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La Pulce nell'orecchio: MARIGO DOTS ... la scoperta - AURION AUDIO 2, la vendetta...ovvero l'operazione "Alzati Lazzaro!"

di Francesco Bollorino
La Pulce nell'orecchio: MARIGO DOTS ... la scoperta - AURION AUDIO 2, la vendetta...ovvero l'operazione "Alzati Lazzaro!"


"Al primo posto metterei le riviste.
Ogni mese in un'orgia multilinguistica, un "vero audiofilo" non può non leggere "anche" Stereophile almeno sul web, ci propinano novità e prove d'ascolto che minano alla radice costantemente e in sempre nuove forme le nostre convinzioni sul buon suono del nostro impianto.
Il bello è che la carta "non suona" ma "descrive" le costanti meraviglie di costantemente nuove apparecchiature in un continuo spostamento in avanti, in un continuo rimescolamento delle graduatorie di merito.
L'HIFI è il "trenino Rivarossi" per adulti maschi consenzienti nella ferma volontà d'autoflagellarsi.
Al secondo posto metterei gli "amici", quelli che ti piombano in casa per sentire la tua ultima "conquista" e rimangono in silenzio ad ascoltare con la bocca un po' storta frenando a malapena disgusto e derisione.
Al terzo posto metterei le fiere high end: possibile che tutti, dico tutti gli impianti suonino "da Dio" creando voglie e sconforti senza fine.
Al quarto posto metterei il nostro pusher di fiducia che, passandolo a trovare ci invita nella sala d'ascolto a sentire il nuovo modello di diffusore o di ampli che gli è arrivato e, come il maligno con Sant'Antonio nel deserto, ci tenta con l'offerta di un part exchange allentante quanto necessariamente a tempo limitato.
Non volendo lasciare nulla d'intentato vorrei che queste colonne rappresentassero per chi legge un'ulteriore "Pulce nell'orecchio" nella catena di Sant'Antonio del masochismo costituzionale di ogni appassionato.".

 

MARIGO DOTS... la scoperta

Dopo la piacevole e positiva scoperta di questo marchio e del suo CD damper nel numero 27 della rivista torno a parlare di prodotti della Marigo importati in Italia da Plasmapan di Ancona, questa volta mi occuperò del VTS TUNING DOTS, piccoli bottoncini autoadesivi che svolgono funzione di attenuare ed accordare le risonanze degli oggetti hifi a cui vengono applicati.
Ma prima di affrontare la prova ed i suoi risultati credo valga la pena di parlare un po' di Ron Hedrich il nume tutelare della ditta di Portland.
Ron ha cominciato ad occuparsi da ragazzo di alta fedeltà nel 1961 costruendo kits e progettando diffusori. Si è laureato in fisica lavorando per diversi anni nell'industria in ruoli di R&D fino ad occuparsi per conto dell'industria aerospaziale americana di naliasi delle vibrazioni dei motori jet.
Nel 1990 è tornato al suo primo amore e ha fondato la MARIGO AUDIO, nonostante le sue competenze scientifiche e il background tecnologico che sta dietro ai suoi prodotti Ron ritiene fondamentali i test di ascolto effettuati da persone esperte per la valutazione e la messa a punto degli oggetti che produce.
Ho chiesto a Ron di spiegare in maniera semplice e comprensibile i principi su cui si basano i VTS DOTS.

