Quando
si è cominciato a parlare di questo particolarissimo
mat per giradischi, poco più di un anno fa, devo
ammettere che lavevo inteso come lennesimo esercizio
saltimbandesco di un mercato che, contando su una apparentemente
illimitata fiducia da parte del pubblico, di fregature,
a basso o alto costo, ne ha prodotte in ispecie negli
ultimi ventanni- davvero non poche. In più
la descrizione che ne veniva fatta corroborata dal
nome scelto dal costruttore, The Donut la ciambella-
evocava nella mia affollata e forse ormai fragile mente
di audiofilo iperimmaginifico, visioni non propriamente
eleganti ed edificanti: le ciambelle di gomma rosata che
susavano una volta per la seduta indolore dei sofferenti
di malattie proctologiche per esempio, le camere daria
un po sgonfie a cui sappendevano i bagnanti
ciccioni nelle ( allora, oggi è stato compiuto una
sorta di miracolo) ferrose e igienicamente poco attraenti
acque di Ostia, i braccioli che un ortopedico in vena di
azioni criminose, maveva imposto nella mia tenera
infanzia per rimettere a posto, a suo dire, una clavicola
fratturata e che invece mavrebbero procurato gli infiniti
guai alla schiena con cui quotidianamente combatto. Insomma,
nessuna immagine particolarmente affascinante. E si sa che
se gli oggetti hi-fi, e quelli hi-end in particolare non
risultano affascinanti, finiscono per non risultare e basta.

Però poi se nè cominciato a fare un
gran parlare anche in Italia. Le foto continuavano ( chissà
perché, forse perché uno tende a trattenere
le prime immagini che ha evocato e a sovrapporle a quelle
attuali) a non convincermi: dunque ero passato da una fase
è una fregatura, e pure brutta ad una
successiva fase forse funziona pure, ma stia alla
larga dai miei giradischi. Ma il gran parlare continuava,
qualcuno se lo faceva arrivare dagli Stati Uniti e sosteneva
che riusciva a far suonare persino un Technics 1210 ( scherzo,
sto provocando i frequentatori dellaccanitissimo fan
club del giradischi per DJ esoterici), infine alcuni amici
di matita appassionati testatori e affabulatori di
aggeggi sonori, hanno deciso di fondare una piccola società
per la distribuzione di questo come di altri accessori e
componenti, e me ne son ritrovato uno tra le mani: vabbé,
potevate dirlo subito ( probabilmente lhanno detto
) che si chiama ciambella solo perché
è forato al centro, ovvero è scientificamente
depauperato della porzione corrispondente alletichetta
dellLP. Eh già, perché un donut,
non cè bisogno di frequentare gli Stati Uniti
- basta essere entrati in un McDonald- è proprio
la ciambellozza rigonfia, quella che per quasi tutta la
vita abbiamo ignorato essere un donaut e abbiamo
chiamato, guarda un po, ciambella, quando lordinavamo
al bar, la mattina, assieme ad un cappuccino ( la salutisticamente
mefitica, ma edonisticamente irrinuciabile, commistione
tra lieviti, lattosio e caffeina).
Scherzi e prologhi a parte, loggetto è in realtà
elegante ed assai ben fatto, dirò di più e
mi sbilancerò, risulta persino elegante su molti
giradischi, grazie alla sua trama di fibre incrociate, e
anzi, dopo averlo appoggiato con un po dorrore
iniziale sul mio Thorens TD 124 con base a scrigno Rogers,
e braccio in legno Pritchard, tutto rigorosamente originale
e storicamente coevo, ce lho persino lasciato per
un bel po di giorni.
