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TAV 2006: L'AUDIO PASSO PASSO

di Igor Zamberlan
TAV 2006: L'AUDIO PASSO PASSO

Stavolta, anziché andare in ordine di sala, ho deciso di presentarvi le mie impressioni dal Top Audio&Video (e soprattutto, le foto di quello che c’era) un po’ in ordine sparso, seguendo quello con cui ho visitato le sale.

Ma prima qualche osservazione generale.

La mostra mi è sembrata, anche quest’anno, un successo dal punto di vista della quantità di pubblico. E, pur non mancando le sale molto ben suonanti (e qualche piccola delusione), direi che quello che spiccava era l’assenza di demo veramente sbagliate, non c’era in pratica nessuna sala che facesse sorgere questioni sul motivo della partecipazione di un distributore, di un marchio (il suono è, in alcuni casi, un altro paio di maniche: da quel punto di vista, alcune sale mi hanno lasciato qualche perplessità). C’erano alcune grosse novità, sulle quali, credo, vi abbiamo ragguagliato nelle pagine del numero scorso. C’era, soprattutto, un sacco da vedere e da ascoltare. E, per me, vostro corrispondente dalla fiera, dei tempi estremamente compressi: mi scuso, dato che non ho avuto ancora modo di farlo, con tutti quelli — lettori e operatori — con cui ho dovuto avere incontri affrettati e per le occasioni mancate, le conoscenze di persona non fatte, insomma, tutte le manifestazioni di scarsa educazione. Una fiera, per chi ne fa il reportage, è quasi una gara contro il tempo, a cercare di non mancare nulla, di fotografare tutto quel che c’è di significativo, anche a cercare di ascoltare qualcosa, per darne conto a chi non c’era e anche a chi c’era, che magari vuole sentire un’altra campana.

Ma bando alle chiacchiere, cominciamo: l’ordine è, come scrivevo, praticamente casuale.

Prima sala, prime foto, prima sorpresa: la sala di North Star Design aveva, come sorgente, il nuovo lettore Sapphire, di cui vi ho già parlato nel reportage "volante".



Il resto dell’impianto era composto dal nuovo integrato Norma (quello la cui estetica è stata studiata dai nostri amici di Zeroaudio) e dalle Ouverture SL di Sigma Acoustics:



La saletta era già bene a punto: l’ascolto "monoposto" evidentemente giova, e ha fatto sì che si potessero intuire chiaramente le caratteristiche di famiglia — ultima versione, quella dell’Extremo — della nuova sorgente dell’ing. Rampino.

Il giradischi Vyger "piccolo" era in esposizione…



…come lo era la gamma (quasi) completa North Star:



Altra cosa interessante, la nuova linea di cavi White-Gold: un set completo di cavi proposti al prezzo al quale, fino a poco tempo fa, si poteva comprare una sola coppia di cavi di potenza. Non ne faranno molti, non dureranno a lungo, siete avvisati. Nel reportage di Roma ci sarà una foto del kit completo.



Per associazione di idee, faccio subito un salto in un’altra sala dove sono in esposizione i prodotti delle aziende che hanno formato il gruppo Corale, quello che ha curato la riedizione di Anime Salve di De Andre’ (ne approfitto per chiedere ad Aldo Zaninello, patron di Extreme Audio, come vanno le vendite: benissimo, mi dice — gli rispondo che secondo me esaurirà la tiratura di duemila copie prima delle feste). Le grandi T-815…



suonano col giradischi Vyger top, testina una Ortofon:


e con le elettroniche Norma



Il digitale è, ovviamente, North Star:



I cavi White Gold, quasi tutti della serie Infinito. In esposizione qui il "Normino", l’integrato che suona nella sala di North Star:



Corro via, devo girare in cerca di novità. E alla sala successiva ne trovo, eccome. Entro nella sala che Nagra condivide con Relco Audio. E trovo le Da Vinci, le top di Relco, e il lettore CD Nagra. Purtroppo, al momento di pubblicare il reportage on-line, mi renderò conto che le foto sono inutilizzabili, quindi mi toccherà tornare per poterne accennare on-line — tanto, devo ovviamente ripassarci, per sentire come suona il tutto...

