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Opera 1.5 AV

di Marco Caponera

 

Bentrovati sulle pagine di videohifi.com. Oggi propongo l'ascolto di un piccolo classico della produzione nazionale, i diffusori "Opera 1.5 AV", due vie da stand. Non rappresentano certo una novità nel vasto catalogo Opera, ma le ho volute proporre per le loro spiccate doti multimediali. Perchè oltre a fornire ottime prestazioni in ambito audio stereo, si sono ben comportati anche in ambito Home/Theater.
Questa mia affermazione d'apertura mi offre la possibilità di chiarire la mia tecnica di selezione degli apparecchi in prova su videohifi.com. Per quanto mi riguarda, infatti, recensisco sulla rivista soltanto i prodotti che mi hanno dimostrato di meritarlo. Così, in maniera molto chiara ed onesta, non troverete mai una mia prova dove sparo a zero su un prodotto in commercio. Semplicemente quando un oggetto non va lo restituisco al mittente, scusandomi per l'impossibilità della prova e stop. Senza rancori, senza polemiche e secondo me con un servizio chiaro e obiettivo di validità per quei prodotti, invece, che si sono meritati la vetrina, non per accordi di chissà quale tipo con produttori e distributori, ma per le indiscutibili qualità. 
Detto ciò, adagio, vado verso l'esposizione delle caratteristiche salienti dell'oggetto in prova.

L'impianto d'ascolto

L'impianto è il solito (leggi l'Impianto). Fatta eccezione per l'impianto audio video ancora non presentato su queste pagine: Sorgente DVD: Sony DVP-NS300; televisore 32 pollici 16/9 100hz: Sony KV32LS60E; amplificatore A/V: Sony STR-DE585; set 5 diffusori Jbl SCS178 con sub attivo. Un impiantino entry level ma assemblato con estrema attenzione verso le sinergie finali.

Ambienti d'ascolto

Gli ambienti d'ascolto sono i medesimi della altre prove (l'ambiente d'ascolto), fatta eccezione per l'ambiente home theater: un salone di dimensioni medio grandi, con l'impianto sistemato su di una robusta parete attrezzata, di fronte alla quale, in mezzo alla stanza, si trova il divano per visioni e ascolti multicanale. Il sub è posizionato sul lato destro della parete attrezzata, ad una buona distanza dall'angolo della parete. I canali surround sono installati sulla parete posteriore ad un'altezza di circa due metri abbondanti da terra, con cablaggio sotto traccia. Trattamenti acustici ancora non sono stati previsti se escludiamo un mobilio ben posizionato, tuttavia è in arrivo un set completo Audio Carpet di cui avremo modo di parlare in altra occasione.
L'oggetto

Il diffusore in prova si presenta come un parallelepipedo dalle dimensioni usuali per un bookshelf, i bordi degli imponenti pannelli esterni sono smussati e il tutto offre sin dall'estrazione dall'imballo una solidità notevole. Il woofer è un 13 centimetri nominali, un classicissimo in cabinet di queste dimensioni. Il componente che però più mi è piaciuto per le sue doti audio è il tweeter, cupola da un pollice in seta. I componenti del filtro crossover sono in linea con il costo del prodotto.
La cosa che più mi ha colpito, e generato in me diverse riflessioni, è la qualità del cabinet, decisamente una spanna sopra alla maggior parte della produzione estera in fatto di diffusori. Proprio non riesco a capire perché rivolgersi al mercato estero quando dalle nostre parti vengono realizzati diffusori di tale pregio. Ma questo forse è un quesito che non troverà mai risposta, quindi proseguo con la disamina: definire massicci e ottimi da utilizzare i connettori di potenza mi sembra addirittura riduttivo, vista l'abbondante risparmio cui siamo spesso abituati per quanto riguarda questo "particolare". Unico appunto che posso fare alle rifiniture di questo prodotto è rivolto alla mascherina di protezione per gli altoparlanti che non appare, negli esemplari in prova, perfettamente centrata rispetto al pannello frontale. Una spiegazione plausibile potrebbe essere che la coppia in prova è riservata ai recensori, tuttavia visto che sono questi ad esplicarne pregi e difetti personalmente non riserverei a questi esemplari fallati, anche se in punti che non ne inficiano il risultato sonoro. Comunque sia le casse sono proprio belle e fanno un figurone sia in salone dove impreziosiscono molto l'arredamento, che nella sala d'ascolto dove si ergono leggere e regali nonostante si stia valutando un oggetto dal prezzo decisamente basso.

