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Milano HIend 2007 di Igor Zamberlan

Milano HIend 2007 di Igor Zamberlan

La mostra milanese di febbraio anche quest’anno è stata sfavorita da circostanze fuori dal controllo dell’organizzazione: sembra ormai un’abitudine che blocchi del traffico o condizioni meteorologiche limitino l’afflusso di pubblico al Centro Congressi di Milanofiori nelle giornate scelte dall’organizzazione di Stefano Zaini. Stavolta è stato un blocco del traffico completo in Pianura Padana a far andare parzialmente deserta la giornata di domenica e ad impedire la partecipazione di almeno un espositore importante. Nelle poche ore in cui ci siamo stati, sabato mattina, pareva comunque che il pubblico fosse numeroso, e i motivi di interesse non mancavano.

Non abbiamo avuto occasione di fare molti ascolti, per cui per il reportage ci limiteremo a segnalarvi alcune novità e un paio di salette significative.

In uno stand interamente dedicato all’ascolto in cuffia, Docet presentava il prototipo definitivo del suo amplificatore per cuffia top, molto atteso, che si contraddistingue per le uscite bilanciate, che possono pilotare le cuffie configurabili (tramite cambio del cavo) in questa modalità:



Ospiti nello stesso stand, i diffusori da supporto di Emme (di cui abbiamo già provato il modello da pavimento):



Dimitri Toniolo di Mad For Music qui regge l’integrato Melody SP3, un amplificatore di un’azienda australiana, costruito (splendidamente) in Cina, che impressiona per estetica, peso e prezzo (siamo intorno ai 1000 Euro per un valvolare puro che è capace di quasi 40 watt e che si sta facendo un gran nome all’estero — speriamo di provarlo presto)



La saletta, che Mad For Music condivideva con Suono e Comunicazione, era certamente una delle migliori della fiera. I diffusori erano le Wilson-Benesch Discovery, col subwoofer Torus a completarle verso l’estremo basso (la frequenza di taglio era bassissima, sotto i 35 Hz); l’amplificazione Lavardin (pre)-NuForce (finali); le sorgenti Klimo per l’analogico (col pre fono Lar Gold Plus e il sistema Beorde, testina EMT) e Naim per il digitale:



Questo è il giradischi Scheu Diamond, nella sala del neodistributore The Sound of the Valve, che tiene lodevolmente i prezzi allineati a quelli tedeschi. In questo caso, per 1779 Euro in offerta di lancio, si portano a casa giradischi, braccio Rega RB250 e testina Scheu Silver:



Nella sala di Audio Reference erano presenti le elettrostatiche Final, una delle ultime acquisizioni del distributore milanese:



A fianco del pre Gryphon, altra nuova acquisizione per Audio Reference sono gli accessori della tedesca Audio Desk Systeme. Questo è il CD Improver, sorta i "taglierina" per CD, di cui parleremo presto sulla rivista:



La padovana Audiosophia c’era, con una nuova linea di prodotti, che mi è parsa apprezzabile all’ascolto, e che è a livelli di prezzo decisamente accessibili (sotto i 500 Euro i diffusori, ad esempio):



MastersounD dimostrava le sue amplificazioni coi diffusori della tedesca ASW:



Assai interessante la sala condivisa da Monrio e Jeky Studios, con i nuovi diffusori (molto ben costruiti) del secondo marchio e la nuova versione del lettore Top Loading dell’ormai storico marchi piacentino:



Questo è il Top Loader in dettaglio. Si notano le valvole dello stadio d’uscita…



Uno degli eventi della mostra era, nella sala Audio Lyric, la possibilità di ascoltare i diffusori di Martion, novità assoluta per l’Italia. C’erano i grossi Orgon (sistema amplificato e calibrabile sul posto attraverso una serie di aggiustamenti previsti dal progetto) e i piccoli Bullfrog:



I grossi Orgon sono quelli installati in angolo. Dinamica a piacere, ma anche precisione e linearità — un sistema da considerare in un impianto top (il prezzo non è certo economico, parliamo di qualcosa meno di cinquantamila Euro per il sistema finali/diffusori, ma ho sentito sistemi più costosi assai meno convincenti):

Sorprendenti i piccoli Bullfrog, che ad occhio sembrerebbero l’esatto contrario di ciò che dice qualsiasi libro di testo (un quindici pollici coassiale in un mobile cubico con baffle grande quanto l’altoparlante?), ma che suonano della stessa pasta dei fratelloni giganti, e costano (senza amplificazione, qui erano alimentati da un integrato Martion in stadio prototipale) un decimo.

Il resto dell’impianto era composto da pre Martion, meccanica Mark Levinson e convertitore Horch Stream (tedesco, non sono riuscito ad appurarne il prezzo), giradischi Kuzma XL con Air Line, testina Allaerts e pre phono Blue Amp.

In esposizione, fra i vari oggetti, amplificazioni NAT, di cui, spero, parleremo sulla rivista fra non molto. Questo è l’SE1:



Il dimostratore era il progettista e costruttore delle Martion, il dr. Heiner Basil Martion:



Più tardi, ho avuto modo di chiacchierare un po’ con Franc Kuzma, che mi ha parlato di interessanti nuovi sviluppi, di cui probabilmente avrò occasione di raccontarvi.

Nella sala di Blu Press c’era l’impressionante nuovo integrato Aloia (c’era anche il mito in persona), che fa da supporto al lettore (!):



Uno dei due sistemi eroicamente stipati nella saletta Blu Press usava le German Physics HRS120 come diffusori:



Nella sala di Hifi4Music c’erano alcune importanti novità: un nuovo sistema di amplificazione top di Ayon, di cui questo è il preamplificatore, in anteprima assoluta:



e questo è il finale (uno di due monofonici), con le 6C33C:



…e la nuova testina Soundsmith strain-gauge (non è ne MM né MC, è un principio diverso, che è stato utilizzato in passato, ad esempio, da Panasonic e da Win), ancora in veste estetica prototipale, che viene venduta con diversi livelli di preamplificatori phono:



Nella sala Nadir-Orbis mi sono spaventato. Quelli piccoli nella foto sono gli Orbis 0.5, già noti. Quelli grossi (e accidenti se son grossi!) sono gli Orbis 2, le cui dimensioni sono determinate dal fatto che l’altoparlante principale è un 46 centimetri (!!!). Dinamica da spettinare!



AudioTS sembra un nuovo marchio da tener d’occhio. Per quel che ho potuto capire e apprezzare, nel limitato tempo che ho avuto, il rapporto qualità prezzo di questi diffusori è eccellente:



AT Cables, un piccolo costruttore italiano di cavi, con prezzi assolutamente terreni:



Leonardo Mani, sempre presente, sempre con una grande verve e una grande voglia di chiacchierare di tutto ciò che riguarda il mondo dell’alta fedeltà:



Nello stand Audionautes, avvistati i trasformatori Uesugi U-Bros 5, leggendari e ora ufficialmente disponibili in Italia:



Enrico Ricciardi di Labirinti Acustici, suoi i trattamenti acustici visti da più parti:



Infine, carrellata di foto del sistema presentato da Hi-Fi Center, tutto Rise/Labor Limae/Cableless, ad eccezione del preamplificatore Mactone. Mi è parso interessante, ma col tempo limitato a disposizione non sono riuscito a sentire abbastanza da farmi un’idea precisa. Certo, ci sono più elementi di originalità (e qualcosa di intelligentemente derivato da altre soluzioni, ad esempio gli elastici) che fanno pensare che questi oggetti siano certamente da approfondire: