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Open Journal di Alessandro Oliva

Un eroe della batteria

Una clinic, un artista, backstage delle percussioni: leggende e vecchi eroi. Bacchette che scavano nella storia e nell’animo.
Un eroe della batteria

Sono un batterista: un principiante, un novellino, manchevole nella tecnica, ma saldo nella sua passione; ed è proprio quest'ultima a spingermi in quel di Gaiarine a una clinic di Christian Meyer, celebre batterista di Elio e le Storie Tese che all'interno della comunità batteristica, soprattutto a livello italiano, gode di grande rispetto ed ammirazione.

Prima di quel giorno mi ero già avventurato in una clinic, quella tenuta qualche anno fa a Montebelluna da Steve Gadd, mostro sacro che ci aveva sbalordito con intricatissimi groove e tecnicismi tanto improbabili quanto impensabili (ritmo Samba con 4 bacchette!!), ma senza coinvolgerci più di tanto, limitandosi a stupirci e a consigliarci grazie al sempre lesto traduttore. Con Christian ho il presentimento che sarà diverso, e lo capisco bene quando, alle ore 15 del 16 dicembre, arrivo al municipio di Gaiarine e vedo una fila di ragazzi che si accalcano all'entrata, tutti armati di pad e bacchette, spaziando dai dieci ai vent'anni; ancora però non so cosa aspettarmi di preciso. Una volta giunti alla sala adibita alla clinic mi sistemo in prima fila con l'eterogenea gioventù e noto il buon Christian, che ci saluta testando con una breve rullatina tutti i nostri pad. Subito dopo si sistema dietro il seggiolino e dà vita a un complicato intreccio, un meraviglioso intersecarsi di ritmi, assoli, dinamiche, che ci magnetizza dall'inizio alla fine: una delle leggende della batteria italiana si è presentata.

E' l'inizio di un'esperienza meravigliosa, che abbraccia suono, ascolto, pratica, condivisione, insegnamento. Noi allievi possiamo infatti dire di aver fatto tante cose in quella giornata, come esercizi di dinamica ed impostazione, esecuzione di fill di batteristi leggendari, ma il tutto può essere riassunto dicendo che abbiamo imparato e in particolare scoperto. Se a Gadd va il merito di essere stato una sorta di divinità che ci trasmetteva i suoi comandamenti, onnipotente e distaccato, Meyer riesce a rullarti l’animo, è un catalizzatore di passione che ti apre nuovi orizzonti, tanto sullo strumento quanto sulla musica in sé. Non a caso esordisce parlandoci della musica come dinamica, insieme di diversità, di piano e forte, veloce e lento, di momenti, di un salire e uno scendere continui ed inesorabili che danno vita a sfumature, tinteggiature, umori, arrivando così a spiegarci la sua esibizione iniziale.

Ma come è potuto giungere a tutto ciò? E' merito degli eroi della batteria, spiega lui, coloro da cui tutto è partito e a cui tutto si deve, quelli che, dice, "non ti fanno mai ascoltare per Radio se non alle cinque di mattina, quando stai tornando da un viaggio allucinante." Il vuoto, l’assenza di conoscenza o addirittura di coscienza dello storico musicale è terribile; le radici, la storia, la formazione all'insegna del trascorso e della bellezza di ciò che è stato, di ciò che è, di ciò che ci circonda e la comprensione di ciò che la musica implicitamente incarna, dinamica, sono molto importanti, soprattutto in campo batteristico, dove la matrice originale, l'africanità, è spesso dimenticata,  dichiara Christian, che rimedia immediatamente agli errori radiofonici facendo sgorgare dal suo ipod amplificato il sound degli eroi: Philly Joe Jones, Billy Cobham, Big Sid Cattley, lo stesso Gadd, Teo Lima, Art Blakey e altri ancora.

Decisamente folgorante: in quei suoni, in quelle percussioni, ritrovo date, ambienti, epoche, atmosfere, modi di vivere e di suonare, retaggio, evoluzioni; afferro il concetto che noi suoniamo sì uno strumento, che va accarezzato, aggredito, sfiorato e cavalcato, ma che soprattutto dobbiamo suonare la musica; mi rendo conto di quanto sia importante una formazione, una cultura, un guardare oltre, scavalcare il recinto, provare; immagino che forse, anche se ci si sente i Kurt Cobain di una generazione, bisogna prima sapere davvero chi è Kurt Cobain; capisco insomma che La storia non è lì per caso, è una fonte tanto di tradizioni quanto di insegnamenti, che sono lì affinché noi stessi possiamo produrre innovazione; comprendo che, per quel che mi riguarda, in una domenica di dicembre, a Gaiarine, anche Christian Meyer è divenuto un eroe della batteria.

 

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