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La pulce nell'orecchio

di Francesco Bollorino
La pulce nell'orecchio

"Al primo posto metterei le riviste.
Ogni mese in un'orgia multilinguistica, un "vero audiofilo" non può non leggere "anche" Stereophile almeno sul web, ci propinano novità e prove d'ascolto che minano alla radice costantemente e in sempre nuove forme le nostre convinzioni sul buon suono del nostro impianto.
Il bello è che la carta "non suona" ma "descrive" le costanti meraviglie di costantemente nuove apparecchiature in un continuo spostamento in avanti, in un continuo rimescolamento delle graduatorie di merito.
L'HIFI è il "trenino Rivarossi" per adulti maschi consenzienti nella ferma volontà d'autoflagellarsi.
Al secondo posto metterei gli "amici", quelli che ti piombano in casa per sentire la tua ultima "conquista" e rimangono in silenzio ad ascoltare con la bocca un po' storta frenando a malapena disgusto e derisione.
Al terzo posto metterei le fiere high end: possibile che tutti, dico tutti gli impianti suonino "da Dio" creando voglie e sconforti senza fine.
Al quarto posto metterei il nostro pusher di fiducia che, passandolo a trovare ci invita nella sala d'ascolto a sentire il nuovo modello di diffusore o di ampli che gli è arrivato e, come il maligno con Sant'Antonio nel deserto, ci tenta con l'offerta di un part exchange allentante quanto necessariamente a tempo limitato.
Non volendo lasciare nulla d'intentato vorrei che queste colonne rappresentassero per chi legge un'ulteriore "Pulce nell'orecchio" nella catena di Sant'Antonio del masochismo costituzionale di ogni appassionato.".


AURION AUDIO.. LO SCONTRO FINALE

Nel precedente numero della rubrica ho accennato al fatto di avere in casa un CDP modificato dalla AURION AUDIO secondo la filosofia che mi pare vincente in questo genere di elaborazioni: per rendere veramente competitivo un intervento di tal fatta che non si può definire a buon mercato (le cifre in gioco a seconda dei modelli posti in modifica variano tra 600 e mille Euro) occorre partire da un apparecchio da un lato che "meriti" la modifica, dall’altro che abbia un costo basso onde rendere il conto finale sensato.

Vi sono due vie: partire da una macchina di fascia bassa magari nuova e modificarla, partire da una macchina di fascia alta recuperata sul mercato dell’usato ad un prezzo basso (in rapporto ai contenuti tecnico-costruttivi) e apportare le modifiche del caso.

Ho deciso, dopo l’esperienza del primo tipo con il MUSIC HALL 25.2 che ha dato risultati interessanti sul versante del miglioramento delle performance sonore ma non in termini di assoluta eccellenza, di seguire la seconda via facendomi consigliare specificatamente dai ragazzi siciliani quali modelli cercare di trovare per ottenere sulla carta risultati di assoluta eccellenza.

La risposta è stata perentoria: cercare Sony o Denon d’annata, vecchi top di gamma che avrebbero potuto garantire un risultato al di sopra di ogni sospetto.

Mi sono buttato su Ebay e dopo un po’ di trattative imbastite sono entrato in possesso di un "vecchio" ma perfettamente conservato DENON 3560 che ho spedito a Castelvetrano per farlo rinascere a nuova vita.

Una premessa è d’obbligo: non ho ascoltato mai il Denon originale, non dispongo di una seconda macchina uguale per un eventuale confronto e la prova va letta come quella di un "nuovo" apparecchio che mi sia costato 1600 Euro (600 per il CDP usato, 1000 per la complessa modifica effettuata in Sicilia) e che il produttore sostiene essere in grado di confrontarsi con ciò che di meglio offre la piazza.



Seguendo la sfida che AURION AUDIO ha lanciato ho confrontato il DENON con il mio amato e super apprezzato RESOLUTION AUDIO OPUS 21 una macchina da 4500 Euro in Europa che ho avuto in questi mesi modo di apprezzare per la delicata raffinatezza del suono.

Prima di addentrarmi nei riscontri di ascolto e comparazione tra le due macchine ho posto come al solito alcune domande ad Alberto Ingoglia il tecnico della Ditta Siciliana.

