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Open Journal di Marco Lincetto

Le elettroniche di Fulvio Chiappetta

Marco Lincetto riprende qui la sua rubrica Pugno di Ferro in guanto di Velut ben nota ai lettori audiofili. Buon divertimento.
Le elettroniche di Fulvio Chiappetta

Di Marco Lincetto.

Credo ormai si sappia: io non sono il tipo di appassionato che si entusiasma al cospetto di un mucchietto di metalli, silicio, tubi e cavi vari che messi ordinatamente insieme contribuiscono a creare un oggetto adatto a riprodurre più o meno bene, o anche in modo eccellente, la musica. Ritengo l'Aifai un male necessario che ci consente, il più delle volte, di fruire al meglio fra le pareti domestiche del vero oggetto del desiderio, del vero pane spirituale per il nostro cervello, ovvero la Musica. 
Io, per vivere, metto la Musica dentro ai più differenti supporti, perchè poi questi possano consentire alle persone che lo vorranno di fruire della musica anche a casa propria. E per fare questo utilizzo sia oggetti elettronici adatti alla ripresa, perfettamente speculari a quelli adatti alla riproduzione, ma anche, ovviamente, oggetti adatti alla riproduzione, sia per sentire il frutto del mio lavoro, sia, come appassionato, per sentire il lavoro dei miei colleghi per il mio piacere. Insomma: di riffe o di raffe, devo convivere con oggetti che, ripeto, di base, non mi provocano orgasmi... Oddio, si potrà scrivere "orgasmo" su OJ? Speriamo di sì...

Esistono però le eccezioni, come in ogni faccenda dell'umano agire.Non mi è neppure troppo difficile fare la conta di quante volte mi è capitato di... "entusiasmarmi", di un entusiasmo senza mediazione di cervello, ma in virtù di pura passione, per un qualche oggetto adatto alla riproduzione. E sempre, dico sempre, questo tipo di emozione me l'ha donata un diffusore, una "cassa".

Fu così la prima volta che ascoltai, nel 1978, le Infinity Quantum 1, nel mitico negozio di Vanotti Hi Fi, in centro a Padova; e poi ancora, sempre in quegli anni, le Altec 19 Voice-of-the-Theatre (era l'estate del 1979 e quattro di loro sonorizzavano la pista della mitica discoteca Baia degli Angeli, a Gabicce - anni in cui in discoteca si suonava "musica"... suonata da musicisti veri...). E poi le JBL 4350, e le Westlake usate come monitor nei mitici Ocean Way Studios di Los Angeles (ci ho sentito il suono di Stanley Clarke in diretta, mentre stava colà registrando...).

Poi ho cominciato a lavorarci, con questi strumenti e, sinceramente, la passione di pancia non l'ho più provata, per alcunchè, per tanti, lunghi anni. Fino a venerdì scorso, 16 novembre.

Sì perchè, una settimana fa, nei locali dello showroom napoletano di SI Audio di patron Fulvio, mi sono distrattamente infilato una cuffia AKG K701 - che ben conosco perchè la possiedo e la uso da più di due anni - che era collegata ad un amplificatore per cuffia che si chiama INTIMO MK2, sempre ovviamente prodotto da SI Audio. Dicevo: ho calzato la cuffia e dopo non più di 30 secondi, sono saltato (...metaforicamente parlando...) sulla poltrona: perdinci, perbacco e perdindirindina... Dov'è il trucco? Possibile che questa cuffia, che pure stimo, ma soprattutto perfettamente conosco, suoni in modo così clamorosamente differente, ma soprattutto clamorosamente... meglio su ogni parametro rispetto alla mia? Ero tentato di mettere sotto torchio Quirino Cieri per convincerlo a confessare che sotto la livrea delle 701 avevano nascosto un prototipo di top di gamma, magari erede diretta della mitica K1000.
Invece mi sono quasi subito arreso all'evidenza dei fatti: tale risultato così eclatante, così sorprendente, era frutto di quel monumentale oggetto che risponde al nome di INTIMO MK2.

Allora ho deciso di approfondire.

Ed ho iniziato un ascolto, come si dice, "critico", utilizzando esclusivamente i miei dischi, che evidentemente ben conosco. E visto che erano disponibili, ho utilizzato anche altre cuffie, tutte piuttosto significative: una Sennheiser HD800, una Audio Technica da 950 euro di listino, un'altra AKG K550. La caratteristica principale che si pione subito all'evidenza, utilizzando questo amplificatore, è, semplicemente il fatto di non esserci. Lo so, sembra banale, ma le cose stanno proprio così: è quanto di più vicino si possa immaginare al famoso filo con guadagno, intendendo questa affermazione come il massimo complimento possibile per un'elettronica.

Qui non è neppure possibile intavolare una più o meno interessante discussione sul suono delle valvole (con cui il nostro, per inciso, è costruito) o dei transistor e affini. Questo oggetto semplicemente fornisce una pressochè illimitata e progressiva energia, pulitissima e trasparentissima ad ogni frequenza, dai bassi profondissimi agli acuti più estremi e raffinati, a qualunque tipo di cuffia gli venga collegata, esaltandone ai massimi livelli le qualità (o i difetti) precipui di ognuna. Questo ampli fa "Musica": e la cosa che più colpisce e ci convince che questa affermazione non è retorica, è una caratteristica difficilissima da riscvontrare in ogni oggetto dedicato alla riproduzione della Musica, ovvero la cosiddetta microdinamica, la velocità impressionante con cui rende i transienti: in una parola, la capacità rarissima di restituire il senso del ritmo della musica vera, quella dal vivo.

