Tu sei qui:HomeMagazineNumero 42MusicaLiszt e l’Italia

Liszt e l’Italia

Di Andrea Bedetti
Liszt e l’Italia

Quando il grande compositore e pianista ungherese giunse nel nostro Paese, nel 1839, volle assimilare le melodie tipiche della cultura musicale popolare, specialmente quelle veneziane e napoletane, come ci ricorda questo doppio CD eseguito da Costantino Catena

Italia. Era questo il nome sussurrato e sognato dagli artisti e dagli intellettuali europei tra gli ultimissimi decenni del XVIII secolo e la prima metà di quello successivo. Per poeti, musicisti, pittori d’oltralpe varcare le Alpi e arrivare nel nostro Paese, con le sue opere d’arte, i suoi monumenti, le sue chiese e una natura unica nel suo genere, era il sogno di una vita. E tra coloro che misero piede nel cosiddetto “Bel Paese”, per restarci anche a lungo, ci fu anche Franz Liszt. A spingerlo fu anche la possibilità di voler studiare, assimilare, impregnarsi di quella musicalità, di quelle melodie per le quali la cultura italiana del tempo, soprattutto in campo operistico, era celebre.

Franz Liszt in un ritratto di Henry Lehmann del 1839, anno in cui visitò l’Italia.

 

Fu lo stesso compositore magiaro, nei suoi scritti, ad affermare che il suo desiderio era d’impossessarsi soprattutto dei temi popolari della musica italiana, ravvisando in Venezia e in Napoli, e più precisamente nelle danze della Barcarola e della Tarantella, i motivi del suo interesse musicale. E se la Barcarola era la canzone tipica dei gondolieri veneziani, la Tarantella, che il Romanticismo musicale europeo fece propria in sede concertistica, apparteneva alla tradizione folkloristica napoletana. Liszt ebbe modo di visitare Venezia (e ne rimase incantato, stabilendo un rapporto migliore con la città e i suoi abitanti, a differenza di quanto era avvenuto a Milano, soprattutto alla Scala), ma non riuscì ad arrivare fino a Napoli. Nel secondo volume dei suoi “anni di pellegrinaggio”, Deuxième Année: Italie, composto tra il 1837 e il 1849, per essere poi pubblicato nel 1858, Liszt scrisse molto chiaramente quanto fosse restato coinvolto, se non addirittura stravolto, dalle bellezze artistiche e dalla storia culturale italiane, al punto da aggiungere nel 1859, poi pubblicato nel 1861, un supplemento di tre pezzi intitolato proprio Venezia e Napoli. Le composizioni pianistiche che il compositore ungherese volle dedicare alle melodie veneziane includono la Gondoliera e la Canzone, parafrasi rispettivamente della celeberrima canzone di Giovan Battista Peruchini (1784-1870) La biondina in gondoleta e dell’aria Nessun maggior dolore dal rossiniano Otello, mentre il tributo a Napoli viene dato dalla Tarantella. Questo brano, di estremo virtuosismo, prende spunto da una celebre canzone napoletana, Fenesta vascia, le cui origini affondano nel Cinquecento, recuperata e riscritta modernamente da Guglielmo Cottrau (1797-1847) e variata da Liszt con un impeto titanico.

La cover del CD con le composizioni pianistiche di Liszt dedicate alle melodie italiane.

Proprio partendo da questi celebri brani lisztiani, il pianista salernitano Costantino Catena ha registrato per l’etichetta nipponica Camerata Tokyo un doppio CD dedicato al rapporto che il compositore magiaro ebbe con i capoluoghi veneti e campani (non per nulla il disco s’intitola “Liszt - Venezia e Napoli) attraverso una serie di composizioni, che vanno da Tarantella de Dargomyžškij a Variations sur le Carnaval de Venise, dai tre divertimenti che compongono Nuit d’été a Pausilippe fino a Canzone Napoletana-Notturno, con l’intento di esplorare le sonorità, i timbri, le sfumature, gli approcci e i cambiamenti stilistici che Liszt utilizzò per rendere “proprie”, attraverso la sua visionaria sensibilità, queste melodie di stampo popolare, che incarnavano il cuore, l’animo, la visione esistenziale dell’uomo veneziano e di quello napoletano (presi a emblema della concezione settentrionale e di quella meridionale).

