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Crossover esterno PFA2 per Magneplanar MG12

di Domenico Pizzamiglio
Crossover esterno PFA2 per Magneplanar MG12

Aspettando le 1.7 …
MAGNEPLANAR MG12
versus
MAGNEPLANAR MG12 con crossover esterno di PFA2

di Domenico Pizzamiglio

Produttore: Magnepan, White Bear Lake (USA) www.magnepan.com
Distributore e produttore del crossover esterno: PFA2 s.r.l.,
Milano – Via Tenca 7 www.pfa2.it
Costo MG12: 2.150,00  € la coppia
Costo dei crossover PFA2: 700,00 € la coppia

Il tweaking passa per vie diverse, tra le quali anche l’oggetto di questa prova, ovvero la proposta del distributore italiano di Magneplanar, la PFA2 s.r.l. di Milano, di dotare uno dei modelli maggiormente diffusi, le MG12, di un crossover esterno realizzato senza criteri di risparmio, nato da un’idea che era semplicemente quella di portare al limite le prestazioni dell’altoparlante e che poi, visti i primi commenti positivi, avrà anche uno sviluppo commerciale. Le MG12 sono già di per sé un valido sistema di altoparlanti e se il crossover esterno mantenesse le promesse, sarebbe possibile avere un sistema più performante senza necessariamente ricorrere all’acquisto dei modelli commercialmente più impegnativi ed anche più difficoltosi da inserire in ambiente.
Il motivo di questa prova ha avuto origine al Top Audio 2009, dalla curiosità instillata dall’ascolto delle MG12, non solo nei fan di Magneplanar, ma anche in tanti altri ascoltatori. Io non le avevo ascoltate (“mea culpa”; un paio d’ore di presenza al Quark non mi avevano permesso nulla), ma la curiosità era passata anche attraverso i commenti sul forum e dunque permaneva (un po’ come la Calunnia di rossiniana memoria, che “ronzando” si instilla e alla fine “le teste ed i cervelli
fa stordire e fa gonfiar”).

Da cosa derivava questa curiosità? Dai racconti di una strana basetta che si scorgeva dietro i pannelli, ovvero i crossover esterni sviluppati da PFA2 a sostituire i crossover interni delle MG12 e dalla prestazione che si riportava fosse stata eccellente. In molti hanno pensato che si trattasse di un upgrade di Magnepan, mentre come detto in realtà è solo una iniziativa del distributore.

Come comunicato da PFA2 stessa “la particolarità dei crossover PFA2 risiede nell’altissima qualità dei componenti stessi, perche` i valori sono assolutamente uguali agli originali Magnepan. I condensatori sono ClarityCap della serie SA … appositamente realizzati per apparecchiature  audio di altissimo livello, mentre gli induttori (le bobine) sono le Solen  Perfect Lay  Winding Air Core”  che “contrariamente alle originali che hanno il nucleo,  sono avvolte in aria per una maggiore reattività` alle alte frequenze ed una minore resistenza sui picchi delle basse. Completano il quadro i morsetti e le banane XLO placcate oro, ed i cavetti di collegamento in rame puro 99,999% oxigen free, sempre della XLO”.




Il crossover ha i quattro morsetti per l’ingresso del segnale proveniente dai due altoparlanti, mantiene la morsettiera per l’eventuale correzione della risposta alle alte frequenze (che si opererà con le consuete resistenze date in dotazione dal produttore), ma per le uscite prevede il bi-wiring che di serie non c’è. Qualche differenza sonica tra mono e bi-wiring? Direi che con il bi-wiring si sente qualche particolare in più e che il basso pare perdere leggermente di potenza, ma è una sensazione correlata al tempo speso negli ascolti e andrà quindi verificata dal singolo acquirente nel proprio impianto. Ovviamente i cavi erano identici per le due vie (dei cavi della vecchia produzione di AB  Cable).