Passo alle due sale in fondo al corridoio e trovo prima quella di Nightingale, con il finale Gala nella veste definitiva:



e coi diffusori Concentus:



Il suono… niente male. Nightingale prosegue sulla sua strada e questi diffusori hanno la virtù di convincere di più ogni volta che li si sente. Sarà che c’è qualcosa delle vecchie indimenticabili Dahlquist, non so.

A fianco c’è Audioplasma, che ha una grossa novità: ha rilevato la distribuzione di VTL, completando la sua offerta di grandi marchi (Metronome e Thiel) con un altro grande marchio:



La sorgente è ovviamente Metronome, al top (la meccanica Kalista!):



I diffusori sono le Thiel CS2.4 (delusione per chi avrebbe voluto "assaggiare" le innovative 3.7, ma pare non siano ancora pronte…):



C’era anche uno dei nuovi sub Thiel:



Inedita l’alleanza fra Solosuono ed Enmatrix. Ottima l’idea di fare un "multicanale ben temperato" con le coerentissime (e grazie…) Eclipse TD, posizionate da canoni ITU…



e le amplificazioni multicanale Halcro:



La novità principale era il subwoofer Eclipse TD. Apparentemente abbastanza simile ad ogni altro subwoofer a scatolotto nero presente sul mercato, adotta i principi dei diffusori per quanto riguarda il montaggio "sospeso" dei woofer, e un sistema di cancellazione delle vibrazioni:



Sala successiva: B&B Audio. Qui le novità, di nuovo, non mancano certo. In primis le Triangle Magellan Concerto SW2, il modello — per ora — più piccolo della nuova linea Magellan. Sono previsti modelli più accessibili, che andranno a sostituire la precedente linea intermedia di Triangle:



Famiglia Moon al gran completo, come amplificazioni e sorgente:



Oltre a ciò, due nuovi marchi, Acoustic Zen:



e Acoustic Signature:



Sala DML Audio, due impianti a suonare, uno economico e uno di fascia alta. Quello economico — mi sono fermato a sentirlo stavolta, al primo passaggio — mi ha abbastanza sorpreso. Diffusori Visonik da meno di quattrocento euro davvero sorprendenti, Nottingham Horizon, lettore multiformato 3D Lab, amplificazione Galactron. Molto, molto interessante:



L’impianto di fascia alta vedeva all’opera il lettore CD EAR-Yoshino Acute, di cui si dice un gran bene:



Il resto del sistema vedeva all’opera un Nottingham Hyperspace e pre e finale EAR-Yoshino…



…a pilotare delle Spendor S8e. Il suono mi è parso davvero interessante, ma questo l’ho sentito parecchio (?!) tempo più in là.

In giro per la sala degli amplificatori 3D Lab aperti:



e altri dei marchi rappresentati, qui Magnum Dynalab e Orelle:



Entro, di lì, nella sala di UKD. Che vuol dire Unison Research e Opera. L’impianto è il top di gamma, con i superamplificatori Unison vissti in anteprima l’anno scorso e le nuovissime Opera Caruso in anteprima:



Il sistema Caruso è decisamente complesso, qui la teoria di tweeter posteriori:



E l’amplificazione non è da meno, 300B sul preamplificatore, 845 sui finali, in numero di quattro per ciascuno di essi. Gli Unico sembrano un po’ spaesati al cospetto di cotanto dispiegamento di mezzi:



Devo dire che il suono mi convince poco. Tornerò più in là (e vedrò all’opera il preamplificatore Unico anziché il top) e l’impressione sarà confermata. Anodino e poco capace di coinvolgere. Mah. Certo, il senso della partecipazione è chiarissimo: Opera è uno dei marchi primari in Italia, oggi, e questo è il suo top; portare altro poteva essere deludente per gli appassionati che si aspettano di vedere il meglio. E per sentire un sistema di questo genere, è meglio recarsi in ambienti diversi da quelli di una fiera. Non ci sono dubbi in merito.