 

Il pianista salernitano Costantino Catena, interprete di questo doppio CD.

 

Costantino Catena, che vanta un repertorio che spazia da Bach fino a Berio, privilegiando, ad ogni modo, il periodo del classicismo viennese e del Romanticismo, affronta queste pagine esaltando, a mio modo di vedere, due peculiarità: una ricerca ovvia della “cantabilità” di questi brani senza, però, forzarne la natura espressiva, e il cesello della tessitura, evidenziato proprio da un fraseggio fluido, “liquido”, scorrevolissimo.

La bellezza dell’esecuzione in questione viene indubbiamente messa in risalto anche dalla notevolissima registrazione effettuata dalla piccola e raffinatissima casa discografica giapponese Camerata Tokyo (amici audiofili, prendete nota di questo nome, visto che lo standard delle sue incisioni è sempre di livello molto alto e che ormai si sta indirizzando verso un mercato dedicato alla cosiddetta “musica liquida”), il cui deus ex machina, Hiroshi Isaka, nume tutelare non solo dell’industria e della cultura discografica nipponica, ha voluto fondare nel 1978, dopo aver abbandonato la RCA. Oltre a un’attenzione capillare e maniacale nel predisporre la microfonatura (in questo caso due Schoeps CMC-52SU) e nella scelta delle apparecchiature, Isaka sceglie sempre dei luoghi di registrazione che possano vantare qualità e rese acustiche fuori dal comune. In questo caso, l’équipe nipponica è venuta in Italia (tra l’altro, meta preferita per le loro registrazioni) per registrare nel complesso museale di Santa Croce a Umbertide, in provincia di Perugia.

 

La Chiesa di Santa Croce, nel cui complesso museale è stato registrato questo doppio CD.

 

Ciò che colpisce, positivamente, in questa registrazione è la capacità con la quale è stato possibile ricostruire la dimensione scenica dello strumento, che permette di visualizzare e idealizzare lo spazio che si percepisce intorno al pianoforte, grazie a un riverbero ideale. La dinamica, poi, così come il dettaglio, è piena, naturale, non gonfiata, capace di evidenziare il suono vellutato e cristallino del Fazioli gran coda suonato da Costantino Catena. Un doppio CD da consigliare vivamente sia a livello artistico, sia a livello tecnico.

 

Franz Liszt Liszt - Venezia e Napoli”, Costantino Catena, 2 CD Camerata Tokyo, tempo totale: 105.46

Giudizio artistico: 4/5

Giudizio tecnico: 4/5

 

L’impianto con il quale si è ascoltato il doppio CD in questione.

 

Componenti dell’impianto di ascolto utilizzato:

Lettore analogico Mitchell Gyro Dec

Braccio SME 3009 Improved

Testina Rega Exact MM

Lettore digitale Esoteric UX-3 Pi (modificato nell’uscita da Attilio Conti)

Pre Phono AM Audio MM-MC Reference (bilanciato)

Preamplificatore AM Audio AX Reference su due telai

Crossover attivo AM Audio AS - 3 (con pendenza di taglio a 24 dB regolabile con continuità tramite potenziometro da 30 a 165 Hz)

Coppia di finali di potenza AM Audio Dual Mono T 130

Coppia di finali di potenza AM Audio Mono B 130 Reference

Coppia di diffusori AM Audio Supreme a due vie (composte da una coppia di tweeters Morel-Supreme e da quattro woofers SEAS)

Coppia di diffusori AM Audio Supreme Sub a una via (composta da quattro subwoofers SEAS)

Cavi di segnale sbilanciati “TOP” Meleos Cables

Cavi di segnale bilanciati AM Audio AM - XLR Reference

Cavi di potenza “TOP” Meleos Cables

Cavi di potenza AM Audio AM - P Reference

Cavi di alimentazione “TOP”Meleos Cables

Cavo di alimentazione Hi Diamond - Diamond 2

Cavi di alimentazione Systems & Magic BlackWire

Cavi di alimentazione Systems & Magic GoldWire

Stabilizzatore di rete Audio Costruzioni