Tu sei qui:HomeMagazineNumero 23Editoriale

Lettera a Babbo Natale

di Bebo Moroni
Lettera a Babbo Natale

Lettera a Babbo Natale
(Raccomandata con Ricevuta di Ritorno)
Sanremo 19/11/06


Caro Babbo Natale,

prima di passare all'argomento precipuo di questa missiva, vorrei reiterarle alcune proteste e lamentele di cui Lei ha certo già avuto sentore da precedenti mie missive. Ritengo comunque opportuno ed efficace rinnnovarle e puntualizzarle in sede consuntiva.

Quando scrivo: "coniglietta di Playboy" intendo a tutti gli effetti "coniglietta di Playboy" mi sembra dunque oltremodo inutile ( ed anche un poco irritante) che Lei insista, com'è accaduto negli ultimi due anni a consegnarmi succedanei se non figurati calembour, dell'oggetto desiderato: due anni fa un giovane esemplare di coniglio rosato femmina appartenuto a un non meglio noto latin lover denominato Cambiasso Giovanni di Collegno (TO), l'anno scorso il paginone di dicembre della rivista Playboy, paginone che sono, chiaramente, in grado di procurarmi con assai poca fatica in ogni mese dell'anno e che ha il gravissimo difetto, oltre a quello delle compatte misure, della bidimensionalità. Non so se Lei trovi il tutto spiritoso ( si sa avanzando nell'età il sense of humor diviene meno selettivo) io francamente comincio ad annoiarmi.

Quando scrivo una Jaguar non cedo alle lusinghe degli anglismi, intendo proprio dire la nota vettura elegante prodotta in Gran Bretagna. Quì, caro signor Babbo Natale, lo scherzo si è fatto più pesante. Non le dico quanto abbia dovuto penare per sfuggire alla furia del piccolo esemplare di giaguaro femmina che Lei ha introdotto dalla canna fumaria della mia cucina, tanto che mia moglie ha pensato ad un attentato dei naziskin perché io una volta ho detto di avere uno zio ebreo.

E soprattutto quando scrivo un aereoplano per mio figlio, intendo chiaramente dire un'aereo giocattolo, un modello di piccole dimensioni. Lei non sa quanto abbiamo dovuto litigare, e quanto ancora dovremo farlo, con i condomini per via di quel Jumbo della Thai parcheggiato sulla terrazza dei lavatoi. Eppoi non si capisce nulla di quel che dicono, è un anno che andiamo avanti con un linguaggio codificato: il pilota urla Charlie Charlie e io di rimando Tango e mia moglie, quando non si confonde e inizia a ballare, butta giù i bucatini. Mi creda è una vita difficile e poi non avevamo calcolato nel bilancio familiare un equipaggio di sette persone.

Perciò la prego, signor Babbo Natale, di aderire con solerzia e senza equivocare a questa mia ennesima richiesta natalizia. Non faccia scherzi perché mi sto veramente spazientendo. Da un calcolo abbastanza preciso mi risulta che, stante i fatti sopra descritti, mi spettino regali non consegnati per un importo pari a EU 165.457,90 (Iva esclusa) a cui vanno aggiunti EU 346.876,11 ( sempre Iva esclusa) quale risarcimento danni morali e materiali, per un totale ( naturalmente Iva esclusa) di EU.512.334.01 . Ora- come potrà notare per rispetto alla sua augusta figura non le ho calcolato gli interessi di mora - ragionando con un minimo senso di giustizia e calcolando che l'ultimo regalo vero e desiderato che Lei mi ha consegnato è stato il trenino Rivarossi che ricevetti nel 1967 , mi sembra giusto e appropriato, e identico è il pensiero del mio avvocato, che Lei soddisfi la mia richiesta, quella cioé, di anticipare a quest'anno i regali futuri spettanti alla mia famiglia. Non avendo però a disposizione cantine o magazzini e vivendo noi ( grazie a Lei e al suo spirito di patate) nella condizione già detta, non siamo in condizione di ricevere oggetti, fatto per cui Le chiedo di voler trasformare i solidi pacchi in liquido - operazione alchemica in cui Lei dovrebbe, per antica tradizione, eccellere- ma badi bene signor Natale che non mi farebbe minimamente ridere la trasformazione del quartiere nella foresta pluviale, non farebbe ridere me né tantomeno i miei vicini, anche loro, Le posso assicurare, ormai al limite della pazienza ( non credo proprio sia stato Lei, ma mi saprebbe dire chi ha avuto la pessima idea di consegnare Richard Gere all'anziana signora Antolini? Lo sa cos'è accaduto? Che quel disgraziato ha convertito il portiere al Buddismo, cosìcché ora è capace di meditare per nove ore di seguito, levitando nell'androne, poggiato solo alla punta del manico della scopa. Senza voler dire dell'orrore che quotidianamente si ripete nel vedere la vecchia Antolini tinta di biondo e con audace minigonna farsi chiamare Cindy. Pare che il Comitato di Condominio abbia preso contatti con tale Vito Bucolapanza , un noto professionista palermitano che è stato incaricato del recupero crediti nei suoi confronti.

Voglia dunque, senza creare ulteriori intralci, aderire alla mia richiesta: "liquido" sta per danaro, danaro contante a scanso di ogni equivoco. La somma da me richiesta, che andrà consegnata entro e non oltre il 25/12/06 è, al netto di tutte le ritenute e comprensiva di imposte, di EU 1.650000,00 , somma ottenuta calcolando il pregresso, più una media di 850,00 Euro di regali annui per ciascuno dei sette componenti la famiglia, prevedendo ragionevolmente una vita media di 95 anni per gli adulti e di 109 per gli infanti che vanno incontro ai grandi progressi della scienza.

Un ultima raccomandazione: siccome ci siamo trovati già cinque anni fa in analoga situazione, voglia cortesemente evitare le banconote del Monopoli. Oltre l'ingombro c'è il problema del cambio: l'unica banca disposta a trasformarle in valuta spendibile nei paesi civilizzati è il Credito Polare. Per raggiungerlo- ricorda?- ho dovuto affrontare un viaggio tanto oneroso quanto faticoso, con l'unica consolazione di aver scoperto, durante il breve trasferimento a piedi ( 29 giorni dalla baia di Muffin a Klausville con un paio di mocassini Lotus e sessanta gradi sottozero) tre nuove montagne e un piccolo arcipelago che ora portano il mio nome ( anche se devo dire che mentre "monte Nicodemo" suona abbastanza bene , l'acipelago delle "Nicodemie" è di un cacofonico spaventoso) per veder poi cambiati i sessanta cartoni di piccole banconote in Sloty slovacchi. Beh, spendere ottanta milioni a Bratislava è stata, le assicuro, operazione di grande fantasia.

Giacché né io, né mia moglie, né i miei figli, né tantomento mia suocera- che per l'invidia nei confronti della signora "Cindy" Antolini vive da tre anni nei locali lavatoi assieme all'anziano Cavaliere del Lavoro Bacigalupo, che si ostina a presentare come William Hurt - gradiamo aver rapporti diretti con Lei, la invito a voler depositare la somma sotto l'albero di Natale, ben impacchettata e infiocchettata perché i miei bambini, purtroppo, credono ancora in Lei, o meglio hanno di Lei un'immagine appartenente ad un passato tanto remoto quanto felice.

Tanto le dovevo.

Con osservanza,

Nicodemo De Santis

P.S.: segua esattamente le istruzioni, ricordi che ho in ostaggio le sue renne, l'inverno s'approssima, e un cappottino nuovo farebbe comodo a tutti.