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Preview:PS Audio HCA-2

di Igor Zamberlan
Preview:PS Audio HCA-2

l PS Audio HCA-2 è un apparecchio estremamente interessante, tanto interessante che, d’accordo col direttore, ho deciso di descriverne le mie prime impressioni, prima della recensione completa che arriverà fra una ventina di giorni. Per la descrizione pseudotecnica vera e propria rimando alla recensione completa o, per gli anglofili, alle pagine del costruttore; alcune note interessanti, tuttavia: si tratta del primo amplificatore con stadio finale in tecnologia digitale rivolto al mercato audiophile che entra effettivamente in distribuzione nel nostro paese; oltre a questo, ha alcune peculiarità che lo rendono particolarmente accattivante per un audiofilo incallito come me, cioè la presenza di uno stadio d’ingresso intrinsecamente bilanciato, a discreti e in classe A, un’estrema cura per l’alimentazione (che arriva ad includere i componenti principali del filtro/condizionatore passivo di rete Ultimate Outlet della stessa PS Audio e un trasformatore di dimensioni assolutamente generose), un basso tasso di controreazione globale e, non ultimo, il marchio PS Audio, da sempre sinonimo di eccellente rapporto qualità prezzo e di ottimo suono in assoluto.

Il marchio è rinato da pochi anni, dapprima con eccellenti condizionatori attivi di rete (che speriamo di avere in prova fra non molto), poi con cavi di alimentazione e potenza, poi con altri accessori per il condizionamento della rete elettrica, con questo amplificatore finale e con un altro, più potente, basato su tecnologie più tradizionali, e a breve con un preamplificatore e un subwoofer, Dalle mie prime prove, Paul McGowan non si è smentito neanche stavolta. L’apparecchio non ha causato un crollo di qualità disastroso nel mio impianto, pur essendo stato inserito in sostituzione di un finale la cui versione attuale ha un prezzo più che quintuplo. Direi, anzi, che il suono è, di per sé, interessante e difendibile ben al di fuori della classe di prezzo di appartenenza, sempre entusiastico, dinamico e senza esitazioni, dettagliato e veloce. Alcune piccole colorazioni, di tipo sottrattivo più che additivo, per cui più facili da perdonare, che mi sembrano legate a piccoli vuoti di continuità del rapporto tra dinamica e risposta in frequenza, dovranno attendere qualche giorno di ascolto in più per essere perfettamente comprese da parte mia. La scena acustica è avanzata sul piano dei diffusori, ma non lo è esageratamente o fastidiosamente; l’altezza della scena sembra eccellente; la focalizzazione forse un po’ meno spinta del riferimento, un po’ più da valvolare che da stato solido, così come un po’ da valvolare è un certo “sheen” delle frequenze medio-alte che mi è parso di rilevare in alcune incisioni, una lieve messa in evidenza delle sibilanti rispetto al riferimento.

Rispetto al riferimento è anche, paradossalmente, più rumoroso – paradossalmente, perché siamo stati abituati a pensare al “silenzio del digitale”, sarà che questo finale di “digitale” sembra avere ben poco. Ma tutto questo potrebbe essere dovuto al troppo breve tempo di ambientamento che ho dato finora al finale, per cui, per una descrizione stabile e attendibile delle sue caratteristiche e per tutti i dettagli vi rinvio alla recensione che sarà presto pubblicata su queste pagine.