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Open Journal di Paolo Lippe

Pre-fono Estro Armonico Bellaluce

Pre Fono Moving Magnet “full tubes” Impressioni di ascolto a cura di Paolo Lippe
Pre-fono Estro Armonico Bellaluce
SPECIFICHE TECNICHE
- Dimensioni mm LxHxP = 240x140x300
- Impedenza di carico 47 kohm
- Gain 44 db
- Peso kg 6
- Trasformatore di alimentazione toroidale

VALVOLE UTILIZZATE:
-2 x PCL84
-1 x PCC88
NOTE: Phono MM. Alimentazione doppio pigreco induttivo.

Impianto utilizzato per gli ascolti:


Fonorivelatori

  • Shure V15IV

  • Ortofon MC 10 SUPER

  • Audiotechnica AT OC 10

  • Van Den Hul MM2

  • Denon DL 103

  • Mission 773 LC (low output)

     

Giradischi

  • Garrard 401 su plinth di palissandro isolata dalla base con 4 palle da tennis su blocco di travertino di 2 cm di spessore

     

Bracci

  • Rega RB 250

  • Acos Lustre R 200

     

Step-Up per le Moving Coil

  • Tamura TAMRADIO

     

Amplificatori

  • Beethoven One (valvole push pull con EL 34 x 4)

  • Jungson AT 200

     

Casse

  • Opera Quinta 2011

     

Dischi

  • Pink Floyd Wish You Were Here 2011

  • Schubert La Morte & La Fanciulla Alban Berg Quartet EMI

  • Beatles HELP Sgt.Pepper Magical Mistery Tour Yesterday & Today

  • Marvin Gaye What’s Going On

  • Beethoven Sonata Kreutzer Menuhin Kempff DG

  • Dead Can Dance Spiritchaser Mobile Fidelity Sound Lab

  • Twenty Four Hours Oval Dreams 2012 Velut Luna Remixed Edition

  • Schubert Quintetto della Trota Jorg Demus Quartetto Schubert DG

  • Big Band Bond Velut Luna

  • Nirvana Never Mind

  • Melody Gardot My One and Only Thrill

  • John Coltrane My Favorite Things

  • The Notting Hillbillies Missing Presumed Having a Good Time

  • John Coltrane Crescent
  • John Coltrane Two Jants Together (Coltrane/Dolphy) Musidisc Jazz Anthology
  • Pike's Peak
  • Mozart Sinfonia n° 40 Karl Bohm DG

 

 

Giovedì 11 Ottobre 2012

È oramai il 5° giorno che godo di questo eccellente pre fono Estro Armonico BELLALUCE gentilmente concessomi in “prestito temporaneo” da Lorenzo Betti e Massimiliano Fraboni e non riesco ad ascoltare più né CD né tanto meno musica liquida.

E dire che ho acquistato recentemente ottimi titoli in CD a Vienna in due negozi del centro che in Italia ci sognamo: le serenate e i divertimenti di Mozart sopra a tutti (Sandor Végh)… poi Schubert, Vaughan Williams, Gubaidulina, Frank Bridge, Dittersdorf.

Eh.. sì, perché nel giro di meno di un chilometro, nel centro di Vienna, ho incontrato casualmente ben quattro negozi di dischi di cui tre di sola musica classica. Ho comprato l’LP di Melody Gardot soprammenzionato nell’unico negozio di pop-rock del centro, EMI Austria, in Kartnerstrasse.

 

La prima testina che ho utilizzato col BELLALUCE è stata la Ortofon MC 10 SUPER e sarà anche l’ultima che riascolterò. Con questo primo ascolto ho potuto immediatamente apprezzare la peculiarità più evidente di questo pre-fono valvolare e cioè il dettaglio, la trasparenza e l’estrema velocità dei transitori.

