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Nuove Elettroniche Graaf

di Enrico Felici
Nuove Elettroniche Graaf

GRAAF

Il vecchio leone nelle arene romane, commedia giocosa in una prefazione, un prologo, 3 atti ed una conclusione

Prefazione

Questo divertissment senza troppe pretese nasce per raccontare in maniera semiseria le 3 giornate di ascolto delle nuove elettroniche graaf, che hanno avuto luogo nelle case di 3 diversi audiofili romani (le “arene romane”). L'espressione “commedia giocosa” non è casuale, il gioco è cosa seria, ma non seriosa, e nel nostro hobby non deve mai mancare la parte ludica. L'obiettivo di questa tre giorni  giorni era triplice, da un lato far conoscere ad un panel di appassionati con buona esperienza di ascolto di qualità (e non necessariamente interessati all'acquisto) le nuove elettroniche di Mariani (il “vecchio leone”), dall'altro fornire un feedback al progettista sulla resa in campo in situazioni operative differenti, infine promuovere un contatto diretto tra audiofili di aree geografiche differenti. Si è trattato, in soldoni, di 3 giornate dedicate all'ascolto di prodotti nuovi,  senza nessuna pretesa di stilare classifiche o emettere sentenze definitive.

Prologo

Tutto nasce dalla rivoluzione in casa Graaf, mentre la ditta si orienta sui più remunerativi terreni della domatica, Mariani ne rileva il marchio e si decide a tirar fuori dalla manica due progetti nuovi ed innovativi, un finale a stato solido ed un pre a valvole, entrambi realmente bilanciati. Il finale a stato solido, denominato gm 400, già è una novità di per sé (graaf era nota per le amplificazioni valvolari OTL), ma anche l'approccio di Mariani è decisamente non convenzionale, 200 watt per canale su 8 ohm, nessuna controreazione globale e poca controreazione locale, stabilità, fino a qui  nulla di nuovo sotto il sole, ma è l'architettura del finale che è sostanzialmente differente dal solito. Nel gm 400 abbiamo, come è ovvio, più coppie di dispositivi attivi, ma essi non vengono fatti lavorare tutti assieme, lavora invece sempre solo la prima coppia di transistor, le altre coppie intervengono quando c'è richiesta di potenza.

Anche per il pre le soluzioni adottate sono non convenzionali, non si possono considerare innovative in assoluto, in quanto si tratta di tipologie circuitali ampiamente usate in alta frequenza (trasmissioni radio), la novità è che per la prima volta sono state trasferite ed adattate alla bassa frequenza. Nella versione prototipale, il pre ha alimentazione separata, due ingressi ad alto livello, potenziometro a scatti di qualità elevata, possibilità di modificare il guadagno e nessun telecomando. Il numero degli ingressi della versione commerciale non è stato ancora stabilito (per un prototipo due bastano) ed anche per il telecomando si sta pensando a come implementarlo senza compromettere la qualità e la affidabilità del prodotto.
Per i curiosi, il prezzo del finale è stato fissato, per il mercato europeo in circa 15.000 euro, prezzo che tiene conte del fatto che per l'estero è necessario appoggiarsi a strutture locali di intermediazione e vendita. Per l'Italia dovrebbe essere significativamente più basso, ma ancora non è stata stabilita la modalità di vendita al pubblico (se tramite negozi fiduciari, rappresentati di zona o direttamente dal produttore al consumatore): per il pre invece ancora nulla si sa, deve persino essere definita la veste estetica.
La tre  giorni romana nasce innanzitutto per il grande entusiasmo di marcohifi, che si è fatto parte diligente per rendere possibile l'evento e ovviamente per la disponibilità sia della graaf (che ha fornito i prodotti) che di Alfredo che li ha portati e dimostrati. Una precisazione importante, Alfredo non ha nessun ruolo e nessuna partecipazione in graaf, ma grazie ai rapporti di amicizia che ha con Mariani da una vita ed alla sua passione per l'hifi, viene utilizzato dalla graaf come “collaudatore all'ascolto” e come “dimostratore ambulante”, ma tutto a titolo di amicizia personale.
Dopo lunghe vicissitudini le “arene” scelte sono state quelle di (metto solo i nock usati su videohifi) marcohifi (diffusori Alietta, progetto del nostro forumer Dufy, 3 vie + sub), del sottoscritto (diffusori thiel cs7, notoriamente conosciuti come carico bastardo ed impegnativo) e di Vmorrison (avalon monitor, due vie da stand di alto livello qualitativo).

