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Three Blind Mice a 45 giri

Di Igor Zamberlan
Three Blind Mice a 45 giri

Qualcuno sostiene che questi siano i migliori master jazz della storia. Non so, può essere.

Certo non sono stati registrati con tecnica oligomicrofonica. Sono stati ripresi nel 1974 da Yoshiko Kannari all'Ani Studio di Tokyo su un 3M S79 a sedici canali a 76 cm/sec, utilizzando rispettivamente 11 microfoni per Midnight Sugar e 14 per Misty. Questo per un trio jazz: piano (Tsuyoshi Yamamoto, che dà il suo nome al trio), contrabbasso (Isao Fukui), batteria (Tetsujiro Obara). Direi che questi master sono la prova tangibile che, più che la tecnica utilizzata, conta il manico…

La musica? Beh, come sa chi ha letto i miei pezzi precedenti, sono estremamente sospettoso nei confronti di tutto ciò che sa di musica per audiofili. Direi che qui siamo abbastanza lontani. Si tratta di un trio jazz classico, sulla linea di Bill Evans. Non direi che si tratti di gradevoli banalità per audiofili. Certo, non si raggiungono le vette dell'avanguardia del jazz, né la profondità armonica di Evans; però si tratta di musica non inoffensiva (nel senso che le soluzioni non sono sempre solo esattamente quelle che ci si aspetta che siano) e non offensiva (nel senso che non mi sento idiota ad ascoltarla, come invece mi succede con più di qualcosa di ciò che è stato esplicitamente concepito per gli audiofili).

Tornando un attimo alla ripresa, l'idea di Kannari era quella di utilizzare, per ciascuno strumento, per ciascuna parte di strumento, i microfoni più "specializzati" per riprodurre quello strumento, quella gamma, per ottenere quell'impasto. Abbiamo così due Neumann sul pianoforte, degli M49C, coadiuvavti da due ElectroVoice RE-20B in Misty, un Neumann, un Sennheiser e un AKG sul basso e Neumann, Sony, AKG, Shure e ElectroVoice sulla batteria. Certo, il rischio di trovarsi con un insieme di microfoni che si pestano i piedi fra loro è abbastanza alto. La maestria di Kannari è tale, tanto nella scelta quanto nell'"orchestrazione" dei suoi trasduttori, che nulla di questo succede: gli strumenti sono eccezionalmente coerenti, realistici, dinamici. Ma così comincio già a parlarvi di come suonano questi dischi…

La nuova edizione a 45 giri

Cisco Music, su proposta e in collaborazione diretta (è praticamente una coproduzione) con AudioNautes di Fabio Camorani, ci regala qui la versione definitiva su vinile di questi due master. Per il mastering dei nuovi vinili è stato chiamato Tohru Kotetsu, colui che aveva curato la versione originale e molte delle riedizioni. Kotetsu ha preparato un nuovo production master a partire dai nastri originali, tenendo conto della maggior dinamica raggiungibile con un 45 giri. Ne sono risultati due album doppi, stampati alla RTI (il mastering è stato effettuato al JVC Mastering Center), su vinile a 180 grammi, limitati a 1000 copie numerate per ciascun disco.

Il suono del 45 giri

Cominciamo dal suono del 33, una copia di Misty a 180 grammi della stessa provenienza che mi è stata gentilmente prestata da AudioNautes. Il disco suona meravigliosamente, con grande coerenza, dinamica estremamente ampia, un equilibrio invidiabile fra gli strumenti. Mi piace in particolare il fatto che chi ha curato questo master non sia incorso nell'abituale eccesso dei dischi jazz, quello di spostare il contrabbasso dieci metri avanti rispetto a come si sente dal vivo. Qui il contrabbasso non è quel pong-pong-boom al quale, purtroppo, ci siamo abituati, è uno strumento della sezione ritmica che sta dove deve stare, dove sta dal vivo, senza risultare per questo dinamicamente compresso o poco udibile. Diciamo che già il 33 giri è in grado di far suonare la maggior parte dei dischi un po' rotti.
Ma è stato quando la testina si è adagiata sull'inizio di Midnight Sugar a 45 giri che ho dovuto raccogliere la mia mascella, caduta in terra. Mai, mai sentiti dei transienti del genere da un qualsiasi sistema di riproduzione. Non credevo fosse possibile, semplicemente. Una velocità, una precisione negli attacchi, un senso di dinamica infinita che il 33 giri riesce solo a suggerire (e non è che, di suo, su questo - come su tutti gli altri parametri - il 33 giri mostri problemi). 
Comunque, un po' tutti i parametri sono superiori, nell'edizione a 45 giri, e lo sono in una proporzione che va dal percettibile al drammatico (per usare una parola del vocabolario di Bebo). Migliorano la stabilità e la focalizzazione, innanzitutto; il contrasto, la fluidità; la precisione; l’equilibrio complessivo; la dimensione dello stage, che esplode in profondità, migliora in larghezza (già cospicua nel 33 giri) e in altezza.
Però sono proprio i fronti d'attacco del pianoforte a fare, per me, la differenza fondamentale fra i due formati. E' un senso di stabilità, di "infrangibilità" della riproposizione anche durante i picchi più violenti, di realismo, di illimitatezza che il 33 giri proprio non riesce ad avvicinare. E neanche quelli della batteria e del basso scherzano…

La risoluzione è semplicemente spettacolare, incredibile la capacità di rivelare la tecnica del batterista, incredibile l'emergere (ma, per fortuna, con l'intensità giusta) dei microrumori. Tanto che emergono le differenze fra i due master, maggiore aria fra gli strumenti in Midnight Sugar, maggiore coesione in Misty.

Superfici silenziosissime, oltretutto, ed eccellente tracciabilità (beh, sto usando una Colibrì, che non è una testina che tracci male, ma è pur sempre una MC), anche nelle tracce interne delle facciate.

C'è da chiedersi perché tutti i dischi "speciali" non escano a 45 giri.

Muovetevi a comprarli, non ce ne sono più molti. Il prezzo è veramente alto, ma questa è l'occasione migliore per sentire qualcosa che vi farà sembrare sbagliati e irrimediabilmente difettosi tutti gli altri vostri dischi. Qualcosa che vi farà credere che la limitazione principale nei nostri sistemi di riproduzione non siano gli apparecchi, ma il medium di distribuzione. E' in arrivo anche il SACD, è vero, e sarà divertente confrontarlo con questi dischi, ma ho la netta sensazione che, per superarli, ci voglia una copia del master su bobina a 38cm/s. E quella non capiterà facilmente nelle vostre e nelle mie mani, sempre ammesso di avere l'apparecchio per riprodurla.

Ripeto, se ci tenete a sapere che il limite è più in alto di dove pensavate, dovete ascoltare questi 45 giri. Notate che, grazie alla coproduzione, AudioNautes, oltre ad avere l'esclusiva europea, ha a disposizione i numeri di serie più bassi: è possibile che siano anche i meglio suonanti.

Dati
Tsuyoshi Yamamoto Trio, Midnight Sugar(TBM 23-45)e Misty (TBM 30-45).
Euro 70 cadauno, 130 se acquistati insieme.
Edizione limitata a 1000 copie.
Esclusivista europeo AudioNautes