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SACD, DVD e TNT

di Bebo Moroni
SACD, DVD e TNT

SACD & DVD

…Certe volte ragazzi miei non vi capisco. Non capisco come mai vi 
adeguiate, seppur obtorto collo, alle peggiori smanie, manfrine e fregature del mercato, e poi prendete di cappello quando il mercato vi offre, finalmente, un'opportunità. Mi riferisco naturalmente, e con affetto, ai "ragazzi" - alcuni dei quali hanno ben più d'un capello bianco- appassionati della miglior alta fedeltà, a quelli che hanno fatto cavalcate talmente lunghe e appassionate, che nemmeno a Gregory Peck o a Henry Fonda sarebbero state concesse, tra le immense praterie dell'analogico, che sono stati costretti a smontar di cavallo - o almeno a tenerlo assai di più in stalla di quanto non avrebbero voluto- quando un dischettino argenteo, nato un po' storpio e un po' guercio ( partorito d'altra parte da genitori un bel po' sordastri), ma assai prepotente di carattere, ha cominciato a battere i piedini e a pretendere d'esser solo lui, figlio cresciuto in incubatrice, il protagonista assoluto della scena della musica riprodotta. Mi riferisco anche, naturalmente, ai ragazzi, stavolta senza "virgolette", che invece il disco nero l'hanno vissuto già da principio come un antenato, per scoprire magari poi che il nonnino cantava come un usignolo. Mi riferisco, insomma, a tutti gli audiofili spaventati dall'ingresso in campo dei cosiddetti "nuovi formati". A quelli che stanno parlando, chissà perché, per partito preso, a quelli sconvolti dall'idea di pensionare il CD ( "proprio ora che cominciava a suonare piuttosto bene" - cribbio se è tardo 'sto ex-bambino!).
Amici miei, per una volta, per una rara - rarissima di questi tempi- volta, le majors, forse per sbaglio, hanno deciso di farci un regalo ( i regali delle majors, lo sapete, si pagano sempre, dipende a quale prezzo…), il SACD e il DVD Audio rappresentano la più grande opportunità che questo settore in stato cianotico abbia avuto negli ultimi vent'anni. Esattamente quanti ne sono passati dall'introduzione in massa dei CD Player.
Innanzitutto cominciamo a sfatare questo mito dei "nuovi formati": il DVD Audio non è un nuovo formato, è semplicemente l'implementazione già abbondantemente prevista da quando una decina d'anni fa s'è cominciato a lavorare su questo sistema d'immagazzinamento dati con possibilità di compressione, del disco video, tantomeno è un nuovo formato il SACD ( leggi Super Audio Compact Disc, per quegli appassionati che solo ora si stanno avvicinando a questa vera e propria torre di Babele che è il mondo dell'alta fedeltà) che è invece né più né meno che la logica conseguenza tecnica, quella che aspettavamo da anni, dello sviluppo della tecnologia digitale su disco compatto. Per intenderci ancora meglio, il SACD è l'evoluzione naturale e doverosa del CD, del quale diciamo subito: suona assai meglio. Ed era abbondantemente ora. Per la mia natura di dubbioso, è quasi un affronto il dover apparire, ora, come uno che dà giudizi tranchant e prende una posizione così netta. Ma questa posizione è il frutto di un'esperienza che ormai posso definire assai lunga senza correre il rischio di autoincensarmi, di ascolti attenti e di prove ripetibili, nonché di considerazioni di mero carattere economico, che dovrebbero comunque essere convincenti non solo per noi che operiamo, professionalmente o amatorialmente, in questo segmento, bensì per tutti gli appassionati: vale la pena, probabilmente di ricordare che un mercato poco brillante, com'è attualmente quello di cui ci occupiamo, è un mercato che offre minori possibilità di competizione, e dunque taglia via, o li rinchiude in nicchie inquietantemente esoteriche, i costruttori "indipendenti", i nuovi progettisti, i prodotti a minor redditività. 
E' di conseguenza un mercato che offre poca qualità, e a caro prezzo, a fronte di un'offerta quasi smisurata, di mediocre, quando non cattiva qualità, a prezzi nemmeno troppo favorevoli.
Un mercato ricco ed effervescente (come fu quello degli inarrivabili anni '80, con tutte le loro magagne, ma anche con tutte le loro, per quel che ci interessa in questo ambito, glorie) ha come effetto naturale un'offerta assai più ampia e variegata, sia per quanto concerne l'aspetto qualitativo, sia per quello economico.
Il SACD ( e vedremo il DVD-Audio, che a parte la qualità, in genere alta delle poche macchine e delle poche incisioni che propone, rimane per tutti un po' un mistero, ma vediamo peraltro come stia velocemente avanzando il livello tecnico e prestazionale delle macchine multiformato, i cui prezzi vanno peraltro drasticamente calando a fronte di un'offerta in forte incremento) ha tutte le chanches per ripetere il successo del Compact Disc, successo che ha comportato non solo l'affermazione - peraltro cercata e voluta a tappe forzate dalle grandi industrie allora come oggi in causa- del formato, ma anche e soprattutto la rivitalizzazione di un intero settore, una rivitalizzazione che, per paradosso, ha avuto effetti straordinari anche sull'apparentemente agonizzante mondo della riproduzione analogica, che proprio in presenza del terribile e prepotente competitore, ha offerto il meglio di sé, richiamando l'attenzione anche di quella larga fetta di pubblico che aveva creduto alla baggianata molto in voga sulla stampa "pre" '83, che recitava più o meno così "l'unico compito di un giradischi é quello di far girare i dischi a velocità costante". Sta di fatto che se il CD è al momento il formato universale, ed universalmente accettato, non solo la tecnologia analogica non è morta, ma anzi si ricominciano a stampare le edizioni in vinile - e non solo per i dischi che fanno più rumore- e soprattutto le si stampano per un pubblico in prevalenza giovane o giovanissimo (!!!). 
Il SACD è, al contrario di quanto avvenne per il CD, assolutamente compatibile con il suo predecessore. Nessuna collezione di CD andrà perduta e, soprattutto, nessuno sarà costretto a gettare alle ortiche il proprio giradischi digitale, tanto faticosamente acquistato, dal momento che per più di qualche anno i SACD proposti sul mercato manterranno lo strato ibrido, potendo esser dunque letti da qualsiasi CD Player. Le migliori macchine SACD sin'ora presentate, nelle varie fasce di prezzo, dimostrano di essere in grado di leggere i normali CD almeno altrettanto bene di quanto non facciano i player specializzati di pari categoria, spesso meglio o assai meglio, in termini di musicalità, di dinamica, d' immagine.
Ma si poteva veramente pensare, dopo vent'anni, nei termini dell'originaria frequenza di campionatura a 44.1 KHz, col suo drammatico limite intrinseco del poter restituire una risposta in frequenza il cui estremo alto poteva essere al massimo pari alla sua metà, cioè a 22 KHz? Non avevamo forse ascoltato - grazie a quelle meravigliosamente e prematuramente uccise macchine Dat- con le nostre orecchie quanta differenza ci fosse, , passando a 48 e poi a 96 KHz? Non avevamo stabilito da anni che la stretta gabbia dell'intervallo di udibilità umana, 20 Hz- 20 KHz, tagliava fuori delle componenti fondamentali per la ricostruzione musicale e spaziale, quegli ultrasuoni ed infrasuoni che contegono una spaventosa massa di informazioni, armoniche e, appunto spaziali, che il nostro sistema psico-fisiologico è in grado di elaborare, o se vogliamo usare un esempio più suggestivo ( ma assolutamente veridico) il nostro corpo non ascolta direttamente con le orecchie, ma comunque recepisce e utilizza? Il multicanale? Non è un obbligo, è un' ulteriore opportunità che il SACD offre, se non la si vuole sfruttare non la si sfrutta, si continua ad ascoltare in stereo con buona pace di tutti. Dunque? Paura di cosa? Dei cambiamenti? I peggiori già ce li hanno propinati, questo è un cambiamento in meglio.
Si, prediamo decisamente posizione, e la prendiamo assolutamente a favore del SACD. E già per il prossimo numero vi proponiamo una sfida, in qualche modo, epocale: quella tra due macchine che hanno un cuore tecnologico in comune, il Micromega Reference SACD ed il Philips 963 (che lo diciamo subito, sono tutt'altro che la stessa macchina, come qualcuno che ogni tanto farebbe bene a tacere maligna). Cioè uno dei migliori ( e più costosi) SACD Player in circolazione e quello che sta riscuotendo in questo momento il massimo successo, entrambi dotati di meccanica e topologia di base Philips ( anche questo è verso sino a un certo punto, ma insomma aspettate questo benedetto n.4!).