La trasparenza e la totale indifferenza al carico proposto, contribuisce poi in modo determinante a garantire una grande facilità con cui distinguere immediatamente le caratteristiche, anche molto differenti, delle quattro cuffie che ho ascoltato, partendo ovviamente dal mio riferimento ben noto che è la K701. Insomma, quest'oggetto è veramente uno di quelli che ti costringono a perdere il controllo delle emozioni. E lo possono testimoniare Fulvio e Quirino, quando sono tornato in sala ed ero letteralmente preso da questi ascolti, come ho chiaramente manifestato...

Non è il mio specifico, ma a questo punto urge anche una bella descrizione di cosa stiamo parlando. L'amplificatore è veramente bello, compreso l'alimentatore separato, che ne rappresenta l'anima ed il segreto dell'eccellente resa acustica. L'alimentazione separata consente infatti di ottenere impensabili livelli di assenza di rumori di alcun tipo, giusto per dirne una. E poi ovviamente lo spunto dinamico e la potenza pressochè illimitata (...pena la sordità, ovviamente...). Dicevo: è bello. La livrea nera con la luce in trasparenza e le due belle manopolone in acciaio lucente a semisfera, morbidissime quando le ruoti, con corsa senza soluzione di continuità, gli conferiscono un'eleganza che si sposa perfettamente in qualunque tipo di ambiente.

NUOVO FINALE SI AUDIO LTD1

La dotazione poi prevede tutto quello che serve: un ingresso sia sbilanciato che bilanciato RCA / XLR e due uscite tradizionali per jack 6.3mm ed un'uscita bilanciata con due XLR, uno per il canale destro ed uno per quello sinistro. Per quello che contano le misure, la casa dichiara una risposta in frequenza 2-100.000 hz +/- 1db; THD 0.1%, rapporto S/N 106db, sensibilità/impedenza d'ingresso 250mV/47Kohm.

Approfondendo la conoscenza di come è costruito - rigorosamente dopo tutti i miei test d'ascolto - scopro cose ovvie. Innanzitutto è progettato per cuffie da 8 a 600 ohm di impedenza (ed ecco spiegata la capacità di pilotare qualunque oggetto per le orecchie...). Poi la potenza di 2x1 watt RMS, ovvero tantissima in assoluto. E quindi la presenza di triodi in tutte le funzioni di amplificazione incluso lo stadio finale, in configurazione OTL ed in classe A purissima e rigorosamente Dual Mono. 
Le valvole di potenza sono accoppiate e selezionate, concepite ad hoc per circuitazioni OTL e SRPP: il che garantisce, oltre alla qualità d'ascolto una lunga affidabilità e costanza di prestazioni nel tempo.
E poi l'alimentatore (come già detto in un case separato): è costruito utilizzando 2 trasformatori di alimentazione, progettati per uso audio, con potenza totale di oltre 200VA, con schermo primario/secondario per eliminare interferenze di rete (...insomma, vi risparmiate pure il condizionatore di rete...).
Ed ovviamente tutto questo ben di dio è assemblato in modo manuale, con attenzione minuziosa, esaltando tutti gli aspetti migliori delle produzione artigianale. E come tutti i prodotti SI Audio ha una garanzia totale di 3 anni... Ma chi glielo fa fare, dico io, visto che la legge prevede solo due anni di garanzia... Valli a capire, te, questi artigiani...
L'ascolto in cuffia è una parte fondamentale del mio lavoro: capita che ci passi anche 10 ore al giorno con le cuffie in testa. E soprattutto l'ascolto critico dei master da me prodotti, prima di essere definitivamente licenziati per la stampa, avviene tramite cuffie.
E per questo possiedo vari ampli cuffie, principali dei quali tre oggetti di costruzione custom che fino ad ora reputavo fra le cose migliori di mia conoscenza. E penso ancora che siano molto buoni, ma molto lontani dalla qualità stratosferica garantita da questo Intimo MK2. E non posso neppure esimermi da un confronto con una macchina che so essere molto stimata in questo campo, ovvero l'ampli cuffie della Bryston: ebbene, anche qui non c'è storia. E' vero che il Bryston costa 1.750 euro e questo 2.150, ma la differenza di resa è molto, ma molto più ampia, a favore dell'Intimo rispetto ai 400 euro di costo in più.

Ecco, ho così smarronato anche il prezzo: per carità, non regalato, ma considerando che secondo il mio parere, per quello che vale ed in confronto ai pur moltissimi oggetti simili che ho avuto occasione di provare nella mia vita, questo Intimo MK2 si merita la qualifica di "miglior amplificatore per cuffie al mondo", direi che il prezzo si deve considerare addirittura un affare.

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Ma il titolo dell'articolo diceva: "Le elettroniche di Fulvio Chiappetta"...  Infatti il nostro con la sua SI Audio produce una serie piuttosto articolata di amplificazioni, tutte valvolari e gran parte in configurazione OTL, di qualità grande che io conoscevo un po' distrattamente come molto buona, ma dopo questo incontro caratterizzato da lunghi ascolti durati due giorni, mi ha fatto gridare al miracolo. Ora non mi dilungherò ancora molto, ma come minimo devo sottolineare come il nuovo finale single ended da circa 60 watt LTD 1 ha pilotato le imponenti JBL 4365 in un salone da 90 mq senza la minima incertezza, garantendo pressione sonora inimmaginabile, anche con la voce dal vivo, senza MAI e sottolineo, MAI, scomporsi minimamente, offrendo un timbrica globale di rara raffinatezza. Idem con patate il collaudato integrato Cult-i che pilotava le 4319 nella saletta piccola.

Ma di tutto ciò ne parleremo magari un'altra volta.

In conclusione: ho cominciato a mettere da parte i soldini necessari all'acquisto dell'INTIMO MK2...

 

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