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Open Journal di Federico Pappalardo

Cosa scriveremmo in un thread di quaranta anni fa

Riprendiamo qui il post di Federico (tunedguy57) che ci catapulta indietro nel tempo, nel 1970. In un'epoca senza internet dove potrebbero incontrarsi due audiofili?
Cosa scriveremmo in un thread di quaranta anni fa

Internet non esisterebbe, quindi le location sarebbero le pagine di una rivista. Il redattore di questa rivista immaginaria è il dott. Spellacane, persona assai competente, e gentile nei modi. Il post è la domanda immaginaria di un immaginario lettore del 1970: chi vuole si sostituisca al redattore di quella rivista immaginaria e risponda ai nostri Scavacazzi, Scovalonda ed Emittore. Troppo macchinoso? Signori: un po' di fantastoria!

 

"Caro dott. Spellacane,
vorrei avere alcuni consigli su quali casse comperare, ho un amplificatore Nikko TRM 600, che ho trovato a buon prezzo presso uno store per le truppe americane. Come giradischi ho un Thorens TD 150, di cui sono soddisfatto, anche se un amico più esperto di me mi ha detto che devo cambiare il braccio. Secondo lei?
Attendo la Sua cortese risposta.
Erdolindo Scavacazzi.
Frosinone"

 

"Gent. Ing. Spellacane,
Innanzitutto desidero esprimerLe la mia deferenza nei Suoi confronti e se me lo permette, i miei complimenti sinceri per la Sua competenza ed amabilità. Vengo ora al mio quesito di persona ignorante in materia: presso il mio esimio Capufficio ho avuto la gratificante esperienza di ascoltare il suo nuovo complesso stereofonico ad alta fedeltà, e mi

Dato che a breve il mio esimio Direttore mi omaggerà di una sua gradita visita, mi sarebbe cosa gradita che egli trovasse, anche presso la mia pur modesta abitazione, un complesso stereofonico simile al suo, corredato anche dei dischi a lui più graditi.voglia credere, per me è stata un'esperienza impagabile.

Raggiunto a tal scopo il negozio più accreditato della nostra città, ho chiesto al titolare Eugenio Fottipolli, peraltro persona squisitamente disponibile, un preventivo per un complesso uguale a quello del Capufficio e composto da: Preamplificatore Mcintosh C26, amplificatore di potenza Mcintosh 2205, casse armoniche Jbl l.65 "Jubal", Piatto Thorens td 125 con braccetto SME "lungo".

Mi creda, Esimio Ingegnere, che dopo diversi calcoli, quando il Titolare del negozio mi ha comunicato la cifra, mi sono sentito svenire: più di due milioni di lire! Come posso io acquistare, anche a rate un tale complesso stereofonico nonostante il mio pur non disprezzabile stipendio di centotremila lire mensili?

Ora mi rivolgo speranzoso a Lei per un consiglio: ho letto che esistono complessini stereofonici giapponesi di buona qualità e allo stesso tempo con prezzi molto più abbordabili, ma io, che sono profano in materia, mi trovo in un tunnel buio: per cortesia, mi aiuti a trovare la luce.
Suo sempre devoto estimatore,
Ermenegildo Scassapalle"

 

"Chiarissimo Ingegner Spellacane,
desidererei chiederLe, da antico appassionato all'alta fedeltà qual modestamente mi picco, a buona ragione, d'essere, una spassionata opinione, da addetto al settore, su un argomento del quale, me lo lasci dire, sapendo di trovarla d'accordo, non si comprende più nulla. E mi consenta di venire subito, nevvero, al punto: non son più di due lustri che si passò dagl'impianti monoaurali, o monofonici come taluni si piccano di dire, è vero, a quelli stereofonici.

Personalmente, a me, eziandio all'epoca sembrava nulla più d'un'idea per far pagare il doppio l'apparecchi costringendo il popolino ottuso ed ignorante a comperar due casse (ciò che oggidì i parvenus denominano "diffusori") anziché una, ma feci, come s'usa dire, buon viso a cattivo giuoco.

