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Monaco Hi-End 2008, qualche foto e qualche impressione

di Domenico Pizzamiglio
Monaco Hi-End 2008, qualche foto e qualche impressione

Sempre divertente gironzolare per il M.O.C., in quel di Monaco. Certo, il tempo è stato poco e l’anno prossimo prendo due giorni di ferie e vado per tutta la durata della manifestazione, così da poter fare qualcosa di più esauriente.

Incontrate facce note, alcune meno note, italiane, tedesche, inglesi, americane, orientali.

Prodotti interessanti ed altri meno. Tendenze, novità, conferme.

Ovviamente la lamentela è sempre la stessa: il mercato è in crisi. Meno gente dello scorso anno, meno interesse (per alcuni), mentre altri, forse solo più speranzosi, denunciano un incremento di interesse. In realtà mi è parso che gli operatori fossero parecchi e che l’interesse ci fosse.

Tante conferme, prima fra tutte che gli italiani sono ben piazzati a Monaco. Tanti espositori, vecchi e nuovi. Con esposizione statica o con saletta annessa per l’ascolto, quando non con stanza vera e propria al primo piano.

Monaco è la patria dei Lauftwerke, ovvero i giradischi; mai visti così tanti, addirittura impressionanti nelle esposizioni di Transrotor e di Acustic Solid; ma anche altre conferme come Avid, Project, Amazon, DPS, Scheu, Dr. Feickert, Rega, Brinkmann, EMT e altri. Comunque tanto, tanto vinile, come anche dimostrato dai banchi di vendita di software dove i cd erano veramente pochi rispetto alle quantità di vinili disponibili.

Attenzione maniacale per l’accessorio, con parate di cavi di vecchio e nuovo nome, clamp, mat, accessori più o meno strani dei quali ho selezionato solo un esemplare.

Il colore è ormai una realtà in hi-end; non solo Rega con le casse giallo canarino, ma anche i mat per i suoi giradischi, anche loro colorati. Viste improbabili casse acustiche coperte di pelliccia (cavallino) nello stand Gryphon ed altri esercizi estetici di dubbia convivenza.

Gigantismo nelle casse acustiche, come dimostrano non solo Gryphon, Adam, KEF, ma anche tanti altri marchi.

Ceramica ovunque e non solo nei classici Avalon e Kharma, ma anche nelle casse di Brinkmann ed in tantissimi altri marchi (praticamente, comunque ti giravi, ti trovavi davanti altoparlanti in ceramica). Carbonio a profusione e non solo da Wilson Benesh che quel materiale usa da tempo ma anche altrove.

Qualche tentativo di innovazione delle sorgenti, ove un pc sostituiva il normale lettore di CD o il giradischi; ma devo dire che non ho trovato alcunché di particolarmente attraente dal punto di vista puramente sonoro.

Una menzione per la mostra parallela organizzata al Fleming’s Hotel in Leopoldstrasse e denominata Hifideluxe Muenich 2008, con Acapella, Capriccio Continuo, Consensus, Einstein Audio, Jan Allaerts, Jorma, Klimo, Lavardin, Luxman, Martens, NuForce, Odeon, Roeder e Simon Yorke. Mi è piaciuto l’impianto composto da sorgenti Klimo e Naim e da amplificazioni degli stessi marchi, oltre ad un prototipo di quello che è poi diventato il modello Théma di Apertura. Il resto era molto freddo, controllato. Ma giudicare il suono in una dimostrazione è sempre fuorviante e quindi mi limito a menzionare questo tentativo di sdoppiare la manifestazione senza tirare nessuna conclusione.

Una piccola carrellata.



Questa la personalizzazione delle piccole Podium. La realizzazione stondata è a richiesta ed eventuali disegni possono essere richiesti per personalizzare il prodotto.



Sempre interessante il megasistema di MBL. Certo, 400.000,00 euro non son pochi, ma l’ascolto val sempre un po’ di tempo. Bello vedere le dimostrazioni di Giulio Cesare Ricci, e simpatico il suo fare "estatico".


Interessante il sistema Brinkmann. Non so se la stanza era particolarmente felice acusticamente, me ne uscita un suono godibile.


L’impianto con Avalon, Hovland, Pass, DPS e DCS, anche tenuto conto dei volumi mai esasperati, offriva una bella prestazione.


Nuova serie di casse acustiche da Tannoy con il ritorno del Dual Contentric anche di dimensioni contenute e non solo per le Mini Autograph. Un ritorno alle vecchie D100?



Meno performante dello scorso anno, con qualche problema sul basso, ma sempre naturale sul resto della gamma il suono delle casse acustiche Cessaro, questa volta amplificare con amplificazioni Allnic Audio e con un TRW Raven.



Nuovo braccio, previsto in autunno, per Moerch.



Impressionante per dimensione ed estetica questa KEF (mi scuso per la pessima qualità della foto, ma purtroppo ho dovuto fare la ripresa dall’esterno, con una vetrina davanti a me).

A conferma che le casse acustiche tendono al "piccolo", Adam e Snell (amplificate con Marantz)



No. Questa non è hi-end. Questa è musica. E devo dire pure di qualità; il gruppo era molto affiatato ed eseguiva piuttosto bene ed indifferentemente da Gabrieli alle trascrizioni di odierni standards.

Nuovo finale, peraltro già visto sulla stampa, da Gryphon. Curatissimo anche nella veste estetica. E ancora casse acustiche, sempre di Gryphon, decisamente sul versante del "piccolo".

Alcuni italiani presenti. Lector/Chario, Thesis, Systems & Magic (con annessi formaggio, caffè, taralli), Audio Nemesis/Norma/Emme e Rosso Fiorentino


Da Dynaudio allestita un piccolo museo con i modelli di vecchia produzione tra i quali ho scelto queste Facette bianche







Vinilisti, lustratevi gli occhi. Giradischi e ancora giradischi. Transrotor, Scheu, Avid, Acustic Solid


Da Rega è evidente che il colore non è un limite all’ambientazione domestica.

Queste nuove Mission mi hanno fatto una buona impressione per la realizzazione curata ad un prezzo inferiore ai 1.000,00 euro la coppia. Non era possibile ascoltarle e quindi le segnalo come semplice curiosità.



L’impianto Klimo/Naim che ho menzionato nella presentazione e che era in funzione all’Hifideluxe.




A proposito della ricerca di materiali strani per gli accessori, Phio Audio produce basette per bracci, disaccoppiatori e quant’altro con materiali assolutamente non convenzionali, come spugne sintetiche e altri materiali innovativi. I disaccoppiatori che vedete in foto sono estremamente leggeri e porosi. Il sistema di altoparlanti è interessante perché con 2 tweeter e 3 woofer diversi permette di ottenere cinque sistemi componibili diversi ed adattabili al proprio ambiente. Direi una piccola innovazione.


L’impianto Wilson Benesch, dove il carbonio regna sovrano. L’anno scorso le Trinity mi piacquero e quest’anno non son rimasto deluso.


Questo sistema Acoustic Plan, con un altoparlante Lowther e quattro woofer, con emissione a dipolo, era relegato in una saletta molto piccola. Tuttavia il suo suono mi ha incantato e chiudo il reportage con loro

Arrivederci al Monaco hi-end 2009!!!!!!!!!!