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Cavo LAT International

di Angelo Jasparro
Cavo LAT International

Il "manuale del bravo recensore", che raramente seguo, impone che prima di cominciare a spiegare come suona il prodotto recensito si debba annoiare il lettore con un' introduzione sul produttore, la descrizione tecnica del prodotto ed alla fine le impressioni sul suo suono. Quando invece non si ha nulla da scrivere si riempie lo spazio dell' introduzione con le proprie preferenze in fatto di gastronomia, piuttosto che di donne o automobili. Di solito infatti evito la prima parte, ma questa volta si tratta di un prodotto che non è importato in Italia, quindi poco conosciuto, e teoricamente con qualche differenza rispetto agli altri cavi in commercio, stando a quanto dichiara il produttore. Cominciamo dall' inizio, chè le cose da dire non sono pochissime. Se ricordate la mia recensione del giradischi Basis pubblicata nel numero 5 della rivista, ad un certo punto accennavo ad una probabile scarsa qualità del cavo di segnale del braccio Graham Robin. Come ci fossi arrivato non lo so, a volte l' istinto aiuta, oppure gioca brutti scherzi. Fatto sta che da qualche mese ero alla ricerca di un cavo terminato DIN/RCA che potesse sostituire quello "incriminato". Dopo aver fatto qualche ricerca, in qualità di anonimo cliente, mi sono accorto della quasi impossibilità di reperire in prova un simile cavo in Italia, per tacere dei prezzi, che nel caso più favorevole superano i 450 euro di listino senza colpo ferire. Avrei potuto ordinarlo, certo, ma spendere certe cifre senza poter effettuare una prova mi provocava un leggero fastidio, passatemi l' eufemismo. L' alternativa era, come sempre, il WEB. Gira che ti rigira, mi imbatto nel sito della Lat International, l'ennesima fabbrica di cavi statunitense.

Sembra che ultimamente fabbricare cavi per hi-fi sia la cosa più intrigante del mondo. La differenza tra quest' Azienda e la maggior parte delle altre è che questa fabbrica anche un cavo per bracci, col suo bravo attacco Din. Nel loro sito troverete una lunga descrizione sui meccanismi di funzionamento dei cavi audio e su come la LAT dichiara di aver risolto alcuni problemi che, ovviamente, solo i concorrenti hanno. Per quei due o tre lettori che hanno problemi con la lingua di Albione riassumo almeno la parte che riguarda il processo di fabbricazione del cavo del quale stiamo parlando. Il materiale conduttore è definito "SilverFuse", una lega di rame ed argento che non dovrebbe presentare i problemi dei conduttori in rame placcati argento, mentre l'isolante usato è il Teflon PTFE, secondo la Casa costruttrice il migliore sul mercato. I connettori RCA sono torniti dal pieno. Per il resto vi rimando, appunto, al sito della LAT. Decido quindi di contattarli e ricevo una risposta da Mr. Luigi (Lou) Tumolo (c'è sempre qualche italiano di mezzo) che mi fornisce le informazioni che mi mancano, compreso il mio dubbio sulla schermatura del cavo. Procedo quindi con l'ordine e vengo informato che il cavo mi verrà spedito già rodato, per risparmiare un centinaio di ore di Van Den Hul. Potete immaginare il mio sospiro di sollievo. Già che ci sono, inoltre, memore di una certa regoletta aurea, chiedo la misura di mt. 1,25, invece del canonico metro. La differenza di costo è minima.

Dopo pochi giorni l' agognato oggetto giunge a casa mia. L'impressione visiva è ottima, i connettori RCA sembrano usciti direttamente da una gioielleria. Mi accingo al montaggio e ... Prima sorpresa: il connettore DIN è più corto di quello del cavo originale Graham, sembra non entrare a fondo nella sede del braccio. Con un po' di pazienza, prima di farmi prendere dal panico, abbasso una parte della guaina e riesco ad innestarlo in sede. Seconda sorpresa: malgrado le rassicurazioni sulla schermatura EMI/RF sento tranquillamente una maledetta speaker di non so che radio che mi parla dalle Martin Logan. Pensate che il mio impianto è in una taverna di cemento armato, quanto di peggio ci sia per la ricezione della radio, che infatti non posseggo nemmeno. Eppure non è la prima volta che i cavi phono, da me, funzionano da antenna alla grande. Prima di scoraggiarmi e preoccuparmi per le spese di trasporto per rimandare il cavo in USA, adotto il vecchio rimedio della nonna: un pezzo di normale cavo rosso/nero avvolto in spire attorno al cavo phono e collegato a massa. Funziona, la radio è sparita con pochi avvolgimenti. Bene, dopo tutti i traffici per mettere il cavo in condizioni di suonare, finalmente posso andare a dormire, rimandando l' ascolto al giorno seguente.

MUSIC, PLEASE!

Essendo il cavo già rodato parto direttamente con la mitica Sheherazade diretta da Scherchen ed incisa da Westminster ... orrore! A fronte di un deciso allargamento della scena acustica, il cavo suona sgraziato, con una grana molto grossa e "sparacchiato" sugli acuti. Ma non doveva essere già rodato? Un suono così puzza proprio di nuovo, come un' elettronica accesa per la prima volta. OK, decido di lasciare un disco "muletto" sotto la testina e vado a pranzo. Dopo un paio d' ore noto un deciso miglioramento, roba da matti. Ho sempre preso con una certa leggerezza le affermazioni di alcuni costruttori di cavi che dicono di non muovere il cavo dalla propria posizione una volta rodato, per supposte variazioni della struttura molecolare, ma stavolta qualcosa di simile dev' essere accaduto. Fatto sta che dopo circa tre ore di funzionamento comincio davvero a godermi i miei amati LP. Ribadisco l' iniziale allargamento della scena sonora rispetto al cavo precedente di almeno mezzo metro per lato, oltre i diffusori, mentre la profondità, già ottima, migliora solo leggermente. In compenso la scansione in profondità del piani sonori nel disco di Earl Hines "Once upon a time" è sicuramente più evidente. La timbrica migliora in tutti i parametri, il suono metallico del charleston del disco di Getz/Gilberto è finalmente al punto giusto. L'aria tra gli strumenti aumenta sensibilmente, togliendo l' ennesimo velo che offuscava il suono. Mi godo tutto il disco, per poi passare a Kind of Blue. Mai successo prima: non riesco a togliere i dischi prima che siano finiti, scopro in ogni incisione particolari nuovi e dettagli che prima sfuggivano, confusi nella massa dei suoni. Anche la voce di Eileen Farrel che canta Harold Arlen per la Reference Recordings è semplicemente fantastica. Anche la voce di Joan Baez guadagna molto dal cambio di cavo e si avvicina molto a quella che mi piace credere sia la voce della Madonna (quella vera, non la Ciccone). A questo punto non posso che rivalutare anche il braccio, evidentemente frustrato dall' economico cavetto originale e mi pento di non aver fatto prima l' "operazione cavo". E' proprio vero che non si finisce mai, ragazzi, ma certe soddisfazioni, con una spesa tutto sommato abbordabile, sono il sale della nostra passione audiofila. Ora rimane la curiosità di provare i cavi di segnale "normali" e quelli di potenza della LAT, a confronto questa volta con dei pesi medio-massimi come i miei Transparent Super. Se Mr. Tumolo accetta la sfida sa dove trovarci.

Dati
Costruttore: L A T International
www.latinternational.com
Distributore: Non distribuito in Italia
Prezzo 11/2003: : $ 194 al metro
Descrizione: Cavo di segnale