"Il principio è simile a quello usato per smorzare le risonanze interne ad un diffusore, situazione nella quale si procede, da parte del progettista, ad un tuning del suono utilizzando materiale smorzante all'interno, che deve essere posizionato e aggiunto nel modo giusto per avere il risultato migliore in termini di resa acustica specie sulle basse frequenze. Per intenderci la messa a punto è ciò che si fa per ottenere un buon suono da un diffusore utlizzando correttamente anche il materiale smorzante.
Se il lavoro è fatto a regola d'arte il suono del diffusore migliorerà moltissimo.
I Marigo DOTS sono testati per essere linerai nella risposta in frequenza e tecniche proprietarie sono impiegate per diminuire gli effetti della risonanza sugli apparecchi su cui vengono applicati. Tutto in un sistema hifi vibra e i Marigo DOTS e tali vibrazioni modulano il segnale che vi passa attraverso , scopo dei DOTS è quello di combattere gli effetti negativi di tale modulazione. Non vi e' componente anche piccolissimo che non tratta beneficio dal trattamento con i dischetti da me inventati.
I DOTS sono fatti di un sandwich di materali aemiconduttori e dall'unione di questi materiali che deriva l'efficacia del dispositivo.
I DOTS possono essere applicati oltre che sulle elettroniche e sui componenti anche sulle casse e sulle finestre accordandondole per un buon suono, visto che il vetro introduce distorsione in ambiente entrando in vibrazione qunado è energizzato dal segnale sonoro.
Il mio invito agli scettici è quello di fare uan prova e sentire l'effetto che i DOTS hanno sul suono!!!
Con meno di 100 Euro si può fare l'esperimento e non mi pare uan spesa eccessiva!!
"

Me ne sono arrivate alcune serie da 6 mm di diametro per l'applicazione sulle elettroniche e da 3mm bianchi (per valvole) e neri per diffusori.
Cominciamo con i DOTS da 3mm.
Li ho provati sul Lector ZOE sullo 07T e sulle valvole raddrizzatrici dei miei amati OTL. La loro applicazione è abbastanza semplice: si pongono per le valvole di segnale più piccoline al centro della superficie inferiore del tubo dal lato dove vi sono i piedini di inserimento della valvola nello zoccolo, per le valvole più grandi quali le raddrizzatrici si pongono invece sotto il piedino centrale più grande.
Ho proceduto per passi successivi provando prima l'effetto sul pre poi aggiungendo il CDP e infine trattando gli OTL.
I risultati? Al di là di ogni aspettativa e dire che io di stranezze ne ho provate in questi anni!! L'effetto è molto marcato specie sul medio e sulla voce che acquistano più corpo e divengono più calde e coinvolgenti. L'immagine stereofonica virtuale appare più solida stabile e definita, con una matericità molto maggiore e francamente sorprendente se si pensa alla “pochezza” dell'intervento ma evidentemente l'accordatura e il lavoro d'eliminazione delle microvibrazioni che le valvole generano da sé stesse ha un effetto oserei dire portentoso sul suono: non cambia nella forma migliora nella sostanza globale delle performaces nella misura in cui ciò che ascolto non è qualcosa “in più” è qualcosa che già c'era ma che ora viene fuori al meglio... è ciò che un buon tweak dovrebbe fare e i DOTS lo fanno alla grande. Molto interessante il risultato sui finali: aumenta ancora in maniera additiva la definizione della scena acustica ma soprattutto la grana dell'interpretazione si fa più fina, con una diminuzione drastica del rumore di fondo.
