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Open Journal di Paolo Lippe

Fonorivelatore Torlai Graphite

Impressioni d'Ascolto
Fonorivelatore Torlai Graphite

La Graphite in Azione

Lascio la descrizione 
tecnico-costruttiva della
testina Graphite alle parole
del costruttore stesso:

"Questo nuovo pick-up, derivato
dalla apprezzatissima Denon DL 103,
vuol essere (per me), la massima
espressione qualitativa raggiungibile da questo prodotto,
dopo le esperienze fatte con le mie eleborazioni precedenti.
Si parte da un esemplare nuovo a cui viene applicato un body
in grafite per un peso complessivo finito del pick-up
di 15-15,5 gr. con filettature di fissaggio annegate nel body.
Questo peso è necessario per far rendere al massimo il
trasduttore. Sarà possibile fare una versione,
sempre con body in grafite, ma dal peso complessivo di
circa 10 gr. per bracci più leggeri. Questa versione avrà,
di conseguenza,  maggior cedevolezza (quindi non sarà un
ripiego).Il generatore avrà la mia elaborazione "TR"
(maggior centro fuoco-corposità e profondità della scena
sonora; le bobine rimangono strutturalmente originali),
unita ad una speciale costruzione del cantilever
ad altissima rigidità (il cantilever è trattato
ulteriormente con una vernice smorzante di colore rosso.
Il rosso, identifica il particolare trattamento
di rigidità del cantiler) con diamante Top Quality.
Le bobine sono protette da una cartina a tenuta di polvere
con la mia firma."
E' stata fatta suonare al Monaco Hi-End di Maggio 2013.

Introduzione

Con grande onore, e altrettanta umiltà, mi accingo a tentare di descrivere i miei lunghi e attenti ascolti di questa intrigante testina, non senza prima aver calorosamente ringraziato l'amico Roberto Torlai per la fiducia accordatami.

Tuttavia, per correttezza, devo avvertire coloro che stanno accingendosi a leggere queste mie "Impressioni d'ascolto" e soprattutto coloro che non mi conoscono, dell'aspetto totalmente dilettantistico di questi miei ascolti: chi frequenta il forum di Videohifi ne è perfettamente consapevole, recentemente però ricevo sempre più spesso e-mail o addirittura telefonate di audiofili e appassionati di musica a me sconosciuti, che mi chiedono consigli come se io fossi un super-esperto.

Ebbene: ci tengo moltissimo a smentire categoricamente questa erronea convinzione e a riportare alla realtà il carattere squisitamente ludico di questi miei ascolti e degli scritti che ne derivano. Mi considero un appassionato di musica e HIFI che da sempre si diletta a raccontare le proprie impressioni su forum e riviste online anche non prettamente audiofile (vedi Linuxhelp, TNT-Music, The Classic Speaker Page, Audio Review.com etc.), ma senza alcuna pretesa.

Per questo motivo, ho voluto organizzare questi ascolti in maniera differente da quanto fatto in passato con i prodotti HIFI da me ascoltati. Pertanto l'esperienza sarà strutturata sulla base di quattro sessioni d'ascolto: la prima di me medesimo a casa mia, la seconda sempre a casa mia ma con i tre amici che sto per presentare, la terza a casa di Massimiliano Costa (cosm nel forum) e la quarta a casa di Paolo Coschiera (pcoschi), naturalmente con i rispettivi setup analogici e impianti. Gli ascolti saranno affiancati da un altro amico appassionato di musica, Giorgio Ferri, che a differenza di noi tre, non possiede un setup analogico, ma è un digitalista convinto (anche se forse le sue convinzioni, potrebbero iniziare un po' a vacillare....).

 

Da solo nella mia sala d'ascolto

All'inizio l'ho collegata al trafo Tamura in rapporto 1:10, come consigliatomi da Torlai, ma seguiranno ascolti anche direttamente con il pre-phono e con vari carichi di impedenza (consigliati 100, 200 ohm).

Io sono un amante incallito della Denon DL 103, che reputo un gioiellino, vero e proprio miracolo analogico, globalmente superiore, limitatamente al mio setup all'osannata Koetsu Black, ma anche alla Vermillion. Queste due costose testine "di rango" si sono infatti dimostrate entrambe lievemente più musicali  di Denon con la classica da camera e il Jazz acustico, ma ancora non si sono fatte perdonare la debole performance con il rock tipo Nirvana, Supertramp e Rage Against The Machine. Meglio della DL 103, finora si sono dimostrate SOLO l'Audiotechnica AT OC 10, la Stanton WOS, la VDH MM2 e, soprattutto la SUPEX SD 900 Vital che, manco a farlo apposta è considerata non a torto il prototipo delle successive Koetsu.

Tuttavia è meglio chiarire subito che la derivazione della TORLAI Graphite dal motore della Denon DL 103 non deve trarre in inganno, poichè le modifiche messe in atto dal costruttore hanno generato un oggetto che sonicamente è piuttosto differente. Ho voluto, per semplicità descrivere subito queste differenze, poichè sono evidentissime e davvero impossibili da non apprezzare anche a un orecchio non raffinatissimo. I punti a favore della Graphite, immediatamente evidenti sono:

1) una uscita più alta

2) una dinamica maggiore

3) una separazione nettamente migliore, ma soprattutto la capacità di localizzare i piani dei vari strumenti in modo quasi scultoreo, soprattutto in profondità

4) un dettaglio decisamente più convincente, specie nelle frequenze medie e alte

5) un comportamento molto preciso, netto nei transienti, brillante e particolareggiato ma non per questo affaticante

All'inizio mi ha subito ricordato la mia amata, e ahimè defunta, AT OC 10 anche se non ho avuto modo di avere riscontri in merito (ovviamente - chi infierisce viene fulminato!). Tuttavia rispetto a questa ha un pregio non indifferente: raccoglie pochissima polvere....anzi, non ne raccoglie per niente. Questa "attitudine" dipende dalla qualità dell'incollaggio del diamante nel castone del cantilever e sappiamo già che nella Torlai Graphite questi tre elementi sono di qualità elevatissima.

 

Dischi ascoltati

Volendo dividere le performance assolutamente pregevoli da quelle ove mi sarei aspettato qualcosina di più, vi dico subito che tutto dipende dall'equalizzazione del master e dal suono del vinile: la Graphite suona divinamente con gli LP tonalmente equilibrati, mentre in almeno tre casi è risultata un po' leggera nel medio-basso e nel basso, almeno rispetto ai miei riferimenti (WOS e SUPEX).

Il primo LP che ha dato il via alle "danze" è stato il magnifico "Modern Times" di Bob Dylan. In questa performance di assoluta magnificenza, nessun parametro è risultato fuori posto. Le chitarre acustiche ed elettriche sono talora scintillanti e graffianti e viceversa, quando serve, calde e suadenti. Sarà che è un disco splendido, ma non riesco a fare a meno di continuare a rimetterlo su, anche a tarda notte e mi convinco che probabilmente non ha mai suonato così bene. La ricchezza di particolari e la tridimensionalità sono ai massimi livelli.
VOTO = 10+

Il secondo LP è "The Dark Side of The Moon" in edizione del trentennale. Ascolto come sempre il vinile tutto d'un fiato con enorme soddisfazione e noto subito una precisione e profondità inedite, ma mi soffermo con stupore su "Us And Them".

L'ascolto di questo brano con la Graphite vale da solo l'acquisto della testina! Il posizionamento delle varie "porzioni sonore" (utilizzo questo insolito termine poichè nel rock non vi è quasi mai un palcoscenico non virtuale) è semplicemente da brivido! La batteria di Mason, le Voci, le chitarre, il sax di Dick Parry e il piano di Rick sembrano materializzarsi davanti a me come tanti "isolotti" illuminati da una tenue aurora che ne staglia i margini e ne definisce le distanze dall'osservatore. Non mi era mai capitato di assaporare una sensazione così vivida di corposità, di profondità con questo brano che peraltro, conosco meglio delle mie tasche. Per non parlare della resa e della capacità di cesello del charleston e dei crash di Mason.
VOTO = non applicabile!

Il terzo LP "Sunday at The Village Vanguard" di Bill Evans con la mitica band con il povero Scott LaFaro, è anch'esso fonte di grande soddisfazione per 2 motivi:

1) la particolarissima registrazione "live" di questo capolavoro beneficia del dettaglio stellare, ma discreto di questo fonorivelatore. Si sentono decisamente particolari per me del tutto "nuovi" e il suono delle note del contrabbasso è definito come non mai.

2) la mia copia di questo LP non deve essere un gran chè perchè di solito "frigge un filino" specie nei "piatti chiodati" di "My Man's Gone Now". Ebbene, con questa testina, non frigge nulla! Non ricordo con quali altre teste tra quelle che posseggo è accaduta la stessa cosa, ma sicuramente l'ho riportato sul forum da qualche parte ed è stato comunque un evento raro.
VOTO = 10

Il quarto LP è il primo di classica ed è di pianoforte: "Mozart, 4 Sonaten, Krystian Zimerman, DG". Non ho potuto fare a meno di accorgermi subito del carattere estremamente preciso, selettivo, definito, dettagliato, particolareggiato di questo fonorivelatore e della sua predilezione per il registro medio, medio-alto ed acuto che è capace di restituire con magnifica autorevolezza. Tuttavia, accingendomi all'ascolto del piano, mi sarei aspettato un suono più freddo, poco corposo e magari un filino tagliente. Il pianoforte invece mi ha sedotto esattamente come è accaduto con la mia attuale testa di riferimento, la Supex SD 900 Vital. L'ascolto è volato via in scioltezza, senza alcun affaticamento, anzi....e con la attesa soddisfazione che generalmente questo LP mi regala.
VOTO = 10

Quinto LP. Non contento, penso, con perfidia: adesso ti fotto io cara Graphite. Prova a riprodurre il violino della Mutter nel concerto per violino e orchestra di Mendelsoohn senza essere troppo graffiante; in effetti la AT OC 10 non brillava con questa registrazione, almeno secondo me (ma potrei sbagliarmi), perchè il violino perdeva la dolcezza necessaria a favore di una "taglienza" sì sublime, ma forse un po' troppo evidente. Ed infatti, anche la Graphite si comporta più o meno così; ma in fondo è proprio così che un violino deve suonare, anche se sinceramente trovo maggior fascino nella resa più dolce (e probabilmente più colorata) della Supex 900.
VOTO = 8 ++

E così mi sono venute in mente le parole di Torlai quando gli chiedevo quali fossero i migliori interfacciamenti per godere al meglio della sua testina: con il trasformatore va meglio il pop-rock e i ritmi sincopati, a causa del breve decadimento e del taglio di armoniche che spesso questi aggeggi si sbizzarriscono a fare; viceversa, la musica sinfonica si giova di più di un non-trasformatore, in relazione al decadimento meno ripido e al maggior contenuto di armoniche degli strumenti ad archi.

E...ma....allora provo! Stacco il trafo Tamura e collego il pre fono direttamente, con un carico di 100 ohm (provo anche 60 ohm, ma il medio va "in vacanza" e torno subito a 100 e...noto con stupore che suona molto bene, a differenza della 103 "pura" anche a 47.000 ohm, senza perdere totalmente il basso come accade con la Denon). Il timbro del violino diviene più dolce, mieloso ed ammaliante, pur conservando parte della naturale "rugosità". Mi dico: vedi Paolo? Basta seguire le direttive del progettista di una testina per "spremerne" il meglio. Ed infatti, quante indecisioni e patemi in meno ci sarebbero per i poveri audiofili se solo ci si potesse interfacciare così con i produttori di componenti H-FI? In qualche caso, come potete vedere, è anche possibile!
VOTO = 9++

Il sesto LP, "Big Band Bond" edito da Velut Luna è un altra gradita sorpresa e quì, la fa da padrone proprio la straordinaria capacità di separzione stereo della Graphite, nonchè la spaventosa dinamica di questo must audiofilo in vinile. In particolare, la voce della Martone "che si muove sul palco" dopo il 42° secondo del 3° brano (lo so...con l'LP è difficile individuare il secondo esatto, ma l'effetto, vi assicuro, no!) è quì percepibile in maniera ancor più spettacolare di quanto non mi fosse capitato in passato. Alzare spropositatamente il volume è un piacere immenso e non esiste ombra di affaticamento anche a pressioni sonore extracondominiali.
VOTO = 10

 

Il settimo LP, Never Mind dei Nirvana costituisce come sapete, la mia prova personale per valutare la capacità di una testina con il rock; in particolare utilizzo i brani Smells Like Teen Spirit e Territorial Pissing. La Denon DL 103 è ancora insuperata nel trasmettere questi brani con la necessaria energia, anche se il suo primato potrebbe essere superato, proprio in questi giorni dalla SHURE M44EM... Ebbene, la Graphite, proprio in virtù della sua superiore dinamica e precisione brillante, fornisce un risultato ancor più pregevole. VOTO = 10

Gli altri dischi che hanno suonato in maniera stupenda con questa testina "mozzafiato" sono:

- Ben Webster Meets Oscar Peterson, VOTO = 10

- Wish You Were Here, VOTO = 8++

- Respighi, Feste Romane, De Agostini. VOTO = 10

- Genesis, Nursery Cryme. VOTO = 10+

- Joe Jackson, Body and Soul. VOTO 9

- Stravinsky, Firebird, Antal Dorati, De Agostini. VOTO = 10++

- Stevie Ray Vaughan, Couldn't Stand in The Weather. VOTO = 10+

Difetti

Ma questa testina, considerati i miei elogi e i voti così alti, ha qualche difetto?
Ma certamente!
In particolare, non è del tutto soddisfacente la sua performance con LP che abbiano un'impostazione timbrica brillante e/o con bassi piuttosto asciutti. Il carattere aperto, preciso e dettagliato si va a sommare con l'equalizzazione non proprio equilibrata di dischi come "Brothers in Arms" dei Dire Straits o "The Nightfly" di Donald Fagen o ancora "Carmina Burana" della recente edizione De Agostini, così come "New Gold Dream" dei Simple Minds che sono tutti più o meno sbilanciati verso le frequenze alte.
VOTO = 6
Con questi dischi, la resa è eccessivamente asciutta, perde corposità e si sente chiaramente la necessità di fare qualcosa per reintegrare il basso e medio-basso perduti. La soluzione è più semplice di quanto si possa pensare:

 

L'ascolto con pre-fono con impedenza di carico variabile

E così ho provato a eliminare il trafo Tamura e a caricare la Graphite con 60, 100 e 200 ohm, collegandola direttamente al pre-fono Trigon Vanguard II. L'equilibrio migliore mi è sembrato quello ottenuto a 100 ohm, per lo meno con il mio setup. Con questa configurazione si recuperano completamente il medio-basso e il basso che si erano alleggeriti un po' troppo con il trasformatore.

Non si perdono invece i pregi già mostrati da questa testina in termini di dettaglio e ariosità, anzi, la maggiore ricchezza armonica, alla fine mi fa preferire l'abbinamento con il pre-fono (con il non-trasformatore, come direbbe Torlai). Pian pianino sto riascoltando tutti i dischi già descritti più alcuni altri e questa preferenza per il pre attivo si conferma quasi sempre, riportando le performance ai livelli già descritti. Solo in alcuni casi di incisioni notoriamente ricche di bassi e medio-bassi ("Meddle" dei Floyds, "Body and Soul" di Joe Jackson, "Missing... Presumed Having a Good Time" di Mark Knopfler) è chiaramente preferibile il trafo perchè più lineare e meno enfatico nel medio-basso, ma si potrebbe anche alzare l'impedenza del non-trasformatore, ottenendo più o meno il medesimo risultato.

Bene. La prima parte del racconto è conclusa. Vedremo cosa accadrà domani 5 Giugno nella mia sala d'ascolto con i tre amici già presentati. Ho intenzione di filmare ognuno di loro dopo gli ascolti più coinvolgenti facendo delle mini-interviste. Non so ancora se accetteranno, ma sarebbe a mio avviso molto istruttivo e stimolante....

Per il momento il mio report si conclude quì (Senza video...incredibile !).

Seguirà la seconda parte appena conclusi gli ascolti collettivi.

 

Paolo Lippe

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