Informazioni aggiornate sui prodotti Graaf si possono trovare sul www.graaf.it

Atto primo – A casa di marcohifi, venerdì pomeriggio

L'impianto di marcohifi è molto particolare, un diffusore a 3 vie con sub in dcac, le alietta di dufay, con crossover esterno recentemente rivitalizzato.  La stanza ha posizioni obbligate perché comunica con l'ingresso ed ha una porta finestra che è l'unico accesso al terrazzo. Il divano è attaccato al muro, ai suoi lati sono posti i due sub, mentre i diffusori sono su stand posizionati a circa 1/3 della lunghezza della  stanza, il pre è un vecchio aloia a valvole (rivalvolato molto bene),  il finale un aragon da 200 watt per canale, sorgente liquida (pc + young + alimentatore teddypardo + chiavetta serie 2): Il panel di ascolto era costituito dal sottoscritto, da marcohifi, da altri 4 forumer, da  Alfredo.  Dopo i convenevoli d'uso e le presentazioni, abbiamo iniziato a prendere confidenza con l'impianto di marcohifi, sw vario, un po di pop, un po di rock, un po di classica. Quindi spazio ai protagonisti, ossia le elettroniche Graaf.
Come primo approccio abbiamo sostituito il pre Aloia con il pre graaf, collegamenti in sbilanciato (l'aragon non è bilanciato e la sorgente neppure), quindi abbiamo ascoltato  gli stessi brani con cui avevamo “assaggiato” l 'impianto, integrandoli ovviamente con altri “pezzi” brani impegnativi e/o conosciuti o suggeriti dai presenti. L'introduzione del pre graaf nella catena è stata colta immediatamente da tutti, un miglioramento netto in termini di dinamica, definizione, velocità, dettaglio, tridimensionalità, il tutto non a scapito della ricchezza armonica del messaggio musicale e della naturalezza delle voci, che anzi hanno guadagnato in corpo  e spessore. L'impressione è stata di essere di fronte ad un apparecchio di altissimo livello che unisce il meglio dei pre valvolari e dei pre a stato solido, senza avere i limiti di nessuna delle due tipologie circuitali.
Abbiamo quindi collegato i due graaf (sempre in sbilanciato perché la sorgente era comunque sbilanciata) , rispetto all'aragon (che è una bella macchina,  200 watt su 8 ohm, ottima alimentazione, eccellente livello costruttivo, grande controllo in basso e capacità di pilotare senza problemi carichi difficili) sono emerse diverse luci e poche piccole ombre. Sicuramente superiore il graaf in termini di raffinatezza in gamma media alta, più precisa la scena, che guadagna anche in profondità, più facilmente individuabili i singoli strumenti, nell'estremo inferiore invece l'aragon non cede e si fa spesso preferire in termini di di punch, controllo e immanenza.
Nessuno dei due ampli, nonostante i livelli di ascolto NON moderati, ha mai dato segni di cedimento, di clipping precoce, di affanno. A questo punto, non rimaneva che la prova inversa, pre aloia e finale graaf, sempre in sbilanciato. Il suono, in questa combinazione, era assai simile a quello della catena di marcohifi, un po' più di raffinatezza in gamma medioalta e un po meno controllo in basso, ma si era  perso tutto quello che il pre graaf aveva conferito come velocità, naturalezza, corpo, dettaglio ecc ecc.
Infine, si sono inseriti i due graaf ma stavolta in bilanciato, utilizzando un dac asus bilanciato, purtroppo decisamente inferiore sonicamente allo young di marcohifi, purtuttavia il collegamento full balanced si è fatto apprezzare per il minore rumore, nonostante il  risultato complessivo fosse peggiore a causa della minore qualità della sorgente.

