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Unison Research Unico

di Francesco Pampanoni
Unison Research Unico

Unison Research


Tra le innumerevoli grandi e piccole realtà dell'audio italiano, Unison Research è una tra le più belle ed interessanti.
La casa vicentina, guidata da Giovanni Sacchetti, dispone di un ampio catalogo di elettroniche: pre, finali, integrati e da qualche tempo, come vedremo, lettori digitali, esteticamente caratterizzati da forme eleganti ed inconsuete, impreziositi dall'uso sapiente dei metalli e del legno, che ha sempre rappresentato, oltre al buon suono, l'elemento di distinzione dei prodotti. 
Altro elemento che caratterizza Unison Research è, a mio parere, la padronanza nell'utilizzo delle diverse modalità di amplificare un segnale.
Se andiamo infatti ad esaminare la tipologia di apparecchi prodotti notiamo che non è stata sposata, in tema di amplificazioni, una strada rispetto ad un'altra, ma viene volta a volta scelto, come i bravi progettisti sanno fare, il dispositivo attivo più adatto al risultato che si vuole ottenere. Accanto ad apparecchi a valvole troviamo quindi elettroniche a stato solido ed ibride. Gli appassionati di valvole noteranno che i dispositivi utilizzati vanno dalla diffusissima EL34 alla famiglia KT88/6550 fino a giungere alla 845, il triodo di potenza per eccellenza assieme alla 211.
Ricordo a chi legge un dettaglio non marginale: la produzione delle elettroniche Unison è sinergicamente legata a quella dei diffusori Opera, progettati da Giovanni Nasta. La distribuzione di entrambi i marchi è curata dalla U. K. Distribution.

La linea Unico


La linea Unico rappresenta l'entry level di Unison Research, o meglio l'entry level di lusso della produzione dell'azienda di Cereda di Cornedo Vicentino.
La linea Unico è composta, come il catalogo Unison in generale, da amplificazioni integrate, combinazioni pre e finali e da un interessantissimo lettore CD.
Quest'ultimo integra tecnologia di derivazione informatica (la meccanica di lettura è infatti un ottimo lettore CD-ROM Asus), avanzati dispositivi di conversione rappresentati dall'accoppiata classica (e fa sinceramente un pò ridere definire accoppiata classica un duo di chip introdotti sul mercato in tempi decisamente recenti, ma l'elettronica ci ha abituato da tempo all'uso improprio della lingua italiana) tra ricevitore Crystal CS8414 e convertitore Crystal CS4392, quest'ultimo in grado trattare, ovviamente non su questa realizzazione, segnali fino a 24 bit e 192 Khz, ed uno stadio di uscita ibrido valvole-transistor cucito intorno a due ECC82 (veri classici queste!!!) in versione selezionata.
Tornando alle amplificazioni, in catalogo sono presenti l'integrato ibrido oggetto di questo listening test, un altro integrato interamente a stato solido, un preamplificatore ibrido e, da ultimo, un finale stereo ibrido con possibilità di connessione a ponte, per giunta con ingressi bilanciati, che fornisce un ulteriore motivo di interesse nei confronti di quegli appassionati che intendono assemblare un impianto multicanale o HT con apparecchi di chiara vocazione audiophile e sperimentare il pilotaggio di ogni diffusore con un finale dedicato.

Il vestito dell'Unico


Rispetto alle precedenti produzioni, per la linea Unico Unison rinuncia alle forme particolari alle quali ci aveva abituato e all'utilizzo estensivo di essenze lignee ed adotta un contenitore interamente in alluminio e lamiera di acciaio.


Sul pannello frontale in alluminio di grosso spessore troviamo da sinistra a destra il selettore degli ingressi (in sequenza Phono, CD, AV, Tuner e Tape) la manopola del volume ed un piccolo inserto ellittico in legno con il logo dell'azienda vicentina (una "u" ed una "n" stilizzate in oro ed argento).
Sempre sul pannello frontale (che vagamente ricorda nella vista di fronte la produzione Copland) i led verdi segnalano con l'intermittenza veloce il warm-up dell'apparecchio (probabilmente di durata pari al tempo necessario al riscaldamento dei filamenti delle valvole di segnale), con l'accensione continua la piena operatività e con l'intermittenza lenta (mai sperimentata, in verità) l'intervento delle protezioni.
La satinatura del pannello e delle manopole è eccellente e piacevolissima al tatto.
Sul pannello posteriore presa di rete, ingressi RCA e doppia serie di morsetti per cavi di potenza (chi vuole sperimentare il biwiring ha quindi di che divertirsi), questi ultimi di ottima qualità, protetti da cortocircuiti accidentali mediante un involucro in plastica trasparente ed in grado di accettare filo spellato, banane e forcelle.


Bello il telecomando del volume in dotazione, in legno massello e per il fatto di funzionare a radiofrequenza e non a raggi infrarossi, in grado di inviare il segnale anche da ambienti diversi da quello abituale di ascolto.