Come operare per sostituire il crossover con quello esterno? PFA2 appronterà un foglio di istruzioni al fine di facilitare chi dovesse acquistare i crossover, sollevandolo dall’onere dello spedire gli altoparlanti a Milano, ma in sostanza si deve sganciare e rimuovere la parte inferiore della tela (tenuta in sede da graffette, di quelle che si “sparano” con le apposite pistole pneumatiche), “spogliare” parzialmente i pannelli sino a sganciare i faston che collegano il crossover originale agli altoparlanti e poi realizzare due spezzoni di cavo di lunghezza sufficiente per portare il segnale dagli altoparlanti al crossover esterno. La PFA2 ha predisposto una placchetta che sostituisce la morsettiera originale Magnepan e che permette la fuoriuscita dei cavi collegati direttamente agli altoparlanti. Pertanto nessuna tela tagliata o scucita, come qualcuno adombrò durante il Top Audio 2009. Peraltro, con questo sistema si permette al proprietario di scegliere i cavi che più gli aggradano, non obbligandolo all’uso di un cavo prestabilito. Chiaramente, nel caso in esame, la modifica è stata effettuata dalla stessa PFA2 che ha usato un cavo da lei distribuito, l’XLO della serie HT Pro.

Due cose importanti. La prima: l’operazione è totalmente reversibile. I diffusori possono tornare al loro stato originale in qualsiasi momento perché, come detto, il crossover originale non viene tolto. La seconda: con l’operazione di sostituzione del crossover, decade la garanzia di Magnepan, ma PFA2 copre completamente il periodo di garanzia in sostituzione del produttore.

Il costo dei crossover esterni è stato indicato in circa 700€.



La metodologia per comprendere le differenze tra la versione normale e quella con crossover esterno (PFA2 mi ha lasciato in prova due coppie di pannelli, una modificata e l’altra no. Piccola chiosa: ho avuto qualche problema a gestire 6 pannelli – c’erano anche le mie 1.6 – una coppia di Celestion 6 che avevo portato a casa dall’ufficio per la lucidatura del mobile, una coppia di LS 5/12a e una di Tannoy D100) ha previsto l’uso intensivo per alcuni giorni del modello che per comodità chiameremo MG12/PFA2 e che comprende quindi il crossover esterno. Abituato l’orecchio a quel suono, sono poi passato all’ascolto delle MG 12 originali, scambiando successivamente i due modelli con maggior frequenza. Da lì sono iniziati ascolti più serrati, visto anche che era facile mantenere la stessa posizione per i pannelli e vista anche la relativa leggerezza degli stessi. In caso di dubbio, sono tornate al loro posto le MG 1.6, coadiuvate da una coppia di piccole ma sempre valide Dynaudio LS 5/12a.

Una segnalazione per quanto riguarda l’inclinazione dei pannelli. In molti ritengono che sia meglio ascoltare le MG12 mantenendole perpendicolari al pavimento, evitando l’inclinazione posteriore voluta dal produttore: per far questo, è sufficiente mettere due spessori sotto le staffe e comunque non si raggiunge mai la perfetta perpendicolarità perché altrimenti i pannelli cadrebbero in avanti, dove non hanno alcun sostegno (a meno di far fare un piedistallo apposito). Comunque sia, il fatto di appoggiare sopra alle staffe i crossover esterni, potrebbe far pensare che l’ascolto con i pannelli perpendicolari al pavimento crei problemi di stabilità o di pericolo per il crossover che è semplicemente appoggiato e non ancorato ai piedi posteriori dei diffusori. Io ho tenuto i pannelli (quasi) perpendicolari e non ho avuto alcun problema perché il crossover stabilizza il tutto con il suo peso (con le MG12 normali ho usato delle marmette). Mantenere la posizione inclinata prevista da Magneplanar significa mortificare un po’ l’altezza della scena, ma non si rilevano apprezzabili variazioni timbriche. E poi il crossover può tranquillamente essere ancorato alle staffe di sostegno dei pannelli con del Blu Tack della Bostik (o l’omologo di colore giallo prodotto dalla Uhu).

