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Batteria cavi parte 1

di Marco Caponera

Cavi di segnale analogico

Gentili lettori di Videohifi.com, con questo numero della rivista partiamo con una serie di prove in batteria di cavi per la connessione delle elettroniche. Parlando di cavi, in effetti, si parla di oggetti molto diversi fra loro per tipologia d'uso e caratteristiche tecniche: dai cavi di potenza a quelli di segnale, passando per l'alimentazione, per finire ai cavi digitali e video. Senza dimenticare l'uso di spezzoni di cavo per la sostituzione dei ponticelli nei diffusori biwiring! La provocazione e l'ironia sono d'obbligo affrontando il tema dei collegamenti dell'impianto, da sempre terreno di duro scontro tra tecnici e ascoltoni, i primi assolutamente convinti dell'irrilevanza del cavo sulle prestazioni dell'impianto, i secondi avvezzi al duro ascolto del proprio impianto e di tutte le sue sfumature possibili. Per questa prima puntata ho avuto modo di ascoltare cavi dalle indiscutibili qualità, appartenenti a diverse categorie di prezzo, ragion per cui posso affermare prima di descrivervi nel dettaglio le prestazioni dei singoli componenti, che in questa puntata non ci sono né vincitori né vinti, non c'è sangue, soltanto ottimi complementi per l'impianto e dal rapporto qualità/prezzo notevole. Altra precisazione che devo a voi lettori riguarda i criteri di selezione: per questa batteria (incluse le prossime puntate) non ho utilizzato pregiudizio alcuno, infatti troverete recensiti prodotti industriali affianco a prodotti squisitamente artigianali, perché specialmente in tema di cavi se provocazione deve essere, provocazione sia. 
La prima puntata è dedicata a tre cavi di segnale (analogico) che durante le selezioni per la prova mi hanno convinto di più e che possono anche essere letti come acquisti consigliati nelle tre categorie di prezzo cui fanno riferimento.

Decware DSR 1.0

Il cavo da cui voglio partire è il Decware DSR 1.0, un cavo di segnale in argento dove anche il connettore è dello stesso materiale per evitare (a detta del produttore) problemi d'interfacciamento e quindi d'interazione nociva tra differenti materiali. Come potete osservare dalle immagini abbiamo a che fare con un conduttore rivestito da una semplice guaina che usa come unica forma d'isolamento l'aria, ciò perché, a detta dell'azienda americana, il materiale isolante ha un effetto negativo sulla prestazione del cavo. I connettori, solidi e compatti, sono ideali anche in presenza di pannelli per le connessioni che non gradiscono connettori grossi e ingombranti. L'aspetto e la consistenza del cavo danno l'idea di avere a che fare con un oggetto che può dire la sua e animato da sana curiosità audiofila ho voluto metterlo sotto torchio nelle configurazioni più strane. Contrariamente a quanto consigliatomi dal distributore che ne sconsiglia l'uso tra giradischi e pre-phono, l'ho inserito tra il Pro-Ject 2.9 wood e il Sonus Faber Prius, e devo dire che in effetti ho riscontrato alcuni rumori di fondo mai avvertiti con cablaggi d'altra natura, così ho provato l'opzione di riserva e cioè ho inserito sul lato 'pre' una ferrite di quelle dotate di supporto plastico per un facile inserimento sul cavo (foto sotto). Il risultato è stato esattamente quello che mi attendevo: i rumori e i fruscii anomali sono spariti e la prestazione generale del cavo è rimasta pressoché inalterata. Superato anche questo scoglio, più ideologico che pratico, provo a descrivervi in estrema sintesi i pregi e i difetti della prestazione musicale del DSR 1.0. Anzitutto nella più chiara tradizione dei conduttori in argento il DSR 1.0 mostra una trasparenza veramente ottima con le voci sia maschili che femminili vive e molto presenti all'interno del palcoscenico virtuale. L'immagine è ben estesa e focalizzata, soprattutto nella dimensione della profondità. Nel confronto con un cavo più costoso l'HiDiamond Esoteric MkII, si mantiene a debita distanza, ma con onore. Il cavo HiDiamond migliora quasi tutti i parametri meno quello dell'equilibrio generale e della trasparenza timbrica. Soltanto la gamma bassa appare meno grintosa, in ossequio alla fama del materiale usato per il DSR 1.0. Però voglio precisare una cosa molto importante che faceva parte del mio sano bagaglio di pregiudizi, da più parti si sente dire che i cavi in argento sono molto dettagliati ma privi di gamma bassa e con una gamma alta squillante, così non è assolutamente per il cavo in prova. Non voglio dire che l'affermazione è sbagliata in assoluto, è completamente sbagliata per questo cavo americano, dove evidentemente grazie ad una sopraffina tecnica di lavorazione dell'argento sono riusciti ad eliminare questi difetti. Infatti, pur non raggiungendo i livelli del rivale di casa HiDiamond, il Decware offre per la sua fascia di prezzo una prestazione difficile da eguagliare dalla concorrenza, almeno quella a me nota. Questo è dovuto anche alla oculata campagna prezzi del distributore italiano, che anziché puntare sull'esotericità del prodotto per spillare qualche euro in più al cliente nostrano, impone un prezzo che fa concorrenza anche al prezzo applicato dal produttore stesso in america.
Volendo sintetizzare i pregi di questo cavo mi viene subito in mente la capacità di eliminare il classico velo che spesso avvolge la riproduzione delle nostre elettroniche quando non sono messe a loro agio da cavi inefficaci o, peggio, dannosi. Il Decware sia come cavo tra sorgente digitale e preamplificatore, che tra preamplificatore e finale garantisce ore di ascolto senza alcuna fatica. I suoi partner ideali sono elettroniche un po' scure o alle quali va restituita un po' di vitalità, oppure un ambiente d'ascolto molto assorbente, adattissimo alle valvole, ed estremamente severo nel mettere a nudo i difetti degli apparecchi cui è collegato & e adesso sapete anche perché mi piace così tanto! Vale grosso modo almeno il doppio del suo prezzo che comunque è legato in grossa parte al costoso materiale di cui è costituito, e del quale non viene fatto segreto, essendo ben visibile sotto la guaina trasparente. A parer mio l'acquisto di questo cavo rappresenta un sicuro investimento, un cavo di riferimento.

 


HiDiamond Signal + Esoteric mkII

 

Nel descrivere il Signal + Esoteric mkII della HiDiamond premetto che in abbinamento al cavo di potenza Power +2 è stato il cavo che mi ha permesso di superare una serie di pregiudizi sulla opportunità di spendere centinaia di sudati euro per l'acquisto di un set di cavi. Devo dire che nessun cavo meno costoso dei due, ma soprattutto nessuno dei diversi cavi costosi quanto i nostri hanno saputo farmi emozionare di fronte all'ascolto di dischi che conosco come le mie tasche (forse l'esempio non è molto calzante perché non è difficile conoscere tasche il più delle volte vuote). Tutte le elettroniche del mio impianto audio e, udite udite, audio/video hanno ringraziato a scena aperta questi cavi offrendo prestazioni mai ascoltate prima. Il cavo che ho in prova è al vertice del catalogo HiDiamond nel settore dei conduttori di segnale, la filosofia costruttiva si evince da subito essere esattamente opposta a quella Decware, il produttore italiano infatti predilige, al contrario dei colleghi statunitensi, alte capacità di schermatura, abbinate comunque a componenti di assoluto pregio come la grafite di cui è composto il conduttore (insieme a rame OFC) e al particolare materiale isolante denominato XLPE. I dati dichiarati dal costruttore parlano di una fattore capacitivo di massimo 120nF/km, cifra assolutamente insignificante se rapportata alla normale lunghezza di cavi per uso domestico. Anche il fattore schermante è elevatissimo si parla del 98% dei disturbi cui viene a contatto il cavo. I connettori sono i famosi Bullet Plug appositamente realizzati per la HiDiamond, che al posto della classica plastica di rivestimento utilizzano del materiale metallico, più idoneo a garantire uniformità di prestazioni nel tempo (foto sotto). 
Il cavo appena estratto dalla propria confezione, una scatola ricoperta di velluto blu molto bella e assolutamente protettiva, mostra in bell'evidenza la doratura dei connettori e due scatolotti in legno che hanno il solo scopo di indicare il verso del cavo, visto che la guaina microforata che lo riveste è inadatta ad accogliere indicazioni scritte.
Un volta collegato all'impianto, come suggeritomi dal produttore stesso, ho effettuato un periodo di rodaggio molto lungo per permettere alla grafite, materiale molto particolare, di esprimere tutte le sue doti. Infatti, ad un primo frettoloso ascolto posso dire che le prestazioni erano assolutamente inavvicinabili a quelle attuali. La prerogativa principale di questo cavo è quella di non avere una prerogativa principale, molto spesso si sente parlare di cavi che non aggiungono e non tolgono nulla al segnale che fluisce al loro interno, ma raramente mi è capitato di ascoltare un cavo meno invadente, così rispettoso del lavoro svolto dal resto dell'impianto. Dovendo proprio cercare il pelo nell'uovo e riferendomi più a criteri assoluti che alla concorrenza che non mi pare faccia altrettanto bene, direi che la gamma bassa è si molto veloce e dettagliata ma manca forse di un briciolo di punch in più che ne avrebbe fatto un cavo perfetto, intendiamoci a questo prezzo non trovate niente di così musicale e dettagliato, la trasparenza è impeccabile, la scena assume la giusta tridimensionalità non limitando la prestazione delle elettroniche, la timbrica è equilibrata, questi parametri restano immutati sia che lo si usi tra sorgente (analogica o digitale) e amplificazione che tra preamplificatore e finale, con il consiglio personale di inserirlo il più a monte possibile nella catena degli apparecchi quando non tutti i cavi che si posseggono sono al suo livello.
Difetti evidenti come detto è difficile trovarne, l'ho tenuto nel mio impianto per diversi mesi abbinandolo a tutta una serie di apparecchi e devo dire che mi mette sempre una certa tranquillità addosso perché sono cosciente del fatto che sto utilizzando un cavo che non modificherà (in meglio o in peggio) le prestazioni dello stesso e nel ruolo di recensore che rivesto ciò non è poco.
Assolutamente consigliato per impianti definitivi e di pregio, difficile trovare ad un prezzo anche molto superiore qualcosa che si avvicini alle prestazioni espresse dal nostro. Come il Decware DSR 1.0 nella fascia dei due/trecento euro, L'HiDiamond Signal + Esoteric mkII rappresenta il mio riferimento nella fascia dei sei/settecento euro (e potremmo anche aggiungere qualche centinaio di euro ancora).