In soldoni, si potrebbe dire (ma meglio NON dirlo!) che il mio pre-fono Trigon Vanguard II suoni, paradossalmente, molto più “valvolare” del VERO valvolare BELLALUCE e cioè è molto più caldo scuro e pastoso, ma a mio modesto avviso anche MOLTO più colorato.

Il BELLALUCE poi ha una deliziosa caratteristica che ho potuto confermare con tutte le testine utilizzate per i vari ascolti: MIGLIORA in maniera percettibile la qualità e la performance di ogni fonorivelatore attenuando altresì le differenze sostanziali esistenti (ed evidenziate dal pre Trigon). Mi spiego meglio: La V15IV e la AT OC 10 sono agli antipodi per impostazione timbrica e carattere, più equilibrata e neutra la SHURE, esuberante e ricchissima di particolari la Audiotechnica.

Ebbene, ascoltando questi due “mostri sacri” col BELLALUCE, oltre a tirar fuori il meglio del meglio dalle due reginette, si ha la percezione reale di un ridimensionamento delle sopracitate differenze. Il che vuol dire che la neutra V15IV suona più trasparente, dettagliata e ricca di particolari, mentre la esuberante e particolareggiata ATOC10 appare più equilibrata e neutra di quanto non si percepisca con il mio Trigon.

 

Ma è la qualità globale che ne viene assolutamente esaltata. Sinceramente è la prima volta in assoluto (mi conoscete bene…sono un nevrotico dei confronti) che, dopo aver collegato un pre-fono alternativo, non provo l’impellente necessità di ricollegare e ascoltare a confronto il Trigon.

E questo vale sia per le testine MM che per le MC.

Il livello qualitativo è talmente superiore, che semplicemente mi rattristo al pensiero di quando (ahimè) dovrò separarmi dal BELLALUCE e ricollegare necessariamente il mio pre-fono. Mi auguro sinceramente che non sia una doccia gelata, ma non mi faccio troppe illusioni.

 

Una differenza è piuttosto evidente in termini timbrici, fra le MM e le MC, con questo pre-fono e si può sintetizzare essenzialmente in una maggiore chiarezza delle MC e in una maggiore pastosità sia di Shure che di Van Den Hul per quanto riguarda le MM.

Fa eccezione la Mission 773 LC a bassa uscita (in realtà una SUPEX 900 Super, marchiata Mission, una testina con un suono “molto Koetsu” per intenderci, e di cui ho già parlato) che finalmente suona bene anche lei! Trattasi di una testina dal carattere molto mieloso, cioccolatoso, quasi appiccicoso per la tipica enfasi del medio-basso e il roll-off degli acuti, caratteristica riscontrata anche nella Koetsu Black, nella mia storica e lunghissima prova d’ascolto:

 

http://forum.videohifi.com/discussion/9728/audiotechnicadenonkoetsu-confronto-storico-/p1

 

Questa testina, non ha mai incontrato pienamente il mio entusiasmo d’ascolto con nessun disco se si eccettua “Watercolors” di Pat Metheny e poca altra musica cameristica. Voglio dire che mi gaso molto di più con la Shure o con la AT, oppure anche con Goldring e Nagaoka. Oppure mi ascolto i Nirvana con la Denon DL 103 (GODURIA SENZA PARI!!!), piuttosto che metter su la SUPEX e ascoltarmi un unico disco o poco di più…

Con il BELLALUCE il discorso fatto or ora non regge minimamente. La Mission/SUPEX suona da gran testina di razza! Certo, mantiene una certa compostezza, il basso mieloso e l’arrotondamento in alto, ma i dettagli, inesistenti con il Trigon, qui ci sono eccome; stesso discorso per gli acuti più fini. Ed ecco che come per magia regge il confronto con le altre…anzi!

E non la stacco subito come è sempre accaduto finora.

Con il rock dei Nirvana permane tuttavia l’inadeguatezza già sottolineata con Koetsu Vermillion e Black, ma questo penso sia proprio una sorta di IDIOSINCRASIA che questi tipi di fonorivelatori hanno con questo genere musicale.