L’impianto usato è il consueto con giradischi Bauer DPS (Der Plattenspieler) versione 2 e braccio Mørch DP6 con fonorivelatore MC Kuzma KC3 e pre fono AHT –P Non Signature, braccio aggiuntivo - su basetta esterna al giradischi - Ortofon AS 309 S con fonorivelatori Dynavector D17/II, Ortofon Kontrapunkt B e pre fono Lehmann Black Cube – ma i pre-fono sono stati scambiati più volte tra i due insieme braccio/fonorivelatore), lettore CD Naim CD5 e Pioneer PD 09 (SACD), preamplificatore Olimpia Audio Guglielmo II, finale Spectral DMA100S2 e cavi Black Noise, Apertura ed Ecosse di alimentazione, YBA, Audionote, Gotham, 1877 Phono di segnale ed NBS e LFD di potenza, oltre a degli XLO identici a quelli usati dal distributore per il cablaggio interno delle MG12 private del crossover interno.

Come detto, la prova è iniziata con le MG12/PFA2 collegate all’impianto. Ho ritenuto opportuno fare un po’ l’abitudine al modello “corretto” prima di ascoltare il modello standard ed è da dire subito che con il modello modificato si sono manifestate delle caratteristiche di trasparenza parecchio elevate, una scena molto bella, ampia e profonda, una dinamica mai deficitaria e una certa (ma solo apparente) leggerezza del basso; per chi le ricorda, le MG12 modificate richiamano alla mente alcune caratteristiche delle piccole Stax ELS-F81, pur senza giungere a quei livelli di raffinatezza timbrica. Altra particolarità, la gamma acuta si fa più presente, ma non essendo affetta da particolare grana ed essendo invece molto “pulita”, la cosa non è fastidiosa.

Tornando alle MG12 standard, loro offrono una risposta più piena in gamma medio bassa e sicuramente la gamma acuta è meno fiorita, ma è il suono in generale che appare meno generoso di particolari, pur essendo e restando le MG12 un ottimo sistema di altoparlanti. La scena appare più confusa, a tratti affrancata agli altoparlanti (parlo della stesso posizione, nello stesso ambiente, con lo stesso impianto e lo stesso disco) e soprattutto  una minor facilità di percepire un suono soddisfacente a basso volume. Le MG12/PFA2, invece, si ascoltano tranquillamente anche di notte; con le 12 normali qualcosa si perde per strada. E posso garantire di aver ascoltato Schönberg alle due di notte e nessuno s’è lamentato; il volume era basso, ma veramente basso eppure non si perdeva nessuna seppur minima sfumatura.



Tornando agli ascolti “diurni”, ascoltando l’Ode per la Nascita della Regina Anna di Haendel (Oiseau Lyre) le MG12 hanno restituito una bella scena, una risposta in frequenza che accentua certe risonanze ambientali in gamma medio-bassa e comunque un timbro “sano”. Passando alle MG12/PFA2 la scena si è ampliata, staccata quasi completamente dai pannelli, fatta più profonda e gli strumenti si sono tutti collocati con una precisione maggiore rispetto al modello “base”, così come il medio-basso si è fatto più corretto e gli strumenti che agiscono in quella gamma di frequenze sono apparsi meglio identificabili nel loro fraseggio. Dal punto di vista timbrico, il suono – che è sempre apparso più veloce che con le MG12 normali - si è aperto sull’alto e ha dato una maggior sensazione di “vero”, ovvero una maggior sensazione di essere nella chiesa ove la registrazione è stata effettuata.

Analogamente a quanto accaduto con l’Ode, anche con le composizioni per liuto di Bach (Lindberg/BIS) con le MG12 la riproduzione non era in nulla riprovevole, con solo un leggero accenno di sottolineatura delle note più profonde: passando alle MG12/PFA2 il suono si è fatto più naturale, il liuto è stato posizionato in modo più accurato tra i pannelli e i piccoli rumori provocati dai polpastrelli di Lindberg sulle corde sono apparsi correttamente restituiti, udibili ma integrati nella prestazione.

Da sempre l’ascolto delle voci con le Magneplanar è appagante ed infatti anche con le MG12 le voci escono bene, tutte molto naturali, prive di particolari forme di grana, libere anche dinamicamente: ma il passaggio al crossover modificato permette di ascoltare qualche ulteriore particolare di fonazione, una vocale non emessa benissimo, una presa di fiato che prima si percepiva meno e soprattutto sempre e comunque una miglior collocazione nello stage. Per la verifica delle voci, mi permetto di segnalare il cd contenente il Pierrot Lunaire di Schönberg nell’esecuzione diretta da Robert Craft su Naxos che ha peraltro una propensione verso la dinamica piuttosto spinta e restituisce tutta la compagine con qualità, anche timbrica,  parecchio.

Nell’ascolto di Pyramid dell’Alan Parsons Project è vero che inizialmente le MG 12 paiono più punching e probabilmente in un ascolto affrettato possano convincere di più, ma è altrettanto vero che se si presta l’orecchio ai tempi di attacco, non si può non rilevare come la velocità delle MG12/PFA2 paia maggiore. E pur se certo non è un disco audiofilo (ma tanti lo hanno) via anche con i Deep Purple in Made in Japan. Anche in questo caso un primo ascolto con le MG12 sembra appagare maggiormente perché comunque il suono pare più massiccio, ma il passaggio alle MG12/PFA2 fa sì che il palcoscenico si ampli e tutto diventi più “live” (anche se il basso di un concerto live è ben altra cosa) e la pulizia maggiore della parte medio-bassa rende più evidente ed emozionante la resa dei bassi più profondi.

Ottimo l’organo che accompagna l’Inverno nelle Quattro Stagioni di Vivaldi (Drottingholm/BIS): gli interventi di pedale sono molto più perentori con le MG12/PFA2 perché con le MG12 standard il medio basso sporca leggermente la prestazione e copre le note più profonde: bellissimo il posizionamento degli strumentisti, tutti identificabili eppure non troppo distanti l’uno dall’altro, con anche l’evidente “sballonzolamento” del violino solista che ogni tanto si avvicina troppo ai microfoni.

A proposito di organo, il CD contenente composizioni di Bach (i sei Corali Schubler e la Toccata e Fuga in re minore) eseguite da Marie Claire Alain per Erato nella serie Bonsai, ha permesso di sondare facilmente il comportamento della modifica PFA2. Con le MG12 l’organo è molto buono, con qualche nota di mano sinistra che si fa leggermente più grande e tende a coprire la pedaliera. In effetti il confronto con le più grandi 1.6 ha fatto pensare che il basso fosse più “corto”. Passando al crossover PFA2, il basso si è fatto sentire in tutta la sua potenza perché il medio basso era più controllato ed il pedale era notevolmente chiaro e pulito ed usciva con maggior potenza; il canneggio piccolo invece era chiarissimo e luminoso, molto molto simile a quanto si può ascoltare con un organo in posizione ravvicinata (era mattina, nell’appartamento sotto non c’era nessuno e ho spinto parecchio con il volume).



Quindi, riassumendo, con il crossover esterno:

1) migliora la scena;

2) migliora la trasparenza generale del sistema (con la piccola aggravante di “sentire meglio” quel che arriva agli altoparlanti, qualità di registrazione compresa);

3) l’ascolto a basso volume è più completo;

4) si perde un po’ di punch sul medio-basso ma la gamma bassa più profonda esce in modo più corretto a completare il suono;

5) bisogna mettere mano al portafogli (questo è l’unico punto negativo che ho riscontrato).

La già buona prestazione delle MG12 esce quindi migliorata dall’adozione del nuovo crossover il cui inserimento sul percorso è chiaramente udibile. Il gioco vale la candela? Secondo me, si. Per chi già convive tranquillamente con le MG12, direi che il nuovo crossover ha qualcosa di importante da dire. Certo, si tratta di un “esercizio di stile” che non nasce dalla mano di Magnepan stessa. Probabilmente se Magnepan dotasse la MG12 di un simile crossover, tra packaging e trasporto, il costo delle MG12 diventerebbe meno concorrenziale. Tuttavia, Magnepan non si è opposta alla modifica fatta da PFA2, mentre continuerà ad offrire il suo prodotto standard, lasciando poi all’iniziativa del singolo la modifica eventuale.