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HI END 2004

di Daniel Zamberlan
HI END 2004

Spostare da Francoforte a Monaco la nota mostra di alta fedeltà tedesca non deve essere stata una decisione che gli organizzatori hanno preso alla leggera, eppure e' stato un cambiamento deciso. A detta di Kurt Hecker, presidente dell'High End Society organizzatrice, la vecchia locazione (l'hotel Kempinski) dava il giusto spazio alle dimostrazioni in stanze di piccole o medie proporzioni, ma stava limitando col passare degli anni la capacità di espansione e di flessibilità richiesta anche dal crescente numero di media e di prodotti da vedere ed ascoltare. Da quest'anno, insomma, tutto trasferito a Monaco, con la scelta della luminosa e particolare struttura del M.O.C., a portare evoluzione, ma non rivoluzione. La domanda importante è chiaramente se il cambiamento sia anche stato un successo. Svariati i giudizi che ho raccolto, ma direi mediamente positivi. Chi era contento di avere finalmente uno spazio, seppur piccolo, adeguato ad allestire una vera e propria vetrina completa dei propri prodotti (pur senza poterli fare sentire). Chi (al piano terra) non poteva alzare il volume oltre un po', pena mandare in risonanza il container (!) in cui stava dimostrando (come la pur ben sonante saletta/container Sigma Acoustics/Delta Sigma). Chi era soddisfatto di avere una bella saletta di corrette dimensioni, dal soffitto a vetro con vista sul cielo soleggiante. Chi si lamentava del volume della stanza accanto, poco isolata dai muri non abbastanza spessi (ma sono poi spessi quelli di un albergo?), trovando magari poi soluzioni di alternanza scandite dalle ore. E chi infine mi raccontava che era contento di vedere uno spazio più fieristico, dinamico e aperto in cui incontrare facce sorridenti, affiancate alle altrimenti monotone salette stipate di audiofili strambi e dalle dubbie abitudini...

In generale, non aspettandomi a priori di sentire tutto suonare al meglio o di sentire tutto suonare punto, a me le stanze sono sembrate allestite bene nei limiti (spesso relativamente pochi) delle strutture a disposizione, con eccezioni nel bene e nel male che descriverò via via.
Le salette erano molte, così come le cose da vedere, ma pure le persone accorse erano davvero molte (malgrado si pagassero 10 euro a testa d'ingresso al giorno, altri eventuali 10 euro per la guida/catalogo ed i punti ristoro fossero costosissimi), tanto che a volte era difficile, se non impossibile, muoversi in qualche corridoio o trovare un posto a sedere. 
La mostra si svolgeva su tre piani, con il secondo fatto solo di salette "standard", il primo fatto di vetrine e di salette e il piano terra più fieristico e simile al vecchio SIM o alla nuova sala Mizar del TopAudio, pur, come detto, con qualche container adibito a saletta audio o A/V. Cercherò di descrivere in un itinerario ideale i tre piani che la mostra offriva, partendo dal piano superiore.

SECONDO PIANO

Molte delle salette del piano superiore, con soffitto parzialmente trasparente, erano affette in verità da un problema: il sistema di ventilazione, forzando aria dall'alto per mezzo di piccole ma potenti ventole, non era propriamente silenzioso, rendendo le pause e i pianissimo poco godibili durante gli ascolti.

Bel suono nella saletta allestita con un impianto composto da lettore CD Metronome CD2V Signature, Jeff Rowland Synergy 2 più coppia di Model 501 e Magneplanar 20.1.

Nella stessa sala, interessante l'estetica ed il suono dei diffusori finlandesi Amphion Krypton (15mila euro), molto naturale e orientato allo smooth pur senza risultare attenuato o enfatizzato agli estremi di banda. Questa marca, forse poco nota da noi, utilizza tra le altre cose la tegnologia brevettata UDD, Uniformly Directive Diffusion, un tentativo per minimizzare l'influenza della stanza, e da ciò frequenze di taglio tra le vie alte, medie e gravi relativamente basse, 120Hz e 1200Hz, per non porre l'incrocio in una regione di particolare sensibilità per l'orecchio. CD, pre e finale marcati Hegel, da poco disponibili anche in Italia, come riportato nel nostro reportage dal Milano Hi End edizione 2004 - purtroppo il CD player emetteva sporadicamente delle strane fastidiose spurie, del tipo di quelle che si hanno a volte ascoltando CD copiati, alle quali l'espositore mi sembrava invece indifferente -, prezzi tra i 1700 ed i 3000 euro.

