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Myryad Cameo IA

di Marco Caponera
Myryad Cameo IA

Il Myryad Cameo IA in prova fa parte di un trittico composto, oltre che dall'integrato, da un sintonizzatore fm e da un lettore cd (testato da Giuliano Nicoletti). Le tre elettroniche coordinate possono realizzare insieme un interessante trittico che la Myryad vende in blocco ad un prezzo leggermente scontato (di poco, per la verità!). Il design moderno e accattivante e le ridotte dimensioni ne fanno un sistema adatto a tutte le situazioni.
La prima impressione che ho tratto dal contatto con il Cameo IA è stata di tranquillizzante solidità in rapporto alle ridotte dimensioni (ma non esigue). Questo per rassicurare coloro che istintivamente associano mole a prestazioni, come se l'unità di misura della qualità fosse la stessa della quantità. Ma pregiudizi o no il Cameo è solido, robusto e inaspettatamente pesante (quasi 7 Kg). Smontando il pannello superiore per mezzo di scomodissime viti si accede all'interno, dove campeggia in bella mostra un trasformatore toroidale ben dimensionato e una componentistica di alto livello, che ci si aspetterebbe di trovare in oggetti di prezzo maggiore, assemblata con maestria e capacità d'ingegnerizzazione.

L'apparecchio si presenta in un grigio elegante (secondo i dettami dell'ultima moda in fatto di elettroniche, può piacere o non piacere la particolare finitura del pannello superiore, ma come si dice de gustibus…). Il frontale spoglio da ogni suppellettile non indispensabile evidenzia a sinistra il tastino di accensione, con abbinato un led rosso in posizione di stand by e azzurro in posizione di funzionamento. Al centro spicca l'originale pomello del volume di color nero sagomato in un punto per accogliere il polpastrello che aziona il meccanismo. Camminando con lo sguardo verso destra, invece, troviamo: il tasto del monitor della piastra (con la relativa spia azzurrina), i led relativi ai vari ingressi e infine il tastino per selezionarli.
Al centro del pannello sotto la manopola del volume in una risega del frontale troviamo il controllo per il telecomando (fornito in dotazione) e la presa cuffia (con connettore piccolo, quello dei walk-man per intenderci).
Il retro, al contrario dello spoglio frontale, è quasi completamente occupato da connettori, pulsanti e quant'altro. Ciò è dovuto senz'altro al fatto che lo scarso spazio in altezza obbliga ad una disposizione in orizzontale di tutto il necessario. Da sinistra a destra troviamo nell'ordine: due coppie di rca per la connessione di un'unità giradischi o di una ulteriore ad alto livello selezionabili alternativamente mediante tastino dedicato. Poi il connettore di massa (fa sempre un bell'effetto in tempi digitali un amplificatore fornito, di serie, di un ingresso phono, complimenti alla Myryad). Segue la serie di connessioni per gli ingressi ad alto livello. Infine sulla destra dell'apparecchio vi sono i connettori per il collegamento di potenza.
La qualità costruttiva è tale che non mi sento di muovere alcuna critica, anzi mi complimento con la Myryad per il risultato ottenuto; esteticamente il gioco di tenui luci prodotto dall'apparecchio in funzione è sobrio ed elegante al tempo stesso, in perfetto stile anglosassone.

Terminata la prima fase di contatto con l'apparecchio rimonto tutto, collego l'ampli al resto dell'impianto e lo lascio a scaldarsi insieme ai colleghi.
L'ascolto si è svolto in un ambiente di piccole dimensioni mediamente assorbente, ma con qualche difetto strutturale (ciò affligge credo la maggior parte degli audiofili cittadini costretti a far suonare i sudati quanto raffinati impianti in anguste condizioni ambientali). Difetti parzialmente risolti attraverso trattamenti a base di tappeti, pannelli di bugnato poliuretanico e cilindri stile tube traps.
L'impianto si compone di sorgente analogica Project 2.9 wood con braccio Project 9 e testina Sumiko Pearl, sorgente digitale Myryad Cameo CD, seconda sorgente digitale Marantz cd 67, smorzato meccanicamente con abbondante uso di bitume in pannelli e blue tak; amplificatore integrato Galactron mk2060; diffusori Sonus Faber Concertino home, su piedistalli dedicati. Il tutto collegato tramite cavi d'alimentazione d'Eupen, cavi di segnale Van del Hul e Monitor pc, e cavi di potenza Apature Signature. Infine, punte, basi e blue tak per creare ideali accoppiamenti/disaccoppiamenti con il tavolino Solid steel.
Ad impianto ben caldo, pronto per offrire il meglio di sé, torno nella sala di ascolto; una sistematina ai diffusori, giusta distanza dalla parete di fondo, da quelle laterali, giusta angolazione nei confronti dell'ascoltatore e il gioco è fatto. Prima di sedermi sulla poltroncina d'ascolto poso nel cassettino del Cameo CD "Works for me" di John Scofield (etichetta Verve), disco prezioso sia nei momenti di relax sia nell'uso di estenuanti sedute di ascolto.
Il Gala mostra da subito di sentirsi a proprio agio con un partner di tale trasparenza e rigore; il messaggio sonoro, nei suoi minuti particolari, viene riversato dalle Concertino con impressionante fluidità. Alzo il volume, lo stage si illumina, ma è la collocazione degli strumenti nello spazio che ancora mi lascia perplesso. Cambio l'ampli. Propongo anche al Cameo IA la riproduzione di "Heel to toe" ed ecco gli strumenti affiancarsi l'un l'altro nello spazio compreso tra i miei diffusori (se non al di là). I due Myryad, si sente, sono fatti l'uno per l'altro. Il carattere sembra essere il medesimo: su tutto spicca il notevole equilibrio tonale. Il piatto ride di Higgins mi consente di notare una splendida capacità di riproduzione di tutta la gamma alta e medio alta, in particolare l'area tra gli strumenti e una scena ampia e ben composta lasciano intendere un'estensione in gamma altissima sicuramente superiore al riferimento. Anche in gamma bassa le sensazioni di estensione e di equilibrio dello spettro sono immediate. Rispetto al Gala il carattere dell'apparecchio appare meno estroverso realizzando concretamente la filosofia costruttiva Myryad dove equilibrio, compostezza e assenza di colorazioni timbriche sono considerate garanzie di qualità. Infatti il Cameo sembra rispettare il carattere della sorgente a monte sia che si tratti del Marantz CD 67, del Cameo CD o del Project 2.9 Wood.
Personalmente ho sempre preferito apparecchi di carattere come il Gala. Tuttavia il Cameo vanta qualità indiscusse e indubbiamente nobilita la tradizione britannica. Concluse e appuntate queste riflessioni mi rimetto in ascolto. Cambiando però genere. Subito dopo Scofield dai suoni melodiosi e levigati non me la sento di passare di colpo a qualcosa di energico e ruvido, così decido di posticipare l'ascolto hard e metto su il live "Listener supported" della Dave Matthews Band. Disco 1 traccia 4 "Rhyme & reason". Dopo appena poche note dall'inizio del brano esplode il boato d'approvazione del pubblico, così come quello del sottoscritto.