Se debbo esprimere un rammarico è quello di non avere avuto a disposizione abbastanza DOTS da poter trattare tutte le valvole degli OTL.. un vero peccato perché sospetto che ulteriori aggiunte avrebbero determinato un ulteriore salto nella qualità del suono riprodotto. Sono poi passato ai DOTS da 6 mm essi vanno posti ai quattro angoli anteriori o posteriori di un'elettronica, li ho provati sui Lector nel mio impianto principale che sul Sanders del mio secondo impianto.
Debbo dire in tutta onestà che l'effetto è stato di gran lunga inferiore a quello ottenuto con i loro fratellini più mignon: non sono riuscito a cogliere cambiamenti significativi anzi nel caso dello Zoe ho avuto l'impressione di una leggera velatura globale del suono dopo l'applicazione dei bottoncini. Non tutte le ciambelle riescono con il buco evidentemente... Ma quando riescono.... L'apoteosi dei Marigo è stata il loro uso con i diffusori Gradient Lauri Special.
Le istruzioni parlano chiaro: si utilizza un solo diffusore, si inizia applicando un primo botticino sul bordo esterno del cono del woofer (in questo caso si tratta di un coassiale della SEAS) pochi millimetri all'interno della giunzione tra membrana e guarnizione, si ascolta il diffusore e in maniera simmetrica si aggiungono tanti bottoni quanti ne occorrono per rilevare il cambiamento del suono.
Io ho finito per porre quattro bottoni a croce e quando ho finito il posizionamento speculare sul secondo woofer e ho posto sul plattorello del CDP la serie dei miei fedeli CD di test ho apprezzato una vera meraviglia: l'azione è portentosa, specie sulle basse frequenze che divengono molto più secche, definite e prive di risonanze sia in basso che in alto, mi ha particolarmente colpito a forti volumi di ascolto la voce di Gianmaria Testa che dopo l'applicazione dei DOTS è rimasta profonda ma senza alcun accenno di “salutazione” e “impastamento” del medio basso che invece si poteva in certi passaggi avvertire, l'intervento sembra risiedere nella cancellazione di una risonanza nella membrana del woofer che pare meglio “accordata” con una resa più lineare in questa critica area dello spettro sonoro. Pure la definizione della scena acustica è nettamente migliorata con un marcato approfondimento della profondità e della separazione dei piani sonori. Il coassiale SEAS trattato Marigo rende la cassa ulteriormente performante raggiungendo livelli di limpidezza e precisione davvero inimmaginabili: come spesso accade con i tweaks “veri” la semplice eliminazione dei DOTS fa ritornare tutto come prima e fa correre l'ascoltatore a rimettere le cose a posto per gustarsi la musica e solo quella perché mai come ora le Gradient sembrano essere scomparse dall'orizzonte sonoro che generano nel mio salotto.
Io adoro il suono della mie Lauri lo conosco molto bene lo credevo perfetto o quasi per le mie esigenze e i miei gusti.. mi sono dovuto ricredere tale è stato l'apporto in positivo che mi hanno regalato gli otto MARIGO DOTS messi strategicamente in azione.
Ho parlato spesso in queste pagine della lotta alle risonanze quale viatico per un suono migliore e questa prova ne è la conferma... non mi chiedete il principio di funzionamento di questi aggeggi chiedetemi se ve li consiglio: la mia risposta è un grande e sereno sì senza se e senza ma, per quanto riguarda la versione da 3mm, con qualche dubbio per la versione da 6 che visti però i risultati ottenuti dai bottoncini di taglia più piccola potrebbero fare altrettanti miracoli in altri contesti diversi dal mio.

