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Videohifishop: un successo annunciato?

di Bebo Moroni
Videohifishop: un successo annunciato?

La mole di richieste d’informazioni, ma anche d’ordini che mi comunicano sta arrivando agli indirizzi mail di www.videohifishop.com, è oggettivamente, per noi, confortante. Attenzione, videohifi non andrà per questo né in attivo né in pareggio, e ci vorrà ancora molto tempo, visti gli investimenti fatti da chi ne cura la parte commerciale, perché in pareggio vada videohifishop. Ma questo tutti, commerciali e non commerciali, lo sapevamo bene, perché un pareggio o un attivo, quando si mantengono margini di ricarico minimi, sono obiettivi che non voglio dire, e anzi so per certo non essere, irragiungibili, ma che richiedono molto più tempo e fatica che non, come direbbe monsieur De Lapalisse, ricaricando il più possibile…

Ma d’altra parte una delle chiavi della "via democratica all’alta fedeltà" che connota e connoterà questa, permettetemi di dirlo, originale iniziativa, sono proprio i bassi margini di ricarico, ed assieme ad essi, l’accurata scelta di oggetti che già in partenza godono di un altissimo rapporto prezzo/prestazioni.

D’altra parte nella singolare partnership che abbiamo trovato con l’azienda che cura in toto la parte commerciale del sito, una delle conditio sine qua non, era proprio questa.

Non è d’altra parte il discorso che sempre più intensamente stiamo affrontando da qualche tempo a questa parte? Quello che riguarda le eccezioni e le esagerazioni? Noi non abbiamo nulla contro le eccezioni, gli oggetti da sogno esistono, costano, e giustificano il loro prezzo con prestazioni assolute e, soprattutto, irripetibili. Persino nel videohifishop ci saranno di questi oggetti. Ma quel che è bene che sia chiaro e lo sia in forma definitiva, e non solo per quella piccolissima fettina di mercato che videohifishop potrà assorbire, ma in generale per quel che questo mercato dovrà divenire, se vorrà sopravvivere a se stesso, è che gli "oggetti da sogno" sono un eccezione, e in quanto eccezione costano un prezzo eccezionale. Quel che non va più bene è che in un mercato che ha scoperto essere la "fascia alta" quella più redditizia, e apparentemente quella più attiva, si spacci per eccezionale il normale.

Dicevo apparentemente quella più attiva, perché mi sembra vieppiù chiaro che se al pubblico si prospettano due categorie di prodotti, eccezionalmente costosi e non sempre eccezionalmente ben suonanti, oppure non eccezionalmente costosi ( ma nemmeno regalati) e noiosamente standardizzati nella riproposizione dello stesso suono, apparentemente corretto, apparentemente eccitante, apparentemente…apparente, beh, questo mercato più di tanto non può durare, ed è chiaro che rischi di essere completamente cancellato dalla "musica liquida". Se devo dimostrare che l’alta fedeltà è qualcosa di più del pur geniale Ipod, dovrò offrire qualcosa di più, e qualcosa di notevolmente più sostanzioso, del geniale e comodissimo Ipod, giusto?

E’ come se, facendo un paragone automobilistico, il mercato fosse un grosso boulevard dove sfrecciano alcune Ferrari Formula 1 di ultimissima generazione, e loro derivate: autentiche, prestanti, frutto di una ricerca attenta e costosa, cariche di materiali di altissima tecnologia, affidabili, sicure e via dicendo, qualche BMW e qualche Volksvagen ( oltre a più di qualche bella inglese o americana d’epoca) e poi una pletora di Fiat 127 del 1971, mascherate da da Ferrari Formula 1.

Il pubblico è nervosetto? Forse ha qualche ragione per esserlo.

Parlerò pochissime volte ancora del videohifishop, come mi sono e ci siamo ripromessi: è un luogo autonomo da videohifi.com, e non saremo certo noi a cantarcela e suonarcela. Ma, in occasione della sua inaugurazione, frutto di una lunghissima e meditatissima gestazione, me lo dovete concedere.

Videohifisho non intende far concorrenza ad alcuno, non intende far la guerra ai negozi (anzi, abbiamo chiesto a tutti di collaborare, ove si accontentino di quei margini e intendano perseguire tale politica) è un luogo in cui si può liberamente entrare e liberamente uscire senza aver acquistato nemmeno un chiodo, e magari senza nemmeno aver la minima intenzione di farlo mai, ma che è comunque interessante da visitare, non certo ( ma nemmeno in ultimo) per il solo catalogo prodotti (per ora essenziale, ma che si arricchirà sempre di più) ma anche per i contenuti editoriali che saranno sempre più ricchi.

Insomma, un altro, ma ben differente, punto nella rete, in quella rete di punti che stiamo cercando di costruire, in quella rete nella rete, in cui incontrarsi, scambiare due chiacchiere, leggere qualcosa che ha da molto vicino a che fare con la nostra passione per la musica e per la sua corretta riproduzione, e magari darsi appuntamento "live"…Visto che non solo di rete si può vivere, e che grazie al cielo, esiste ancora un fuori, e un dentro di questo fuori, che non sono virtuali, ma utilizzano la virtualità come strumento e non come una sorta di vita parallela in cui perdersi….

Un grazie a tutti coloro hanno voluto, e vorranno, seguirci anche in questa ennesima improbabile avventura. Improbabile quanto era improbabile che videohifi, in questi pochi anni di vita, e con le sue scarsissime risorse (ovviamente ricchissime se si parla di risorse umane) divenisse rivista con annesso Forum tra le più lette e frequentate, in assoluto, in Europa.

E forse non solo in Europa.