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Open Journal di Paolo Lippe

Di Prinzio Custom Voice of The Theatre (VODP): ascolto

Di Prinzio Custom Voice of The Theatre (VODP): ascolto

Non le avevo mai ascoltate, le VOTT.  Ricordo le loro immagini negli annuari  del SUONO degli anni 70-80. Solo quelle però, dato che all’epoca imperversava la “moda” dettata dai cosiddetti “puristi” ove chi osava distaccarsi dalla tipica sospensione pneumatica a bassa efficienza (AR per dirne una) non capiva di HIFI. Ricordo ancora con stupore un ascolto, l’unico in età adolescenziale, delle meravigliose Altec Valencia a Bari, mi sembra da Auditorium 3 (o forse era Artel o Discorama? Troppi anni sono passati, più di 35), dove ascoltai un disco dei Floyd come non l’avevo mai sentito prima.

Tempo fa, un forumer di VHF prima assai attivo e tutt’ora iscritto (non bannato), mi aveva caldamente consigliato un ascolto delle VOTT, ma fino ad ora non avevo avuto mai occasione.
Grazie all'amico e ormai leggendario appassionato, Rivenditore Teatino, Mino Di Prinzio, ho potuto colmare anche questa lacuna.

Tuttavia, da più parti hanno sostenuto, in occasione di un apposito thread sul Forum di VHF, aperto qualche settimana fa per informare dell’avvenuto ascolto, chenon si tratta di vere VOTT, ma di un diffusore differente poiché composto da componenti diversi da quelli delle VOTT originali. Si è dibattuto a lungo sul fatto che, probabilmente oggi non esistono 2 coppie di VOTT identiche poiché trattasi di un diffusore assai customizzato per definizione, ma non si è raggiunto un accordo unanime e la discussione è degenerata.

Ma questa è storia…. è acqua passata…. Quindi torniamo a noi.

Appena le si intravedono, da lontano, quasi incutono timore, così scure e minacciose.
L'ascolto, è parte di un progetto di Mino (mi ha spiegato personalmente) finalizzato alla rivalutazione dell'alta efficienza quale modo concettualmente e praticamente assai diverso di concepire l'ascolto HIFI.
Ho potuto anche confrontarle con quello che è finora il sistema a tromba che mi è piaciuto di più (e non solo a me), le Mi.Ni Sound.

Le Altec Lansing VOTT A7, furono un modello "casalingo" derivato da una serie di enormi diffusori a tromba che vennero utilizzati negli storici concerti americani degli anni '60, Woodstock compreso. Già questo fatto è emblematico di quello di cui stiamo parlando e della filosofia costruttiva delle VOTT: un sistema a tromba che cerca di riportare in un ambiente interno, quasi casalingo, lo stesso impatto dei concerti live.
E' evidente che per poter utilizzare tali bestioni per l'ascolto domestico, bisogna anche avere un ambiente sufficientemente dimensionato, benchè esperienze Giapponesi dimostrino che questo non sia strettamente necessario.
Ma passiamo agli ascolti, molto attenti e prolungati, che ho potuto fare Sabato 25 Gennaio e Sabato 8 Febbraio, sia con brani da una selezione su CD di Mino (Norma 10) sia da miei CD ed LP.
Per i motivi sopra riportati, nel testo che segue indicherò sempre queste casse come VODP e non più VOTT.