I MARIGO DOTS entrano a porte spalancate nel mio pantheon personale dei migliori tweaks che un appassionato può acquistare.... non sono regalati ma non costano neppure un patrimonio in rapporto a ciò che riescono a fare e dannazione come funzionano....


AURION AUDIO 2, la vendetta...ovvero l'operazione "Alzati Lazzaro!"

Come si suol dire…. riassunto delle puntate precedenti.
Due numeri fa avevo provato una modifica effettuata da AURION AUDIO, la ditta siciliana che si è specializzata in modifiche personalizzate a CDP, sul mio Music Hall 25.2 che aveva dato risultati notevoli in relazione al miglioramento netto del suono dell’apparecchio ma non assoluti messo a confronto con i miei riferimenti un CDP 7 della Lector ed un OPUS 21 della Resolution Audio.
Convinti del fatto loro i ragazzi della AURION mi hanno proposto una nuova duplice sfida: modificare il mio vecchio AMC 3025 (sorta di clone made in Taiwan del mitico Nad) che da lustri giaceva nella mia soffitta abbandonato ma intatto e in perfetto stato di conservazione e darmi indicazioni per acquistare sul mercato dell’usato un apparecchio adatto più del Music Hall a mettere in luce la qualità del loro intervento.
Mi è sembrato di primo acchito un approccio interessante perché pensavo che una scelta di tal fatta avrebbe potuto rendere, se efficace, molto competitivi nel rapporto qualità prezzo gli interventi della AURION a fronte di un semplice ragionamento: se un appassionato acquista un apparecchio nuovo di pacca ben difficilmente lo sottoporrà a modifiche per mille ragioni anche psicologiche, mentre agire su l’usato (di qualità ma di costo contenuto) poteva essere una soluzione alternativa alla sostituzione dell’apparecchio.
D’accordo con AURION ci si è quindi mossi da un lato sull’AMC apparecchio a suo tempo ben suonante ma dal valore attuale sul mercato pari a zero o quasi e sulla ricerca tramite EBAY di un CDP d’annata ma ritenuto da loro adatto ad un intervento allo stato dell’arte.
Va detto che molti pensano che vi siano vecchi Player molto più ben suonanti di molti prodotti attuali per cui l’ipotesi aveva un suo senso preciso ed infatti la mia scelta è caduta, in accordo con AURION, su un vecchio DENON 3650 (pagato in condizioni mint 600 Euro) che ho inviato in Sicilia assieme all’integrato per le modifiche del caso.
Quella che segue è la prova dell’AMC by AURION AUDIO riservandomi di parlare nel prossimo numero del DENON tale e tanta è stata la meraviglia che le mie orecchie hanno potuto ascoltare e conseguentemente meritando il CDP una trattazione a parte con confronti approfonditi con i miei riferimenti.
La prova è stata effettuata nel mio secondo impianto avendo come sorgente il DENON by AURION AUDIO di cui sopra, come casse le mie LAURI SPECIAL sui loro stand by GREGITEK ; cavi di segnale Allen Wright e di potenza Legenburg. Quale amplificazione di confronto ho usato sia il nuovissimo MILLENIA in classe D della TBI da poco arrivatomi a casa sia l’accoppiata SONIC EUPHORIA — Sanders ESL, come dire un ampli di potenza confrontabile e prezzo altrettanto allineato al costo della modifica e un combo allo stato dell’arte o quasi ma di costo molto molto superiore.
Prima di passare alle risultanze della prova di ascolto ho chiesto all’Ing. Ingoglia della AURION di descrivermi la modifica effettuata sull’integrato AMC.

VIDEOHIFI: Mi descrivi le caratteristiche di partenza dell’apparecchio che avete modificato?

AURION AUDIO: L'amplificatore segue la filosofia dei vari NAD e PROTON, non solo come impostazione di progetto, ma anche come linea estetica e costruttiva, finendo infatti per assomigliare molto ai suddetti.
L'interno risulta organizzato abbastanza bene, anche se presenta dei vistosi compromessi dovuti all'economicità del progetto:
1) la circuitazione è suddivisa tra una sezione di preamplificazione/controlli di tono realizzata a circuiti integrati (neppure di eccelsa qualità) e una sezione finale fortemente controreazionata ma decentemente dimensionata. L'unione tra i due stadi avviene tramite accoppiamento RC, quindi non in continua, e con l'uso, vista l'economia, di pessimi elettrolitici in serie al segnale. Tra le due sezioni, inoltre, è presente un circuito di muting che impone al segnale linea di passare attraverso la giunzione di un fet con l'ovvio decremento prestazionale che ne consegue.
2) la sezione di alimentazione principale è costituita da una coppia di elettrolitici di mediocre qualità e capacità complessiva.
Il collegamento alla rete risulta obbligato, data l'assenza di una vaschetta, tramite il cavo originale, non presentando quindi la possibilità di un upgrade.
3) l'uscita, in virtù della presenza del muting a fet, manca di disgiuntori di qualunque tipo, con ovvi rischi per gli altoparlanti in caso di avaria dello stadio finale. Inoltre, il segnale di potenza diretto ai diffusori è costretto a passare attraverso i contatti del commutatore integrato nella presa cuffia, che certamente non è pensato per essere un componente di livello "audiophile".

VIDEOHIFI: In cosa sono costituiti gli interventi che avete effettuato e il perché delle scelte?

