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Pre F1 e finale Sinfonico Black by Hornamplifiers

di Giovanni Aste
Pre F1 e finale Sinfonico Black by Hornamplifiers

Hornamplifiers è un’azienda molto giovane, nata "ufficialmente" appena quest’anno, ma il cui deus ex machina, Antonio Sese, vanta un’esperienza pluriennale nel campo della progettazione elettronica.

E’ un’azienda giovane e poco conosciuta, che però rimarrà tale, penso e spero fortemente, ancora per poco.

Perché?

Perché per quel poco che ho visto (e ascoltato) hanno le idee molto chiare e molto valide, hanno ottimi prodotti e in quello che fanno mettono molta passione, inoltre è una realtà Italiana, la sede è a Fossacesia (CH) in Abruzzo. Mi sembra più che abbastanza per augurarsi buone cose.

Con Antonio ci siamo conosciuti (e’ stato il nostro ineffabile caporedattore Marco Caponera a presentarmelo) al VHF day che si e’ tenuto all’Aquila il 24 Marzo scorso. Pochi accordi tramite e-mail ed eccomi arrivare a casa la coppia pre e finale oggetto di questa prova.

La Hornamplifiers non ha un parco prodotti molto nutrito, questo a mio avviso, per una realtà di queste dimensioni (non è certo un colosso Giapponese), è una caratteristica più che positiva; infatti invece di sprecare risorse su molti prodotti scarsamente diversificati (e quindi privi di reale significato) Antonio ha preferito concentrarsi su pochi oggetti ma molto validi e di notevole interesse.

Il pre F1 e il finale Sinfonico Black sono, attualmente, la massima espressione del pensiero Hornamplifiers in termini di amplificazione.

Andiamo a conoscerli meglio.

Quest’accoppiata pre e finale è abbastanza particolare, adottando soluzioni "coraggiose" ma che mi trovano perfettamente d’accordo e che forniscono una vera motivazione a che questi due componenti dicano qualcosa di nuovo nel mondo hifi e non siano l’ennesima e stereotipata coppia pre/finale di cui sicuramente c’e’ poco bisogno.



Il finale pur essendo di costruzione particolarmente robusta sia dal punto di vista meccanico sia da quello elettrico è "solo" un 35w per canale. In realtà come si può vedere dalle foto la componentistica adottata a cominciare dal nerboruto toroidale a finire agli 8 IRF150P per canale permette di gestire potenze ben superiori a tutto guadagno della dinamica e della "verve" che quest’amplificatore sfodererà durante l’ascolto.



E’ un classe A completamente dual mono (tranne il trafo d’alimentazione) e gli stadi di amplificazione (per canale) sono due, il primo si occupa dell’amplificazione in tensione il secondo e’ uno stadio buffer che si occupa di quella in corrente, tutto ciò che serve, niente di più, niente di meno.

La sensibilità è da integrato e ciò porta direttamente a parlarvi del pre, ancora più particolare del finale.

Questo infatti implementa soluzioni ancor più drastiche. Tanto per cominciare ha un solo ingresso, certo, è una scelta rigorosa, forse all’eccesso, ma ciò permette di eliminare un bel po’ di contatti in più sul segnale e in Hornamplifiers non si fanno sconti.

Poi non ha guadagno.



E no. L’F1 assolve il "solo" compito di adattatore d’impedenza per il finale, quindi e’ uno stadio buffer con guadagno prossimo all’unità. Ma a che serve direte voi? Serve serve, eccome se serve; con la sua bassissima impedenza d’uscita il pre F1 è in grado di pilotare praticamente qualsiasi cosa conservando una trasparenza e una velocità da primato; sorgente, finali e orecchie ringraziano. Anche il pre ovviamente è un classe A che utilizza Fet Toshiba a bassissimo rumore, è totalmente dual mono (in questo caso anche per i trasformatori d’alimentazione, come si può vedere dalle foto) dall’ingresso fino all’uscita passando per i potenziometri. E’ talmente estremista che non c’e’ neanche l’interruttore d’accensione così non vi struggerete con il solito dilemma (lo lascio acceso? Lo spengo e lo accendo un’ora prima? basterà?) il pre F1, una volta collegato alla rete è sempre pronto.



Insomma ve lo avevo detto, sono oggetti particolari, molto "zen" se mi passate il termine, apparecchi in cui tutto è rivolto al massimo risultato sonoro senza alcuna concessione a comodità, flessibilità o quant’altro.

Ho inserito i due signori nella mia solita catena (gira Project RPM9, Benz Wood, cavi Purist, Neutral Cable, DIY, Kimber, cd VRDS con convertitore Convertus) nella quale però i diffusori hanno ricevuto qualche cambiamento. Eh sì, purtroppo dopo anni di onorata carriera i miei amati PM2 hanno avuto qualche problemino alle sospensioni e allora sono stati prontamente sostituiti da una coppia di JBL D208 coaudiuvati in alto da dei driver JBL 2421 caricati da una tromba in legno Fostex. Il tutto ha dinamica e punch ancor maggiore dei PM2 peccando però lievissimamente in trasparenza e naturalezza di emissione (ovviamente rispetto ai Lowther), l’ottimo sarebbe un mix delle due soluzioni, ma tutto non si può avere.

Ma torniamo ai nostri, i due iniziano molto bene presentando uno sfondo scurissimo da cui la musica emerge sempre facilmente, senza sforzo e con un energia più che convincente.

Dinamica e velocità sono ai massimi livelli e di ciò se ne avvalgono in misura maggiore le percussioni, che diventano esplosive, e gli strumenti a corda, il cui pizzicato fa venire i brividi.

C’e’ anche un grande senso di immanenza, la gamma bassa di questi signori è veramente da primato, sia per quel che riguarda la forza bruta, sia per l’intellegibilità e l’articolazione, anche queste molto, molto accentuate.

Ma non vorrei che questi due oggetti sembrassero dei bulldozer, la grazia c’e’ tutta, il dettaglio è ottimo e la grana penso sia la più fine che mi sia capitato di sentire da uno stato solido. Tutto ciò aiuta un senso di grande spazialità generale, che rende sicuramente più coinvolgente l’ascolto.

E infatti con i due Hornamplifiers mi sono sentito un sacco di dischi, come non mi capitava da parecchio facendo prove, questo forse è il miglior apprezzamento che posso fargli.

Difetti, bah, l’unico appunto che mi sento di fargli e’ nel trattamento delle voci che non arrivano alla performance del mio riferimento, il quale però ha una tipologia circuitale (monotriodo) che sicuramente aiuta questo aspetto. In quest’ambito, pur essendo la prestazione dei due assolutamente positiva, non si arriva al pathos e alla sensazione "live" che riesce a trasmettere il monotriodo, ma forse sarebbe chiedere veramente troppo.



Insomma, l’accoppiata pre F1 e finale Sinfonico Black mi è veramente piaciuta; sono oggetti pensati con il cuore (se mi passate il gioco di parole), si vede e si sente.

Adottano soluzioni estreme e in parte anche difficili (un pre con un solo ingresso potrebbe risultare di difficile comprensione per una certa parte del pubblico) ma lo fanno per adempiere al loro unico scopo che e’ quello di farvi ascoltare bene la vostra musica preferita, quale che sia.

E ci riescono benissimo!

Costruttore : Hornamplifiers
Tel : 349 4407786
Sito web : www.hornamplifiers.com
Email : info@hornamplifiers.com
Costo : Pre 1500 Euro
Finale 3800 Euro