VIDEOHIFI: "mi hai consigliato l’acquisto e io ho seguito il tuo consiglio, mi vuoi spiegare le ragioni della tua scelta di questo modello per una modifica alla stato dell’arte?"

AURION AUDIO: "Si tratta di un modello realizzato a regola d'arte e appartenente al periodo d'oro dello sviluppo tecnologico dei lettori CD da parte delle migliori aziende nipponiche; tutto (o quasi) nella realizzazione di questa macchina è stato pensato in modo da costruire un lettore "di riferimento":

- la meccanica di lettura sfrutta un valido pick-up della Sony a motore magnetico e si presenta estremamente robusta e docile al contempo. Essa è montata sopra una struttura di materiale composito, con parti di ceramica, che virtualmente elimina la massima parte delle vibrazioni endogene, scaricandole grazie alla sua rigidità verso la base dell'apparecchio

- Il tutto è racchiuso da un robustissimo telaio, che porta il peso complessivo della macchina ad oltre 20 kg, realizzato in larga parte da pannelli di alluminio amagnetico ed appesantito sul fondo per avere un centro di gravità molto basso

- l'alimentazione risulta completamente separata per le sezioni analogica e digitale ed è affidata a due poderosi trasformatori a pacco lamellare incapsulati, che partecipano non poco al peso complessivo della macchina; una nota di merito per i due eccellenti condensatori audio grade di alimentazione per la sezione analogica: due "pezzi" Hitachi da 4700 uF a 50 Volt, grossi come mai ne avevamo visti, chiaro indice di una capacità di erogazione di corrente degna di un amplificatore di potenza

- la conversione D/A è affidata a un quartetto di ottimi DAC Burr Brown PCM 58P, selezione K con uscita in corrente, pilotati da un filtro digitale NPC SM 5803 AP, noto per le sue doti sonore. Tale quartetto è connesso in configurazione differenziale, intrinsecamente bilanciata, a nostro parere la migliore in assoluto. Anche su questa scheda, in prossimità di ogni elemento attivo, è disponibile una grossa riserva capacitiva, in modo da garantire il massimo delle prestazioni

- la sezione di uscita rappresenta, al solito, l'anello debole dell'intero lettore: intanto è realizzata totalmente a circuiti integrati, e non sfrutta inoltre la naturale simmetria dei convertitori, in quanto la linea in controfase dell'uscita bilanciata del lettore stesso è ricavata, come del resto nella pressoché totalità dei casi, invertendo tramite un ulteriore operazionale la normale uscita rca. Continuiamo a criticare e ad ignorare i motivi che portino tutti i costruttori a una scelta di questo tipo, assolutamente incomprensibile data la disponibilità "on board" di un segnale che già nasce bilanciato!"

VIDEOHIFI: "Parliamo ora delle modifiche effettuate"

AURION AUDIO: "Partiamo dalla sezione di alimentazione: onestamente, vedere d'appresso a quegli splendidi condensatori elettrolitici dei comunissimi e malsuonanti stabilizzatori integrati, ci ha lasciati un po' perplessi, anche perché su altre macchine avevamo visto almeno dei tentativi volti alla realizzazione di decenti alimentazioni stabilizzate a discreti... la nostra perplessità però è durata ben poco; giusto il tempo di estirparli e sostituirli con dei pregiati circuiti di stabilizzazione a MosFet privi di controreazione. Quest'intervento rappresenta già di per sè una modifica piuttosto seria, visto l'incremento qualitativo notevole cui porta in termini di dinamica e silenzio infrastrumentale. Una analoga operazione è stata eseguita sulle alimentazioni dei convertitori, anch'esse realizzate a circuiti integrati. Dato che il suono nasce dai DAC, è palesemente assurdo "cibarli" tramite un'alimentazione qualitativamente discutibile. Un'altra sezione pesantemente revisionata è stata quella relativa ai muting di uscita. Nella totalità dei casi è sempre presente un circuito di muting che ha il compito di sopprimere i transienti di accensione e spegnimento; nelle macchine di più alto livello è realizzato a relais, è un sistema sonicamente invisibile e funziona cortocircuitando a massa il segnale indesiderato. In tutte le altre questa funzione è espletata da transistor, che però hanno un'influenza negativa sul suono anche quando sono disattivati. Nel Denon, inspiegabilmente, era applicata una tecnologia mista: relais + transistor, forse a causa delle numerose uscite disponibili. Ovviamente i muting a transistor hanno fatto la fine che meritavano. Un'ulteriore modifica è stata la disattivazione delle uscite variabili e cuffia, sempre pronte a "caricare" poco linearmente la linea audio, introducendo degrado sonico. Il pezzo forte è ovviamente lo stadio di uscita: La sua realizzazione è forte di una elegante architettura interamente bilanciata a componenti discreti, completamente priva di controreazione d'anello e pensata per sposarsi perfettamente con le uscite dei DAC. Come già visto nel lavoro fatto sul Music Hall (i rispettivi DAC hanno uscite simili) tale stadio si avvale di un convertitore I/V attivo/filtro passa basso, a bassissima resistenza d'ingresso, accoppiato in continua con il convertitore, e un buffer d'uscita unico, molto lontano dalle comuni configurazioni, e in grado di garantire una capacità di pilotaggio notevole coniugata a una banda passante estesissima. Resta inteso che essendo tale stadio "pensato" per il DENON, anche in questo caso il livello di uscita rimane standard a 2Vrms, permettendo il confronto con lettori commerciali senza la scusa della differenza di volume... A nostro parere il lettore è diventato, dopo la "cura", una delle cose più vicine alla sorgente definitiva tanto sognata da tutti gli audiofili, in cerca di estensione, naturalezza e verità nella riproduzione, e pensare che ha circa 15 anni!"



