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Omicron Pi Greco

di Angelo Jasparro
Omicron Pi Greco

Pochi giorni prima della partenza per un breve periodo di ferie, tra il lusco e il brusco mi arriva un messaggio via posta elettronica che chiedeva la mia disponibilità a provare un' accoppiata di amplificazioni che avevo potuto sentire solo nelle varie fiere ed esclusivamente in una determinata configurazione d'impianto, per evidenti sinergie di marca.
Accetto l'incarico e dopo pochissimo tempo mi contatta il fabbricante dicendomi che ha provveduto a spedirmi le macchine.
In un paio di giorni giungono sane e salve a destinazione, appena prima, appunto della mia partenza.
Cominciamo dunque a vedere di che si tratta:
Questi amplificatori sono marcati OMICRON GROUP PI GRECO. La stessa Casa che fabbrica i famosi e bellissimi tavolini stile ponteggi per edilizia ed i diffusori M Acoustics, quelli coi tweeters di Heil.
Il retro degli ampli riporta il marchio del progettista e fabbricante, la Ditta "Nova" di Ravenna, che in questo caso produce col marchio Pi-Greco, di proprietà di Omicron Group.

Appena aperte le scatole, trovo le canoniche istruzioni, alcune "white papers" tecniche del costruttore oltre a qualche raccomandazione, tra le quali quella di completare il rodaggio delle macchine per almeno una decina di ore. Bene, comincio la "cottura" a fuoco lento, ma senza risparmiarmi una "sbirciatina" a loro suono che mi impressiona subito favorevolmente; ne parliamo dopo.
Vediamo le principali caratteristiche costruttive del preamplificatore P 15 SE, tanto per cominciare. Si tratta di un pre senza alcuna forma di controreazione, caratterizzato da un solo stadio di guadagno a JFET, munito di un bel telecomando in metallo pieno, pesante come un ferro da stiro e comodo per fare ginnastica durante gli ascolti, in caso non vi rimangano soldi per acquistare dei pesi. Le funzioni attivabili sono quelle di stand-by, mute e controllo del volume.
Il pannello anteriore ha una linea piuttosto atipica, con un frontale anodizzato interrotto al centro da una sagoma di colore nero (ma credo sia disponibile anche in color oro) sulla quale troviamo l'interruttore di accensione, il marchio ed il discreto led blu di accensione. Ancora, il sensore del telecomando ed il led rosso di segnalazione del "mute", che si attiva anche per i primi dieci secondi dopo l'accensione della macchina. Tornando all'ordine logico della descrizione, notiamo che la fila delle quattro manopole ha la seguente funzione: selettore dei cinque ingressi, tra quali il phono (solo MM) è opzionale e che quindi, come nel nostro caso, fa da normale ingresso ad alto livello, selettore della barra di registrazione, separata, selettore di test, sul quale ci si deve soffermare un momento. Si tratta di un commutatore a tre posizioni: canale sinistro, normale e canale destro. Il costruttore afferma di aver voluto evitare un potenziometro di bilanciamento per mantenere un miglior suono, pur lasciando la possibilità di monitorare i singoli canali. L'ultima manopola è dedicata al controllo di volume, come si diceva prima motorizzato e realizzato con un ottimo potenziometro Alps serie blu.
Il telaio della macchina è interamente in alluminio ed è piuttosto massiccio e quasi per nulla risonante dopo essere stato colpito.


La parte posteriore è anch'essa un po' atipica. Partiamo con l'attacco per la massa del giradischi e poi comincia la teoria delle prese RCA, di ottima fattura. La prima coppia non è un ingresso, ma serve per modificare il carico della testina, in caso si disponesse della scheda phono.
Basta usare due comuni maschi RCA sui quali si salderanno resistenze e capacità tali da interfacciare alla perfezione la vostra testina di fiducia. Omicron dichiara di essere a disposizione per la fornitura del tutto, a titolo gratuito.
Gli altri ingressi sono quindi normali, mentre le uscite prevedono ovviamente quella "tape", più tre diverse "main" che quindi permettono perfino una triamplificazione, se del caso, ma anche l'impiego di un subwoofer. Terminiamo con la classica vaschetta IEC per l'alimentazione.

Il finale F 50 SE è costruttivamente molto simile al pre, quindi vi risparmio ulteriori noiose descrizioni, salvo dirvi che si tratta di un 50 W per canale in classe A dinamica. Il fabbricante dichiara che, grazie ad un sistema brevettato, l'amplificatore (a Mosfet), lavora in pura classe A fino alla potenza nominale, con una dissipazione termica paragonabile a quella di un finale in classe AB. Ve la giro pari-pari, arrangiatevi.
Anche il finale è privo di qualsiasi forma di controreazione ed ha la possibilità di essere utilizzato in configurazione a ponte, in monofonia, grazie alla quale può arrivare ad erogare 150 W su 8 Ohm.

