Tu sei qui:HomeOpen JournalLuciano NosedaPensieri e parole

Open Journal di Luciano Noseda

Pensieri e parole

La musica mi ha accompagnato per buona parte della vita ed è tuttora presente nelle mie giornate, non mi abbandona mai. Nelle giornate uggiose, come quella passata oggi, se non avessi il conforto della mia amata radio che spara musica a ripetizione, sarei una persona tristissima.
Pensieri e parole

Due LP storici. Nursery Cryme e Atom Earth Mother

Tutto é iniziato nel 1970, un anno pesante per chi andava a scuola, si fa per dire, ma una annata speciale per la discografia in generale.

Il Progressive era già in pista e con Pink Floyd, Genesis, King Crimson si andava alla grande. Io, povero pistorello di quindici anni, non avevo manco gli occhi per piangere, figuriamoci se potevo permettermi un Long Playing e tantomeno un misero impianto per ascoltarlo.

La fame, a volte, ti aguzza l'ingegno e con un'idea leonardesca mi ritrovai a lavorare con mio padre quell'estate del '70 per raggranellare i soldi del mio futuro primo impianto.

Magnifica idea, non certo dal punto di vista "vacanze", che erano clamorosamente saltate e neanche dal punto di vista fisico perchè ogni sera arrivavo dal "lavoretto", diciamo, stroncato, non essendo molto abituato ad usare le braccia.

Ma tutto passa, e alla fine si arriva all'ambito premio.

Stupendo! Ero riuscito a farmi un mini gruzzoletto, da spendere in musica ed in hifi, insomma hifi o qualcosa di simile!

Alla fine dell'estate, con i soldi in tasca, andai in pellegrinaggio nei diversi negozi hifi della mia città e, dopo lunghe ricerche, riuscii a scovare il giradischi e l'amplificatore meno costosi in assoluto.

Il giradischi era un ELAC con testina magnetica, che già era un successo perchè altrimenti dovevo prendere una testina per conto mio e magari ceramica, dati i costi. Purtroppo c'era l'inghippo, perchè il giradischi costava poco ma era senza mobile. Una scatola di polistirolo fece da mobile con mio immenso piacere.

L'amplificatore era intero, non gli mancava nulla, aveva anche l'ingresso phono. La marca non era prestigiosa, non credo figurasse sull'annuario di Suono!

Era comunque italiano e si chiamava Milan, be', insomma, aveva anche 10 watt RMS di uscita per canale.

Mi sembrava un "mostro" di fedeltà, e dire che avevo le orecchie molto buone, allora.

L'impianto era nato, cavetti poco costosi, ubicazione fetente, ma era nato.

Mancava la musica. Anche questo aspetto mi portò via un bel po' di tempo.

Ero combattuto, mi piacevano due copertine, anche perché non sapevo minimamente di chi fossero quei dischi, allora. Una copertina rappresentava delle mucche al pascolo ed era molto bucolica,  l'altra copertina che aveva attirato la mia attenzione, era stranissima, rappresentava una bambina, vestita in modo molto vittoriano che giocava a croquet, stranissima. Infine, comprai due LP, dal titolo Nursery Cryme e Atom Earth Mather.

Anni e anni dopo, avevo sugli scaffali della libreria i miei adorati primi LP, insieme a tanti altri, diciamo tutti i dischi dei Genesis e dei Pink Floyd e altri ancora, sempre pronti per un attento ascolto.

Si però, c'è un però: non ascolto più quell'impianto, che nostalgicamente ogni tanto mi ricordo con affetto e un pizzico di malinconia. Quel giradischi sulla scatola di polistirolo e quel'amplificatore dal nome calcistico, Bei tempi...

 

Scrivi i tuoi commenti sul Forum di VideoHifi:
http://forum.videohifi.com/discussion/322078/su-open-journal-pensieri-e-parole