Come è mio costume mi sono accostato alla prova di ascolto senza alcun scetticismo a prescindere, per il tipo di prove che effettuo ma in generale per me nell’ascolto di un componente hifi è sempre l’atteggiamento migliore da seguire perché ti lascia il cuore e l’orecchio liberi senza aspettative messianiche ma neppure senza preconcetti molto dannosi in una valutazione equilibrata.

L’impianto in cui il Denon è stato inserito prevedeva come preamplificatore il mio nuovo Sanders fresco fresco dagli States, come casse le CHARIO SONNET (di prossimo test sulla rivista) come finali hanno ruotato il Sanders ESL e il finale EXCEL1 sempre della AURION AUDIO oggetto di un approfondimento in questo stesso articolo. I due CDP sono stati provati utilizzando sia le uscite sbilanciate (con cavi di Allen Wright) sia bilanciate (con i nuovi cavi di Gregorio Giust a bassissima capacità di cui parlerò una delle prossime volte ma di cui già fin d’ora posso dire essere un’autentica sorpresa).

Come è andata la prova?

Potrei partire dal fondo e affermare che si è risolta in un sostanziale pareggio ma siccome però "sostanziale" non significa "uguale" occorrerà aggiungere che la bilancia seppure non di moltissimo pende a favore del Denon e considerata la differenza abissale di costo rende il risultato veramente rimarchevole e mi costringe piacevolmente ad essere un po’ più preciso nei contorni del mio giudizio.

L’Opus 21 è un CDP che mi è piaciuto e mi piace molto per la raffinatezza e l’analiticità del suo suono, per la precisione micrometrica della ricostruzione della scena acustica virtuale eppure il DENON modificato da Alberto Ingoglia è riuscito a stupirmi offrendo una prestazione non abissalmente migliore ma obiettivamente migliore in alcuni parametri finendo per essere preferibile al blasonatissimo e giustamente apprezzato apparecchio made in SF e il risultato è tanto più stupefacente se pensiamo che stiamo parlando di una elettronica vecchia di più di 10 anni e dal costo complessivo di un terzo rispetto al riferimento.. più che un best-buy una sorta di bomba atomica commercialmente parlando.

CD dopo CD, spesso usando copie e effettuando commutazioni al volo per cogliere meglio le eventuali differenze si sono bene evidenziate le differenze tra i due CDP, stiamo parlando spesso di sfumature ma da un lato l’hifi ed il buon suono è fatto di sfumature dall’altro tali sfumature risultano del tutto udibili e quindi determinano il giudizio finale: l’OPUS è apparso leggermente più metallico nella riproduzione della voce che il Denon riproduce con una maggiore naturalezza e con una maggiore rotondità derivante essenzialmente da un medio basso ricco di armoniche. La messa a fuoco dell’immagine virtuale appare leggermente più definita con il giapposiculo, quasi che passasse maggiore informazione. Il sound-stage è leggermente più profondo e con maggiore dettaglio e separazione dei piani sonori nel Denon che ha nella riproduzione granitica ma controllatissima del basso forse la sua arma migliore associata ad una analiticità da primato che onestamente non pensavo potesse surclassare la pur splendida performance dell’OPUS in questa area.