 

bl

 

Venerdì 12 Ottobre 2012

Siamo ormai arrivati al 7° giorno di ascolto continuativo e ho sentito l'esigenza di chiamare Estro Armonico per manifestare loro il mio genuino entusiasmo. Ho beccato Lorenzo Betti stamane al telefono e gli ho riferito in poche parole più o meno alcuni dei concetti che avete letto sopra, in particolare l'incredibile dettaglio, il fatto che non avessi ancora riattaccato il Trigon per un (INUTILE, A QUESTO PUNTO) confronto e il miglioramento globale di ogni mia testina, compresa la ostica SUPEX. Ho anche accennato al fatto che con il passare del tempo il livello qualitativo globale è andato sempre crescendo ed egli ha iniziato a spiegarmi i motivi tecnici dei miei riscontri.

A questo punto, consapevole del fatto che mi stesse dicendo concetti importanti che mai io sarei stato in grado di riferire correttamente e che le mie limitatissime (anzi diciamo pure inesistenti) conoscenze elettroniche mi impedissero di comprendere non il succo del contenuto, ma più che altro i dettagli, gli ho chiesto di inviarmi un'e-mail che riportasse quello che mi stava dicendo, in modo da quasi “immortalare” alcune importanti sequenze di questa mia esperienza d'ascolto.

Riporto qui il testo dell'e-mail (col benestare di Lorenzo ovviamente) SENZA modifica alcuna al suo testo:

 

Ciao Paolo,

ecco due righe sul Bellaluce.

In merito alla variazione di suono, è ovvio che ciò avvenga nelle prime 30-50 ore di funzionamento.

Infatti usiamo nell' interstadio un condensatore in carta olio ed ha bisogno di alcune ore di tempo per funzionare al meglio.

Le differenze che hai chiaramente avvertito son proprio legate a ciò.

Terminato questo periodo, l' apparecchio è stabile e pronto a funzionare per lungo tempo senza problemi.

La RIAA è di tipo passivo.

Mi piacerebbe far passare il messaggio che non è vero che i piccoli costruttori facciano solo copie e/o repliche di progetti noti e conosciuti.

Noi, nel nostro piccolo cerchiamo di fare progettazione VERA, implementando senza pregiudizi  soluzioni tecniche che semplicemente non esistevano nel periodo d'oro dei tubi (ccs, ccv,  polarizzazione a led, mos fet ad alta tensione....)

tutto qui.

 

Lorenzo Betti


 

E a questo punto io passerei come di consueto alla descrizione dettagliata e al voto dei miei ascolti più attenti, considerando che, alla fine, la testina che ho ascoltato più di tutte, senza l'esigenza (manifestatasi invece col Trigon) di “passare ad altro” è risultata la Audiotechnica AT OC 10.

 

- Pink Floyd Wish You Were Here 2011

Conosco talmente bene questo disco che, poterlo riascoltare ad un livello qualitativo ancora superiore a quanto sono usualmente abituato, è stato emozionante come ascoltarlo per la prima volta. Ricordo che ho assaporato un'emozione simile quando l'ho riascoltato nel 2006 per la prima volta, dopo 20 anni di CD, di nuovo con l'amata e ritrovata SHURE V15 IV (allora su un modesto, ma fantastico Pioneer PL 112 D). Non aggiungo altro, se non il mio stupore per la chiarezza e intelligibilità delle trame sonore di un disco che, ascoltato tutto d'un fiato, riesce ancora ad emozionare dopo ben 32 anni! Onore al merito!

