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Open Journal di Luciano Noseda

Amore mio

Passa il tempo, stranamente si inizia a non ricordare cose avvenute recentemente e senza che ci si renda conto del perché, riaffiorano ricordi lontani, anzi lontanissimi. Non starò diventando, come mia nonna che raccontava cose del passato e non si ricordava di spegnere il gas!? Accipicchia sto invecchiando?
Amore mio

Galactron mk120 una Icona

Il tempo era brutto, pioveva e nonostante fosse maggio, l'umidità ti entrava nelle ossa. Io, comunque, non mi preoccupavo minimamente e continuavo la mia passeggiata pomeridiana dopo la scuola, cazzeggiando a destra e a manca in quel di Como pur di non tornare a casa per fare i soliti compiti e studiare...

Solitamente, in questo mio peregrinare senza meta,  ero solo e stavo bene così, perché potevo fermarmi dove e quando volevo, senza rendere conto a nessuno.

Bene, in questa giornata, pessima come clima, ma meravigliosa per quello che mi sarebbe successo, trovai, ad un certo punto, riparo dalla pioggia in una galleria di un palazzo in via Milano. Era un passaggio sotto questo palazzo che lo attraversava da una strada, appunto via Milano, ad un'altra.

Qui, molti anni fa, primi anni settanta, c'era un negozio enorme, che occupava tutta la galleria, a destra era pieno di elettrodomestici e a sinistra era pieno di....

HI FI . Forse era il più grande rivenditore hifi di Como.

Io lo conoscevo bene, ma, quel giorno in vetrina trovai, non i soliti apparecchi più o meno belli che erano oggetto delle mia curiosità, ma l'Amore, con la A maiuscola, e non esagero, perché da allora la passione infuocata per l'Alta Fedeltà e la musica mi pervase completamente. Ebbene si, in vetrina erano esposti alcuni modelli di un costruttore che già allora era famoso, ma che io non avevo ancora potuto vedere dal vivo. Il marchio ben visibile e inconfondibile, da quel giorno mi si stampò nel cuore, Galactron.

Meraviglia, allora era semplicemente meraviglia per apparecchi non solo ben suonanti, come avrei potuto accertarmene negli anni seguenti, ma anche Stupendi esteticamente. Rompevano ogni schema fino ad allora seguito dalla maggioranza di produttori hifi. Erano apparecchiature marziane, beautiful.

Col naso attaccato alla vetrina di quel negozio in via Milano, ci sono stato parecchio, ad osservare, a sognare, a sperare che un giorno avrei potuto possedere una meraviglia come l'MK16 o l'MK160 o il 120 o l'MK10 o il 100.

Tutti, sono riuscito a possedere tanti anni dopo. Che grande emozione poterli toccare e usare, lo dissi anche al grande Lojodice, Ideatore del fantascientifico design Galactron, incontrato ad un Top Audio anni dopo.

Quella pila di apparecchi, uno sull'altro, in quella vetrina, mi rimarrà come un flash nella mente e nel cuore in eterno.

Anni dopo, in quella galleria in via Milano, andavo tutti i giorni, pigliavo un bel caffè al bar di fianco e dopo con calma ma con enorme passione entravo in negozio, si, proprio quel negozio. Mi avevano assunto, vendevo Alta Fedeltà.

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