Finale

La parte frontale riprende esattamente il disegno del pre, salvo che qui troviamo solo il tasto di accensione ed il led. Abbondanti le alette di raffreddamento laterali, che non raggiungono mai temperature eccessive. Anche in questo caso il pannello posteriore è un po' atipico e dobbiamo parlarne brevemente. Da sinistra troviamo i connettori di uscita, belli e ben fatti, ai quali segue l'ingresso RCA del canale destro. Poi troviamo un ingresso XLR, da utilizzare in caso si usi il finale nella configurazione a ponte della quale dicevamo prima. Seguono poi, in perfetta simmetria, ingresso ed uscite del canale sinistro e l'immancabile presa IEC per l'alimentazione.

Finale

Un veloce sguardo all'interno evidenzia il grosso toroidale (660 VA) del finale e la buona qualità dei componenti di entrambe le macchine.

Pre

La regola del buon scrittore via internet mi impedisce di parlare più diffusamente della tecnologia impiegata nella costruzione di queste macchine da musica. Sappiamo tutti che il lettore tipico di un articolo telematico non riesce a mantenere la stessa concentrazione di quando legge qualcosa su carta, quindi credo di essere stato fin troppo lungo e passo a parlarvi delle impressioni d'ascolto, non prima di aver brevemente ricordato l'impianto nel quale quest'amplificazione è stata inserita:
Giradischi Basis 2001 con braccio Graham Robin e testina VdH MC Two Special, pre-phono Audio Research PH-3, lettore SACD Marantz SA17 S1, diffusori Martin Logan Aerius i, Quad 989, Avalon Ascendant.
Cavetteria Transparent Super, MIT Shotgun AC1 e Shotgun S2, Boomerang tra pre e finale.

CARATTERISTICHE DICHIARATE
Preamplificatore
Banda passante: 5 Hz - 500 KHz (-3 dB)
Impedenza di ingresso: 47 KOhm
Distorsione armonica totale: < 0,01% 1V RMS
Rapporto S/R pesato "A": >90 dB
Ingressi: 4 linea + 1 phono
Dispositivi attivi: JFET
Dimensioni: 482 x 370 x 90 mm
Peso: 15 Kg
Materiale chassis: alluminio e ottone

Finale
Potenza di uscita: 2 x 50 W RMS su 8 Ohm (1 x 150 a ponte)
Banda passante: 5 Hz - 500 KHz (-3 dB)
Impedenza di ingresso: 47 KOhm
Distorsione armonica totale: <0,1% 20 V RMS
Rapporto S/R: >90 dB
Slew rate: 35 V microsec.
Dispositivi attivi: JFET/MOSFET
Dimensioni: 482 x 380 x 134 mm
Peso: 22 Kg
Materiale chassis: Alluminio

VALVOLE O TRANSISTOR?

E' la prima domanda che mi sono posto dopo pochi minuti di ascolto.
Il suono è quasi atipico, per uno stato solido. Tende ai colori ambra, come ho notato anche in altre macchine funzionanti in classe A (non tutte, per la verità). Manca, si fa per dire, il fastidio da distorsione degli amplificatori a transistor di non eccelsa qualità.

La ricostruzione del palcoscenico è di ottimo livello, sia come altezza che come larghezza e profondità, assumendo le dimensioni massime permesse dal mio ambiente d'ascolto.

Più che sufficiente la potenza per pilotare al meglio le Martin Logan, e per mandare in protezione una Quad, che si è immediatamente vendicata "fumandosi" il canale destro del finale. Caratteristica delle ESL di Quad è proprio quella di proteggersi mandando in corto il finale. Poco male, fortunatamente mi avevano mandato alcuni fusibili di ricambio ed il problema è stato risolto in pochi minuti. Peccato per le minuscole brugole del coperchio del Pi Greco, in numero di 12, piuttosto laboriose da svitare.

Dunque, facciamola breve che fa un caldo della Madonna ed il PC portatile mi sta cuocendo le gambe, mandandomi per traverso il Requiem di Berlioz che sto ascoltando mentre scrivo.

Non ho provato ad ascoltare le due macchine singolarmente; trovo che, salvo pochi ed acclamati casi, scegliere un'accoppiata della stessa Casa aiuti a non commettere errori ai meno smaliziati, oltre a presentarsi esteticamente come la miglior soluzione. Se poi siete tutti in grado di abbinare le corrette impedenze e sensibilità, e di capire dopo un veloce (spesso) ascolto se il pre X suona bene col finale Y, fate finta che non vi abbia detto nulla.