VOTO = 9 ½

 

- Schubert La Morte & La Fanciulla Alban Berg Quartet EMI

Sono particolarmente legato a questo quartetto di Schubert, adorato da mia mamma, e per tale motivo, da me ascoltato fin dalla più tenera età. Questa registrazione digitale su EMI rispetta in maniera suggestiva la posizione degli strumentisti e le timbriche, ma è la sobrietà dell'esecuzione, a mio modesto avviso, il punto di forza dell'esecuzione. È facile cadere nel sensazionalismo interpretando questa partitura che è qui invece resa con estremo equilibrio, anche nelle parti più drammatiche. L'accostamento AT OC 10 / BELLALUCE fa quanto di meglio ci si possa aspettare da un setup regale come mi sento di poter appellare questa deliziosa unione, ma senza dimenticare che il tutto è reso ancora più affascinante e concretamente efficace dalla base giradischi che è un GARRARD 401 !!!.

VOTO = 10

 

- John Coltrane My Favorite Things Impulse

Ascoltavo questo disco, considerato da molti, il miglior disco di John Coltrane, sin dall'età di 10-12 anni, esattamente quando io e mio fratello abbiamo iniziato ad ascoltare Beatles, Sweet, il Punk e ad imitarli con chitarra, fustini del Dash e il piano della nonna. Ricordo che mio padre una sera ci portò un flauto enorme con dei disegni esotici e che aveva, nella mia immaginazione, un suono più vicino a quello di un sassofono contralto (!). E fu così che io provai ad imitare le escursioni di Eric Dolphy di un'altra, rara versione live di My Favorite Things (edita da Musidisc della serie Jazz Anthology di cui vedete la cover quì sotto) sui ritmi punk di mio fratello. È inutile dire che conosco a memoria ogni più nascosto dettaglio di questa peraltro NON eccezionale registrazione che, proprio forse per la sua “discreta” qualità non "viene fuori” con questo setup, al pari degli altri dischi, ma rimane un po' in sottotono. Il che vuol dire che AT OC 10 e BELLALUCE non riescono ovviamente nell'intento di restituire la freschezza sottratta a questi brani durante la fase di ripresa.

VOTO = 7

 

 

- Dead Can Dance Spiritchaser Mobile Fidelity Sound Lab

Ascoltate “Songs of The Stars” prima dell'inizio dell'uccello notturno campionato ripetitivo e apprezzerete un tappeto di basso profondissimo che va e viene e conferisce al sound del brano una rara immanenza ambrata di mistero. Se non percepite tale suono basso profondo che va approssimativamente dai 28 ai 40 Hz, allora qualcosa nella Vostra catena, semplicemente NON è in grado di riprodurlo. Le mie ex Thiel CS 1.6 ad esempio, molto semplicemente, NON LO RIPRODUCEVANO. Con le Cizek One era tutta un'altra storia, ma talvolta poteva aversi l'impressione di un'eccessiva presenza anche in virtù del loro posizionamento ad angolo. Con le Opera Quinta come sono posizionate adesso, l'integrazione fra le varie frequenze udibili è perfetta e non riesco sinceramente a trovarle un difetto. Non ho notato invero alcuna differenza nella presenza e immanenza di tale meraviglia sonica con questo setup rispetto al Trigon Vanguard, ma ne guadagna senza dubbio la capacità di restituire la microdinamica e i particolari delle sfumature della gamma medio-acuta e acuta che come si sarà ormai capito è il vero punto di forza di questo eccellente pre-fono.

- VOTO = 9 ½

 

- Big Band Bond / Oval Dreams (Velut Luna)

Ho ascoltato assieme questi due dischi, molto diversi fra loro, ma accomunati dal ritrovato interesse di Velut Luna per il vinile di altissima qualità e ritengo di potermi esprimere con sufficiente attendibilità SOLO per il primo LP, dato il risaputo personale coinvolgimento nella composizione, registrazione e produzione del secondo, ma non posso esimermi dal confermare la assoluta trasparenza ed il dettaglio di cui Vi ho parlato finora, anche per questi due vinili eccezionalmente ben suonanti.