Saletta High Fidelity Studio. Montata su giradischi Pierre Lurné SL5, la nuova testina di fascia alta della Benz, la Micro Ebony, MC ad uscita alta (2400 euro), il cui nome dice molto sulle caratteristiche costruttive dell'oggetto. In alternativa lettore Lurné Audiomeca Mephisto II.X con DAC Enkianthus.

Ad amplificare queste notevoli sorgenti, preamplificatori davvero belli, dalla costruzione di livello eccezionale, gli Aesthetix, con la possibilità di ascoltare i "piccoli" della serie Saturn, il pre linea Calypso (5950 euro) ed il pre phono Rhea (4950euro). Oggetti completamente a valvole, il pre phono (con 3 ingressi phono separati) ha una caratteristica abbastanza unica: dal telecomando, comune ai due pre, si possono settare anche guadagno, fase e carico della testina durante l'ascolto, con valori visualizzati a display. Tra le altre caratteristiche di rilievo, alimentatore per la tensione anodica ad ingresso induttivo.

In un'altra saletta che vedremo dopo, invece suonava il pre Aestethix Janus, un ingresso phono oltre agli ingressi linea, dal costo di circa 8mila euro. E inoltre, ma in questo caso solo in esposizione, presente il grande pre phono completamente simmetrico della serie Jupiter, due telai (dal prezzo variabile secondo la configurazione tra 11mila e 19mila euro) modello Io, eletto "migliore pre phono del mondo" da Stereophile (secondo il costruttore, in realtà il Boulder è con siderato il migliore dalla rivista americna, ndr).

Saletta Audioplan. Tutta nuova la serie Passion 600 (CD, pre e finale) presentata da YBA.

In questa saletta le elettroniche YBA erano abbinate agli ottimi diffusori Totem Wind.

Yves Bernard André stesso (assieme al figlio, da poco parte dell'azienda) mi ha gentilmente spiegato come ad esempio i VU-meter divengano disinseribili via telecomando dopo ogni aggiustamento del volume di ascolto. Interessante il suono nel complesso, ma immagine sparsa data anche la disposizione ad angolo. Alla domanda diretta sul suo orientamento tra SACD e DVD-Audio, o come la YBA si stia muovendo in queste direzioni, YBA mi ha risposto che non si sta movendo, per ora. Egli ritiene infatti che i lettori CD siano per il momento meglio suonanti e soprattutto più musicali dei nuovi supporti, dove freddezza e prestazioni fine a sé stesse, come successe per il CD qualche anno fa, stiano ancora dominando.

In un angolo della stessa saletta esposto un New Audio Frontiers, assieme ad un Kondo Audio Note.

La saletta Sony, che era sempre affollatissima, si prestava a varie dimostrazioni multicanale e pure alla promozione del SACD, attraverso elettroniche Sony, lettore Emm Labs (che ritroveremo, anche per le foto, al primo piano) e diffusori attivi da uso professionale Musikelectronic Geithain (qui il modello RL901K).

Molto convincente, per me tra i migliori, il suono della saletta della Lindemann, che giocando in casa, presentava due novità di spicco in prima mondiale. Assai ben suonante (a meno di una pausa di qualche ora al venerdì quando, tentando una ottimizzazione SW al volo, una basetta accessoria si era corrotta richiedendo un breve ritorno nel laboratorio, comunque a Monaco, della macchina, ancora l'unico esemplare per ora finito) il SACD player 820, che rimpiazzerà il 680 da fine giugno. Meccanica di derivazione Sony, da sola pesa quattro chili, alimentatore esterno, uscite solo stereo (9900 euro).

L'impianto suonava con l'ampli AMP04 e i diffusori B90, sistema a 3 vie con radiatore passivo (7700 euro). Bellissimo l'ascolto di alcuni brani da Infinement di Brel, con rara profondità, focalizzazione dell'evento sonoro e molto pathos (sarebbe stato un buon esempio per YBA alla porta accanto?).

Il nuovissimo ampli modello 850, 140W/8ohm, costruito nello stesso telaio dell'820, che verrà a rimpiazzare l'AMP04, era invece privo di una piccola scheda di controllo (non fornita in tempo da una ditta esterna alla Lindemann stessa, cosa che aveva fatto arrabbiare i titolari) e quindi non poteva essere ascoltato, peccato (costerà 6900 euro).

