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Top Audio & Video 2002

di Bebo Moroni
Top Audio & Video 2002

Come rito pagano vuole, anche quest'anno nelle terrifiche sale di quell'ala della Enterprise denominata Hotel Quark, si è svolta la celebrazione della festività - sempre più celtica- denominata Top Audio. Una notevole ( visti i tempi potrei dire notevolissima, quasi straripante) folla di visitatori provenienti da tutta la galassia si è assiepata attorno al metallo urlante ed al legno piangente ( Salice?) sparso a piene mani dai prodighi distributori e costruttori, su ben cinque piani della costruzione di ligrestiana memoria.
In file ordinate e raggruppate per ceppi etnici, era possibile osservare audiofili di tutte le tipologie conosciute: i mansueti, i sorpresi, i cinici, i depressi, gli " infilo la testa nella cornice della porta, tendo un orecchio e decido là per là che non mi piace", gli euforici, i "lo faccio meglio io", i fricchettoni, i jazzemani, i pidgeoniani, i germanofili, gli anglofili, i seguaci di Rumsfield, i casti e i peccatori. Donne, come sempre, quasi zero. In compenso un sacco di riviste pornografiche piene di foto di amplificatori ignudi e di altoparlanti ritratti nel pieno di inimmaginabili amplessi con improbabili elettroniche di tutte le razze. Dimostrazioni e stages: " E' nato prima l'Uovo o la Gallina?", "Live vs Reproduced", "Live vs. Death", "Live vs. Live", "Live and Let Die", "Live at Leeds" etc. etc.
Dati i costumi liberali della mostra in questione, e dato il sovrapporsi di argomenti apparentemente inconciliabili, tipo audio e video, diavolo e acquasanta, Hag e acquavite, anfetamine e ansiolitici, di tanto in tanto al piano +1 ( voi a che piano abitate? Io ho scoperto di abitare al +3, interno B12, affondato incrociatore) avvenivano epici e sanguinosi scontri tra audiofili e visionari. I primi incuriositi dalle cannonate sparate dai subwoofer o portati verso quei lidi dalla necessità di mollare moglie e bambini a vedere Star Wars onde poter fuggire una mezzoretta per indossare l' impermeabile bianco di ordinanza e masturbarsi davanti a un Vygers, i secondi alla ricerca del Grande Tritubo, nella speranza che in qualche saletta si proiettasse "Le casalinghe di Vercelli Vanno al Congresso Mondiale degli Idraulici".

L'Audiofilo Vulcaniano

Tra le infinite varianti audiofile che anche quest'anno hanno ingentilito, con i loro garruli cinquettìi e le loro domande da cento milioni di Euro, i corridoi e le salette dello show, si notava una presenza piuttosto massiccia di audiofili vulcaniani. L'audiofilo vulcaniano, piuttosto calmo e riservato in natura, in cattività mostra una spiccata tendenza a grattarsi il fondo della natica sinistra e a sparare cazzate invereconde con tono ieratico. Privo di affetti e sentimenti - in genere è fidanzato con un Audio Research dell' '86 e detesta i bambini- lo si riconosce facilmente per via dell'abbigliamento andante ( fattore assolutamente indipendente dal suo status sociale) e dal pacco di depliant con fierezza portati sotto l'ascella sudaticcia. In genere entra nelle salette espositive all'improvviso, si siede sulla sedia al centro della terza fila ( quando ci sono soltanto due file rimane in piedi poggiando su una sola gamba come una cicogna), protende il collo in avanti, ascolta da 15 a 18 secondi dell'esecuzione corrente e afferma: "lo credo bene che suona di schifo, il cavetto sinistro tra pre e finale ha un connettore ossidato in punta". Se non viene scaraventato fuori dall'espositore, o convinto ad entrare nel bagno e lì picchiato a sangue dagli altri astanti, solitamente riscuote un buon successo di pubblico. E' facile capire dov'è passato il vulcaniano, perché nel corridoio antistante la sala in cui è penetrato si nota un improvviso fermento: sono gli audiofili depressi, che stimolati dalle vibranti parole del vulcaniano trovano finalmente il coraggio di dire ciò che pensano realmente: " lo crediamo bene che suona da schifo, è evidente che il cavo di segnale di sinistra è ossidato in punta".