VOTO = 10

 

- Beatles

Come accaduto per i Floyds, Schubert e John Coltrane, anche i Beatles costituiscono una delle più importanti riserve mnemoniche dei miei ascolti e sono probabilmente I dischi che ho ripetutamente ascoltato più di tutti in assoluto. Pertanto un ascolto metodico del BELLALUCE non poteva assolutamente prescinderne. Tuttavia non ero particolarmente attratto dalla prospettiva poiché nel mio piccolo immaginario, sono fermamente convinto che la migliore performance con il sound di questa irripetibile rock band io l'abbia avuto anni fa a Pineto con un setup vintage che oggi non c'è più e non può più essere ripristinato [giradischi Garrard 62, testina Grado Black, NAD 3130 (con relativo pre-fono), casse Chario 1723].

Bando ai pregiudizi, i dischi dei Beatles hanno mostrato una resa spettacolare con questo pre-fono che sembra costruito APPOSTA per loro! Se fosse possibile un confronto diretto, il pur eufonico impianto vintage soccomberebbe miseramente, ne sono convinto.

Cerco di spiegarmi meglio: le registrazioni dei Beatles non sono il massimo dell'equilibrio timbrico e l'enfasi nel medio e talvolta nel medio-alto, associata alla carenza di bassi e di acuti sottili può con alcuni impianti aumentare l'affaticamento. Probabilmente, l'impianto Garrard-NAD-Chario possedeva una equalizzazione un po' loudness, con un'attenuazione delle frequenze medio-alte e l'ambiente molto assorbente ove era allestito contribuiva a rendere così equilibrata e piacevole la timbrica del mio primo impianto di Pineto con i Beatles.

NON è così, ovviamente, con il BELLALUCE che è tutto tranne che loudness, ma l'insieme del dettaglio dell'accoppiata AT OC 10 - Estro Armonico riesce a porgere le arcinote canzoni dei Fab Four con una precisione che mi ha conquistato. E non è comparso l'affaticamento che in altre occasioni mi era capitato di subire. L'ascolto dei Beatles ha occupato un intero pomeriggio e ho ceduto anche a qualche confronto con I CD delle ultime rimasterizzazioni che, pur rispettando l'equilibrio globale, regalano finalmente a questi gioielli un basso degno!

VOTO = 9

 

Bene. Per oggi l'ascolto è concluso. Da domani TUTTI da Di Prinzio per Bacco, Tabacco & Vinile e a Lanciano per Sintonie. Gli ascolti continuano da Lunedì in poi e si concluderanno con Never Mind dei Nirvana e la Denon DL 103, nonché con il riascolto, promesso, della Ortofon MC 10 Super.

 

 

Lunedì 15 Ottobre 2012

Tornato dall'Abruzzo e da due intense e appaganti giornate all'insegna dell'HIFI e della fotografia (ebbene sì... sto iniziando con grande soddisfazione a frequentare la comunità e il forum Pentaxiani.it, proprio grazie a un forumer di VHF! Grazie a loro spero un giorno di imparare a fare foto migliori) ho attaccato la DL 103 al trafo TAMURA e al BELLALUCE per l'ascolto di Never Mind. Le aspettative non sono andate deluse e l'ascolto dell'intera prima facciata dell'album è andata avanti alla grande deliziandomi con sferzate micidiali di chitarra distorta con un basso e batteria semplicemente granitici, come solo i Nirvana (e Denon) sanno fare.

Nemmeno a farlo apposta, mia moglie è rientrata a casa proprio durante il primo brano del lato B, Territorial Pissing, un punk che più pazzescamente e incredibilmente urlato di così, non si può, per lo meno in un album che ha avuto una diffusione commerciale come questo. E manco a farlo ancora più apposta avevo alzato ancor più il volume perché amo molto ascoltare questo brano a pressioni proibitive.

Taccio, per amor di patria come si suol dire, in merito all'epilogo dell'ascolto dei poveri Nirvana.

