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Sequerra Met 7

di Giovanni Aste e Bebo Moroni

Doppio ascolto

 

Con l'articolo di questo mese vogliamo introdurre una nuova rubrica della nostra rivista: Doppio Ascolto. Gli oggetti che per una ragione o per l'altra attrarranno la nostra attenzione in modo particolare saranno provati da due recensori invece di uno. Ciò, speriamo, darà al lettore una visione piu' ampia e pluralista dell'oggetto stesso.

Introduzione
Chi di voi conosce Dick Sequerra alzi la mano….bene, vedo che siete tantissimi; per quelli che invece ignorano chi sia c'è il suo sito www.sequerra.com . Se andate alla pagina del Curriculum Vitae vi rendete conto che il signore in questione è praticamente una colonna del mondo dell'audio nel quale opera da circa il 1949.
I suoi progetti più famosi nel campo dell'audio per casa sono il famoso sintonizzatore e i diffusori oggetto di questa prova.

Le MET
La prima versione delle Sequerra MET si perde nella notte dei tempi, sicuramente io me le ricordo negli ormai lontani, temporalmente e socialmente, primi anni '80. Allora erano un oggetto in netta controtendenza; in un mercato dove anche il più umile dei minidiffusori aveva il suo tweeter a cupola le MET esibivano fiere il loro tweeter a cono in carta, dove gli altri ricercavano altoparlanti montati a filo e spigoli smussati per ridurre le diffrazioni le due americanine avevano la loro cornicetta e il tweeter era addirittura incassato! 
Insomma, fin da allora un oggetto singolare che sicuramente non tentava di attirare l'attenzione del cliente con qualche più o meno celata ruffianeria.
I diffusori oggetto di questa prova sono l'ultima versione, le MKIV.

Costruzione
Secondo me sono oggetti bellissimi.
Piccole e nere con una finitura leggermente goffrata e i due bei driver in mostra danno piacere al solo vederle. La mia dolce metà quando le ha viste, abituata a quelle due "lavatrici" che mi tengo in casa, si è espressa in un sognante "fichissime…"Non c'è griglia di protezione, i centri di emissione dei due altoparlanti sono allineati temporalmente, non esiste possibilità di biwiring (c'è solo una coppia di morsetti) mentre e' presente un potenziometro per la regolazione dell'emissione del tweeter; insomma un oggetto sobrio, che sembra pensato più per un uso "PRO", come ad esempio piccolo monitor, piuttosto che per tutte le varie pratiche onanistiche di noi audiofili.

I due altoparlanti sono veramente dei begli oggetti, il tweeter attira subito l'attenzione con il suo "nasetto" dorato, il woofer, come vedete dalle foto, ha un'ottima costruzione e un complesso magnetico ben dimensionato e schermato, sul fondo del magnete e' presente un foro di decompressione. Il mobile sembra essere costruito in MDF ed e' totalmente riempito d'assorbente, più denso sulle pareti esterne, meno al centro.

Suono
Ho posizionato le due piccolette al centro della stanza, distanti circa un metro dalla parete di fondo e ad un'altezza di circa 65 cm da terra. Fra loro buoni due metri. Non ho fatto molte altre prove, per me il carattere, l'impronta di un componente si capisce subito e questo è lo scopo di una prova, il "fine tuning" lo lascio agli eventuali possessori per il loro giusto divertimento. Dato che non sapevo quanto avessero lavorato le ho fatte suonare per circa 50 ore prima della prova vera e propria. Il primo ascolto l'ho fatto collegandole al mio monotriodo da una quindicina di watt, una sfida per un diffusore che ne chiede almeno 30…
Fin dal primo disco emerge, nel bene e nel male, la grande personalità di questi diffusori, il suono è veloce, molto, l'immagine ampia e ben definita, i diffusori, grazie anche alle loro dimensioni, spariscono letteralmente. Gli estremi gamma ci sono e sono anche ben definiti, ovvio, in basso qualcosa manca, ma fin dove arriva, il diffusore ci arriva bene. Quella che invece mi ha lasciato un po' perplesso è la gamma media, secondo me leggermente indietro rispetto al resto. Ciò inficia un po' la trasparenza del diffusore che non è ai massimi livelli.La dinamica è molto buona in assoluto, solo se si alza troppo il volume il messaggio si comprime un po'. Ma la prova non poteva finire qua, provare un diffusore del genere con un monotriodo sarebbe come provare una formula 1 in un rally direte voi. Così, grazie all'amico Fabio, ho potuto collegare le MET al suo muscolo ma nobile YBA Integre', 50 watt a stato solido di gran razza.Le cose vanno sicuramente meglio, l'Integre' sfrutta le due piccolette con più sicumera del triodone, permettendo una ulteriore estensione in basso e una minor compressione generale ad alti livelli.La gamma media rimane però non perfettamente definita e con lei quel senso di limitata trasparenza che non mi molla.L'immagine invece, gran punto di forza di questo diffusore, si espande ancora di piu' mentre la focalizzazione rimane inalterata.Un diffusore insomma ben fatto e che utilizza componenti di pregio che però mostra una personalità particolare che esige un'altrettanta particolare cura nel trovare, nell'amplificazione, una degna compagna, capace di esaltarne i punti di forza.