AURION AUDIO: Si è optato, innanzitutto, per la totale eliminazione degli inutili controlli di tono (in un impianto che FUNZIONA non hanno motivo di esistere!) e relativi operazionali. Si è approfittato dell'operazione per eliminare del tutto gli elettrolitici di accoppiamento sul percorso del segnale, in quanto si è scelto in sede progettuale un trasparentissimo accoppiamento in DC. Lo stadio finale è stato integralmente riprogettato, secondo quella che è la FILOSOFIA AURION, ovvero semplicità circuitale, bassissima controreazione (15 dB) ed estrema cura nella componentistica, è giusto sottolineare l'assoluta importanza e lo sforzo progettuale di questo tipo di modifica.



L'inutile (e dannoso!) muting a fet è stato prontamente eliminato e sostituito con un ben più utile e versatile circuito di protezione a relais sull'uscita, in grado di scollegare istantaneamente i diffusori nella malaugurata ipotesi di un guasto dei finali; anche l'uscita cuffia e relativi contatti commutatori non fanno più parte dell'amplificatore.
I condensatori elettrolitici primari di filtro sono stati sostituiti con dei nuovi elementi da ben 15.000 uF e qualità nettamente superiore (garantiti per un'elevata corrente gestibile), con un'immediata ricaduta qualitativa in termini di controllo, corposità e profondità della scena.
Abbiamo installato poi una vaschetta di alimentazione, per l'uso di cavi adeguati alla nuova classe dell'apparecchio.

Fin qui gli aspetti tecnici, ma, passando a ciò che ci preme sapere, come è andata la prova di ascolto?
Lo dico subito BENISSIMO e in maniera davvero lusinghiera per il lavoro fatto a Castelvetrano e aggiungo che il mio giudizio va letto in termini assoluti non in relazione all’upgrade sonoro rispetto alla versione di serie anche perché non dispongo di un apparecchio uguale per effettuare un confronto e conseguentemente il mio lavoro di ascolto si è svolto come di fronte ad una elettronica completamente nuova e "sconosciuta".