In ambedue i CDP le prestazioni migliorano ulteriormente passando all’ascolto attraverso le uscite bilanciate che migliorano il suono in tutti i parametri e offrono una timbrica maggiormente naturale.

In un periodo difficile economicamente come questo la soluzione di far modificare in maniera MIRATTISSIMA un vecchio CDP ai ragazzi di Castelvetrano potrebbe rappresentare una scelta molto furba da acquisto solidale, ci troviamo infatti di fronte ad un prodotto di altissimo lignaggio che offre prestazioni al top della riproduzione digitale ad un prezzo tutto sommato accettabile. A favore di una soluzione di tal fatta ci sono le prestazioni ottenute come detto a sfavore vi può essere il dubbio che una macchina modificata possa trovare mercato, ma sinceramente ho seri dubbi che chi seguisse la mia strada si priverebbe poi tanto facilmente di cotanta meraviglia sonora.

In conclusione debbo ammettere che la AURION AUDIO ha vinto la sua sfida con il giudizio del mio orecchio: il DENON 3650 da loro modificato credo possa stare alla pari dei migliori prodotti oggi immessi sul mercato ma che costano molto ma molto di più. Non mi sento di generalizzare il concetto ma mi sento caldamente di consigliare di seguire il mio percorso: farsi guidare da Alberto Ingoglia nella scelta oculata del modello su cui far apportare le modifiche e poi godersi semplicemente il risultato che è musica di grande classe allo stato puro!!!!

AURION AUDIO EXCEL 1

Contestualmente all’invio del CDP modificato, all’interno di una voluminosa scatola di legno la Aurion Audio mi ha inviato ciò che considerano la massima espressione delle loro idee in campo di amplificazione allo stato dell’arte, il finale dualmono EXCEL1 che mi ha accompagnato nella prova del Denon e che ha mostrato performance tali da meritare una approfondimento a parte.


Si tratta di una macchina molto pesante, dall’ottima finitura interna e da un layout tipicamente dual mono con una circuitazione completamente bilanciata. Prima di addentrarmi nella descrizione della prova di ascolto lascio ancora la parola ad Alberto Ingoglia per una descrizione del progetto

VIDEOHIFI: "Parlami delle soluzioni circuitali che stanno dietro al suono dell’EXECEL1"

AURION AUDIO: "Il finale di potenza EXCEL 1 rappresenta per l’ Aurion una macchina "matura", in grado di condensare tutta l'esperienza sviluppata nel settore della progettazione audio. Esso si avvale di alcune soluzioni tecniche particolari, come lo stadio di uscita denominato HyperWide output stage. In questo circuito i finali di uscita sono pilotati in tensione a bassissima impedenza da uno stadio pilota proprietario, che rappresenta il cuore del sistema, caratterizzato da una totale insensibilità al variare della temperatura (è autocompensante) e una banda passante estremamente ampia, il tutto senza ricorrere a stadi di guadagno, ma solo di amplificazione di corrente. Tale condizione di puro pilotaggio in tensione ha, come ricaduta diretta, un ampliamento della banda passante dello stadio finale vero e proprio e una compensazione in temperatura mirata ai soli dispositivi di uscita, con ovvi vantaggi di stabilità e tracking termico. L’architettura dello stadio di ingresso e amplificatore di tensione è totalmente simmetrica, in modo da minimizzare al massimo le distorsioni di ordine pari e mantenere intrinsecamente basse quelle di ordine dispari. Tutto il circuito è annegato in resina epossidica, al fine di azzerare la nefasta influenza delle vibrazioni. L’accoppiamento è totalmente in DC, e la struttura è controreazionata con soli 15dB. A tal proposito vorremmo sottolineare come una scelta simile sia, per l’ Aurion, una scelta di qualità: elevatissimi tassi di controreazione infatti sono deleteri per il suono, a causa di una molteplice serie di fattori, a cominciare dalla TIM, o distorsione di intermodulazione dinamica. Un amplificatore siffatto inoltre impone, per garantire la sua stabilità, un polo dominante talvolta di poche centinaia di Hz, e cioè una banda passante limitatissima ad anello aperto. L’eccessivo guadagno poi, a meno di non ricorrere a particolari precauzioni, rende poco lineari i circuiti, e la controreazione riesce a "sistemare" le cose solo fino ad un certo punto. Tutti questi problemi sono reali, e universalmente riconosciuti da tutte le più grandi penne del settore. La totale mancanza di NFB (Negative FeedBack) però, pur garantendo estrema naturalezza di emissione induce alcuni limiti, specie di controllo in gamma bassa e profondità del soundstage.



