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La
realtà di Internet è sfuggente
No, per
carità, non voglio azzardare una delle solite, spesso
scontate o improbabili, analisi di un fenomeno tutt'ora difficilmente
analizzabile com'è la rete: l' "apertura"
e la citazioni sono capziose dal momento che mi servono a
spiegare brevemente, genesi, gestazione e tempi di questa
nuova rivista on-line. Genesi: tanti o pochi anni fa, dipende.
L'urgenza di una rivista indipendente e insieme non necessariamente
underground, il sottoscritto la sente da lungo tempo, e la
condivide con gli altri animatori di Videohifi.com da un paio
d'anni. Gestazione: lunga, necessariamente. Il nostro obiettivo
è stato, da sempre, quello di riuscire ad offrire una
rivista che non fosse una delle tante o delle poche ( fate
voi per quanto concerne il rapporto tra affollamento della
rete e presenza di internet magazines che si occupano di home
entertainment) ma che fosse "la" rivista dell'audio
e del video ad esso connesso, in rete. Obiettivo non ambizioso
bensì ambiziosissimo per un periodico ( parola che
assume una certa vaghezza nell'iper-urano elettronico) che
nasce in un Paese piccolino e travagliato come l'Italia, ma
che in fondo oltre a non disdegnare punto la sua origine,
gode in realtà di una sorta di apolidismo: è
o non è la rete globale e sovranazionale? Il problema
della lingua? E' uno di quelli che dovremo risolvere di qui
alla "stabilizzazione" del nostro magazine. Tempi:
e qui casca l'asino.
Elaborando
questo progetto, mandando di volta in volta in rete pagine-prova,
stralci di fascicolo ( ma si può ancora dire fascicolo?)
a scopo test, ragionando, confrontando, prendendo tempo, facendo
e disfacendo, abbiamo capito che Videohifi.com rischiava di
trasformarsi in una immensa tela di Penelope avviluppata su
un modello le cui grandezze e le cui tecnologie, non smettono
mai di estendersi, tendendo all'infinito. Insomma, abbiamo
capito, ad un certo punto, che o la finivamo di ragionarci
su, di montare e smontare grafica e struttura, o la questione
sarebbe potuta andare avanti così per altri cent'anni
e passa. Dunque da oggi videohifi.com è in linea, o
meglio è in linea il suo prototipo, un numero zero
forse ancora scarno ma che si arricchirà di settimana
in settimana, sino ad assumere la forma - per quanto tale
perentoria definizione abbia un senso nel mondo del virtuale-
definitiva.
Videohifi non parte come progetto "no profit", apprezziamo
molto chi riesce ( e sono ormai pochissimi) ad offrire un
prodotto a costo zero, ma questo non è dichiaratamente
il nostro obiettivo. Sappiamo che un prodotto di alta qualità,
quale intendiamo il nostro, ha dei costi, e coloro che hanno
principiato questa impresa, non sono dei finanzieri, bensì
dei professionisti e degli appassionati che portano tutto
sulle loro fragili spalle. Insomma ci dovrà essere,
in futuro, vogliamo essere assolutamente onesti con chi ci
legge e con chi ci leggerà, un sistema per rientrare
degli oneri. La novità è che nessuno vi costringerà,
all'improvviso, né a guardare pubblicità né
a pagare una sorta di abbonamento. La decisione la prenderemo
insieme, anzi la prenderanno i lettori, ma solo dopo aver
apprezzato la rivista e aver attentamente vagliato le diverse
possibili soluzioni perché essa continui ad operare
e a crescere nel tempo.
Videohifi.com, è una rivista dedicata all'audio e alla
musica nelle loro molteplici forme, che guarda con interesse,
ma senza alcuna preconcetta partigianeria, alle interazioni
tra questi e il video e, in particolar modo ai possibili sviluppi
delle tecnologie di riproduzione più avanzate. Ma allo
stesso tempo in videohifi.com si discuterà di tecniche
e tecnologie tradizionali, di ripresa e riproduzione analogica,
di vintage come di autocostruzione di qualità, di psicoacustica
come di storia della manifattura e del design.
Insomma, non abbiamo nessuna certezza da offrirvi: siamo convinti
che in un mondo che non riesce ad offrire verità su
aspetti ben più fondamentali del pur a noi indispensabile
ascolto della musica, essere a tutti i costi schierati su
una barricata, essere per forza digitalisti o per forza analogisti,
estremisti futuristi o talebani tradizionalisti, sia solo
una posizione di comodo e di breve rendita.
E' persino superfluo dire che attendiamo le vostre impressioni.
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