L'ascolto

Il mio approccio effettivo agli oggetti in prova muove dall'ascolto del bellissimo quanto dimenticato Welcome to the pleasuredome dei Frankie Goes To Hollywood, da subito posso apprezzare il migliore tra i pregi delle 1.5 AV, cioè la ricostruzione tridimensionale dello stage sonoro. La scena abbraccia, ricopre, colora la parete dietro ai diffusori. Il muro canta, suona, riverbera. I diffusori non appena inizia la riproduzione musicale spariscono per apparire di nuovo soltanto a sessione conclusa. Se non avessi la vista e la sanità mentale penserei di trovarmi di fronte ad un muro sonoro, che per qualche caso sfuggito alla fisica suona due metri dietro alla sua normale posizione. I diffusori infatti non sembrano accorgersi di avere una parete alle loro spalle e si divertono a proiettare il tutto un paio di metri oltre. 
Chissà come si sente il batterista dei FGTH sospeso fuori dalla finestra del terzo piano del mio palazzo, attenzione non ditegli che sta suonando nel vuoto, se l'incantesimo dovesse rompersi potrebbe avere un brutto risveglio. 
Anche la ricostruzione orizzontale forza di netto i limiti stabiliti dalle casse, il suono in più di un occasione si apre al di là dei diffusori, anche in questo caso incurante di mobilio pareti e quant'altro l'occhio percepisca sulla sua strada. Affermo senza tema di smentita che prima d'ora, in questa fascia di prezzo, mai avevo ascoltato una siffatta ricostruzione scenica. 
Vediamo gli altri parametri: alzando il volume non riesco a notare inasprimenti nella gamma media e medio alta, nessuna traccia di sibilanti e spostamenti di posizione da parte degli esecutori.
Il tweeter si dimostra un componente di pregio, il pezzo forte di questo diffusore. Venendo alla gamma media, altro parametro davvero notevole di questo progetto, le voci hanno una forma solida, liquida e gassosa, seguendo fedelmente il timbro e la qualità del lavoro svolto in fase di registrazione. Mi trovo di nuovo a riflettere sull'assenza di protagonismo e sulla facilità d'emissione.
Anche la dinamica generale è su ottimi livelli, non è da primato, ma come avremo modo di parlare a proposito della prova in multicanale, le Opera si difendono benissimo, garantendo alta partecipazione per tutta la durata dell'ascolto. La fatica con il passare del tempo non arriva, anche questo è senza dubbio dovuto alla qualità della gamma alta che non trilla e alla capacità di introiezione che il sistema permette. 
Forse qualche appunto va fatto quando ci si concentra sulla gamma bassa, un po' scura pur non essendo estesissima, poco grintosa, ma discretamente articolata. Ho ascoltato di meglio, comunque, il woofer dimostra più del tweeter di soffrire i volumi sostenuti, in diverse occasioni ho potuto notare indurimenti e perdita di dettaglio all'aumentare della potenza erogata dall'ampli. 
Peccati veniali, dovuti ad inevitabili compromessi nella realizzazione di un progetto perfettamente riuscito, che non vede certo nel metallaro l'acquirente ideale, e per caratteristiche soniche e per caratteristiche costruttive. Sicuramente i generi più indicati per godere appieno delle qualità delle 1.5AV sono: piccoli ensemble da camera, trio o quartetto jazz, pop e rock di qualità. Se amate invece: Pantera, Iron Maiden, Metallica, potete tranquillamente rivolgervi altrove.

L'audio del video

In ambito audio/video le Opera 1.5AV hanno confermato quanto di buono già avevano fatto in ambito stereofonico, dimostrando di trovarsi a proprio agio anche con esplosioni, dialoghi serrati ed effetti speciali dell'ultima generazione. 
All'inizio ho dovuto lavorare non poco sul corretto settaggio del canale centrale, che mal digeriva l'abbinamento con partner di concezione molto diversa. Risolti al meglio i problemi di eccessiva direzionalità del parlato ho effettuato alcune prove con materiale audio e video multicanale. Anche il sub e i surround hanno subito piccoli aggiustamenti, ma niente di cui preoccuparsi.
Con il film dei Pink Floyd The Wall le piccoline hanno sfoggiato una scena acustica mai ascoltata prima in questo impianto, la colonna sonora è come immaginabile la protagonista assoluta in questo DVD e quindi i canali frontali sono chiamati ad un lavoro immane. Ebbene, le Opera ne escono a testa alta, Waters e Kamen stessi ne sarebbero rimasti entusiasti. 
Con materiali meno affini ai contesti musicali come il film Il Gladiatore, le Opera tornano composte facendo valere lo splendido equilibrio timbrico di cui dispongono. La dinamica parametro determinante anche in A/V è discreta, ciò che tiene a stento il passo è la gamma bassa, che seppur superiore al riferimento (i JBL posseggono un wooferotto da 10 cm che non fa miracoli) non tocca i livelli di altri concorrenti passati sotto il torchio di questo impianto.
In generale posso affermare che l'utilizzo di questi diffusori in ambito multicanale potrà dare all'appassionato più di una soddisfazione, ovviamente abbiamo potuto provare in questa occasione soltanto una coppia di 1.5AV, inserite in un set di altra produzione. Chissà che a breve non si profili anche una prova tutta Opera con due coppie di 1.5, con sub e centrale dedicati.

Conclusioni

Chiudendo il discorso sull'ascolto devo dire che le 1.5 AV non mi sono piaciute immediatamente, c'è voluto un po', e non è per via del rodaggio o dell'abitudine ad altro. No. Credo ciò sia dipeso dal loro estremo rigore sonoro. Sono diffusori questi per palati raffinati, e portafogli leggeri, non sono oggetti che si fanno desiderare per le loro prerogative particolari, ma anzi tendono a farsi dimenticare, cercano, in ogni passaggio sonoro, anche il più difficile, di passare inosservate. Non hanno colorazioni particolari in qualche gamma di frequenza, una volta a punto scompaiono dalla scena e pregio maggiore, mettono a nudo con evidenza le caratteristiche proprie delle elettroniche a monte. Tutto ciò, se sono riuscito a rendere l'idea, è esattamente ciò che dovrebbe fare ogni buon diffusore che si vuole definire "audiophile". Questo termine oggi ha i tratti confusi, ma per il sottoscritto, equilibrio, trasparenza, dinamica e qualità nella riproposizione del sound-stage sono caratteristiche fondamentali per ambire a tale rara definizione.

Dati
Costruttore: Opera

www.operaloudspeakers.com
Distributore: UK Distributiion.
Via Roma, 22 31022 Preganziol (TV) Tel. 0422633547
Prezzo Europeo 02/2003: € 878,00
Descrizione: Sistema di altoparlanti