Per i non iniziati: limportanza di un mat
Il
mat, o più comunemente e coerentemente con quellabbozzo
di lingua che ancora parliamo, il tappetino, che ai più
apparirà come un elemento assolutamente secondario
di un giradischi, elemento che cè perché
ci deve stare, ha una funzione molto importante dal punto
di vista sonoro e nella ricerca dellabbattimento del
rumore. Dobbiamo sempre partire da un presupposto fondamentale:
un sistema giradischi ( con il suo braccio di lettura e
la sua testina fonorivelatrice) è sostanzialmente
un complesso sistema per la sospensione di un microfono
che deve catturare e inviare ad un amplificatore che a sua
volta provvederà ad elevarli e ad inviarli ai diffusori
che li trasformeranno in movimento daria e dunque
in suono, dei segnali molto deboli posizionati su un oggetto
che gira in circolo. I segnali sono deboli e il microfono
è potente, e tende dunque a catturare ed inviare
allamplificatore tanto i segnali per i quali è
stata richiesta la sua opera, tanto quelli rumori,
vibrazioni, scariche statiche, impulsi elettronici- che
nessuno gli ha mai richiesto di catturare: ma si sa i microfoni
sono, nel migliore dei casi, precisi e minuziosi, ma non
intelligenti e discernenti. La quantità di rumore
generato o captato e restituito da un sistema giradischi
è evidentemente- inversamente proporzionale
alla bontà della sua costruzione e delle cure impiegate
per isolarlo al meglio dallambiente circostante e
dagli stessi elementi che lo formano.
In questo complesso sistema di guerra al rumore, il tappetino,
dicevo, opera una funzione fondamentale: quella di isolare
il disco vinilico dal piatto del giradischi, piatto che
a sua volta ruota su un perno collegato secondo modalità
differenti a seconda del sistema di trazione adottato, al
motore e agli organismi di trascinamento. Quanto rumore
possa esser generato in questa zona del giradischi, potete
facilmente intuirlo. Ma non basta, perché il disco
stesso è costituito di materiale risonante ( poco,
ma risonante), e proprio uno degli esercizi stilistici più
adottati nel campo è ( a parte il meritorio impiego
di vinile di buona qualità e spessore, ove questo
avvenga) quello del tentare di smorzare il più
possibile le vibrazioni autogenerate dal disco o ad esso,
seppure in minima parte riportate dal sistema di lettura
col suo moto e con il suo peso- stesso. La non perfetta
planarità del disco, e dunque la formazione di cavità
risonanti tra questo e il piatto, può essere, ed
è spesso, un'altra causa importante di rumore.
La maggior parte dei giradischi in commercio adotta tappetini
in materiale gommoso di più o meno alta densità
e di differente spessore, più o meno efficaci. Alcuni
giradischi inglesi, Linn tradizionalmente in testa, adottano
tappetini in feltro, reputandoli assai migliori in termini
di isolamento e abbattimento del rumore; alcuni altri giradischi
caposcuola è stato il Pink Triangle- non adottano
alcun mat, tentando di risolvere il problema alla radice
mediante piatti costruiti in materiali acrilici antirisonanti,
anziché in metallo. In commercio ci sono vieppiù
vari tappetini ( o mat) che adottano differenti soluzioni,
comunque atti a sostituire il tappetino originale di fabbrica.
Il
Donut questo ormai famoso sconosciuto
Terminato
questo breve excursus per i non iniziati, che sarà
stato volentieri saltato a pié pari dagli iniziati,
parliamo del Donut. Dicevo che il tappetino è costituito
da una rete di fibre gommose ( e conduttive) intrecciate.
Appare piuttosto sottile e assai flessibile. La sua natura
morbidona ed elastica, fa sì che laderenza
alla superficie del disco sia sempre sostanzialmente perfetta
( con i dischi ondulati nemmeno la ciambella
può nulla). Il fatto che le fibre di cui è
composto siano leggermente conduttive è fondamentale
nellimpiego con giradischi dotati di piatto in materiale
acrilico. Difatti la messa a terra del disco avviene tramite
il contatto tra di esso e il perno, collegato al piatto
metallico, consentendo così alle cariche statiche
di esser scaricate mediante il cavo di massa del giradischi,
a sua volta indirettamente collegato ai medesimi piatto
e perno. Essendo i piatti acrilici non conduttivi, si spezza,
secondo lopinione dei progettisti del Donut questa
catena virtuosa. Comunque, sia, non intrappoliamoci nelle
infinite spiegazioni tecniche, più o meno comprensibili,
più o meno comprovabili, offerte dal manuale duso
( devo dire ben fatto e anche onesto nelle spiegazioni tecniche,
evitando quelle arditezze para-scientifiche alle quali molti
produttori esoterici americani ci hanno abituati),
ma andiamo infine allobiettivo: il Donut funziona
o no? Come funziona? Il suo prezzo vale la candela? Ebbene
devo ammettere che i miei scetticismi erano infondati. Nascevano
forse dalla costatazione di qualche descrizione eccessivamente
entusiastica, di quelle che fanno più male che bene
ad un prodotto, del tipo: mi ha cambiato la vita
o: il mio Pioneer suona meglio del Goldumund del mio
vicino, e ora mia moglie a letto è meglio dei filmini
svedesi . Basti dire che il Donut funziona, in genere,
estremamente bene, svolgendo appieno la sua funzione di
isolamento dal rumore e di abbattimento dello stesso. Una
funzione che anche altri mat svolgono bene, ma non così
bene.