Il Visionario Cieco

All'audiofilo vulcaniano fa da delizioso pendant il Visionario Cieco. Nonostante la definizione scientifica, egli ha ben poco a che fare con il poeta acheo. Non rima, non suona la lira ( ammesso che il poeta acheo lo facesse davvero), non parla una parola di greco antico ( e se la cava maluccio anche con l'italiano moderno). Siccome conosce a menadito tutti e tre i DVD che vengono mostrati al pubblico, si intrufola nella sala, dapprima si siede in primissima fila, poi non appena il subwoofer che ha scambiato per un retroproiettore spento lo spiattella contro la parete di fondo a suon di John Williams, assume una posizione più defilata, si siede, CHIUDE GLI OCCHI! ( è vero l'ho visto), muove le labbra mimando la parte di Liam Neeson e quando esce dalla sala si rivolge perentorio al primo povero Cristo che passa e gli spara negli orecchi ( parla ad altissima voce perché è da due anni che non trova il telecomando multifunzioni, ed è convinto che la gente sussurri ed il livello acustico medio sia quello dell'inseguimento per le strade di Los Angeles in Robocop 2) "il livello del nero faceva schifo", di solito il malcapitato di turno gli risponde che lui non si occupa di politica, o gli dà del razzista.

Ladies and Gentlemen: the Show!

Parlare male del suono delle salette al Top Audio è come sparare sulla crocerossa mentre il conducente sta cambiando una gomma. Chiunque abbia avuto modo di frequentare con un minimo di assiduità la rassegna milanese sa bene quanto male possano suonare quelle spoglie salette, e dunque più che di una critica audio, un reportage come il nostro si può occupare di una rassegna delle novità. C'è però da dire che a furia di frequentarlo, alcuni degli espositori, hanno imparato che al Top Audio bisogna darsi da fare e che dandosi da fare si riesce persino a far suonare decentemente qualcosa che sia di per sé almeno decente. Onore al merito di questi espositori, ed una piccola rumorosa gazzarra di protesta, contro quelli che si ostinano ad arrivare il giorno prima e buttare lì quattro pezzi pretendendo che appassionati differenti dall' "audiofilo indovino" ( parleremo un'altra volta di questa curiosa e popolosa razza) riescano a trovare alcunché di interessante negli scomposti latrati di ciò che essi, con magniloquenza, chiamano "impianti".
Da notare la definitiva affermazione della scuola tedesca, per tanti anni sottovalutata ed ora persino troppo osannata, la definitiva riaffermazione dell'analogico ( e la monumentalizzazione, non sempre funzionale allo scopo, dei giradischi) e l'apparente impossibilità, tranne rari ed apprezzabili casi, di mettere a punto decentemente un impianto multicanali, come se a farli suonar male si vendessero meglio. Minore quantitativamente rispetto a passate edizioni, ma decisamente migliore qualitativamente, la presenza di espositori "nazionali" ( con e senza filtro), con proposte talvolta veramente originali e significative, a riprova di una scuola che finiti gli entusiasmi giovanili ed esaurito l'assalto ai mercati orientali, ha preso a pensare e a proporre creativamente, visto che non di solo legname pregiato si può campare.
Qui di seguito una piccola rassegna di cose che sono piaciute. Quelle che non ci sono piaciute erano troppe. Cattive notizie per i costruttori occidentali e per quelli orientali tradizionali: il "pericolo giallo" è qui. I costruttori cinesi si affacciano alla ribalta dell'Hi-End, con prodotti estremamente interessanti e costi, com'era prevedibile, drasticamente concorrenziali. Vecchia barzelletta:" il presidente Mao viene svegliato in piena notte: compagno Mao, gli svizzeri ci hanno dichiarato guerra! Ah si, e in che albergo alloggiano? ". Meditare sulla barzelletta.
Premessa necessaria: chi scrive frequenta il Top Audio sin dalla sua prima edizione, dell'acustica del Quark Hotel, senza alcuna presunzione, conosce vita, morte e miracoli. Il giudizio sul suono tiene necessariamente conto di questa "tara".

Absolute Sound

Sobria ma molto elegante, come nella tradizione del raffinato  distruibutore di Cerro al Lambro, la sala di Absolute Sound, interamente dedicata a Burmester, era di quelle che offrivano un suono decisamente di alto livello. Notevolissime le prestazioni dei nuovi diffusori del costruttore tedesco, le grosse torri Reference Line B99, e le piccole, deliziose e completissime Rondò 022. Da notare la presenza del nuovo gigantesco finale di potenza di riferimento assoluto il Reference Line 909, un vero e proprio mostro da 80 Kg di peso, in grado di erogare sino a 1200 watt continui su un carico di 1 Ohm. Inutile dire che pilota anche i diffusori tradizionalmente considerati impossibili.