Un mio cugino molto caro, il quale frequentemente si reca in Giappone per ragioni ch'ometterò in questa sede d'elencarle, poiché di nullo interesse pei suoi lettori, mi riferisce che ora, ivi, si preparano degl'impianti "quattrofonici", proprio così mi riferisce. Desideravo dunque domandarle se, secondo la Sua ponderata opinione, quest'idea è cosa intelligente ed utile o trattasi solo d'un'altra machiavellata onde vendere quattro casse anziché due. Che, poscia, cos'altro ancor 'inventeranno? Otto casse? Sei? Anzi no: cinque casse col resto di uno, da sistemare in centro al salone. Ma mi facciano il favore, codesti giapponesi, orsuvvia!

Che inoltre, sia detto per inciso, un altro mio cugino, non quello di prima, un altro, m'ha riferito che, sempre i giapponesi, son già all'opera onde progettare un sistema che consentirebbe d'ascoltar la musica coi calcolatori elettronici. A me, lo lasci dire, ciò sembra vieppiù una cretinata (non stampi questo mio futuristico sfogo se non le par d'uopo). Anche perché i miei chiarissimi colleghi ingegneri mi dicono che le dimensioni de' calcolatori, nonché la loro potenza, stanno aumentando a dismisura, tanto che costoro ritengono, non senza ragione s'intende, ch'entro dieci, vent'anni al massimo i macchinari in parola saranno sì ingombranti ed eziandio costosi, nonché richiederanno sì tanta corrente elettrica pel funzionamento, che solo il ristretto novero dell'aziende più floride al mondo potranno permettersi d'acquistarne e mantenerne uno in funzione.

Che infine, lo vogliam dire? Son certo che Ella, essendo dei miei tempi, e intendo dire dei bei tempi andati, e ci siamo capiti, nevvero, sarà d'accordo con me! Io, di codesti giapponesi che fino a ieri non sapevano far altro che copiare come delle scimmiette ammaestrate le macchine fotografiche americane, non mi fido punto! E' tutta gente improvvisata che fino a ieri viveva nelle capanne, non è buona ad inventar nulla! Non si vede davvero come potrebbero mai scalzare le gloriose nostre aziende europee, sane, sempre all'avanguardia ma col loro prezioso bagaglio di lunga tradizione. Penso alla Telefunken, o alla Geloso, il nostro orgoglio nazionale, che Dio li benedica! Manca ormai solo che qualche buontempone ci racconti che i cinesi si sono messi a costruire televisioni, o magari automobili e saremmo a posto!
Lei, illustrissimo, sinceramente, che pensa di codesta produzione orientale improvvisata e arruffona?
La saluto cordialmente.
Rag. Cav. Marrone Scassa,
Pistolino di Sotto (TO)"

 

"Gentile sig. Scovalonda,
è con estremo rammarico che mi preme scriverLe questa lettera per manifestare il mio disappunto avverso certe "politiche retrograde" che con troppa frequenza traspaiono dalle pagine della Vostra peraltro stimatissima rivista.

Vi seguo dall'ormai lontano 1966, cioè dall'anno in cui nel negozio "Elettrobighe" di cui sono titolare a Tolmezzo abbiamo deciso di allestire un reparto stereofonia per dare spazio agli ultimi ritrovati pella riproduzione della musica. Non vi nascondo che inizialmente ero contrario nonostante le insistenze di mio figlio Antoncarlo che premeva affinché rinnovassimo il punto vendita, poiché tutto questo parlare di Alta Fedeltà mi pareva una moda passeggera di fronte al solido mercato del frigidaire e della stufa economica. Ma ora, col senno del poi, devo dare ragione ad Antoncarlo poiché la nostra clientela è di molto cresciuta arrivando anche a contare clienti dai comuni di tutto l' Alto Friuli.

Ma torniamo a noi: non capisco questa vostra insistenza nel voler elogiare vecchie apparecchiature ormai dichiarate obsolete da tutti gli esperti. Il progresso è progresso, che diamine! I recenti viaggi spaziali ci hanno donato la tecnologia del "transistor" che consente alte potenze con ingombri ridotti e senza la spada di Damocle del dover cambiare le valvole usurate. Un apparato a transistor (lo dicono tutti gli scienziati) è praticamente eterno, e tutte le misure strumentali ci dicono che le prestazioni sono superiori!

Allora noi ci chiediamo, egregio Scovalonda, perché non suggerire di abbracciare il progresso senza indugi!? I suoi frequenti elogi di apparecchi pur gloriosi al loro tempo ma oggi ampiamente superati le conferiscono, mi perdoni l'ardire, un'aria da "matusa" poco adatta a questi tempi moderni e giovani che viviamo. Mio figlio è pienamente concorde in questo, e proprio grazie a lui lo scorso anno abbiamo posto in svendita gli ultimi pezzi di amplificazione valvolare che avevamo in negozio con uno sconto del 70% sul listino IGE compresa liberando spazio per gli ultimi arrivi, in specie di alcune case giapponesi che promettono molto bene e a detta di tutti hanno una resa sonora potentissima.

Chiudo questa lettera con un consiglio per il nostro esimio cliente Sig. Buttalacqua: passi da noi in negozio, le praticheremo condizioni di favore per un' amplificazione nuova a transistor, e vedrà che ella non rimpiangerà l'ormai obsoleto apparecchio EICO che Le sconsigliamo di riparare, dato il costo esagerato dei ricambi e il valore ormai quasi nullo.
Con immutata stima,
Geom. Enemonzo Cemutlabighe,
Tolmezzo (UD)"


"Gent.mo Ing. Germanio Emittore,
Le scrivo dopo aver a lungo pensato e ponzato su una scelta da fare. Mi riferisco alla contingenza di dover trovare un paio di altoparlanti da accoppiare all'amplificatore che mio nonno, buon anima, mi ha lasciato in eredità. Pensavo di prendere qualcosa della Philips, ma nel negozio a me vicino mi hanno del tutto sconsigliato. Si tratta di un punto vendita GBC, e lì non hanno roba della Philips. Mi hanno parlato invece molto bene di Peerless. Già: si capisce, loro trattano questo marchio è hanno interesse a vendere Peerless.

Io non sono un esperto, e per questo mi rivolgo a Lei. Il negoziante nel consigliarmi delle casse Peerless, anche abbastanza costose (circa 150.000 lire) mi ha anche detto che non potrò aspettarmi dei grandi risultati se le userò con l'amplificatore del mio compianto nonnino. Mi hanno detto di essere anche disposti a ritirarmi (facendo una eccezione alla loro politica di vendita) questo apparecchio, che ho a casa da qualche settimana. Ora appunto aspetto da Lei una risposta.

Dimenticavo di dire che amplificatore è quello di cui dispongo. In effetti è assai vecchio ed è separato in due parti (non so nemmeno come si colleghino). Uno, pieno di manopole, riporta scritto sul davanti "Marantz Stereo Console" Model 7. E l'altro non ha scritto niente davanti, è pieno di valvole, e sul retro c'è scritto "Marantz Company" e niente altro. Mio nonno era un grande appassionato melomane, e non credo che a suo tempo abbia fatto un acquisto sprovveduto, ma è anche vero che i tempi cambiano, il progresso incalza e forse il Sony consigliatomi dal negoziante possa essere un gran salto di qualità rispetto a questo vecchio apparecchio del nonno. Dovrei metterci vicino circa 100.000 lire (il Sony costa nuovo 160.000 lire). Quindi in pratica mi valuterebbero l'amplificatore del nonno sulle 60.000 lire.
La proposta un po’ mi alletta e un po’ mi insospettisce.
Che ne dice Lei, Ingegnere?
Rag. Sublimio Polli,
Rocca Pelosa (SN)"

 


Tratto dal Forum di VideoHifi, thread del 24 marzo 2010.

Che ne dite di questo fantathread? Commentate sul Forum di Video Hifi
http://forum.videohifi.com/discussion/177142/cosa-scriveremmo-in-un-3d-di-40-anni-fa/p1