VIDEOHIFI: "Dove avete trovato il punto di compromesso su questo tema?"

AURION AUDIO: "Numerosi esperimenti e prove d’ascolto ci hanno permesso di fissare in circa 15dB l’ammontare complessivo di NFB foriera di vantaggi sonici tout court, senza averne gli svantaggi: Il polo dominante viene fissato ben oltre i 20KHz, quindi ben oltre la banda passante dell’orecchio umano, i circuiti sono estremamente lineari e intrinsecamente a bassissima distorsione, e l’impedenza di uscita viene mantenuta molto bassa, a tutto vantaggio del fattore di smorzamento e quindi del controllo in gamma bassa.

VIDEOHIFI: "Che mi dici infine sull’alimentazione? Sono da sempre convinto che sia un punto nodale per la resa del suono"

AURION AUDIO: "Nel nostro caso si è scelta l’adozione di una struttura senza compromessi, completamente dual mono, con trasformatori sovradimensionati costruiti su specifica e una capacità di filtro complessiva di oltre 120000uF: il risultato è una grande stabilità sonora e una totale assenza di compressioni al crescere del volume o al diminuire del carico."

Come detto il finalone AUDION AUDIO è stato inserito nella catena sopra indicata e messo a confronto con l’ottimo Sanders ESL.

Credo di poter affermare che esiste un "suono Aurion", lo avevo sospettato ascoltando la modifica fatta al mio integratino AMC, ne ho avuto una clamorosa conferma in questa prova, come, per altro, accade per tutti gli apparecchi di classe che danno un’impronta al suono, lo trovo normale logico affascinante nella misura in cui deve incontrare il gusto del "suo" pubblico non il gusto "del" pubblico: non esiste un apparecchio buono per tutte le stagioni in hi-end esistono apparecchio sani, di grande scuola dalla timbrica corretta che se di classe debbono, come una giacca di Armani, essere riconoscibili al primo ascolto, qualificarsi al nostro orecchio, emozionarci di un’emozione non seriale.

In cosa si caratterizza allora la sonorità di questo finale?

Detto della capacità di pilotaggio veramente rimarchevole, detto che è un finale che volendolo suona davvero forte senza scomporsi mai, detto della capacità di risoluzione dei contrasti dinamici davvero impressionante e della velocità ai vertici dei miei ricordi di audiofilo, ciò che caratterizza maggiormente il prodotto siciliano è da un lato la riproduzione della gamma bassa, credo a memoria la migliore che mi sia capitato di ascoltare, profonda materica frenata perfetta, dall’altro la capacità di risoluzione del messaggio musicale riprodotto che si caratterizza con una messa a fuoco estremamente realistica, con una scena acustica molto "incisa", dai contorni decisi senza che ciò non significhi capacità di essere delicato quando occorre.

La riproduzione della voce mi ha un po’ ricordato il mio amato suono "Lector" per la ricchezza del medio basso, intendiamoci non si tratta di un finale morbido ma di un’elettronica che sa tirare fuori una grinta notevole quando serve sottolineo quando serve.

La riproduzione della gamma alta è cristallina e mai affaticante, il sound stage è proporzionato, profondo ricco di ambienza, radiografante l'evento musicale, con gli strumenti e gli interpreti che si stagliano realisticamente di fronte all'ascoltatore catturando, è una dote rara, al primo ascolto l'attenzione per la particolarità della analiticità della resa globale.



Il suono dell’Excel 1 può davvero affascinare, se siete alla ricerca di una belva camuffata da agnellino, se siete alla ricerca di una grana finissima degna di una Minox della Stasi, se il basso vero non enfatizzato è nelle corde dei vostri gusti musicali, se la capacità di pilotaggio rientra nei parametri importanti per voi, ebbene io credo che dell’EXCEL1 potreste davvero innamorarvi e restare nei secoli fedeli…..