Atto secondo a casa di cactus_atomo sabato pomeriggio

Il mio impianto, ormai stabile da tempo, è costituito (analogico a parte) da apparecchi datati ma anche ben conosciuti, pre levinson 28, finale levinson 23, lettore sony scd1, diffusori thiel cs7, L'ambiente, sui 38 mq, è composto da due pareti leggermente asimmetriche, pavimento in marno, mobili vari (tra cui tv, mobile bar, credenza con vetrina, divano, tavolo pranzo alle spalle del punto di ascolto),  due tube traps negli angoli dietro i diffusori, 3 semitubi sulla parete in fronte al punto di ascolto, due tube traps angolari negli angoli dietro il punto di ascolto.  In genere questo ambiente ha due tappetti persiani di generose dimensioni che coprono gran parte del pavimento, assenti durante la prova (d'estate li tolgo e le temperature erano ancora troppo alte per rimetterli al loro posto) . Oltre al dimostratore, al suo accompagnatore ed al sottoscritto, erano presenti ben sei altri forumer.
More solito, iniziamo da un giro con il mio impianto e già qui emerge una profonda differenza rispetto all'ascolto a casa di marcohfi, ossia il differente livello di rumore di fondo audiofilo dei due ambienti, a casa di marco, tutti zitti, ascolto di brano interi in successione, e poi, a bocce ferme, un giro di commenti, a casa mia sembrava un raduno di vecchie zie intente a raccontarsi venti di famiglia, battibeccando a più non posso.  Ristabilito con difficoltà un minimo di ordine e ridotta la “caciara” a valori sopportabili, abbiamo sostituito la catena levinson con la catena graaf. La coppia italiana ha sfoderato prestazioni di gran classe purtuttavia non è parsa a più (io come titolare dell'impianto mi considero fuori gioco)  nettamente superiore ai due vecchietti, diciamo che se dovessimo dare un punteggio dovremmo parlare di un sostanziale pareggio, con un filo di raffinatezza e precisione in più per i graaf e una leggera ma avvertibile superiore capacità di pilotaggio dei levinson. Tiranno il tempo, non son state fatte prove incrociate (pre levinson con finale graat e viceversa), purtuttavia l'impressione complessiva conferma quanto emerso da marcohifi, sulle eccellenti qualità dei due italiani (arei voluto fare una prova anche con l'analogico, ma purtroppo all'epoca avevo un problemino con l'alzabraccio, cosa che non mi impediva normalmente di usare il gira, ma visto il livello di “entropia” nella stanza ho preferito evitare)

Atto terzo -  a casa di vmorrison domenica mattina

L'impianto di Vmorrison è costituito da diffusori avalon monitor, ampli integrato vitus R100, (300 watt) sorgente un cdp cui è collegato il dac young. L'ambiente  apparentemente “sfigato” per uso audio,  è stato molto ben trattato con i daad, per cui l'ascolto nel punto ottimale è eccellente e non fa rimpiangere soluzioni sulla carta più valide. Certo diventa difficile pensare che in questa situazione possano essere inseriti senza attenta valutazione in campo diffusori da pavimento, come pure è difficile che fuori dalla posizione di ascolto ottimale le performance audio restano così buone

