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Open Journal di Paolo Lippe

Tips and tricks: pulizia low cost e fai da te dei vinili

(La malattia estiva dell'audiofilo)
Tips and tricks: pulizia low cost e fai da te dei vinili

La Lippy Trippy in azione

Materiale necessario:
- un sottovaso per giardinaggio in plastica di 37 cm di diametro (1,90 euro)
- un tappetino in espanso di PVC (neoprene) (3,00 euro al metro)
- una vite di giunzione (solo la parte femmina) in ottone da 6 mm (0,90 euro)
- una spazzola per vestiti con setole morbide (2,40 euro)
- un trapano con punta di 6 mm
- liquido per lavaggio dei vinili

Prologo
Adesso sorrido pensando alla sequenza di eventi che mi ha portato alla scoperta di un sistema tanto ovvio quanto efficace per pulire i miei vinili anche al mare (!). Vi garantisco però che ho sorriso molto poco prima del lieto epilogo.
Paradossalmente, è grazie ad un tipico, odioso inconveniente, che solo un appassionato di musica può comprendere nella sua interezza, se ho dovuto aguzzare l'ingegno, con tutto ciò che ne consegue.

Il principale negozio di hifi più vicino al luogo dove ho deciso di passare le mie vacanze è, ahimé, chiuso per ferie. Recatomi pertanto presso un centro commerciale con un grande negozio che tratta computers, tv, hifi, musica ecc., noto subito un discreto stand di vinili e tosto mi appropinquo. Nulla di eccezionale, però c'è una copia (l'ultima) di Viva la Vida dei Coldplay, che avrei gradito avere in LP. Lo compro senza controllarlo perché è sigillato (in caso contrario controllo sempre...), faccio un giro nel "reparto hifi" (sigh) e vado a casa (30 km circa). Apro l'involucro del disco e... orrore (!) la copertina appare visibilmente danneggiata, piena di ditate e ammaccata su uno spigolo. Il vinile è impolverato, cosparso di ditate grasse e di tenui, ma pericolosissimi graffietti superficiali. All'ascolto rabbrividisco: era dai lontani anni '80 che non sentivo un tale "concerto" di sfregamenti, ticchettii, sbuffi; metto via l'LP per non danneggiare la mia V15IV.

Senza nemmeno telefonare, torno al "negozio" e mi in****o con la commessa (poveretta!), poi chiedo di parlare col Direttore (!). Le scuse mi imbarazzano quasi. Mi offrono la restituzione del denaro o alternativamente, un buono o un altro LP. Nella mia mente malata però comincia a farsi strada l'idea malsana: mi dico, in fondo, a casa (non qui; però) c'ho la Knosti; chi se ne frega di un po' di polvere e di ditate. E dopo tutto il casino che ho fatto, se mi prendo l'LP, magari mi fanno un cospicuo sconto... E proprio così accade, secondo un ben noto copione. Pago l'LP 12,90 euro invece di 16,90 e torno a casa soddisfatto.
La Knosti però è a Fano, dove io tornerò non prima di 2 settimane, troppo tardi per restituire l'LP nel caso il trattamento di pulizia fallisse.

Reperimento dei Materiali
Che fare? Senza una chiara idea in testa esco e vado in un bricolage. Qui compro subito un bidone da 4 litri di acqua distillata e un litro di alcool etilico puro (non denaturato), poi vago per le varie corsie in cerca di una vaschetta che possa ricordare vagamente quella della Knosti, ovviamente senza successo.
Entrato nel reparto giardinaggio (non so perché) vengo subito attratto dalla cosa più simile ad un LP che abbia mai visto in un negozio che non sia di dischi: un sottovaso di plastica. Lo osservo minuziosamente; è liscio, regolare, ma soprattutto la sua base è di 33 cm di diametro, perfetta! L'eccitazione cresce.

 

Fig. 1                                                       Fig. 2

Adesso mi serve qualcosa che funga da perno; decido, dopo aver scartato viti, chiodi enormi e tubicini vari, che le viti di giunzione in ottone da 6 mm fanno al caso mio (Fig 1).
Però... non posso appoggiare il nobile vinile sulla volgare plasticaccia del sottovaso... Proprio mentre sto pensando questo, sto anche percorrendo la corsia dei tappetini da cucina ed il sorriso si stampa sul mio viso inebetito nel momento in cui avvisto il tipico tappetino antisdrucciolo in neoprene (costituito da una rete di pallini di questo materiale - Fig 2).
L'ultimo utensile necessario è, nel mio immaginario, una spazzola di velluto con manico in plastica (ne ricordo una che usava mia madre per togliere i pelucchi dai maglioni...). Non la trovo, ma in compenso scopro che ci vogliono solo 2,40 euro per acquistare una spazzola per abiti con manico in legno e setole sintetiche molto morbide (Fig 3).

Fig. 3                                                       Fig. 4

Al lavoro!
Beh... il resto è quasi intuitivo. Col trapano faccio un buco nel centro del sottovaso con una punta di 6 mm per legno e ci infilo la vite di giunzione (attenzione a tenere la punta perfettamente perpendicolare al piano del sottovaso, senza rotearla per non fare un buco troppo grande dove la vite ballerebbe e da cui il liquido uscirebbe; se non siete sicuri fate prima un buco con la punta di 5 mm e poi allargatelo con un utensile con punta a cono). Poi, dopo aver tagliato il tappetino a forma di un cerchio del diametro leggermente superiore a quello di un vinile, appoggio il centro del "mat" sopra alla vite e con una pressione decisa pratico un buco idoneo a che il tappetino venga appoggiato perfettamente sulla superficie interna del sottovaso (Fig 2). Dopo aver appoggiato il vinile sul "mat", riempio il sottovaso con l'apposito liquido fino a ricoprire l'LP di 1 cm o più. Nel caso specifico, essendo il vinile di "Viva la Vida" estremamente sporco, prima di usare la spazzola ho fatto "riposare" qualche decina di secondi il disco nella miscela ruotandolo talora sul perno, dopodichè ho iniziato a "spazzolare" dolcemente il vinile in entrambi i sensi di rotazione appoggiando un estremo della spazzola sul bordo esterno del sottovaso e mantenendo l'altro estremo fermo in corrispondenza del perno: in tal modo dovrebbero ridursi i rischi ipotetici di micrograffi del vinile, ma le setole della spazzola sono così morbide (ed il liquido le ammorbidisce ulteriormente) che la possibilità di fare danni appare a mio avviso molto remota. Comunque invito chiunque si voglia avventurare in questa divertente impresa a scegliere accuratamente spazzole molto morbide. Alla fine del lavaggio, il disco può essere messo ad asciugare in posizione verticale o lievemente inclinata appoggiato su carta da cucina (fig 5)

Fig. 5                                                     Fig. 6

Il Liquido
Due parole sul liquido utilizzato: normalmente, ispirandomi alle classiche ricette pubblicate, utilizzo con la Knosti, una miscela di alcool isopropilico (33%) e acqua distillata (67%) + shampoo per auto senza additivi (che è in pratica il modo più semplice per avere a buon mercato i classici detersivi "laurilsolfato sodico" e "laurileteresolfato sodico" puri). In questo caso, l'alcool isopropilico è stato sostituito dall'alcool etilico che, essendo meno lipofilo, dovrebbe essere anche meno efficace. Solitamente aggiungo 20 gocce di detersivo a 2 litri di miscela idroalcoolica. In questo caso ho deciso di aggiungere 50 gocce a 4 litri di preparato (quindi 5 gocce in più per 2 litri) per compensare la minore liposolubilità dell'alcool etilico. Dopo l'utilizzo, il liquido può essere filtrato e riutilizzato come con la Knosti (fig 6).

Problemi e Limiti ipotetici
A differenza di quel che accade con la Knosti, la pulizia del disco avviene quando questo è in posizione orizzontale; pertanto viene meno l'efficacia della forza di gravità nel trascinare "a valle" lo sporco. Inoltre non c'è alcuna protezione per l'etichetta del disco che viene immersa nella miscela. Da ultimo, il movimento manuale è sicuramente meno efficace delle spazzole fisse della Knosti su cui ruota il vinile.

Risultati e Conclusioni
Nonostante l'ipotetica minore efficacia legata alla posizione orizzontale e ai limiti della spazzola, questo sistema artigianale, praticamente a costo zero, funziona veramente. I risultati sono sovrapponibili a quelli ottenuti con la Knosti (che conosco bene, avendola utilizzata per la pulizia di oltre 800 dischi). Se i rumori prodotti dal vinile dipendono esclusivamente dallo sporco, dal grasso e dalla polvere, il risultato è davvero straordinario. Nel caso del vinile di "Viva la Vida" i rumori descritti sono praticamente scomparsi, mentre purtroppo non c'è stato nulla da fare (ovviamente) per i graffi presenti nell'ultimo brano, alcuni dei quali provocavano dei penosi salti di solco, il che mi ha fatto decidere alla fine di restituire il disco al negozio. Un'ultima precisazione: lavando l'LP 2 volte l'etichetta non ha subito alcun danno, ma il buon senso lascia presumere che un numero eccessivo di lavaggi, tra l'altro assolutamente inutile, potrebbe alterarne il colore o le scritte.

Addendum dopo 30 lavaggi circa
Questo marchingegno è stato utilizzato per la prima volta 1 mese fa. Oggi, dopo aver lavato circa 30 LP moderatamente impolverati, si può proporre una impressione sull'efficacia del sistema di lavaggio e sulla sua sicurezza. Ebbene, per quanto riguarda l'efficacia si confermano gli ottimi risultati già riportati, con pressoché totale abolizione dei disturbi legati allo sporco presente nei vinili (grasso, polvere e quant'altro). Inoltre, eseguendo un unico lavaggio, nessuna delle etichette ha subito danni o modificazioni del colore o delle scritte, visibile a occhio nudo.

 

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