Linn era decisamente ben presente, con due sale entrambe multicanale, una A/V, una audio. Bello (ma non proprio economico, anche se, per ora, è l'entry level della tipologia per la casa scozzese) il nuovo player multiformato (SACD, DVD Audio e Video etc) Unidisk SC da 4700 euro.

Nell'impianto A/V, ad amplificare i diffusori della nuova serie Akurate (212, quattro vie da stand, 5mila euro; 242 cinque vie da pavimento, 8200 euro; il sub attivo 221 a 3200 euro; il canale centrale 225, cinque vie a 3200 euro), i nuovi e potenti finali stereo Klimax Chakra 500 (7000 euro ciascuno). Linn inoltre annuncia per il prossimo futuro tutta una nuova serie di amplificatori Chakra.

Un'altra delle salette dove mi sono fermato più a lungo e sono tornato qualche volta era quella di Berliner High-End Vertrieb, in cui C.A.T. (Convergent Audio Technology) la faceva da padrone assieme ad Audio Aero e ai diffusori Ascendo. Tra questi ultimi nuovi modelli della serie C, piccoli particolari diffusori da piedistallo, qui come canale centrale.

Notevoli i grandi top di gamma, le System M, con il tweeter che la Ascendo pare progettare internamente e non derivare da prodotti di terzi (ma nella foto sulla brochure sta scritto Philips, chissà..., prezzo comunque oltre 20mila euro). Velocità, setosità e realismo davvero a grandi livelli.

Grandissima dinamica e coinvolgimento con il JL3 Signature e il pre SL1 Legend, con la sorgente SACD Prestige di Audio Aero, quest'ultima ancora in versione di prototipo come vista al Top Audio e per ora solo multicanale (costerà 13500 euro).

Ma vorrei soffermarmi un attimo sul nuovo pre di Convergent, l'SL1 Legend, che qui appariva in prima mondiale pur con il frontale e qualche dettaglio non ancora definitivo. Il mitico Ken Stevens stesso mi ha illustrato i miglioramenti che negli anni ha apportato al suo Convergent SL1 personale e a pochi sparsi per il mondo (e per le fiere), fino ad arrivare a riassumerli nell'SL1 Legend appunto. Si tratta della sostituzione ove possibile degli elettrolitici normali con dei condensatori Black Gate ("Vanno davvero benissimo dopo il rodaggio, ma per me non sono più difficili da rodare o "scaldare" di altri condensatori", mi ha detto); le basette su cui sono montati i componenti sono in Teflon ("Da sole queste basette costano a me 500 dollari", mi ha detto); l'attenuatore è ora un componente sempre stepped, ma a 46 passi e di qualità altissima ("Molti in effetti non trovano mai il volume giusto", mi ha detto scherzando). Infine, cosa di cui Mr. Stevens mi è parso particolarmente convinto, le basi sopra e sotto del telaio sono in particolare materiale smorzante a strati, il che aiuterebbe più o meno direttamente anche ad abbassare la distorsione. Qui Mr. Stevens mi ha detto che un suo ingegnere, tecnico illuminato quanto molto legato alle misure, stava ascoltando una versione dell'SL1 standard (su telaio vecchio) quando lui ha voluto sfidarlo a sentire la differenza solo con la speciale base aggiunta sotto i componenti. Una volta ancorata e riacceso il tutto, lo scettico progettista (sapendo che con tale operazione le misure al banco non sarebbero cambiate) al primissimo ascolto avrebbe esclamato: "Holy shit!". Mr. Stevens infatti è particolarmente convinto che alcune misure, fatte al banco di un laboratorio e non nel luogo destinato all'ascolto e dunque influenzate dall'ambiente stesso, non siano soddisfacenti per descrivere il comportamento in una situazione reale di ascolto. Una conversazione divertente in una saletta dal gran bel suono. Ah, il costo del nuovo SL1 Legend sarà abbastanza inarrivabile, attorno al doppio di quello dell'SL1.
Qui in foto il sistema con il nuovo pre Convergent, biamplificazione con finali sempre Convergent e lettore CD AudioAero Capitole 192/24.

Anche da Usher, in una sala straripante di diffusori ed elettroniche più di un negozio, qualche novità tra i diffusori, con il centrale X616 (1200 euro) ed i modelli CP6311 (2600 euro) e CP6381 (4200 euro). Suono dinamico ma forse pienotto sui bassi per il modello SonusFaber-like, il CP 8871 da 10600 euro, in foto assieme a due dei nuovi modelli citati.