Qui per fortuna eravamo pochi, non più di 5/6 persone (e neppure tutte presenti contemporaneamente) , il che ha reso sicuramente più fruibili e silenziosi gli ascolti. Dopo aver testato l'impianto originale, a beneficio di chi non lo aveva già ascoltato, abbiamo sostituito il vitus con la coppia graaf e qui la differenza è stata bene evidente e da tutti percepita, sopratutto in termini di risposta ai transienti, palcoscenico, grana e via discorrendo.   L'abbinamento avalon graaf è sembrato a tutti particolarmente felice, quasi che quelle elettroniche e quei diffusori fossero stati progettati gli uni per le altre

Conclusione

Partiamo come è giusto dalle nuove elettroniche Graaf. Per chi come me conosce le precedenti realizzazioni di Mariani, attendersi un risultato i altissimo livello non è certo stata una sorpresa. La sorpresa forse  è stata quella di vedere il mentore storico dei valvolari OTL impegnarsi nella progettazione di un finale  a stato solido, anche se basato su criteri altamente innovativi e non convenzionali. Il finale, pur se quello ascoltato può a buona ragione essere definito ancora un prototipo, era una versione quasi definitiva (mi dicono, non ho motivo di dubitarne e per certi versi l cosa mi fa piacere, che sulla base dei risconti avuti nella tre giorni romana, il progetto definitivo è stato ulteriormente affinato per migliorarne le già buone doti di pilotaggio, rendendolo quindi ancora più adatto a pilotare diffusori dal  carico bastardo) ha dimostrato di essere un prodotto maturo, bello esteticamente, ben costruito, totalmente bilanciato, potente ma raffinato (classico pugno di ferro in guanto di velluto), grande equilibrio tonale, nessun accenno di clipping o di fatica di ascolto,  grande capacità di pilotare diffusori dalle caratteristiche assai diverse, il tutto senza cadere in quel gigantismo fine a se stesso cui troppe realizzazioni di oltre oceano ci hanno abituato. Il pre, valvolare totalmente bilanciato, poi è apparso a tutti un prodotto davvero fuori del comune, purtroppo ancora poco si sa di come e quando sarà commercializzato, credo però che meriti un ascolto attento, potrebbe essere davvero un rivale temibile per la concorrenza a qualunque livello di prezzo, qui però, almeno al momento dei mie ascolti, si era ancora ben lontani da un prodotto assestato, da definire il numero degli ingressi, il tipo di potenziometro, la presenza o meno del telecomando e altri particolari non secondari. Direi che Graaf è tornata ed è tornata alla grande, non posso che esserne soddisfatto ed augurare alla ditta italiana un successo commerciale adeguato alla qualità dei prodotti.

Ma di questa 3 giorni l'aspetto per me più stimolante è stato il poter scambiare impressioni e valutazioni de visu con altri appassionati, alcuni invero già li conoscevo, altri mi erano del tutto sconosciuti (almeno di persona), ognuno (me compreso) con le sue abitudini, le sue fisime, i sui parametri prioritari, il suo sw di riferimento, ciononostante alla fine le valutazioni complessive convergevano in modo impensabile rispetto ai punti di partenza.
Tre belle giornate, buona musica (non tutta, alcuni forumer hanno gusti che io non digerisco neppure con Ebo Lebo), compagnia simpatica, scambio di opinioni, battute, frecciatine, sfottò, ma tutto con educazione e rispetto reciproco, tutto sommato avrei avuto piacere di avere ancora più “presenti” pur se questo sarebbe sicuramente andato a scapito dell'ascolto critico ed avrebbe incrementato il “brusio di sottofondo”

Un sentito ringraziamento a Mariani (che non ha avuto timore a far ascoltare senza filtro dei prototipi a degli sconosciuti), al Alfredo, che si è prestato a fare da corriere e da trasportatore (le elettroniche graffa pesano) ed a tutti color che hanno partecipato.

Ultima osservazione, non ho fatto foto durante la tre giorni, non era previsto un resoconto sotto forma di articolo, e poi diciamoci la verità, noi audiofili siamo mediamente brutti, le foto meglio non pubblicarle