Tu sei qui:HomeOpen JournalAlessandro OlivaTime it does not matter, but time is all we have

Open Journal di Alessandro Oliva

Time it does not matter, but time is all we have

Un ritorno atteso, una musica che sa essere ancora emozionante regalando spunti, riflessioni e un'ondata di sentimento, catapultandoci verso la considerazione e la cognizione di un aspetto basilare della nostra esperienza: il tempo.
Time it does not matter, but time is all we have

Il 26 aprile esce il nuovo album dei Deep Purple. Mi aspetto molto da loro, sono i miei musicisti preferiti. Non appena vado a comprarlo cerco di rassicurarmi ripetutamente, mi dico che questo sarà un ritorno folgorante e sorprendente, ma un dubbio si insinua in me, avvertendomi che questo potrebbe essere anche un canto del cigno, se non un fiasco. Lo stesso titolo, “Now What?!”, contribuisce un po’ a spaventarmi, tuttavia riesco a frenare i miei dubbi, ad annegarli nell’indifferenza e, ottenuto il prezioso cd, a recarmi a casa ad ascoltarlo immediatamente. Effettivamente mi sorprende, perché non è solo bello: è innovativo, si spinge oltre gli schemi che potrebbero ingabbiare il gruppo, etichettarlo e riporlo nell’ormai abusata categoria dei “dinosauri del rock”, ma soprattutto è evocativo; riesce ad avvolgermi, a colpirmi e, con la sua musica, con i suoi testi, mi porta su un altro piano, e mi fa assaporare una sensazione, un’idea, un macro concetto che scandisce la vita di ognuno di noi: il tempo. Significativamente, è proprio questo l’oggetto della prima canzone dell’album, "A Simple Song", di cui riporto il testo.

Time, it does not matter                                      A simple Song
But time is all we have
To think about, think about

Road, it has no end                                                    
Crossroads every turn
So it goes, so it goes

Once you sang
A simple song
Got confused

Went on too long
Why does the promise fade
You lie on the bed you make

Stranger than fiction
Further from the truth
Beyond imagination

Those seeds have taken root"
Wild as a dream could be
From black and white

To blue and red
Golden circles
Flow above your head

Once you sang
A simple song
You got confused

And now it’s gone
Once you sang
A simple song

It all went wrong
Time, it does not matter
Time is all we have

A Simple Song. Un’introduzione basilare, ma profonda, scarna eppure densa e penetrante, che ti trascina, ti cattura, in un mood che già preannuncia le prime parole di Ian Gillan: “Il tempo non ha importanza, ma il tempo è tutto quello che abbiamo da pensare.”. Splendido e veritiero: viviamo ciò che è, ricordiamo ciò che fu, pensiamo a ciò che sarà, e tutto è permeato dal tempo. A un primo livello ciò che cogliamo del tempo è l’aspetto organizzativo, che interviene, con minuti, ore, giornate e anni, a regolare la nostra vita, assumendo già qui, dunque, una fondamentale rilevanza: agiamo in base a un tempo, viviamo su di esso, ne desideriamo di più. Il tempo “tiranno” ci governa, ci accompagna, incorruttibile ed inesorabile e noi lo pensiamo, ci approcciamo ad esso, ce ne discostiamo, ci rimmergiamo nel flusso della nostra vita per poi ritornarvi immancabilmente riflettendoci, pianificandolo, lamentandoci perché ne abbiamo poco, fissando stupiti il suo trascorrere, in cui ore interminabili si alternano ad anni che sembrano pochi minuti. Come scrisse del resto un gruppo in una canzoncina chiamata “Time”:

Stanco di stare al sole, 
di restare a casa a guardare la pioggia 
sei giovane e la vita è lunga 
c’è tempo per ammazzare l’oggi
 e poi un giorno scopri
che ti sei lasciato dietro dieci anni
 nessuno ti ha detto quando correre 
e tu hai perso il colpo di partenza

Il tempo ha anche tuttavia un secondo livello, quello di dimensione, di entità che permea l’universo e ci accompagna in tutta la nostra storia, di ordine che presiede all’esistenza e in cui noi di conseguenza siamo immersi fino al collo, di fenomeno su cui tanti hanno riflettuto elaborando concezioni diverse che però sembrano fondersi nel suo unico e forse mai comprensibile manifestarsi che ingloba in sé tanto l’inarrestabile linearità, il percorso unico ed inimitabile, quanto il ciclico ripetersi degli eventi. Per quanto a volte sembri che il tempo non importi, in realtà è tutto ciò che abbiamo da pensare. Come comportarci dunque? La risposta sembra molto semplice: andare avanti, proseguire, avanzare come abbiamo sempre fatto e come sempre faremo. In una strada che sembra senza fine, tutto quello che puoi fare è andare dritto dinanzi a te, per come sei e per come vorrai essere,  compiere  lo splendido viaggio della vita vivendo il nostro tempo, a volte rincorrendolo, altre volte godendocelo, comprendere cosa possiamo fare nel qui e ora, andare avanti passo per passo, insomma, chiederci davvero: “Now What?”. Del resto, i Deep Purple, nella lunga cavalcata che è la loro carriera, sembrano averlo fatto benissimo. E poi, chissà, magari un giorno, come pronuncia il buon Gillan in un brano finale che sembra riprendere il discorso, potremo sederci, fermarci a respirare e basta, non preoccuparci e rilassarci, perché avremo tutto il tempo del mondo.

 

 

Vai al Forum di VideoHifi e scrivi i tuoi commenti:
http://forum.videohifi.com/discussion/324968/su-open-journal-time-it-does-not-matter-but-time-is-all-we-have#Item_1