Nel confronto con il potentissimo Sanders se deve concedere qualcosa lo fa solo in termini di livello di pressione sonora a parità di volume del preamplificatore, per il resto risulta obiettivamente vincitore di un’incollatura in tutti i parametri di valutazione considerati e considerabili.. e siccome stiamo parlando di un confronto con una elettronica di grande qualità potete capire perché affermo che l’EXCEL1 può essere considerato ad oggi il miglior finale che mi sia passato tra le mani.

5000 Euro (iva inclusa) non mi sembrano pochi, ovvero a differenza del Denon di cui sopra non possiamo parlare dell’affare del secolo ma semplicemente di una apparecchio maturo ben progettato e soprattutto drammaticamente ben suonante che vale tutti gli euro che costa e che immagino potrà dare filo da torcere a qualunque finale di qualunque prezzo con cui venga posto a confronto.

Da ascoltare assolutamente senza se e senza ma, con la speranza che la Aurion Audio possa trovare per prodotti di tal fatta (mi si annuncia per l’autunno un preamplificatore bilanciato di pari lignaggio) una adeguata distribuzione che consenta agli audiofili italiani di fare l’esperienza di ascolto che ho fatto io.. ne vale davvero la pena!!

SE PERMETTETE PARLIAMO DI FUSES…..

Tanto tuonò che piovve..

La più volte annunciata prova comparativa tra i superfusibili è ora realtà con buona pace lo dico subito degli scettici.
Il tema è noto e sul Forum sono state scritte centinaia di righe sul tema. Provo a riassumere i termini della questione, dal mio personale punto di vista sia chiaro, a differenza di molti non penso di avere la verità in tasca ma di offrire in campo audio le mie opinioni sincere sostenute sempre empiricamente da rilievi d'ascolto e non strumentali semplicemente perché da un lato non sono capace di fare test di laboratorio dall’altro non abbiamo purtroppo per ora come rivista la possibilità di affiancare alle prove ad orecchio adeguati rilievi strumentali (è un limite per me neppure poi così grave visto che molte riviste si muovono totalmente o parzialmente in questo modo ma mi preme rilevarlo apprestandomi a parlare di un tema molto controverso) per i pochi tra i nostri affezionati lettori che non ne fossero a conoscenza:

a. l’alimentazione è un anello importante nella qualità del suono di un componente audio

b. alla base di una buona qualità dell’alimentazione ci sta una buona qualità della corrente AC che arriva all’apparecchio, da qui discende, ove possibile, la necessità di poter disporre di linee dedicate, di eventuali filtri di rete, di cavi di collegamento AC di buona fattura.

c. Anche nell’ipotesi di disporre di una situazione AC allo stato dell’arte come qualità resta un collo di bottiglia: la corrente elettrica in tutti gli apparecchi passa NECESSARIAMENTE prima di entrare dentro l’elettronica ed arrivare ai trasformatori attraverso un fusibile messo lì apposta per proteggere l’apparecchio.

d. Ciò fa pensare che il fusibile POSSA rappresentare l’anello debole della catena e una sorta di collo di bottiglia sul percorso AC e che un suono "miglioramento" con il cambio di fusibile passando ad uno più performante POSSA incidere positivamente sul suono

e. Le mie esperienze passate mi hanno fatto concludere che questa ipotesi è VERA ossia che i cosiddetti fusibili hifi grade producono un effetto marcato sul suono del componente in cui vengono usati

f. Queste mie affermazioni supportate da altre esperienze di audiofili hanno suscitato molte polemiche sul nostro Forum tra quanti, NON AVENDO FATTO LA PROVA, ritenevano la cosa impossibile e tra quanti ritenevano il costo del tweak troppo elevato in rapporto al risibile prezzo di un fusibile standard

g. Alla prima obiezione ritengo inutile rispondere dal momento che nulla si può fare purtroppo di fronte a pregiudizi a prescindere senza alcuna base empirica e sperimentale di supporto, alla seconda obiezione rispondo che effettivamente il prezzo richiesto per questi fusibili "speciali" e’ piuttosto elevato (siamo attorno ai 20 $ mediamente) se rapportato al costo di un fusibile normale, ma è veramente MOLTO BASSO se rapportato PER ME al risultato che si ottiene e al costo di altri accessori in genere acquistati dagli appassionati senza porsi tanti problemi come sembra invece che accada quando parliamo di fusibili: credo, in altre parole, che il valore della modifica vada valutato in termini assoluti rispetto all’incremento delle prestazioni e in quest’ottica ritengo che l’acquisto di un superfusibile sia un affare e valga molto di più del prezzo pagato.