L'IMPIANTO del 25 Gennaio
-  CDP Audio Note CD 1.1X
-  Giradischi Technics SP 15
-  Fonorivelatore Ortofon Cadenza Blue
-  Pre-fono Grandinote
-  Amplificatore integrato valvolare Unison Triode 25
-  Diffusori Voice of The Theatre Ricondizionati/Customizzati Di Prinzio (VODP)

La carrellata di brani parte, nel 1° video, dall'ultimo verso i primi, poichè all'inizio dell'ascolto erano presenti altri appassionati ed era impossibile NON commentare l'impianto per cui vi sono le nostre voci ben udibili che possono essere fastidiose e scoraggiare lo spettatore dal proseguire col video. Nel 2° video invece, tutto è nell’ordine in cui è avvenuto l’ascolto, come sempre.
Si inizia con "Genesis" stupendo brano per soli chitarra e voce (con gli archi solo nel finale) dall'album Quah di Jorma Kaukonen, il mitico chitarrista dei Jefferson Airplane. La sensazione "LIVE" è fantastica e anche l'equilibrio timbrico, a volume molto elevato. Ho dovuto posizionare la telecamera lontanissima dall'emissione delle casse, dietro di me, altrimenti il microfono distorceva a causa della pressione sonora. La performance è completamente differente da ciò che siamo abituati ad ascoltare con i comuni impianti casalinghi ed è ovviamente la dinamica a farla da padrone; il disegno sonoro è rotondo, corposo, sontuoso, con un lieve roll-off alle frequenze più alte.
Segue un brano molto melodico di jazz della selezione di Mino della cui performance non posso trovare alcun difetto. Equilibrio totale. Non si percepiscono i limiti, seppur lievi di roll-off descritti nel brano di Jorma Kaukonen.
Anche la splendida versione (sempre dalla selezione su CD) della famosa canzone popolare Cubana "Guantanamera" è resa dalle VOTT in maniera perfetta, deliziosa. L'emozione raggiunge anche il sottoscritto, notoriamente NON amante delle canzoni latino-americane e del centro-sud America in generale, reggae a parte che invece apprezza.
Pazzeschi, devastanti i timpani di Fanfare for The Common Man, e i fiati di estremo realismo in entrambe le versioni da me ascoltate (segue nel video, un'altra versione, ancor più coinvolgente della prima).
Ottima la resa del non meglio precisato brano di Mino con percussioni "esoteriche" e fiati, chiamato sulla compilation, semplicemente “DEMO GENOVA” - Jazz.

 

L’unico appunto che ho da fare nella resa di queste casse con il CD di Mino, è nel brano di Lennon "Imagine" quì cantato dalla meravigliosa, compianta, Eva Cassidy, la cui performance relativa alla voce femminile si percepisce un po' nasal-tubolare, come se la cantante avesse cantato piuttosto vicino al microfono con risonanze spurie varie, nella regione "nobile". Non essendosi percepito il difetto in nessun'altro brano vocale, nemmeno nel brano successivo dei Dead Can Dance, peraltro deludente rispetto a quanto sono abituato a percepire, sono orientato ad ammettere, dato il carattere estremamente rivelatore delle VOTT, che vi possa essere una responsabilità nella registrazione del brano di Eva Cassidy e mi sono ripromesso di riascoltarlo con attenzione a casa ed in cuffia. Ciò non toglie che l’impressione di una risonanza all’incirca nella regione dei 400 Hz, mi rimane…

L’ascolto di 2 brani a me molto cari quali “Supper’s Ready” e “The Knife”, rispettivamente da Foxtrot e Trespass dei Genesis di Gabriel nelle loro versioni rimixate del 2008, rispettivamente da LP e da CD, non può essere definito soddisfacente. La performance globale, pur mantenendo molta dell’esplosività già percepita non è nitida. L’ariosità che sono abituato ad ascoltare appare quì invece piuttosto limitata e la trama sonora è decisamente confusa. In particolare, sembra che si passi bruscamente da un ascolto a 5 stelle ad uno mediocre. Difficile stabilire il responsabile di questo risultato deludente, ma posso assicurarvi che nel mio impianto questi due dischi suonano meglio. Vero è che i dischi progressive, fatta debita qualche rara eccezione, sono veramente difficoltosi da riprodurre correttamente in considerazione dell’elevato numero di parti strumentali, voci e sovrapposizioni di chitarre e tastiere che possono mettere in seria difficoltà qualsiasi impianto.

Comunque sia, la ridotta attitudine dell’impianto con le VODP a riprodurre questi 2 dischi, viene confermato da un fugace, ma significativo ascolto degli stessi brani con l’impianto “dirimpettaio”, quello con le Mi.Ni Sound e, lasciatemelo dire, è proprio un’altra storia…..

E passiamo all’LP di “Into The Labyrinth” del mitico duo Australiano, gruppo da me amato alla follia e conosciuto come le mie tasche, sin dall’epoca dell’assai intrigante (seppur mal-registrato) esordio “Dead Can Dance”.  Il primo brano di questo splendido disco (Yulunga - Spirit Dance) è un “must” audiofilo, utilizzato in molte fiere per altrettante dimostrazioni. Qui però la resa non è convincente al 100%, nonostante sia molto superiore al risultato ottenuto con i Genesis. Il medio-basso sembra essere preponderante e sporcare le pigre ed assolate melodie di voce e gli strumenti etnici, mentre all’entrata delle percussioni più acute l’equilibrio perduto sembra ritrovarsi. La voce è sufficientemente pulita e nitida fin quando non compaiono le percussioni più basse che rimbombano. Viene confermata quindi l’enfasi nel medio e medio-basso di cui parlavo prima.

Il primo movimento della 5° Sinfonia di Beethoven diretta da Karajan potrebbe essere uno dei “pezzi” in assoluto più ascoltati dagli audiofili di tutto il mondo per le sue caratteristiche di dinamica e correttezza di registrazione, soprattutto per quanto riguarda l’eccellente remastering operato da Pierre Bolduc per la Collana De Agostini che ben conosciamo. Beh…. qui le escursioni dinamiche sono restituite con un impatto inimmaginabile per un impianto casalingo “standard”. Non avevo mai provato questo brano con le Mi.Ni Sound e mi riprometto di farlo al più presto, tanto l’intensità di quest’esperienza con la 5a Sinfonia non abbandonerà per lungo tempo i miei ricordi. Penso che questa performance delle VODP nel riprodurre questo brano si sia avvicinata molto alla realtà dell’evento live.

Perfetta sotto ogni aspetto la resa con “La Canzone di Marinella” cantata con Mina dall’inarrivabile. Includo qui un commento del mio amico e collega, utente del forum “cosm” che è rimasto anch’egli estasiato dalla performance delle VODP con questo brano,  in un ascolto ancora più remoto del mio primo impatto con questi diffusori. Egli però, come me è rimasto meno contento della resa di queste casse con i brani dei suoi dischi, a lui più consoni e conosciuti (Bach English Concert Pinnock LP ARCHIV).

Seguono gli ascolti della compilation di Mino su CD (Norma 10) che sono tutti molto soddisfacenti.

Morale della favola, benché Mino non abbia selezionato questi brani con le VODP, è verosimile pensare che l’abbia fatto, ovviamente con l’intento di far suonare i suoi impianti (quindi i suoi ambienti) il meglio possibile, sennò la cosa NON avrebbe senso. Ed in effetti così è: dalle VODP alle Mostro, passando dalle KEF LS 50 fino alle Klipsch Cornwall o alle Tannoy Prestige, le sue selezioni fanno sempre suonare molto bene i suoi impianti. E qui bisognerebbe riflettere un pochettino su quello che è il ruolo  dei nostri impianti sul nostro equilibrio non solo sonoro: è evidente che un qualsiasi brano, ad esempio degli U2 che faccia suonare in maniera sgraziata il nostro impianto (o i nostri impianti) non sia a noi gradito, al di là del valore artistico, e non venga certamente scelto per far ascoltare il nostro impianto agli amici che vogliamo impressionare. E su questo, NON CI PIOVE (per lo stesso motivo non avrebbe senso ad esempio, scegliere un brano di Robert Johnson per una dimostrazione di un impianto HiFi).

Pertanto, un giudizio completo sulle capacità riproduttive di un qualsiasi componente/impianto HIFI, non può assolutamente prescindere da questo fatto.
Anzi da questi fatti:
1) un dato impianto HIFI suona meglio, anzi benissimo, con determinati brani, non necessariamente registrati in modo magistrale, ma sicuramente ad esso “congeniali”.
2) Portarci alle fiere o nei negozi le nostre selezioni ideali (quelle che suonano meglio con il nostro/nostri impianto/i casalingo/i) può talora riservarci delle sorprese, sia in senso positivo sia negativo e far fare al nostro impianto, sia un’ottima figura rispetto ad impianti ultra-costosi (con buona pace del nostro io e del bilancio familiare), sia figure miserevoli (con un impatto devastante sul nostro equilibrio psichico e sulla pace familiare, sempre se è rimasta uno straccio di famiglia, all’audiofilo tapino).
Alla fine dell’ascolto, ho riferito a Mino le mie impressioni in merito al fatto che molti dei miei CD ed LP suonavano peggio delle sue selezioni e lui mi ha fatto una controdomanda: “Secondo Te perché accade Questo?” Lascio alla discussione sul Forum i commenti su quest’interessante spunto.

Fra gli altri dischi che generalmente mi porto dietro per testare impianti, ottima resa sonora è stata regalata al bellissimo album di Steve Ray Vaughan “Couldn’t stand The Weather”, in particolare al brano “Honey Bee” e all’LP di David Crosby “If Only I Could Remember My Name”.

Di Foxtrot ho già detto: nel finale del video la migliore prestazione delle Mi.Ni Sound con il brano “Watcher of The Skies” è percepibile persino dall’audio della HandyCam (!). Ottima performance delle VODP al contrario, ho potuto apprezzare con Gli LP di Joe Pass “For Django” e di Andreas Vollenweider “Caverna Magica”.

L'IMPIANTO dell’8 Febbraio
-  CDP Norma Revo
-  Giradischi Technics SP 15
-  Fonorivelatore Ortofon Cadenza Blue
-  Amplificatore integrato Mcintosh MA 8000 (il pre-fono è integrato, leggi oltre)
-  Diffusori Voice of The Theatre Ricondizionati/Customizzati Di Prinzio (VODP)

Questo secondo ascolto è stato condotto con uno stato d’animo completamente differente da parte del sottoscritto che conoscendo un po’ di più il carattere dei difusori aveva delle aspettative particolari, più che altro condizionate dalla presenza come amplificatore integrato dell’MA 8000 di Mcintosh, un mostro da 300 W x canale, ma soprattutto un mostro di versatilità, con DAC interno, tutti i tipi di ingressi digitali ed analogici (bilanciati e sbilanciati), pre phono MM ed MC con possibilità di variare l’impedenza per le MC col telecomando, mentre si ascolta un LP (G-O-D-U-R-I-A!), nonché un equalizzatore con controlli di tono estremamente sofisticati per numerose frequenze e che sicuramente faranno storcere il naso ai “puristi”, ma che si potrebbero rivelare estremamente comodi in ambienti particolarmente “difficili”.

Il carattere del MAC, ovviamente con equalizzatore escluso, si è subito mostrato con un minore roll-off di quanto non fosse avvenuto con l’Unison, specie con gli LP, ma anche la trasparenza e la messa a fuoco ne hanno guadagnato, forse con una lieve perdita di calore ed eufonia, più consona alle valvole dell’ottimo Triode 25.
L’ascolto è partito proprio con i brani con cui le VODP mi erano sembrate meno performanti. Su “Imagine” cantato da Eva Cassidy, l’enfasi sui 200-400 Hz è rimasta, ma è risultata meno fastidiosa proprio in virtù del minore roll-off di cui parlavo. Il brano dei Dead Can Dance ha confermato il trend.

Sorpresa invece con i Genesis di The Musical Box dall’LP Nursery Cryme (il mio preferito della band inglese) che mi sono goduto intero sino alla fine. Anche nei passaggi più impegnativi ed affollati di strumenti come nel finale di “The Fountain of Salmacis” il piacere d’ascolto non è stato inficiato da quell’enfasi che tanto aveva penalizzato l’ascolto di Foxtrot nella seduta precedente con l’Unison, anche se è evidente che va messa mano al crossover in modo tale da attenuare tale enfasi sui medi (Mino sta già lavorando in tal senso, essendo un “prodotto in itinere”). Ed è invece stato un vero tripudio l’ascolto della parte centrale di Firth of Fifth – LIVE – da Seconds Out Remixed – 2009, con il commovente assolo di Hackett che duetta con l’ARP Pro-Soloist di Banks.

Il crossover in lavorazione

Bellissimi i Dire Straits da “On Every Street”, disco registrato magistralmente ed ugualmente soddisfacente l’ascolto del secondo lato dell’Uccello di Fuoco su LP della Mercury (il solito che utilizzo sempre). Hanno chiuso quest secondo ascolto due brani che Mino utilizza spesso per le demo: la prima aria di Figaro "Se vuol ballare signor contino" da Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart e Renzo Arbore – “Smorz' 'e lights”. Anche Qui è stata confermata l’attitudine di questi brani ad essere riprodotti con grande efficacia e spettacolarità da questo pregevole impianto.

Conclusioni: se vogliamo tirare le somme, i brani dove ho trovato da ridire sono una minoranza e il difetto è sicuramente da imputare a quel picco che io, ad orecchio, ho posizionato come già detto, fra i 200 e 400 Hz, ma che potrebbe coprire un range di frequenze leggermente differente. Lo sapremo presto perché Mino sta modificando le caratteristiche dei filtri del crossover proprio per ridurre questo difetto e per farlo utilizza un macchinario particolare che mi ha anche fatto fotografare, ma di cui non ricordo il nome.

Il macchinario per la regolazione dei filtri e l'ottimizzazione della RF

Poi c’è un altro fattore da tenere in considerazione che non cito per giustificare o per ridurre l’entità del difetto delle attuali VODP, ma perché è sempre stato un dato di fatto: vi ricordate tutti i miei TENTATIVI di trovare una Tannoy Prestige che suonasse come piace a me? E tutte le conseguenti feroci polemiche sul suono di molti di questi modelli (in particolare Sandrigham, Stirling e Turnberry)? Il problema da me segnalato era il medesimo e cioè un enfasi dei medi e dei medio-bassi che io, decisamente apprezzo poco. Può essere che il mio sistema percettivo sia particolarmente suscettibile a queste frequenze e che un eventuale loro preponderanza mi generi un affaticamento o un fastidio che magari ad altri ascoltatori non fa il medesimo effetto.

Tuttavia, al di là di queste speculazioni, io sono piuttosto convinto di ciò che ho ascoltato, dei pregi e dei difetti di questo sistema e penso che molti di Voi (Mino Compreso) possano largamente condividere ciò che ho descritto; così come sono sicuro che un'eventuale intervento di taglio su quelle frequenze, magari previo studio della RF in ambiente, possa giovare all'equilibrio globale del sistema.... staremo a vedere.... Tutto può essere migliorato e se questi diffusori, che già di per sè sono sorprendenti, raggiungono l'equilibrio che penso io, allora ci sarà davvero da rimanere estasiati.

Per tali motivi io sono sicuro che Mino gradisca moltissimo consigli in merito, soprattutto da audiofili con più esperienza di quanto non possa offrirgliene io.

Consigli che possono venire però solo dopo un ascolto attento e diversificato come quelli che ho potuto condurre in occasione di questi due intriganti pomeriggi.

E portatevi anche dei vostri dischi, non necessariamente registrati benissimo, ma che suonano bene nel Vostro impianto. La cosa sarà molto interessante.

Buoni Ascolti!

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Paolo Lippe