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Sala 4: Ultrasound

Alla
loro prima uscita “sonante”, le versioni rinnovate dei diffusori
di Roberto Creazzo, pilotate dai particolarissimi amplificatori
e dal DVD-A forse modificato dell’Ingegnere (anche se l’estetica
è intatta). Grande andirivieni di persone, suono che si ama
o si odia, senza mezze misure.
Sala
5: Bowler/Marel/Morsiani

Carlo
Morsiani, impegnatissimo a rispondere alle domande dei numerosissimi
fans dell’analogico presente, esponeva la sua cattedrale dell’analogico
insieme alle elettroniche Marel e ai diffusori Bowler. L’ambiente
angusto penalizzava le capacità di riproposizione dell’immagine;
il suono era comunque dinamico e molto accattivante.

Una
foto bonus del giradischi, comunque sempre bello da vedere…
Sala
6: Audio Coils

L’impianto
“ragionevole” di Audio Coils suonava, con un CD player Sony,
in una piccola saletta. I diffusori sembravano un prototipo,
interessante ma forse non ancora in veste definitiva.
Sala
7: Studio Progettazione Audio – Imago Electroacoustics C.

Un
CD player Linn e un Gyrodec facevano suonare le elettroniche
Studio Progettazione Audio e i diffusori Imago. Originale
lidea del custom di Cavenaghi, sistema da risentire
in occasioni più favorevoli.
Sala
8: Emgi Audio

Ricca
rassegna della produzione Emgi Audio, con i noti diffusori
Choice 2 e Dulciana, che suonavano pilotati dalle elettroniche,
vecchie e nuove, della casa. Ancora controcorrente e intelligenti
le scelte dei sistemi ottimizzati amplificatore/diffusore
(il TLC84 dedicato ai diffusori con nomi di strumenti antichi,
il TLC300 alle Choice) e il fatto che il 300B sia uno dei
pochi push-pull sul mercato a utilizzare la regina dei triodi
come finale. In anteprima il preamplificatore dedicato proprio
al sistema top. Risultato interessante e ragionevole negli
ingombri e nei costi.
Sala
9: Sotis Audio

La
giovane azienda piemontese presentava il già noto integrato
Horus, equipaggiato con la super-300B AVVT e, in anteprima,
il convertitore digitale-analogico 96kHz/24bit con stadio
d’uscita a valvole. Il software era spesso ad alta risoluzione,
dell’altra parrocchia rispetto a quella di Fonè, cioè DVD-Audio.
I diffusori erano una coppia di nuovi prodotti ad alta efficienza,
alternati a piccole ProAc da pavimento. Ascolto molto piacevole,
grande fluidità e ottima dinamica, nonostante la potenza dell’ampli
– esigua secondo i canoni classici – e l’abbondante dimensione
della saletta.
Sala
10+11: Albatron

Albatron
dimostrava le elettroniche Armonia con un impianto dai costi
e dagli ingombri adatti a (quasi) tutti gli ambienti, in una
saletta volutamente non trattata, usando dei diffusori Aliante.
L’esito era un po’ sporcato da problemi acustici, ma, nel
complesso, molto godibile. Interessantissimo il CD player
“modulare”.
Sala
12+13: Montagna Elettroacustica

Piatto
forte della saletta, oltre alle elettroniche di cui mi sono
scordato di segnare il nome, erano questi stranissimi diffusori,
integralmente costruiti da Montagna – nel senso che gli altoparlanti
sono proprio originali, non acquistati da un grosso produttore
– con membrane in alluminio per le vie media e alta e dall’efficienza
veramente ragguardevole.

Il
mid a cupola e il tweeter, montati su un supporto di alluminio
a colonna, sono sovrapposti a un grosso volume in cui lavorano
due 38cm, uno dei quali è un radiatore passivo. Sistema promettente
se riuscirà a risolvere alcuni evidenti problemi di gioventù
di scollamento fra gamme e anomalie di risposta in frequenza.
Sala
14: North Star Design – Extreme Audio

La
gamma di elettroniche North Star, già presente al Top Audio
e Video 2002, pilotava una coppia di nuovi diffusori Sigma
Acoustics utilizzando, per le connessioni, cavi White Gold.
Ascolto nei canoni dell’hi-end classica, grandi ariosità e
spazialità, trasparenza e velocità. Per chi appartiene alla
scuola classica dell’hi-fi, uno dei migliori della mostra.
Quarto
piano
Sala
Kappa: Absolute Sound

In
una grandissima sala, in un’atmosfera soffusa, c’era parte
del Gotha dell’hi-end mondiale: i diffusori più grandi della
Red Rose Music di mr. Mark Levinson, le amplificazioni Burmester
e Accuphase, le sorgenti Accuphase e Brinkmann, alcuni pezzi
Kondo Labs, sui tavolini Music Tools. Fuori categoria rispetto
al resto della mostra, un vero caveau di sogni proibiti audiofili.
In questa saletta Pierre Bolduc di Audiophile Sound conduceva
le sue dimostrazioni sul vinile.
Sala
Omicron:
Saretta Per un problema tecnico, mancano le foto di questa
saletta, che esponeva un impianto di livello altrettanto alto,
con amplificazioni e diffusori dell’espositore pilotate da
sorgenti di livello assoluto (Krell e Spectral). L’esito risentiva
dei peccati di gioventù o di problemi di setup tipici di molti
espositori.
Spazio
espositivo quarto piano: Nadir

Nadir
, oltre alle elettroniche già note e agli eccellenti condizionatori
di rete e cavi, esponeva dei nuovi diffusori dall’aspetto
poco finito, probabilmente dei prototipi. L’infelicità della
posizione impediva di farse un’idea della qualità del setup,
un peccato.
Varie
ed eventuali
C’era,
come già detto, grande folla intorno ai banchi che vendevano
dischi in qualsiasi formato, nuovi e usati, e intorno alle
esposizioni statiche di molti fra i piccoli dell’alta fedeltà
italiana; nel complesso, un quadro molto vitale e dinamico.

Questa
era la visuale offerta dallo spazio espositivo del primo piano,
in un momento di relativa calma domenica pomeriggio. Numerosi
spazi erano anche dedicati all’esposizione di materiale hi-fi
usato e vintage. Dal punto di vista software, da segnalare,
oltre alle anteprime Fonè, anche la prima apparizione sul
mercato nazionale dei SACD Alia Vox (l’etichetta discografica
di Jordi Savall) nello stand del distributore, Jupiter. Il
vinile non mancava certo, con i noti Sound and Music, Red
Records, Audiomarketing, Sergio Ma rullo, Galbiati, Audionautes…
né mancava una vera folla intorno allo stand del nostro medico
nazionale dei fonorivelatori, il magnifico Torlai. Anche il
digitale vieux-jeux era in vendita presso numerosi stand.
Nel complesso, il bilancio della mostra non può che essere
positivo; le sensazioni erano quelle di una scena in costante
movimento, attentissima e molto preparata. Il pubblico comprendeva
anche famigliole, bambini e passeggini, oltre alle solite
facce da audiofili allupati (episodio divertente: Igor è stato
inseguito da una madre con figlio fuori da uno stand, che
volevano sapere titolo e autore del disco da lui appena fatto
suonare, il quartetto op. 59 n.1 di L. van Beethoven…).
Complimenti
quindi a Stefano Zaini e ai suoi collaboratori.
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