Tornando all'ascolto, sono rimasto, come dicevo all'inizio, piacevolmente impressionato dal suono di questi esemplari, che ho trovato subito caldo e musicale. La gamma bassa è piuttosto ben controllata, pur suonando rotonda e con un ottima coerenza col mediobasso, senza quindi privilegiare particolari frequenze.
La sorpresa è sulle frequenze medie: la grana è pressochè assente e si pone in diretta concorrenza con quella riprodotta dalle mie solite valvole, complimento non da poco, mentre la parte superiore dello spettro è controllata e piacevole da seguire.
Le voci sono estremamente corrette, dinamica e velocità sono doti che non mancano a queste macchine. La gamma alta è molto ben controllata, riprodotta con chiarezza e luminosità, senza mai andare oltre le righe.
Troppi impianti conosco che beneficierebbero a piene mani di una simile timbrica, salvando i loro proprietari dalla perforazione timpanica da zing-zing stile auto tamarra che passa per strada facendo tremare i vetri di ogni palazzo che sventuratamente si trova lungo il suo percorso. Continuo a chiedermi com'è che certa gente gira impunemente. La loro salute potrebbe anche essere un problema trascurabile per noi, ma il fatto che la pressione sonora all'interno della vettura impedisca la penetrazione di qualsivoglia suono di emergenza dovrebbe essere severamente punito.

Appunto ciò mi è venuto in mente durante l'ascolto dei Pi Greco, per il contrasto esistente tra il riprodurre musica per far casino e drogarsi il cervello di suoni tribali, e la raffinatezza della Musica riprodotta, magari a volume sostenuto, ma con la grazia che merita.
Non facciamo a non capirci: la "Bottega di Filosofia" di Fossati (Lampo Viaggiatore) suona con la giusta cattiveria e solidità, tanto da avermi invogliato ad alzare il volume fino a combinare il danno sopra citato. Del resto, stamattina i vicini sono partiti per le ferie ed io dovevo festeggiare in qualche modo: ho fatto i fuochi d'artificio. Adesso però devo calmarmi un po', mi sono rimasti solo due fusibili.

Fatto sta che, dopo qualche giorno di uso quasi ininterrotto dell'accoppiata della Omicron, mi devo segnare per l'anno prossimo di farmi mandare, ai primi caldi, altri buoni amplificatori a stato solido, in modo da evitare la tremenda sauna da valvole 845. Non che questo finale non scaldi, ma ogni tanto mi tolgo la soddisfazione di poterci mettere le mani sopra. La temperatura si mantiene sempre a livelli confortevoli, anche senza segnale. Evidentemente le alette di raffreddamento sono ben dimensionate per dissipare con sicurezza il calore prodotto dai finali.

Anche questa volta sarò buono e vi risparmio l'elenco dei dischi ascoltati, chè sarebbero troppi per non annoiarvi. Come al solito non ho tralasciato alcun genere musicale, anche se dopo un po' di esperienza è facile capire quando un apparecchio è in grado di "suonare" con tutto. Intanto sto ascoltando l'LP di Branduardi "La Luna", coi Pi Greco che fanno onore alle Avalon. Bello, la musica scorre con la massima facilità. La voce di Branduardi è più che corretta e gli strumenti escono, quando necessario, con grande energia e velocità. Imperdibile la famosa "Confessioni di un malandrino", che mi costringe ad alzare il volume con conseguente aumento di libidine da ascolto "giusto".

L'idea della timbrica espressa da queste macchine ve l'ho comunicata, sperando di essere stato abbastanza chiaro, e passo quindi direttamente alle

CONCLUSIONI

Due apparecchi esteticamente di buon livello e di costruzione irreprensibile, a mio giudizio, che non mancherebbero di farsi positivamente notare nelle vostre case. La costruzione è solidissima e dà l'idea di un progetto ben ottimizzato nel tempo.
Le prestazioni sono notevoli, senz'altro all'altezza di apparecchiature di pari prezzo ed oltre. Pensate che quando li avevo ascoltati in giro mi avevano dato un'impressione molto diversa in merito alla loro timbrica. E' proprio vero che è molto difficile giudicare il suono delle salette delle fiere, si rischia di distorcere la realtà, anche di molto, sempre che di realtà si possa parlare in questo caso.

Fatto sta che mi sono divertito e mi divertirò ancora per un mesetto almeno, almeno finchè i corrieri saranno in ferie e quindi non potrò rispedire al mittente questi due ottimi esempi di alta fedeltà italiana.
Ancora una bella soddisfazione da un costruttore nostrano, vi consiglio di ascoltarli prima del vostro prossimo acquisto, se rientrano nel vostro budget programmato: potrebbero essere la soluzione ideale per i tanti audiofili (basta seguire i Forum via internet) che hanno problemi con le intemperanze dei loro tweeters. Un altro centro da parte di un progettista nostrano, davvero una bella soddisfazione.

Dati
Costruttore: Omicron Group Distributore: Omicron Group
Via degli Orti 155 47835 SALUDECIO RN Tel. 0541/982208 Fax 0541/869376 www.omicrongroup.net Prezzo listino12/2004:Preamplificatore € 3.200
Finale: € 3.450 Descrizione: Sistema di amplificazione