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Open Journal di Luciano Noseda

I cavi di collegamento

Quando ti appresti a collegare qualsivoglia apparecchio elettronico, i cavi per un suo collegamento sono compresi con l'apparecchio stesso o al limite te li dà il venditore, sono standard diciamo, cioè non si discostano molto, l'uno dall'altro, pur cambiando marca. In hifi questo non accade.
I cavi di collegamento

Una parte di impianto hifi

Aumentando il numero di apparecchi hifi nel mio impianto di ascolto, mi sono reso conto del numero esagerato di cavi che sono costretto a usare per collegarli tra loro. Specialmente se devo sostituire un amplificatore o devo spostare qualcosa, capisco il dramma elettrico.

Prima, diciamo parecchi anni fa, al mio impianto bastava una "ciabatta", così chiamata, per poter attaccare tutto ciò che potesse servire ad un ascolto del giradischi e i cavi tra ampli, giradischi e casse erano limitati.

Ora, in sala, dietro il mobile che sorregge l'impianto hifi, si consuma un dramma.

Quattro o cinque "ciabatte" non bastano, fili in ogni dove, e naturalmente il caos.

Certo non sono qui a lamentarmi se devo collegare due sintonizzatori, due finali, due pre, due giradischi, un registratore, due lettori CD, un timer e quattro casse e magari all'occasione qualcos'altro. Li ho voluti io!

Quello che mi fa pensare è il costo iperbolico che dovrei affrontare, usando tutti quei cavi, ottimi senz'altro, che il mercato, se pur incrinato dalla crisi, propone con vari marchi, esoterici o meno, per non perdere un "goccio" del suono dei miei amati apparecchi. Mi viene anche una riflessione di carattere prettamente personale, cioè, ma che risposta in frequenza possono sopportare le mie non più giovani orecchie? Siamo sicuri che il gioco vale la candela?

A queste domande, io, ho risposto da subito, senza pormi nessun problema, senza spendere un patrimonio, ho cercato, nel mio piccolo di arrangiarmi.

I cavi di alimentazione sono quelli in dotazione ad ogni singolo apparecchio, quelli di collegamento a bassa frequenza sono dei normali cavi schermati di normale sezione con attacchi RCA, chi più chi meno "dorati", senza grosse pretese. Non voglio sminuire la bontà dei super cavi venduti per avere un aumento di fedeltà nell'ascolto, anzi confermo che dei risultati positivi si possono avere, tengo solo a precisare che, almeno nel mio caso, andando avanti negli anni, le mie orecchie fanno un po' da filtro passa alto e passa basso, per cui i super cavi sarebbero una battaglia persa e, da non sottovalutare, in ultima analisi, un amplificatore "scarso" anche con un "botto" di cavo, suonerà sempre come un "cassetto".

La conclusione, per me, è sempre a favore dell'appassionato di musica e hifi. Raggiungere un buon risultato senza strafare e godersi l'ascolto del proprio impianto con della buona musica, anche se non si hanno dei super "Cavoni", altrimenti si rischia e.....chi troppo vuole nulla stringe!

Buona musica a tutti.

 

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