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Natale

L'editoriale di Bebo Moroni
Natale

E’ un Natale atipico questo o è un Natale come tutti gli altri? A mia memoria non c’è n’è stato uno in cui il Papa non dovesse fare l’appello per la fine di qualche guerra, in cui i ricchi da televisione non promettessero di non farsi più regali costosi ma di regalarsi solo “oggetti simbolici o fatti con le proprie mani” ( bella forza, tanto c’hanno già tutto e se si devono cavar una voglia mica aspettano Natale!), in cui i medici (sempre quelli da teleschermo) non consigliassero di non mangiare troppo e soprattutto di mettersi a dieta subito dopo Natale ( consiglio seguitissimo, ad esempio, dai bambini africani, evidentemente molto attenti alla salute) e in cui la più tirchia delle mie zie non annunciasse con largo anticipo: “quest’anno non faccio regali a nessuno! (come se me ne avesse mai fatti) anzi mi faccio un regalo da sola, un bel viaggio in un posto esotico” (ecco brava, io consiglio Plutone, non ci va nessuno e più esotico di così!) o che la mia ex-moglie non mi dicesse “guarda t’ho fatto giusto una stronzatina” ( no guarda di quelle me ne hai fatta una bella grossa quando m’hai voluto conoscere, ma sono passati tanti anni perché rivangare?) E soprattutto perché qualcuno dovrebbe essere lieto di una “stronzatina”? Se dovete fare “stronzatine” non regalate niente che ci facciamo più bella figura tutti no? Mi devi far fare la fatica di sorridere, scartare con finta aria di suspence e pure dire “ che bello, proprio mi mancava!” osservando con raccapriccio il grattaschiena con verdognola manina di morto comprato dalla bancarella di svendita di stronzatine cinesi. Lasciamo perdere no? Se ci vogliamo bene abbracciamoci e baciamoci, se non ce ne vogliamo ignoriamoci che la vita è breve e perder tempo coi convenevoli perché così vuole la tradizione mi sembra poco intelligente.
Eppure questo è un Natale diverso dagli altri, nel bene e nel male. Nel tanto male di una guerra, infinita e “ufficiale” che s’è andata ad aggiungere alle tante “non ufficiali” disseminate per il globo, aizzando e rialimentando anche queste o, ancor peggio, rendendole ancor più subdole e dimenticate, così che il male non abbia nemmeno il timore d’esser raccontato, ripreso da una telecamera. Diverso, per la crisi economica che attanaglia il Paese, che ha trascinato nel gorgo della povertà, dell’insicurezza, anche quel largo strato sociale che aveva creduto d’essersi messo al riparo, almeno dai rischi più grossi, e che ora sa cosa significa tremare nello scorrere una semplice circolare sul posto di lavoro o nell’aprire la busta preforata della bolletta di un’utenza. Diverso per la sfiducia che si legge negli occhi della gente, basta scendere per strada e osservare, non c’è bisogno dell’Istat né del Censis.
E lo sappiamo tutti, non c’è malattia peggiore della sfiducia e non c’è medicina più inutile delle massicce dosi d’entusiasmo a basso costo. Quand’ero bambino io, qualsiasi cosa tu lamentassi ( e infatti s’imparava a soffrire in silenzio evitando accuratamente di lamentare alcunché ) ti purgavano: non serviva a niente, spesso peggiorava le cose, e comunque faceva stare male. Oggi ti danno una pacca sulla spalla e ti dicono: bisogna essere ottimisti e fiduciosi. Tu li guardi strabuzzando e sbirciando di sbieco la loro Mercedes nuova di pacca. Beh, nessuno ti può dire nulla se poi di notte scendi in garage e gli prendi a martellate i cerchi componibili in lega di titanio vulcaniano!
Detto tutto questo, però, noi ottimisti lo siamo come sempre, ma ci limitiamo al nostro orticello che ci sembra più saggio. Mooolto più saggio!
Sei milioni di hits a ottobre (non ho ancora i dati di novembre, quelli della prima settimana dimostrano una tendenza in ulteriore crescita) non possono non renderci felici e orgogliosi. Abbiamo piantato tutta ‘sta cagnara con i nostri poveri mezzi, con le nostre buone volontà, con le nostre intelligenze. E non dico che avevamo tutti contro, ma il 90% degli operatori commerciali e dei colleghi si. Non possiamo non esser fieri di quel che siamo riusciti a dimostrare e a costruire.
Naturalmente grandissima parte, la più grande, del merito va a voi lettori, stimolatori, frequentatori, dai più educati e degni ai più rompiscatole. E a voi va il nostro regalo di Natale che è un numero 13 particolarmente ricco, denso e interessante, un Forum ulteriormente ampliato e variegato, un “mercatino” migliorato nella funzionalità e che rappresenta ormai il luogo di compravendita hi-fi più credibile e frequentato d’Italia (e non solo) e la promessa ( e lo sapete noi siamo come i papà, dobbiamo sempre mantenerle le promesse e le manteniamo) di ulteriori servizi e funzionalità con l’anno nuovo e…Qualcosa che non possiamo dirvi, ma vi piacerà (no, non è Halle Berry, poi ci accuserebbero di essere maschilisti…), si sono davvero convinto che piacerà alla stragrande maggioranza di voi. E sono anche convinto che non piacerà a qualcuno che conosco assai bene. E questo non soltanto mi rallegra: mi fa incredibilmente bene alla salute!
Intanto cominciamo con il coinvolgervi con l’assegnazione dei Videohifi Awards, ai migliori prodotti dell’anno. Nessuna commissione interforze che si riunisce e contratta, nessun calcolo pubblicitario o macro-economico. Ci siamo solo noi e voi, a premiare quei prodotti che davvero ci son piaciuti e ci piaceranno. E’ anche questo un piccolissimo passo per riprendersi il potere…

Buon Natale di cuore a tutti voi