Suono di rara dinamica quello della saletta Avantgarde, con i diffusori Trio e sei Basshorn (78mila euro).

Sorgente digitale (SACD Teac X01 con Masterclock Generator G-Os Rubidium), sorgente analogica (il giradischi di Monaco "dps", braccio di Berlino, Schroeder "die Referenz", testina Lyra Helikon) con pre phono Avantgarde. Pilotare diffusori di tanta efficienza è normalmente lasciato fare ad ampli a valvole. Avantgarde stessa invece propone amplificazioni tutte a transistor. Al giovedì suonava, e in modo convincente, l'integrato (non e' una novità), il Model 05, da 3000 euro.
Al venerdì, riparato qualche inconveniente sul nuovissimo pre, suonava l'accoppiata pre (ancora chiaramente un prototipo) e finale (altrettanto nuovo, ma questo ormai finito) MDC, potenza 27 watt e costo sui 12mila euro. Unica nota, mi è parso che il sistema suonasse meglio a volumi sostenuti che a volumi più naturali. In primo piano il finale, più dietro l'integrato.

Da vedere la costruzione del nuovo pre, con alimentatore esterno e ulteriore filtraggio CLC locale nel telaio principale. Il controllo del volume, sistema brevettato, con movimento asservito da motore passo-passo, garantisce il bilanciamento del sistema a massa flottante (ma di cui non mi hanno detto nulla di più). Costo atteso elevato, in linea con il finale.

Saletta Connect Audio Vertrieb. Solo in dimostrazione statica alcune novità da Exposure, con la coppia pre e finale (ciascuno a 2200 euro) XXIII e XXVIII.

Nella stessa saletta Genesis 6.1 e Genesis G501, vicine al grande BAT VK75, sulle pagine di Videohifi.com nella versione SE.

Prodotti tedeschi di prestigio nella saletta Isophon, coi grandi diffusori Europa II, pilotati in biamplificazione dai finali completamente digitali Behold BPA 768 484 di Ballmann GmbH. Suono raffinato e capace di grande impatto al tempo stesso.

Bella la saletta dove suonavano le Avalon Diamond e diverse le novità da vedere. Luchien Pichette, ingegnere della Avalon, mi parlava dell'importanza per Avalon della scelta degli ottimi altoparlanti tedeschi con coni in materiale ceramico della Thiel&Partner, oggetti qui in Germania molto apprezzati anche nel mondo dell'autocostruzione e che vedremo usati anche in altri diffusori durante la mostra. Le Avalon erano pilotate dai sempre bei finali Pass Labs, in questo caso gli X-160.

Interessante il nuovo pre Hovland HP200 (10500 euro).

La sorgente digitale era il CDP Ayre D1x. Per l'analogico, abbinato al giradischi Basis 2500 Signature, braccio Graham 2.2 e testina Grado Reference, il nuovo pre phono da Ayre, il PX5, a 3200 euro.

In ascolto e in visione presso la saletta Teac la nuova imponente macchina multistandard (SACD, DVD ecc.) modello UX1 serie "Esoteric", oltre 25 kg senza compromessi, eletta dalla tedesca Stereoplay il miglior lettore oggi disponibile (15mila euro), a sostituire l'Accuphase (presente alla mostra, vedi più avanti) in testa alle preferenze della rivista.

Da Agile (ex AudioAgile, la marca delle robuste e apprezzate multiprese tedesche, sempre in produzione) una linea completa e nuova di elettroniche e diffusori, ora in versione definitiva, questi ultimi dedicati sia agli impianti stereo che multicanale. Il sistema in foto, di cui ho apprezzato la grande potenza, meno forse la grazia, utilizza un amplificatore (fino a 8 canali ognuno da 800W) con tecnologia (quasi ovvio visto le dimensioni) PWM, classe D.

Il lettore CD/DVD e' praticamente un PC nella scatola di un normale lettore: include un Pentium M a 1500MHz, sistema operativo Linux, seriale per upgrade, hard disk da 150GB. La meccanica in realtà è di derivazione LG. Un progettista mi diceva che dalla sua esperienza un disco copiato nell'HD uno a uno suona meglio quando suonato dal disco fisso che dal CD di origine. Mah!

Da Ess, attesa per un nuovo amplificatore per cuffia (tuttavia non presente) dedicato alle cuffie di punta utilizzanti altoparlanti Heil. Nella foto il modello top della produzione attuale, l'Ergo, e l'amplificatore dedicato, cuffia di grande leggerezza, suono aperto ed estesissimo