplificatore francese non enfatizza nessuna parte dello spettro audio in particolare (caratteristica intuibile anche dai dati tecnici dichiarati che denunciano linearità assoluta tra la corrente continua e il mezzo megahertz). La riserva di potenza è notevole ed è proprio quando gli si richiede nerbo e forza che il nostro sfodera la compostezza che lo caratterizza. La sensazione che ho è che prediliga suonare forte e quest'impressione è confermata dal fatto che la riproduzione perde qualcosina a bassi volumi d'ascolto.
Una prova che faccio spesso è ascoltare da un'altra stanza. Sembrerà strano ma una condizione d'ascolto così bislacca (ma alzi la mano chi non lo fa…) a volte mi aiuta a capire se l'impianto suona in modo armonioso, se diffonde musica in modo gradevole indipendentemente dalle condizioni d'ascolto ideali. Ovviamente la ricostruzione scenica va a farsi benedire ma i difetti si sentono, e bene. In questo strano frangente ho compiuto un attento ascolto, con libretto dell'opera sotto gli occhi, di una bella incisione monofonica della Traviata diretta da Toscanini. Pur con gli ovvi limiti del software ho costatato con piacere l'ottimo trattamento che il nostro amplificatore riserva alle voci. Ed è questo, a mio avviso, un ottimo indicatore di qualità. Questa caratteristica il Tempo 2 l'ha evidenziata anche ascoltando, ad esempio, "Here comes the sun" di Elisa. La voce della cantante ed autrice di Monfalcone è chiara e cristallina com'è naturale aspettarsi ma il Tempo 2 evidenzia, pur non rendendo la riproduzione sgradevole, alcune pecche derivanti dall'uso di percussioni elettroniche in pezzi in cui sarebbe forse stata più apprezzabile l'uso di una sana batteria.
Il Pogorelich dei "Quadri di un'esposizione" (Deutsche Grammofon) appare veritiero e coinvolgente. Il pianoforte è riproposto in modo corretto e la leggerezza in gamma bassa che mostra l'impianto nel riprodurlo è senz'altro dovuta ai miei minidiffusori che se la cavano egregiamente in molte situazioni, ma tutto non possono fare.
Ho rispolverato durante i miei ascolti anche Narciso Yepes e il suo "Concierto de Aranjuez". La chitarra di quello che è stato uno dei maggiori interpreti di questo strumento è quella che deve essere, con il suo calore e i suoi contrasti dinamici. L'orchestra che lo accompagna si disegna in tutta la sua ampiezza e maestosità.
Stan Getz e Joao Gilberto mi fanno immaginare la spiaggia di Ipanema e desiderare il caldo del sole. A temperature prossime allo zero non è poco.

CONCLUSIONI
Quali sono le qualità di spicco di questo integrato?
In generale la sensazione è di grande equilibrio, rigore e trasparenza, trasparenza che non è determinata da una maggiore ed artificiale evidenza delle frequenze alte dello spettro, come spesso è purtroppo possibile udire, ma dalla capacità di evidenziare gli aspetti poco corretti e veritieri delle registrazioni.
La grande accuratezza e qualità della costruzione trova un, non ovvio, esito nelle caratteristiche sonore che sono ragguardevoli.
Un oggetto del genere è una piccola perla audiophile che ha bisogno di partners adeguati alla sua classe, con un occhio attento ai complementi, che possono contribuire a raggiungere un livello qualitativo notevole.

 

 

 

 
 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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