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Astri Audio, la nascita di un nuovo firmamento?

di Giuliano Nicoletti
Astri Audio, la nascita di un nuovo firmamento?

Il marchio Astri è nato da poco meno di un anno, ad opera dell’inventiva e del talento del Dott. Alberto Sabbatini. Da questo osservatorio privilegiato, l’editoria hifi, abbiamo potuto assistere ad una vera e propria fioritura dell’industria elettroacustica italiana; nel corso dell’ultimo ventennio l’Italia ha saputo esportare i proprio magnifici prodotti in tutto il mondo, ed imporre all’attenzione degli appassionati un vero e poprio stile, un "modus operandi", un suono e una cura delle forme dalle caratteristiche assai stimate ed apprezzate. Vi è da riconoscere che a questo periodo di forte espansione del mercato ha fatto seguito un momento — piuttosto lungo — di contrazione e assestamento.

Era dunque da parecchio tempo che non mi capitava di assistere alla nascita di un nuovo marchio, di un nuovo produttore. Di una azienda dalle basi solide, dalle prospettive serissime. Ho avuto la fortuna di conoscere Alberto Sabbatini parecchio tempo fa, in occasione di una collaborazione professionale, e ne ho apprezzato le doti di passione, solidità, concretezza. Mi è capitato spesso di osservare appassionati autocostruttori alle prese con i propri sogni, nel tentativo di commercializzare oggetti di pur valide doti acustiche ma dalla scarsa — eufemismo? — assistenza commerciale. Alberto Sabbatini conosce molto bene questo mercato, avendovi lavorato per parecchio tempo, e può vantare una formazione assai variegata e completa. Ho saputo di questa nuova iniziativa a lavori già quasi terminati; l’impatto con questo nuovo marchio, con l’ottimo marketing, con i bellissimi diffusori, è stato davvero inconsueto. L’idea è completa, curata in ogni dettaglio, rassicurante. I prodotti sono affascinanti al tatto e al suono, e sono rimasto poi davvero stupito dalla cura del dettaglio. Dalla qualità dell’imballo dei diffusori all’attenzione riversata nella compilazione del manuali utenti, per arrivare al sito internet ricco di informazioni e immagini. Insomma, un progetto che senza dubbio nasce già maturo e di sostanza, con le spalle larghe.

La giornata trascorsa in quel di Belforte del Chienti è stata dunque una conferma delle prime impressioni. La cornice dell’evento — il Palazzo Bonfranceschi — era splendida, l’organizzazione degna di un evento mondano. Marco Caponera vi racconterà nel dettaglio della due giorni organizzata per la presentazione di Astri Audio. Io intanto posso anticiparvi che ho in prova il primo modello presentato dal costruttore marchigiano, l’Albireo; le soluzione tecniche sviluppate per questi diffusori sembrano davvero interessanti, al livello con la lussuriosa realizzazione lignea, e un suono ricco di fascino. Rimando al prossimo numero per la prova tecnica che scenderà nell’analisi dettagliata, e per i curiosi che vogliano avere altre informazioni all’ottimo sito in rete: www.astriaudio.com

Nel frattempo rinnovo i miei complimenti ad Alberto Sabbatini per il coraggio e il valore dell’iniziativa, e ringrazio per la bellissima ospitalità offerta allo staff di VideoHifi.

Presentazione marchio Astri Audio

Belforte Del Chienti (MC)

di Marco Caponera

Belforte del Chienti è un paesino del maceratese di cui ignoravo l’esistenza prima di partecipare alla presentazione del nuovo marchio hi-fi Astri. Peraltro la cornice scenografica offerta dal piccolo paesino arroccato su di una collina e dello splendido Palazzo Bonfranceschi, di origine medievale che ha ospitato la manifestazione, hanno fatto delle giornate del 20 e 21 novembre scorso momenti da ricordare e su cui riflettere. Riflettere anzitutto sulla struttura che alla Astri hanno voluto dare alla presentazione, infatti ben amalgamati con elettroniche Synthesis, e diffusori Astri facevano bella mostra di sé anche oggetti d’arredamento dal comune stile etnico o classico per arrivare a un’installazione avantgarde veramente interessante. A completare e coronare la gioia dei sensi anche la mostra della pittrice Tiziana Fagiani, le cui opere molto solari ed evocative hanno intrattenuto il pubblico sollecitandone la vista.

Un momento della conferenza stampa nella quale il patron di Astri Audio Alberto Sabbatini presentava al pubblico il diffusore denominato Albireo, un quasi tre vie reflex da stand.

Un’inquadratura della Albireo finitura faggio/blu. Da notare come ogni singola vite sia stata sapientemente occultata alla vista, un lavoro di ingegnerizzazione notevole volto a conquistare anche il pubblico femminile, sempre molto esigente in fatto di estetica e finiture.



La mascherina di protezione degli altoparlanti è in metallo e si fissa grazie a un preciso sistema magnetico che la ancora al mobile del diffusore senza necessità di bottoni o altri antiestetici accessori di fissaggio.

Una panoramica per immagini delle sale hi-fi arredate in stile e con impianti differenti.

Sala stile etnico

Sala stile classico

Sala stile avantgarde

Particolare rilievo va offerto alla ampia sala audio/video che al colpo d’occhio e d’orecchio non aveva nulla da invidiare alla maggior parte delle sale allestite nei cinema italiani.
L’impianto composto tutto da diffusori Albireo, con un centrale Albireo CC e un prototipo di subwoofer modello Gienah non ancora definitivo e quindi non in produzione.

La centrale digitale era un HTPC ……amplificata con una serie di finali professionali Peavey.

Non posso esimermi dal mostrare qualche opera pittorica fra quelle che, come dicevo nell’introduzione, hanno allietato gli ospiti, peraltro avendo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con l’autrice devo dire che l’ispirazione di Tiziana Fagiani è autentica, alimentata come spesso accade agli artisti da momenti felici e altri che si vorrebbero cancellare, invece Tiziana ce li ha donati con tocco leggero e raffinata eleganza.



Voglio offrire il mio plauso — per quello che vale — ad iniziative come questa che intendono non soltanto unire l’hi-fi con prodotti della cucina locale - troppo facile e già visto - ma soprattutto con forme d’arte diverse ma non lontane dal mondo dell’audiofilia, poiché il gusto è tale se lo si riesce a manifestare attraverso tutti i sensi.

Infine, immancabile foto ricordo dell’evento nella quale l’ego di entrambi i soggetti ritratti per questa volta può dirsi soddisfatto.

 

A sinistra Marco Caponera di videohifi.com, a destra Alberto Sabbatini di Astri