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Sono Cav(ol)i vostri!

L'editoriale di Bebo Moroni
Sono Cav(ol)i vostri!

Cosa significa democrazia in editoria?

Per esempio - il più classico degli esempi - non esser d'accordo con qualcosa, ma pubblicarlo lo stesso. Beh, sto portando un po' al limite la cosa, in realtà lo speciale cavi di Francesco Bollorino e Enrico Puppo (la cui prestigiosa collaborazione diviene da questo numero fissa) è un evento di quelli che possono fare solamente il bene di una rivista, ed è inoltre un meritorio tentativo (se riuscito o meno - a me pare proprio di sì - starà a voi dirlo), direi più che un tentativo, di dare valenza scientifica ad esperimenti che sin'ora, e tranne rari casi, sono stati sempre condotti in maniera assolutamente empirica.

Ebbene mi vanto, e ovviamente ringrazio il Prof. Bollorino e il Prof. Puppo.

Non solo per la loro collaborazione diretta alla rivista, ma anche per avermi annunciato la gestazione e prossimo avvio del Laboratorio Congiunto in Meccanica e Tecnologia del Suono dell'Università di Genova.

Laboratorio questo che coinvolge diversi dipartimenti dell'ateneo genovese con il proposito di condurre ricerche ad ampio spettro su problematiche connesse con il suono e con il quale auspichiamo che la nostra rivista possa avviare una fattiva collaborazione che, contiamo, durerà nel tempo e andrà ben oltre il pur interessantissimo discorso sui cavi.

Allora su cosa non sono d'accordo?

Non certo sulla ricerca, non certo sulla libertà di parlare di qualcosa che è costantemente all'attenzione di tutti gli appassionati.

Sono ovviamente d'accordo sul fatto che i cavi abbiano, eccome, un'influenza sulla resa finale di una catena d'ascolto: perdiana, sono stato tra i primi a dirlo!

Non sono invece d'accordo sull'isteria che accompagna inevitabilmente l'argomento cavi, non sono d'accordo sul fatto che per comprare un conduttore elettrico (perché bisogna chiamare le cose per quello che sono) occorra cedere il quinto dello stipendio, quando non accendere un mutuo, non sono d'accordo su tutte le fasullerie, le corbellerie, le spruzzate d'acque sante, o santificate a suon di soldoni, che si spargono sull'argomento.

Non sono d'accordo che il primo furbetto del quartierino metta insieme quattro connettori e una treccia di rame e proclami che grazie al suo magico ritrovato il vostro impianto sia ora in grado di riprodurre le lacrime di commozione di Carlos Kleiber prima della sua ultima registrazione, non sono d'accordo sulla miracolistica che in genere accompagna l'argomento ( "quell'amplificatore era inascoltabile, poi ho usato il cavo xxx e subito fu il nirvana"), non sono d'accordo sull'evidente sproporzione tra il prezzo di un componente medio e il cavo che secondo taluni dovrebbe accompagnarlo.

Non sono d'accordo con le improvvisazioni, con le scatole magiche, con quelli che ti dicono " eh, ma sai, è d'argento, capisci che il prezzo…". Vorrei raccontare a costoro quanto costa un chilo d'argento, quanto costa filarlo e quanto cavo ne viene fuori.

Per questo sono contento di questo speciale, se servirà a sfatare miti, e a rimettere un po' d'ordine in un mercato dominato più che dalla fisica e dall'estetica del suono, dalla psico-patologia.

Oh, non dimenticate il resto di videohifi, che è, come sempre altrettanto interessante e importante!