h. Per altro io non sono notoriamente innamorato dei tweak costosi e seppure non considero questo un investimento folle sarei ben lieto di poter provare prodotti altrettanto validi proposti a prezzi più bassi, ciò che mi pare necessario ribadire che in hiend usare la variabile prezzo come discrimine "morale" mi pare fuori luogo a meno che non venga usata sempre e comunque in maniera komeinista, ma siccome non accade sempre credo non possa essere usata fatta salva la libertà dell’audiofilo di ritenere un investimento in accessori inutile o antieconomico. Il tema per me è un altro ovvero quanto si è disposti a pagare per un miglioramento e per me il prezzo del fusibile rispetto a questo parametro è basso in assoluto.

Come dicevo all’inizio da tempo mi era stata richiesta una prova  comparativa e in questo numero della rivista presento i primi risultati che riguardano il confronto tra 4 marche diverse di superfusibili: due tedesche, HIFI-TUNING e AHP, e due cinesi, ISOCLEAN e XINDAK, manca all’appello la giapponese FUTUTECH in quanto ho solo di essa due fusibili da 32mm che mi riprometto di provare assieme agli altri nella seconda tornata di prove che presenterò sul tema.

Nella mia esperienza il "posto" dove ho avvertito di più l’effetto del cambio di fusibile sono state le QUAD 988, che ora non possiedo più essendo in attesa dell’arrivo delle mie nuove casse di riferimento per cui ho optato per un inserimento nei due CDP di cui dispongo ora l’OPUS 21 e il DENON by AURION.

Le risultanze del test si riferiscono pertanto alle due elettroniche e debbo dire che i riscontri sonori sono stati coincidenti e che pertanto non solo si può parlare di un "suono del fusibile" ma che tale "suono" influenza in maniera costante il risultato finale anche cambiando apparecchio.

Il giudizio?

Da un lato si è confermata per me alla grande l’influenza che il cambio di fusibile tra uno standard ed uno di qualità più elevata ha sul suono, dall’altro si sono per me definiti in maniera molto più chiara gli ambiti nei quali tale cambio più agisce in maniera più marcata: focalizzazione dell’immagine virtuale, accuratezza nella riproduzione del micro contrasto dinamico, ricchezza delle armoniche medio basse nella riproduzione della voce.

Cambiando il fusibile si avverte SEMPRE A PROVA DI SORDO un cambiamento nel suono e sempre nella direzione indicata e sempre con un miglioramento rispetto al fusibile standard.

Posso e debbo però fare una classifica che vale ovviamente per gli apparecchi con cui ho effettuato la prova: il peggiore è risultato essere il cinese XINDAK per una leggera enfatizzazione e indurimento sulle altissime frequenze che ho avvertito rispetto agli altri campioni provati, i due tedeschi, che si assomigliano al punto di sembrare esteticamente usciti dalla stessa linea di produzione, risultano essenzialmente a pari merito con una prestazione di assoluto rilievo, ma quello che per me fa VERAMENTE UNA DIFFERENZA è il "mitico " Isoclean che si conferma per il mio gusto in assoluto il migliore con un’ottimizzazione generale di tutti i parametri di ascolto e con una resa della voce veramente magica.. da ascoltare per credere.

Che dirvi in conclusione?

Questa prova rinfocherà le polemiche sull’uso dei fusibili hifi grade… per certi versi ne sono felice nella misura in cui molti leggendo verranno colti dalla voglia di fare la prova se non altro per contraddire il mio parere perentorio .. ma temo che quasi tutti si troveranno nella condizione di Saulo sulla via di Damasco…

PS: Una delle cose che amo di più nella rete è l'interattività e la possibilità di contatto immediato: sarò quindi lieto di ricevere i vostri feedback al mio indirizzo di posta elettronica: francesco.bollorino@videohifi.com o di discutere con voi sul Forum pubblico della nostra rivista