Peraltro, tutto intorno c’era la produzione Opera e Unison, a partire da queste piccole e molto belle Mezza:



Alla sala successiva, quella di High Fidelity Italia, un tutto Accuphase pilotava Tannoy. E che Tannoy. L’unico componente distinguibilmente non Accuphase, quello in mezzo, è un condizionatore di rete Monster:



E che Tannoy, dicevo. Non tanto per le grosse classiche Prestige Canterbury (peraltro sempre scollegate quando sono passato, forse erano lì solo a far vedere quanto piccole sono le altre), quanto per le piccole Autograph Mini, che ho potuto sentire per la prima volta, e che sono delle vere Tannoy Prestige. Non sono un soprammobile, non sono un esercizio di stile, sono diffusori veri:



Poi, in giro per la sala, c’era la nuova serie di Acoustic Energy, la Linear, un modello da pavimento…



…uno da stand e un centrale (prezzi fra i 315 e i 650 Euro per ciascun diffusore):



Mancava (o non ho visto) il sub della serie. In compenso c’era questo mostruoso Velodyne 1812, che non ha niente a che fare con la serie di Acoustic Energy, ovviamente (anche perchè di AE Linear se ne comprano, al prezzo di un singolo 1812, almeno una trentina):



E poi, sempre in esposizione, questi Roksan:



Metto il naso nella sala Marantz Italia e trovo tutto spento — evidentemente l’illustre (poi lo vedremo, ma non è più una sorpresa per nessuno) DJ aveva altri impegni… Noto comunque l’impianto con le Mordaunt Short top e il resto Marantz della linea 15, giradischi lettore CD/SACD e integrato:



qui in primo piano:



Tornerò. Di fronte, MPI, con una pazzesca teoria di McIntosh in mezzo a una coppia di Klipsch della serie Heritage. Nuove. E non sono le sole. Qui c’erano le Cornwall III a suonare, quelle dietro sono le La Scala II:



In molti le attendevano, queste Cornwall rinate. Perché sono grosse, efficienti, classicamente Klipsch e sono meno irraggiungibili delle altre Heritage "grandi" (il listino è di 5500 Euro la coppia):



E poi occhini blu ovunque, a parte il condizionatore di rete Monster (che anche lui è neroblu, si sarà voluto adeguare?)



Su un tavolo, questi Advance Acoustic, impresa francese che fa costruire in Cina i suoi progetti (o, a seconda delle interpretazioni, customizzazioni francesi di prodotti cinesi). I prezzi sono estremamente accattivanti, si va da 450 Euro per un integrato da 65 watt con ingresso phono a 675 Euro per un lettore con HDCD e stadio d’uscita valvolare, a un massimo di 2050 Euro per un integratone da 200 watt (dichiarati in classe A, chissà) e 27 Kg:



Salgo verso il secondo piano (il corridoio mi pare completo) e mi fermo — o vengo fermato — da Mad for Music e Systems and Magic.

Trovo una sala molto curata, con le Wilson-Benesch Discovery, i NuForce, il pre EMT, un lettore CD Naim, un giradischi Scheu con braccio EMT, un giradischi EMT…



Un po’ di dettagli: questo e’ il Torus, che vi ho già fatto vedere nel reportage on-line. Si tratta di un subwoofer innovativo per forma e altri particolari tecnici, costruito in carbonio e metallo, ahimè ovviamente costoso:



Questo è il pre EMT. E’ in anteprima, qui al TAV (è praticamente il primo esemplare di pre-produzione), ha un phono curatissimo e pure lui gratis non viene. EMT è distribuita da Mad for Music e importata da Au.Deus:



Questo è uno Scheu Premier, per la prima volta ufficialmente ad una mostra in Italia. Il braccio montato è il rinato EMT "a banana", il primo oggetto di nuova produzione regolarmente ordinabile della EMT "rinata", se si escludono le testine:



E questo è un 948, sempre della nuova EMT; si tratta di un originale ricondizionato:



Questi, infine, sono i NuForce Reference 9 SE, un raffinamento dei già noti Reference 9:



Salgo alla nostra saletta. Voglio sentire come va oggi, quanta gente c’è. E ce n’è, e va bene, molto bene. I finali AStri in mezzo alle due Caterham Acoustics Model 7, con sotto la sorgente Labtek:



Questa è una delle "pulci":



E questo è uno dei numerosi (e tutti falliti) tentativi che farò di avere una bella foto del pannellino esclusivo e personalizzato dei finali AStri VHF Edition: