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Open Journal di Paolo Lippe

Fonorivelatore Supex SD 900 Super, Estasi del Classico

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Fonorivelatore Supex SD 900 Super, Estasi del Classico

SUPEX SD 900 Super

Pensavo che davvero la fase "Koetsuofila" della mia storia d'amore con l'HI-FI potesse essere solo un ricordo, piacevole peraltro, ma anche molto illuminante circa i limiti che alcune costosissime testine di rango come le Giapponesi Koetsu possono a volte mostrare.

http://forum.videohifi.com/discussion/9728/audiotechnicadenonkoetsu-confronto-storico-/p1

Tuttavia, in occasione di un'altrettanto illuminante cena con il Guru dei fonorivelatori Roberto Torlai e altri amici all'ultimo TAV di Milano, venni a sapere che le vecchie Koetsu Long Body erano timbricamente più brillanti, molto differenti dalle attuali che sono invece testine piuttosto caratterizzate, con un basso molto potente, un medio-basso e medio leggermente in evidenza, sostanzialmente tendenti allo scuro, con un tipico roll-off degli acuti che le caratterizza e che contribuisce probabilmente alla loro piacevolezza ed eufonia.

Le SUPEX 900 Super e Rosewood (sopra) e la Koetsu Rosewood Long Body nelle due fasi di "transizione" fino all'attuale Koetsu Rosewood "short"

Ma ciò che ho detto della loro impostazione timbrica potrebbe essere fuorviante, nel senso che queste testine hanno molti altri pregi. Ad esempio, come pochissime altre porgono il messaggio sonoro con un'immediatezza, una presenza e una tattilità che conferisce all'ascolto la tipica impressione, molto vivida, della presenza fisica degli strumenti e degli strumentisti nella sala d'ascolto.

Se provate ad ascoltare l'inizio dell'album di Pat Metheny Watercolors, la capacità di una Koetsu, di porgere in modo assolutamente inedito, peculiare e unico, il difficile suono dei piatti "ride", cesellandone superbamente l'attacco nelle sue più variegate transienze, vi innamorerete senza dubbio di questi deliziosi trasduttori. Lo stesso potrà avvenire ascoltando un album magistralmente registrato come Pike's Peak, di David Pike e Bill Evans, oppure la 5a Sinfonia di Shostakovich edizione Mercury o ancora La Trota del Quintetto Schubert (DG) o la Sonata Kreutzer interpretata da Menuhin/Kempff (sempre DG). Tuttavia, la presenza dei musicisti nella Vostra sala, la potrete testare in maniera superba con Wise One di John Coltrane (da Crescent) che è il brano che consiglio più di ogni altro.

Ma non provate a mettere su il Rock....men che meno quello duro. Niente Metallica, Rage Against The Machine o Nirvana...No no. La Koetsu semplicemente NON VA!

Recentemente, tuttavia, ho avuto occasione di riascoltare le suddette testine (in particolare Coral e Rosewood Long Body) e di riassaporare in alcuni brani Jazz e in 2 brani del mio LP Oval Dreams (VELUT LUNA), proprio quella peculiare presenza e tattilità dei musicisti in sala d'ascolto.

Ho quindi chiesto a Torlai e a Di Prinzio di trovarmi una Rosewood Long Body, ma sino ad ora i loro tentativi sono falliti. Torlai peraltro, mi ha sempre decantato le lodi di un'altro famoso fonorivelatore che costituisce il precursore delle Koetsu e cioè la SUPEX SD 900 Super. All'inizio sono stato piuttosto scettico, dato che posseggo una Mission 773 LC che era costruita anch'essa proprio da Sugano durante la transizione da SUPEX a Koetsu, su direttive Mission e che presenta più o meno i medesimi difetti delle Koetsu moderne (e non tutti i loro pregi).

Ma Torlai ha insistito, dicendo che La SUPEX 900 non ha nulla a che vedere col le attuali Koetsu, essendo molto più vicina alle vecchie Long Body costruite da Sugano e, per alcuni aspetti anche meglio. Ed è proprio quest'ultima frase unitamente a due splendide prove che ho potuto leggere su HIFI World (Sept 2004, Supex 900/Koetsu Rosewood) e HIFI Choice (The Collection 2004, Issue 258, Koetsu Urushi Gold), grazie a due amici audiofili che ringrazio pubblicamente (Giorgio Ferri e Carlo Rossi), che mi ha convinto definitivamente a cercare una SUPEX 900.

E a trovarla!

Dicevo delle 2 prove delle riviste inglesi. Sono 2 riviste e, ovviamente, 2 giornalisti differenti, tuttavia le loro descrizioni del suono della SUPEX 900, della Koetsu Rosewood e della Urushi Gold, a proposito della grande presenza e immediatezza sonora, che viene correlata all'inusuale superiore capacità di restituire i transienti, sono praticamente sovrapponibili e molto molto riconducibili alla mia esperienza con la Koetsu Black. Tornando ai piatti "ride" di Watercolors, quello che lascia attoniti e che è immediatamente riconoscibile anche nei miei attuali ascolti con la mia nuova SUPEX 900, è come dicevo, il lavoro di cesello. Il "tin tin" dei piatti è contemporaneamente finissimo, ma rotondo, brillante e metallico, ma legnoso. Legnoso????? Sì! Proprio così. Ed il bello è poter distinguere proprio la percussione della bacchetta (di legno) sul piatto (di rame se "Paiste" o di ottone se "Zijldjian" o "Sabian") dal risuonare del piatto stesso, in una deliziosa "fusione" di timbri che conferisce infine quello che deve essere il genuino suono del "ride" percosso con la bacchetta legnosa.

Bene.

Pur avendo già installato sul Rega R 200 ed ascoltato a lungo e con piena, grande soddisfazione, la mia nuova testina, il mio nuovo "riferimento" per quanto riguarda le MC (ringrazio pubblicamente Torlai per questo, ma anche il mio caro amico pepe57 che per primo me l'aveva caldamente consigliata proprio sul forum di VHF), procederò come al solito con gli ascolti sistematici serali, possibilmente senza (troppi) confronti con le altre 2 testine che ho attualmente montate sui miei setup (Stanton "WOS" CS 100 sul braccio Rega RB 250 sul medesimo piatto Garrard 401 e Grado Gold sul Thorens TD 145 MK2). Il setup è sempre lo stesso: oltre ai già citati bracci e giradischi, lo step-up trafo Tamura, il pre fono Trigon Vanguard II, l'ampli Jungson AT 200 e le casse Opera Quinta, avrò con me da Domenica in poi il trasformatore originale dedicato SUPEX SDT 77 al quale all'epoca veniva accoppiata la SD 900 Super. I primi ascolti si riferiscono comunque al trafo Tamura.

Primo Ascolto: 13/02/2013

- Quinta Sinfonia di Beethoven, Karajan, DG/De Agostini Remaster Bolduc, terzo e quarto movimento

- Quinta sinfonia di Shostakovich, Skrowaczewski, Mercury, primo e secondo movimento

- Franz Schubert, Quintetto della Trota, DG, Quintetto Schubert

- Beethoven, Sonata Kreutzer, Menuhin/Kempff, DG

- Wise One, John Coltrane, da Crescent, Impulse

- Nirvana, Smells Like Teen spirit, da Never Mind

- You Can't Alwais Get Whay You Want, Joe Jackson, da Body and Soul

- Pike's Peak, Bill Evans & David Pike, Side A

Per quanto riguarda la musica classica sinfonica e da camera, davvero non oso chiedere di più; anche perchè non saprei proprio cosa chiedere. L'insieme delle sonorità che si percepiscono col mio setup e nel mio ambiente sono di un raro equilibrio, grazie a questa testina. Tutti i brani di classica ascoltati, dalle impetuose incursioni delle 2 celebri Quinte Sinfonie (Beethoven & Shostakovich), ai violini e pianoforti della Trota e della Sonata Kreutzer restituiscono le trame sonore con una rara dolcezza, specie negli archi; la presenza e la relativa sensazione "live" è da brivido: sono rimasto a bocca aperta più volte e ho esclamato anche ad alta voce.....da solo! Complice probabilmente anche la squisita fattura dei nuovi vinili spagnoli della De Agostini, i dettagli della 5a Sinfonia di Beethoven sono resi in maniera superba e la separazione stereo è probabilmente la migliore che io abbia mai percepito.

Ma veniamo al Jazz e al pop-rock. Della resa spettacolare della percussione sui piatti ho già parlato e l'ascolto di Wise One non fa che confermare quanto già apprezzato su Watercolors, ovvero un senso di presenza live micidiale. Peccato non avere a disposizione la Koetsu Black o Vermillion oggetti dei miei ascolti dell'anno scorso, ma sinceramente non ricordo di essere stato colpito così tanto dalla prontezza e velocità nella resa dei transitori nè dalla brillantezza degli acuti, mentre ricordo molto bene la esclusiva "dolcezza" e bi-materialità del suono dei piatti (legno e lega metallica) anche nella Koetsu Black. Anche tutto il lato A di Pike's Peak regala davvero momenti di magia con questa testina, anche se si tratta di un disco talmente bello e ben registrato che è difficilissimo da far suonare men che bene, con qualsiasi setup analogico degno di questo nome. La tentazione di confrontare con la WOS è forte, ma non faccio troppa fatica a non cedere, anche perchè come potrete immaginare, l'entusiasmo è alle stelle.

Benissimo, fin quì nulla di sorprendente: ho ascoltato brani con i quali le Koetsu facevano faville, facendo parte delle tipologie da quest'ultime preferite (Classica e Jazz acustico) e la mia SUPEX non ha deluso alcuna aspettativa, anzi, col mio setup si è dimostrata molto più fresca e ariosa, nonchè brillante della Black.

È col pop-rock però che arrivano sorprese insperate: ebbene sì signori. Roberto Torlai aveva proprio ragione! La performance della SUPEX con i Nirvana non sarà certamente così devastante come quella della Denon DL 103 o della Stanton WOS (campionesse Rock), ma è molto molto più convincente di quella delle Koetsu e della Mission 773 LC. E questo è dovuto essenzialmente alla maggiore energia, alla micidiale capacità transiente e alla maggior brillantezza. Dicevo che la carica della Stanton WOS è maggiore, ma è anche maggiore il volume sonoro. Aumentando il guadagno sul pre-fono, la performance della SD 900 è di tutto rispetto e potebbe anche competere con WOS e Denon: diciamo un bel 10 a queste ultime e un 8 e mezzo alla SUPEX (ricordo che il mio voto per Koetsu Vermillion era 4,5 con Never Mind dei Nirvana!).

Quindi la SUPEX si candida, dopo questo ascolto, a campionessa di VERSATILITÀ e degnissima sostituta della mia defunta AT OC10 anzi, la supera per quanto riguarda la potenza e l'immanenza del basso, l'effetto live e la dolcezza, mentre forse (ma non posso fare un confronto diretto), cede il passo per quanto riguarda la capacità di restituire i più fini particolari, capacità questa in cui le Audiotechnica sono per me, imbattibili.

Il trasformatore dedicato SUPEX SDT 77 con la scatoletta originale

Secondo Ascolto: 17/02/2013

Oggi pomeriggio mi hanno portato il trasformatore SUPEX SDT 77 di cui vi parlavo e, tornato a casa la sera dopo una Domenica ben più impegnativa dei giorni lavorativi infrasettimanali (partita di pallavolo della figlia grande la mattina e compleanno di amichetta della figlia piccola il pomeriggio con pizza finale alle ore 20.00) ho potuto concentrarmi sull'accoppiata SUPEX/SUPEX e su un delizioso vinile EMI (La Morte e la Fanciulla di Schubert, interpretata dal Quartetto Alban Berg).

L'inizio del violino è davvero energico e correttamente si percepisce lievemente acerbo, quasi crudo; la dolcezza arriverà dopo come ben sa, chi conosce bene questo capolavoro del maestro austriaco. Ma è l' impressione di presenza e "tattilità" con uno straordinario livello di definizione e messa fuoco che persistono nel mantenere altissimo il livello di attenzione durante l'ascolto. Peraltro non mi sembra che vi siano particolari predilezioni timbriche o esagerazioni nel restituire una gamma di frequenze piuttosto che un'altra. Il basso è solido e immanente, correttamente presente e articolato, ma non vi è l'enfasi del medio-basso che caratterizza generalmente tutte le Koetsu; il medio è delicato e vellutato e non mi sembra così in evidenza come nella Koetsu Vermillion, mentre la definizione più adatta per la gamma acuta mi sembra possa essere "corretta" e fondamentalmente neutra. Manca quell'aggressività che invece ritrovo come principale caratteristica dell'impostazione (che amo tantissimo) della Stanton WOS, così come la tendenza ad un lieve effetto loudness.

Quello che apprezzo di più durante l'ascolto del 2° movimento de "La Morte e La Fanciulla" è comunque la capacità di riprodurre i piani iniziali degli archi, con un pregevole silenzio di fondo che non fa rimpiangere, limitatamente a questo parametro (ma sarà anche per l'estrema pulizia dei miei vinili), le qualità del Compact Disc in termini di silenziosità.

Sarebbe interessante collegare una Koetsu a questo trafo, concepito proprio dal loro padre naturale come un complemento insostituibile così come, successivamente avrebbe dovuto essere per le varie Rosewood, Urushi, Black etc. il loro step-up dedicato MCR-1. Tuttavia il guadagno di 28,5 db potrebbe essere forse eccessivo per delle testine che hanno una tensione d'uscita di 0,4 mv (contro gli 0,2 della SUPEX); e infatti il trafo Koetsu ha un gain di "soli" 26 db. Non ho comunque ancora eseguito un confronto diretto tra i due trasformatori (SUPEX e Tamura) nè sento per il momento alcun bisogno di farlo e forse, questo è emblematico del mio attuale livello di soddisfazione.

La SUPEX 900 e la Black, la Koetsu più "economica"

 

Terzo Ascolto: 19/02/2013

Questo ascolto è per molte ragioni, il più importante per me. Sia perchè il disco in oggetto è il mio OVAL DREAMS al quale sono ovviamente molto legato, sia perchè, conoscendolo a memoria e avendolo suonato, registrato e mixato personalmente, SO BENE COME DEVE SUONARE e sono curiosissimo di sentire cosa è capace di restituire la SUPEX specie a livello dinamico, soprattutto dopo il positivo test con i Nirvana.

Come ho già accennato in un recente thread, la capacità della SD 900 di riprodurre indistorti i picchi dinamici (così come le parti più silenziose) della parte centrale del brano "The Bastards", è semplicemente eccezionale.

È vero che il suo lavoro è reso più semplice dall'ottima qualità dell'impasto vinilico utilizzato dai tedeschi per la stampa Velut Luna, che ovviamente si fa sentire nei passaggi più silenziosi, ma è anche vero che la SUPEX 900, una testina che ha come minimo 40 anni sul groppone, è in grado di rendere perfettamente anche gli improvvisi, scioccanti colpi di grancassa e tamburi incisi nel disco. Il che significa che tutto l'apparato meccanico del fonorivelatore si è mantenuto perfettamente integro nel tempo, in particolare la sospensione fra cantilever e corpo della testina. E quì, ancora una volta, possiamo confermare quanto detto dall'esperto: secondo Torlai, l'apparato sospensorio delle SUPEX sarebbe tra i più longevi, non essendogli mai capitato di trovarne uno "seduto" e questo dipende dal fatto che si tratta di un sistema molto evoluto, duraturo, spesso più di alcuni fonorivelatori odierni.

Per quanto riguarda gli altri parametri, ho apprezzato soprattutto la separazione stereo e la ottima capacità di spazializzazione del palcoscenico virtuale (che è ancor più virtuale nel vero senso della parola, trattandosi di un disco rock).

Le escursioni dinamiche del brano "The Bastards"

In questa medesima serata d'ascolto però, ho potuto anche ascoltare altri tre brani importanti: Broadway della Count Basie Orchestra, Big Sleep dei Simple Minds e Territorial Pissing dei Nirvana, oltre a riascoltare il Quartetto della Morte e La Fanciulla. Non mi dilungo ulteriormente nel lodare le capacità interpretative e ricostruttive di questo CAPOLAVORO di testina perchè ormai è abbastanza chiaro che ne sono rimasto molto soddisfatto. Per quel che mi riguarda adesso ho davvero raggiunto il mio nirvana analogico; utilizzerò la SUPEX per la musica classica da camera e sinfonica, il Jazz acustico, il blues e il pop melodico/acustico, mentre la Stanton WOS sarà riservata a tutto il rock sporco, duro e più energico. A meno di improbabili infatuazioni, penso che rimarranno le mie due principali testine per molti, molti anni.

Mi limito ad un'ultima considerazione che, ormai coloro che conoscono la mia filosofia imaginano già: ho speso 250 Euro per una SD 900 in condizioni perfette. Non potendomi permettere una Koetsu Rosewood nuova (circa 3000 Euro, ma il prezzo è estremamente variabile), se ne avessi trovata una usata (non long-body) per un migliaio di Euro, sarei stato ugualmente soddisfatto? Considerate le mie passate, lunghe e ripetute esperienze, ho paura di no. E avrei speso di più per un timbro meno brillante, più caratterizzato e presente nel medio e più potente nel medio-basso, ma a detta di molti "magico". Eh già....magico. Più di una volta, le discussioni in merito alle testine, sul forum approdano a questo epilogo: solo le testine di rango e cioè di costo superiore ad almeno 3000-5000 euro sono in grado di offrire quella magia altrimenti introvabile nelle sorelle più economiche.

È davvero così?

Dalle mie passate esperienze d'ascolto, sono giunto a delle conclusioni diametralmente opposte che, per carità, ritengo valide SOLO per me e per le mie scelte. Nonostante mi sia stato fatto notare più volte, anche da illustri guru dell'analogico, che per le testine, l'impiego di materiali preziosi fa davvero la differenza anche nel risultato sonico, io penso che questo non sia sempre vero. Se lo fosse, le varie Black, Vermillion, Coral etc...etc.... dovrebbero suonare infinitamente meglio di una vecchia SUPEX (da cui peraltro derivano in tutto e per tutto), ma ahinoi....

... NON è così.

 

Conclusione.

Come ho già fatto per la SHURE V15IV, non posso fare altro che incoraggiare tutti gli audiofili concreti, disincantati e che siano abituati a badare al sodo, a cercare una SUPEX SD 900 Super in buone condizioni e a tenerla per sempre in un posto speciale del loro cuore analogico. Tutti gli altri si possono anche accontentare di una Koetsu moderna.

 

Paolo Lippe

 

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