La prima considerazione riguarda la pressione sonora: l’AMC by AURION AUDIO è in grado di suonare dannatamente forte ma, attenzione, non è questo il modo giusto di usarlo.
Come mi ha confermato l’Ing. Ingoglia, ad altissimi livelli di potenza erogata (limitatamente al dato di targa si intende) il suono tende ad indurirsi un poco la ragione risiede nel fatto che le modifiche non hanno potuto riguardare il toroidale di alimentazione per ragioni di spazio disponibile e alzando il volume troppo i limiti vengono al pettine, ma parliamo sia chiaro di livelli di ascolto quasi incompatibili con un ascolto domestico senza contenziosi condominiali. Messo in condizioni di ascolto normali l’integrato sino-siculo può lasciare letteralmente a bocca aperta l’ascoltatore più critico del mondo.
Il suono è morbido rotondo, mi verrebbe da dire molto tubelike se non fosse per un basso profondo di grande concretezza e matericità. La resa sulle voci è molto naturale ricca di armoniche, le altissime frequenze lungi dal non essere definite e presenti mostrano un leggerissimo rolloff che a me piace moltissimo perché favorisce l’ascolto in termini di piacevolezza e mancanza assoluta di affaticamento.
Il soundstage è molto profondo, la scena acustica virtuale e’ molto grande e ben proporzionata con un’ottima definizione dei piani sonori ben distanziati tra loro e con una concretezza materica degli strumenti e degli interpreti che stupisce pensando in fondo che stiamo parlando di un vecchio integrato pur se tweakerato ad abundantiam.
Se dovessi fare un paragone con ciò che mi è passato tra le mani in questi anni di lavoro per VIDEOHIFI direi che il suono dell’AMC si potrebbe paragonare a quello dell’osannato dalla critica mondiale integrato A318 della Almarro provato nel numero 20 della rivista e stiamo parlando in ogni caso di un oggetto da 1500 Euro, che vale ogni centesimo del suo costo, mentre il prezzo della modifica della AURION si posiziona al di sotto dei mille euro: gran risultato secondo me.
Veniamo ora ai confronti.
Il MILLENIA, arrivato fresco fresco dagli States assieme alle nuove casse DIAMOND II della TBI, è un amplificatore integrato in classe D pensato per un uso near field allo stato dell’arte che alimentato tramite AC sprigiona una trentina di watt per canale e che, alla luce dei primi riscontri, mostra di avere tutte le carte in regola per rappresentare una scelta interessante in rapporto al prezzo di acquisto in America (500 $).
In attesa di una prossima approfondita prova l’ho messo a confronto con l’AMC.
L’americano mostra una grossa grinta con un suono più aggressivo ma anche meno eufonico per la marcata enfatizzazione delle alte frequenze che rendono forse il suono più radiografante rispetto all’AMC ma al tempo stesso più affaticante.
La resa in termini spaziali è nettamente a favore dell’integrato modificato da AURION che cede il passo per una incollatura nella risposta ai transienti che appare più veloce con il TBI che invece soccombe nella riproduzione del basso profondo dove come detto l’integrato modificato mostra una resa veramente straordinaria per il controllo e per la profondità della discesa.
Messo a confronto con l’accoppiata EUPHORIA - SANDERS l’AMC mostra da un lato la sua capacità di difendersi con grande e per certi versi inaspettato onore, dall’altro mostra i suoi segnalati limiti quando si alza il volume situazione nella quale i 350 watt per canale del finale di Roger non lasciano spazio in termini di riserva di dinamica apparentemente senza limiti.
Il confronto consente di cogliere in maniera impressionante i pregi del lavoro fatto a Castelvetrano: una timbrica "sana", un suono naturale che si avvicina a ciò che riesce a fare una coppia di elettroniche da quasi 6000 $ e non mi pare poco.
I giants-klllers non esistono nella mia esperienza di ascolto ma esistono oggetti che hanno qualità sonore di altissimo livello a prezzi contenuti e ciò significa che gli appassionati possono trovare il buon suono senza svenarsi accettando un piccolo compromesso ma con un rapporto costo/prestazioni eccellente.
Credo di poter affermare che l’operazione "ALZATI LAZZARO" sia pienamente riuscita: partendo da un fondo di soffitta i ragazzi della AURION AUDIO hanno costruito un oggetto di qualità sonora veramente notevole ad un costo che rende competitivo questo tipo di procedura rispetto all’acquisto di un amplificatore nuovo di pari valore rispetto al costo dell’upgrade; credo sia difficile trovare un apparecchio sotto i 1000 Euro che suoni globalmente meglio del mio AMC. I limiti dell’alimentazione derivano per me dal fatto che la modifica ha elevato al cubo le potenzialità sonore dell’oggetto che usato nel giusto contesto può dare filo da torcere a qualunque alternativa venga posta a confronto.
Il mio consiglio è quindi di procedere in questa maniera, aprendo un nuovo fronte nell’upgrade dei propri impianti: in alternativa all’acquisto del nuovo credo valga la pena contattare la AURION AUDIO per verificare se il nostro vecchio apparecchio non possa tornare a nuova vita tramite le loro modifiche sostanziali e personalizzate. Non credo che valga SEMPRE la pena ma quando la base di partenza è adatta i risultati arrivano e possono stupire.



Ciò che è accaduto con l’AMC è avvenuto con il DENON 3650 in una maniera talmente sbalorditiva che lasciandovi l’acquolina in bocca rimando ad una prossima puntata la disamina approfondita del mio nuovo CDP di riferimento.. che debbo dire di più?
A breve tutti i particolari in cronaca.....

PS: Una delle cose che amo di più nella rete è l'interattività e la possibilità di contatto immediato: sarò quindi lieto di ricevere i vostri feedback al mio indirizzo di posta elettronica: francesco.bollorino@videohifi.com o di discutere con voi sul Forum pubblico della nostra rivista


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