 

L'ascolto di Bebo Moroni

E' probabile che io e Giovanni ( e questo è il bello della cosa, ed è anche la filosofia della nostra rivista che professa il libero pensiero e il libero arbitrio sonoro - partendo da presupposti di qualità che devono però essere assodati e comuni) cerchiamo cose differenti da un diffusore, oppure che Giovanni sia più esigente di me, che nel corso del tempo sono diventato un po' "liberale" e tendo a scusare non i difetti, bensì le personalità, ove di personalità ve ne sia, delle apparecchiature, specie in quelle che della personalità hanno fatto il loro punto di forza. E indubbiamente le Sequerra Met si sono, sin dalla prima versione, distinte dal resto della produzione (tantopiù ai giorni nostri in cui di mini-diffusori, o comunque di diffusori compatti, c'è n'è a bizzeffe e la tendenza comune è quella di riproporre, più o meno, sempre la medesima impostazione sonora), proprio in virtò di una personalità marcatissima e poco desiderosa di cercare accomodamenti con l'ascoltatore. Questa è, insomma la Met di Sequerra. Vi piace? Bene, con tutta probabilità non riuscirete più a separarvene. Non vi piace? La detesterete, le troverete mille difetti, mille carenze (probabilmente esagerando, ma si sa come succede quando si ama e quando si odia). La Met non vi lascerà comunque indifferenti, e io aggiungerei che non mi pare assolutamente poco.

A me piace molto quella sua sonorità pastosa, quel suo essere avulsa dall'iper-trasparenza, dall'iper-realismo che grazie ai tweeter metallici - la disdicevole mania di voler a tutti i costi approssimare il suono dei diffusori planari, e per di più di quelli più estremi nel loro voler essere strumenti radiografici più che musicali- regnano ormai sovrani. Io trovo, a tutt'oggi, la musicalità della Sequerra decisamente superiore a quella della gran parte dei suoi concorrenti compatti. Certo, va accoppiata con grande meticolosità, le vanno assegnati dei partner assolutamente al di sopra di ogni sospetto, sostanzialmente è sulla Met che va costruita la catena d'ascolto, non si può pretendere di aggiungerla ad un impianto precostituito e pretendere di avere la garanzia automatica che le sue prestazioni saranno ottimali, indipendentemente dalla qualità in assoluto dell'impianto pre-esistente. Predilige amplificazioni a stato solido dinamiche e non troppo caratterizzate in gamma acuta : ricordo di averle sentite suonare magnificamente con un "piccolo" - si fa per dire- Mark Levinson N°29 , il "vecchio 50 Watt" della casa, con un Jadis JPL come preamplificatore ed un altro grande vecchio, il Marantz CD 94, con la sua gamma media aperta e dettagliata, come sorgente- ma devo dire che anche in questa prova, facendole pilotare da un finale a valvole dinamico e per certi versi graffiante come l'Harman Kardon Citation II ( 1964, impressionante per modernità musicale) a sua volta pilotato dal pre "phenomena" Bryston BP1, altro recordman di trasparenza e chiarezza in gamma media, si sono riproposte per quello che sono, o che almeno a me appaiono: diffusori musicali come pochi oggidì, con pochi concorrenti attuali, come pochi erano agli albori della loro produzione. Solide in basso (sinché possono scendere), morbide in gamma media, molto estese e dettagliate, ma pur sempre contenute, in gamma acuta. E se ciò non bastasse, aggiungo una scena sonora non pazzescamente ampia, ma di un equilibro e di una credibilità, quali a pochissimi diffusori (Dalquist DQ 10, Stax ELS F1, Pro Ac Studio IV, Rogers LS 3/5a - se ben posizionate) è stata concessa. Indubbiamente è uno di quei diffusori che vanno acquistati solo dopo lunghi ed attentissimi ascolti. Ma se li si sceglie, se li si pìlota a dovere, non si rimpiangeranno mai - potrei giurarci - i soldi spesi.

Dati
Costruttore: Sequerra

www.sequerra.com
Distributore: Art of Music,
via dal lino 23/2, 40134 Bologna, tel.347 2332215
Prezzo 12/2002: € 2.000,00
Descrizione: Sistema di altoparlanti