Numero 2
Editoriale
Aliante Stile SW
Pro-ject 2.9 wood
Kora Design 30
Matteo Lupatelli
Tivoliaudio Model Two
Milano Hi-end 2003
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HiFi portatile
Audio Digitale 2
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Milano Hi End 2003 -II-
Di Igor Zamberlan e Giuliano Nicoletti
 

 

 

 

     
 

Sala 4: Ultrasound

Alla loro prima uscita “sonante”, le versioni rinnovate dei diffusori di Roberto Creazzo, pilotate dai particolarissimi amplificatori e dal DVD-A forse modificato dell’Ingegnere (anche se l’estetica è intatta). Grande andirivieni di persone, suono che si ama o si odia, senza mezze misure.

Sala 5: Bowler/Marel/Morsiani

Carlo Morsiani, impegnatissimo a rispondere alle domande dei numerosissimi fans dell’analogico presente, esponeva la sua cattedrale dell’analogico insieme alle elettroniche Marel e ai diffusori Bowler. L’ambiente angusto penalizzava le capacità di riproposizione dell’immagine; il suono era comunque dinamico e molto accattivante.

Una foto bonus del giradischi, comunque sempre bello da vedere…

Sala 6: Audio Coils

L’impianto “ragionevole” di Audio Coils suonava, con un CD player Sony, in una piccola saletta. I diffusori sembravano un prototipo, interessante ma forse non ancora in veste definitiva.

Sala 7: Studio Progettazione Audio – Imago Electroacoustics C.

Un CD player Linn e un Gyrodec facevano suonare le elettroniche Studio Progettazione Audio e i diffusori Imago. Originale l’idea del custom di Cavenaghi, sistema da risentire in occasioni più favorevoli.

Sala 8: Emgi Audio

Ricca rassegna della produzione Emgi Audio, con i noti diffusori Choice 2 e Dulciana, che suonavano pilotati dalle elettroniche, vecchie e nuove, della casa. Ancora controcorrente e intelligenti le scelte dei sistemi ottimizzati amplificatore/diffusore (il TLC84 dedicato ai diffusori con nomi di strumenti antichi, il TLC300 alle Choice) e il fatto che il 300B sia uno dei pochi push-pull sul mercato a utilizzare la regina dei triodi come finale. In anteprima il preamplificatore dedicato proprio al sistema top. Risultato interessante e ragionevole negli ingombri e nei costi.

Sala 9: Sotis Audio

La giovane azienda piemontese presentava il già noto integrato Horus, equipaggiato con la super-300B AVVT e, in anteprima, il convertitore digitale-analogico 96kHz/24bit con stadio d’uscita a valvole. Il software era spesso ad alta risoluzione, dell’altra parrocchia rispetto a quella di Fonè, cioè DVD-Audio. I diffusori erano una coppia di nuovi prodotti ad alta efficienza, alternati a piccole ProAc da pavimento. Ascolto molto piacevole, grande fluidità e ottima dinamica, nonostante la potenza dell’ampli – esigua secondo i canoni classici – e l’abbondante dimensione della saletta.

Sala 10+11: Albatron

Albatron dimostrava le elettroniche Armonia con un impianto dai costi e dagli ingombri adatti a (quasi) tutti gli ambienti, in una saletta volutamente non trattata, usando dei diffusori Aliante. L’esito era un po’ sporcato da problemi acustici, ma, nel complesso, molto godibile. Interessantissimo il CD player “modulare”.

Sala 12+13: Montagna Elettroacustica

Piatto forte della saletta, oltre alle elettroniche di cui mi sono scordato di segnare il nome, erano questi stranissimi diffusori, integralmente costruiti da Montagna – nel senso che gli altoparlanti sono proprio originali, non acquistati da un grosso produttore – con membrane in alluminio per le vie media e alta e dall’efficienza veramente ragguardevole.

Il mid a cupola e il tweeter, montati su un supporto di alluminio a colonna, sono sovrapposti a un grosso volume in cui lavorano due 38cm, uno dei quali è un radiatore passivo. Sistema promettente se riuscirà a risolvere alcuni evidenti problemi di gioventù di scollamento fra gamme e anomalie di risposta in frequenza.

Sala 14: North Star Design – Extreme Audio

La gamma di elettroniche North Star, già presente al Top Audio e Video 2002, pilotava una coppia di nuovi diffusori Sigma Acoustics utilizzando, per le connessioni, cavi White Gold. Ascolto nei canoni dell’hi-end classica, grandi ariosità e spazialità, trasparenza e velocità. Per chi appartiene alla scuola classica dell’hi-fi, uno dei migliori della mostra.

Quarto piano

Sala Kappa: Absolute Sound

In una grandissima sala, in un’atmosfera soffusa, c’era parte del Gotha dell’hi-end mondiale: i diffusori più grandi della Red Rose Music di mr. Mark Levinson, le amplificazioni Burmester e Accuphase, le sorgenti Accuphase e Brinkmann, alcuni pezzi Kondo Labs, sui tavolini Music Tools. Fuori categoria rispetto al resto della mostra, un vero caveau di sogni proibiti audiofili. In questa saletta Pierre Bolduc di Audiophile Sound conduceva le sue dimostrazioni sul vinile.

Sala Omicron:

Saretta Per un problema tecnico, mancano le foto di questa saletta, che esponeva un impianto di livello altrettanto alto, con amplificazioni e diffusori dell’espositore pilotate da sorgenti di livello assoluto (Krell e Spectral). L’esito risentiva dei peccati di gioventù o di problemi di setup tipici di molti espositori.

Spazio espositivo quarto piano: Nadir

Nadir , oltre alle elettroniche già note e agli eccellenti condizionatori di rete e cavi, esponeva dei nuovi diffusori dall’aspetto poco finito, probabilmente dei prototipi. L’infelicità della posizione impediva di farse un’idea della qualità del setup, un peccato.

Varie ed eventuali

C’era, come già detto, grande folla intorno ai banchi che vendevano dischi in qualsiasi formato, nuovi e usati, e intorno alle esposizioni statiche di molti fra i piccoli dell’alta fedeltà italiana; nel complesso, un quadro molto vitale e dinamico.

Questa era la visuale offerta dallo spazio espositivo del primo piano, in un momento di relativa calma domenica pomeriggio. Numerosi spazi erano anche dedicati all’esposizione di materiale hi-fi usato e vintage. Dal punto di vista software, da segnalare, oltre alle anteprime Fonè, anche la prima apparizione sul mercato nazionale dei SACD Alia Vox (l’etichetta discografica di Jordi Savall) nello stand del distributore, Jupiter. Il vinile non mancava certo, con i noti Sound and Music, Red Records, Audiomarketing, Sergio Ma rullo, Galbiati, Audionautes… né mancava una vera folla intorno allo stand del nostro medico nazionale dei fonorivelatori, il magnifico Torlai. Anche il digitale vieux-jeux era in vendita presso numerosi stand. Nel complesso, il bilancio della mostra non può che essere positivo; le sensazioni erano quelle di una scena in costante movimento, attentissima e molto preparata. Il pubblico comprendeva anche famigliole, bambini e passeggini, oltre alle solite facce da audiofili allupati (episodio divertente: Igor è stato inseguito da una madre con figlio fuori da uno stand, che volevano sapere titolo e autore del disco da lui appena fatto suonare, il quartetto op. 59 n.1 di L. van Beethoven…).

Complimenti quindi a Stefano Zaini e ai suoi collaboratori.

 

 

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