Van Den Hul M.C. D102 mkIII Hybrid

Questo cavo invece non sarà sconosciuto ai più, soprattutto a coloro che si dilettano di auto-costruzione, settore nel quale il D 102 mk3 è un best seller da anni, vediamo nel dettaglio se la fama è meritata o meno. 
Il cavo Ven Den Hul in prova è stato assemblato dal sottoscritto con connettori di qualità adeguata al cavo (foto sotto), ma che ovviamente potete scegliere secondo i vostri gusti e le vostre filosofie d'assemblaggio. E' possibile acquistare anche la versione terminata che per una coppia di cavi da un metro ha un costo di listino di 159,60 euro, pare che suoni anche meglio del cavo terminato artigianalmente, appena ne avrò la possibilità ve ne darò conferma (o smentita) su queste pagine. Il cavo è pensato per la realizzazione di cavi bilanciati, ma in configurazione sbilanciata consente di isolare la calza da un lato consentendone la configurazione detta semi-bilanciata, dalle doti discusse, ma che nel caso in esame si è rivelata molto efficace.
Anche in questo caso, al pari di HiDiamond, la filosofia progettuale predilige cavi il più possibile schermati. La dicitura Hybrid, citata nella denominazione del cavo, sta ad indicare un altro aspetto importante della costruzione di questi cavi olandesi e cioè l'uso di materiali compositi. La guaina di rivestimento di un vivace colore giallo è in Hullyflex un materiale, brevettato da Van Den Hul, non flessibilissimo ma molto resistente, i due conduttori in rame, invece, sono rivestiti in argento e godono di una tripla schermatura: la prima delle quali lungo ciascuno dei due conduttori, il materiale che garantisce la schermatura è una fibra di carbonio denominata LSC (Linear Structured Carbon) anch'essa brevettata da Van Den Hul.
Dei tre questo è il cavo meno neutrale, difetto che però in alcuni casi può tramutarsi in pregio se si hanno esigenze in tal senso. Mi spiego meglio: questo cavo ha un basso molto presente, ma anche rifinito ed esteso alle primissime ottave, la gamma media non ha la trasparenza e il dettaglio del HiDiamond, ma si attesta su livelli di molto superiori ai cavi a lui direttamente concorrenti e ne fa un complemento utile per compensare amplificatori un po' asfittici e diffusori dal basso arretrato, come potrebbe essere quello di alcuni diffusori da stand con poca energia in gamma bassa dovuta al limitato litraggio del box e dal trasduttore per la gamma bassa di piccolo diametro. La gamma alta è molto equilibrata e perfettamente integrata con il registro medio alto, per una riproduzione mai frizzante anche con registrazioni poco curate. Anche la grana pur non raggiungendo le finezza degli altri due antagonisti si fa notare per la sua matericità e per la facilità di riproduzione, generando anche in questo caso una bassissima fatica d'ascolto.
Il dettaglio, come la scena, è buono, il sound stage pur non profondissimo è vivo e ben scandito sui vari piani. Sarebbe interessante costruirne altri 4 o 5 da sfruttare come connessione analogica multicanale (5.1 o 6.1) nella riproduzione di DVD-Video, DVD-Audio o SACD, la spesa rimarrebbe comunque accettabile e il risultato garantito.


Conclusioni
In conclusione ciascuno di questi cavi nella sua fascia di prezzo rappresenta un possibile best buy, non nascondo che quello che mi è piaciuto di più è il cavo HiDiamond ma questa è una valutazione che prescinde dal prezzo perché è ovvio che un cavo di questo valore offre prestazioni che gli altri due, per il limitato costo, non possono raggiungere. La sorpresa maggiore però l'ho avuta con il cavo in argento Decware che pensavo fosse sì valido, ma anche con molte controindicazioni per via dell'assenza di schermatura e mi sono dovuto ricredere decisamente. Infine quello che ha guadagnato più punti con l'andare del tempo è stato il Van Den Hul che proprio non mi spettavo suonasse così bene.
Tutti i cavi di questa prima puntata hanno girato più di un impianto, ma voglio lasciarvi con una nota personale: dopo vari incroci ho scelto di inserire l'HiDiamond signal + esoteric sulla sorgente analogica, il Decware DSR 1.0 sul lettore cd/sacd e il Van den Hul D102 mkIII tra pre-amplificatore e finale e devo dire che l'equilibrio è impeccabile: il cavo più costoso alla fine se l'è aggiudicato il giradischi perché in definitiva è la sorgente migliore e il cavo in argento, di costo più contenuto, è andato alla sorgente digitale anch'essa di minori pretese, ma dall'ottimo suono' Entrambe grazie anche al contributo non secondario del Van Den Hul vanno a costituire un parco connessioni che per l'attuale impianto che uso per le prove non è niente male.

Non perdete la prossima puntata dove parleremo di cavi di potenza e altro ancora.

Dati
Costruttore e distributore:HiDiamond
www.hidiamond.it
Prezzo 02/2004 signal + esoteric 1 coppia terminata da 1m: € 670
Costruttore: Decware
Distributore: MAD FOR MUSIC di Dimitri Toniolo, Via Isonzo 120
21010 SAN MACARIO (VA)tel.3403672176
http://xoomer.virgilio.it/audiohifi
Prezzo 02/2004 DSR 1.0 una coppia terminata da 1m: € 160
Costruttore:Van Den ul
Distributore: Graaf, Via Venturi, 6668 41100 Modena Tel: 059-225223
/www.graaf.it
Prezzo 02/2004 al metro non terminato: : € 20.40
Descrizione: Cavi di segnale