Il palco è ampio, profondo e ben focalizzato; la batteria dinamica e accattivante di Beauford svela doti di aggressività e facilità di pilotaggio anche ad alti volumi. La voce di Dave Mattews, al centro della scena, appare giustamente rotonda e calda. Anche nei pieni l'apparecchio non si scompone e anzi offre quel qualcosa in più che si chiede ad un amplificatore quando si opera in senso orario sul pomello del volume.
Le immense capacità e la sublime ispirazione di cui i nostri DMB sono dotati vengono resi con impressionante naturalezza (scusate se mi ripeto, ma in questa fascia di prezzo spesso si prediligono altri parametri più facili e magari più economici da raggiungere), ed il Cameo IA si mostra inflessibile nello smascherare oltre ad una certa nasalità anche qualche pecca nella ripresa microfonica proprie della registrazione.
Nella riproduzione di "Warehouse" pregi e difetti del Cameo vengono a galla in maniera evidente. Anzitutto la scena ampia e ariosa sia sul piano orizzontale sia nella profondità si dimostra superiore a quella grintosa e materica del Gala. Le percussioni con il Cameo si presentano meglio definite e meglio svincolate dal diffusore. La chitarra acustica è, anche se meno dinamica, più comodamente posizionata al centro del palco. Il discorso è analogo anche per voce e batteria. Molto precise nel Cameo, molto live nel Gala. A questo punto cambio genere: Metallica, ancora live, ma con qualcosa in più alle spalle…un'orchestra sinfonica, diretta da Michael Kamen, di circa settanta elementi!
Trovata commerciale o capolavoro? Lascio a voi la scelta. Con questo disco ho comunque potuto verificare le doti di spunto dinamico e capacità di gestione delle molte voci presenti sul palco (l'orchestra come intuibile sedeva dietro la band).
"From whom the bell tolls" è un pezzo che richiede capacità dinamiche eccellenti per suonare in maniera decente: in questo contesto il Cameo si è trovato più a proprio agio del Gala, che risulta un po' in imbarazzo nella riproposizione di un palco così ampio e denso di strumenti. In particolare la differenza di potenza dichiarata qui si fa sentire tutta. Il Cameo è più preciso nello scandire i ristretti spazi di competenza: la band è sempre in primo piano e l'orchestra non si nasconde.

Le caratteristiche soniche del Cameo si sposano alla perfezione con generi soft come classica, jazz, fusion (dove ricostruzione spaziale e timbrica sono spesso di qualità elevata), mentre consiglierei a coloro i quali amano sezioni ritmiche serrate e distorsioni improbabili sulle chitarre elettriche di verificare le sinergie con i partner da scegliere, dopo un attento ascolto d'insieme. A prescindere dal genere, mi sembra di trovare in diffusori di stazza elevata i migliori partner per il Cameo, date le sue spiccate doti di controllo in gamma bassa.
Ultima notazione da cui non mi posso esimere riguarda due optional (!) presenti nelle dotazioni dell'apparecchio. Parlo dello stadio phono e dell'uscita cuffie. Infatti se non capita molto spesso di trovare apparecchi dotati di stadio phono ancor meno capita di trovarne con uscita cuffia. Lo stadio phono mi ha colpito in maniera particolare per la qualità della realizzazione e per le ottime qualità soniche. Senza tema di smentita posso affermare che l'uso dell'ampli con il proprio stadio phono rappresenterà per i possessori una felice sorpresa (consiglio di tenere a mente il costo di uno stadio phono esterno nella valutazione complessiva del costo dell'apparecchio in prova).
La Myryad non ha considerato questi particolari come semplici optional… non fatelo neanche voi.

Spenti gli apparecchi mi fermo a riflettere: se mi trovassi nella saletta d'ascolto di un negozio di hi-fi, in presenza di un suono così, comprerei il Cameo IA? Certamente, ma non lo separerei mai dal Cameo CD.

Terminata la prova d'ascolto torno alla lettura dell'autobiografia di Miles Davis (ed. minimum fax) che consiglio vivamente a tutti.