La tecnica dell'Unico


La mia predilezione per il mix valvole e stato solido è nota, ma non preconcetta.
Non dico che tutte le apparecchiature a circuitazione ibrida siano di mio gradimento, ma devo dire che l'impronta del suono valvolare ed il piglio deciso dello stato solido in un apparecchio Unico (pessimo gioco di parole ) catturano sempre la mia attenzione.
Il gourmet questa volta propone una coppia di doppi triodi di segnale (ECC82 alias 12AU7 alias 5814A) tra i più noti ed uno stadio di potenza a MOS-FET a simmetria complementare in grado di sprigionare la ragguardevole potenza di 80 e più watt per canale. 
L'interno dell'amplificatore sotto test spicca per ordine e pulizia.
L'impressione generale è di una ingegnerizzazione e di una costruzione accurata con componentistica di buon livello, senza ricorso a feticistiche applicazioni di componenti blasonati che il più delle volte appaiono drammaticamente fuori contesto.
Il cablaggio, ridotto al minimo indispensabile e sempre e comunque riunito con fascette, collega la presa di rete al trasformatore toroidale di alimentazione e quest'ultimo ai morsetti di collegamento al circuito stampato.
A valle del trasformatore, inscatolato in un involucro cilindrico che contribuisce a ridurre ancora di più i già bassi flussi dispersi, ponte diodi e quattro condensatori della italianissima Itelcond.
Unison ha scelto sistemi classici, quindi pratici, funzionali ed affidabili, per la regolazione del volume, che è effettuata mediante un potenziometro motorizzato Alps, e per la selezione delle sorgenti, attuata a mezzo di un commutatore rotativo (ad occhio un italianissimo Palazzo) posto immediatamente a ridosso degli ingressi di segnale ed azionato tramite un'asta di rinvio.
La sezione di preamplificazione phono è estremamente versatile, potendo amplificare, con un semplice spostamento di ponticelli, sia il segnale proveniente dalle testine MM che MC. La circuitazione, costituita, se non erro, da piccole schede ausiliarie collegate con connettori a pettine alla scheda principale, consiste in due stadi attivi ed uno stadio di equalizzazione RIAA per ciascun canale.
Come già detto il segnale di linea viene preamplificato dalle due valvole e dallo stadio finale a MOS-FET. Il calore prodotto da questi ultimi è smaltito da un bel dissipatore in alluminio

Il suono dell'Unico


La mia opinione su questo apparecchio è sintetizzata nel titolo. 
A questo amplificatore, in fatto di estensione in gamma bassa e media, non manca davvero niente. 
E non parlo semplicemente di generale calore della riproduzione che pure è presente ed importante. Anche il dettaglio e l'articolazione sono molto buoni e dalla grande orchestra al rock, ai piccoli ensemble di musica barocca fino ai più classici trii jazz, niente sembra impensierirlo.
La timbrica dei diversi strumenti è sempre riconoscibile, cosa che non sempre è possibile dare per scontata.
La gamma alta è della classe che ci si aspetta. Qui viene fuori il tocco di velluto della valvola. Il grande dettaglio non deborda mai nella aggressività. 
A bassi volumi di ascolto la riproduzione è sempre gradevole, ma è quando viene ruotata con decisione la manopola del volume che esce fuori la capacità di suonare forte e chiaro.
Pur non avendo ancora messo a punto a dovere il mio front end analogico (un Thorens TD160 della immensa collezione di Stefano Pasini che ho, grazie alla sua gentilezza, a disposizione da un anno, e le cui qualità sto scoprendo giorno dopo giorno), ho apprezzato inoltre la bontà della sezione di amplificazione dedicata ad un eventuale giradischi.

Conclusioni


Oltre ai molti pregi non ho trovato grossi difetti, se non i naturali limiti determinati dalla classe di prezzo dell'oggetto e salvo notare, nei primissimi ascolti, una leggerissima diafonia tra gli ingressi con il sintonizzatore acceso assieme ad altre sorgenti, prontamente eliminata con un attento ed ordinato posizionamento dei cavi di segnale, 
Tra gli apparecchi da prendere in considerazione per eventuali abbinamenti, è possibile attingere dal catalogo della casa vicentina che produce il lettore CD della stessa linea del nostro integrato, senz'altro in grado, sfruttando il naturale family feeling, di far risaltare ancor di più le qualità dell'Unico.
Per quanto riguarda i diffusori, penso ragionevolmente che possa trovarsi a proprio agio in molteplici situazioni, con l'eccezione ovviamente di classici e noti oggetti difficili da pilotare. Sicura soddisfazione potrebbe derivare dall'accoppiamento con diffusori Opera.
Abbiamo di fronte, in conclusione, un apparecchio che può costituire il nucleo di un impianto di ottimo livello.
Bello, semplice da utilizzare, ben costruito, robusto e soprattutto, ben suonante.

Dati
Costruttore: Unison Research

Distributore: UK Distribution
Via Roma, 22 31022 Preganziol (TV) Tel. 0422633547
Prezzo 08/2003: € 1167
Descrizione: Amplificatore Integrato