TNT


Siamo rimasti molto piacevolmente sorpesi, e toccati nelle nostre sensibili anime, ormai ingarognite dalla carognaggine della competizione a tutti i costi, dalle le parole e dallo spazio che il Direttore Lucio Cadeddu ci ha voluto dedicare nel più recente editoriale della sua bella e coraggiosa rivista www.tnt-audio.com.
L'editoriale di Lucio è lo splendido esempio di come due realtà, per tanti versi differenti, ma per tanti altri affini, che operano nello stesso settore, possano non solo pacificamente convivere, ma anche fare un pezzo di strada assieme, e magari (non sto dando alcun annuncio, semplicemente non rifiuto il mero ipotetico) in un futuro convergere su iniziative comuni o battaglie condivise.
Molto spesso, in questi ultimi anni, s'è scambiata la competizione con la distruzione delle più elementari regole di civile convivenza, il competitore con il nemico da uccidere ad ogni costo e il doveroso rispetto umano ed intellettuale, con la denigrazione e il chiacchiericcio da basso mercato ortofrutticolo. Noi partiamo, come TNT, dal presupposto che le due iniziative non siano "in competizione" (poi magari in qualche momento della loro storia lo saranno, ma anche ove fosse gli ipotetici contendenti conoscono le regole d'ingaggio del gentleman), bensì nella loro profonda diversità d'impostazione e nella scelta panoramica ( per esempio TNT-Audio non si occupa di video, noi si) possano solamente arricchire un campo che ci è, evidentemente, così caro, offrendo un contributo importante ( com'è sempre stato il contributo delle riviste italiane) allo sviluppo e alla crescita delle idee, delle loro forme di attuazione, della cultura critica. Dunque noi non solo ricambiamo di cuore gli auguri e gli apprezzamenti, ma saremo sempre ben contenti se i nostri lettori vorranno essere anche lettori di TNT ( e naturalmente viceversa…) .
Partendo da questo, che è lo ammetterete, un piccolo avvenimento, nel prossimo fascicolo di videohifi.com, parleremo anche di una singolare definizione tipicamente anglica ( anzi, tipicamente americana) quella di "audio community", una definizione, qui da noi, completamente sconosciuta….

Buona lettura