La
vita attraverso il Donut
E chiaro che dove cè abbattimento, sino
a soglie estremamente deboli ma ugualmente insidiose, del
rumore, come contropratita si avrà maggiore dinamica
( lequazione è semplice: la potenza del vostro
amplificatore è sempre la stessa, se viene impegnata,
in misura più o meno importante, per amplificare
rumore anziché segnale musicale, evidentemente lintervallo
dinamico tende a comprimersi), maggior microcontrasto (
più alta è la soglia del rumore più
difficilmente saranno riprodotti e/o avvertiti i segnali
musicali più deboli, ma non per questo anzi-
meno importanti) maggiore ariosità e credibilità
spaziale ( visto che il rumore non segue regole precise,
e si modula nello spazio con geometrie difficilmente prevedibili).
Insomma, svolge il lavoro che dovrebbe svolgere un buon
mat di qualità, ma lo svolge meglio di qualsiasi
altro mat con cui abbia avuto a che fare (faccio anche una
prova a confronto con il Mat di Yves Cochet che ho sempre
considerato il migliore tra i vari che possiedo, e il Donut
ne esce decisamente a testa alta). E assai pratico
da usare (aderisce bene alla superficie sottostante, anche
quando essa è liscia e levigata come accade con i
piatti in acrilico), pur essendo solamente appoggiato al
piatto non si muove quando si cambia disco o lato di esso
(a meno di non fare movimenti particolarmente bruschi e
veloci, ecco, non lo consiglierei ai DJ), è sufficientemente
sottile da non creare soverchi problemi di VTA (angolo di
tracciamento verticale della puntina) con quei bracci che
non possono essere regolati in altezza, e da richiedere
modesti aggiustamenti a quelli che consentono tale regolazione,
si sporca poco e si pulisce facilmente. Fatto fondamentale,
costa poco, 45 EU in Italia (compresa spedizione, si vende
per corrispondenza), contro i 45 Dollari che costa negli
U.S.A. .
Come tutti gli accessori tendenti a perfezionare, ma in
forma ancora più evidente del solito, il Donut fornisce
prestazioni di livello differente ( ma comunque apprezzabile)
a seconda della tipologia e della qualità intrinseca
del giradischi. Ha rischiato di farmi gridare al miracolo
posizionato su un vecchio, ma ancor oggi validissimo, campione
del rapporto qualità/prezzo come il Sansui SR 222
MKII, ha fornito risultati impressionanti su un Fidelity
Research Professional ( ecco, chi cerca un giradischi a
trazione diretta pensato per uso professionale e in grado
di fornire prestazioni veramente audiophile ad un costo
assai accettabile, provi a cercare sul mercato dellusato
uno di questi giradischi, anziché il famoso
giradischi per DJ che di audiophile, mi dispiace ripetermi,
ha ben poco), ha dimostrato di contribuire in maniera direi
significativa alla massima resa di un giradischi di livello
superbo come il Thorens TD 124, mentre con un altro e più
moderno giradischi che io considero eccellente, come lo
Yamaha PX 3 i risultati, pur abbastanza significativi, sono
decisamente meno notevoli. Posto sul piatto in acrilico
di un Empire/Benz 998LE, sembrava nato apposta per stare
lì, lo stesso dicasi con il Clearaudio Solution.
Su molti giradischi funziona al meglio se poggiato direttamente,
come logica imporrebbe, sul piatto nudo, su altri si dimostra
egregio in combutta con il mat originale ( per esempio sul
Thorens 124, in cui la sostituzione del mat originale è
comunque problematica). Non ho potuto provarlo (indovinate
perché?) con il Transcriptor.
In definitiva, comunque, un mat della cui spesa, indipendentemente
dallentità dei miglioramenti rilevabili, difficilmente
vi pentirete. Uno di quei rari oggetti che si possono consigliare
ad occhi chiusi e senza soverchi problemi di coscienza.
Magari mi darete del sordo, ma certo non vi avrò
mandato in bancarotta!