VOTO = 9

 

Tornato, come promesso alla Ortofon MC 10, una delle testine più equilibrate che mi era capitato di ascoltare di recente e che mi era invece sembrata piuttosto esuberante con gli ascolti iniziali del BELLALUCE ancora freddo, noto subito con piacere che le trame sonore della Morte & la Fanciulla, della Sonata Kreutzer e della Trota si sono ammorbidite di molto, ma senza perdere il dettaglio che tanto mi ha intrigato tra tutti i pregi di questo splendido pre-fono valvolare.

Decido quindi di porre uno STOP agli ascolti analitici; e perché sono faticosi, e perché voglio godermi solo la musica, senza pensare al pre-fono. Questo implica che, per l'ultimo ascolto devo scegliere un album MOLTO amato; un MUST! Ma ne ho talmente TANTI.... e ne amo alla follia talmente TROPPI, che..... è veramente un'impresa titanica.

Ma alla fine, tutto sommato l'impresa si rivela più agevole di quanto previsto: la mia scelta si ferma su Crescent di John Coltrane. L'ultimo ascolto analitico avrà luogo però, domani sera; e la testina sarà la Ortofon MC 10 Super!

 

Mercoledì 17 Ottobre 2012

Ieri sera non è stato possibile ascoltare musica in modo analitico a causa dell'enorme stanchezza accumulata durante la giornata lavorativa. Ho quindi optato per un ascolto di sottofondo, più rilassato: gli ultimi di Norah Jones e Dead Can Dance in musica liquida...davvero niente male!

Ma questa sera, a partire alle 21,30, appena messe a letto le bimbe, CRESCENT ha allietato la nostra già lieta serata. La Title Track vola via ipnotica e solenne e lascia pieno campo alla meraviglia delle meraviglie!

E' "Wise One", forse il mio brano preferito, a consacrare definitivamente il pre-fono BELLALUCE (e mai nome fu più azzeccato).

Molti sostengono che il piano di McCoy nei dischi di Coltrane sia registrato male; sarà..... ma a me fa impazzire proprio questo timbro lontano, immerso nella nebbia, ammantato di tristezza. E quando i trilli dei ride*, da destra, segmentano disordinatamente, e soffusi impreziosiscono l'immane sax che di poco li precede a sinistra...... allora è un tripudio di espressività. Un trionfo della sostanza. Il trionfo del più grande di tutti i quartetti jazz pre-free.

VOTO = 10+

 

Penso che terrò a lungo collegata questa MC 10 (che già mi aveva regalato molte soddisfazioni), al pre-fono BELLALUCE, finché mi sarà concesso. Concludo queste mie impressioni d'ascolto con pochissime parole, dato che penso di non essermi risparmiato in elogi. Non sono un esperto di pre-fono, ma un ferrato ascoltatore di vinili e testine sì. E non ho dubbi sulla grande classe e sul suono assolutamente eccellente che questo piccolo gioiello dell'artigianato italiano riesce a regalarci, riuscendo a migliorare peraltro, le performance i tutti i fonorivelatori ascoltati compresa la SUPEX 900 SUPER. Un bel regalo davvero, per ogni setup analogico di classe, per brillare di una luce nuova, una BELLALUCE, appunto.

Ora non resta che testarlo con i suoi fratelli e sorelle naturali: gli amplificatori valvolari Estro Armonico e le Casse Borea. Sono già d'accordo con Lorenzo Betti per un ascolto allargato da Lui a cui siete tutti invitati, Marchigiani e non. Seguiranno mie comunicazioni in merito.

 

Grazie

 

Paolo Lippe

 

(*) Il ride (pron. raid) è un piatto della batteria con un suono tipicamente breve, d'accompagnamento e che solitamente segue il ritmo. Il suo ruolo è quello di sostenere la scansione ritmica oltre che evidenziare gli accenti.

 

IL VIDEO:

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