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Open Journal di Diego Scardocci

Il lungo percorso dell'impianto di jazzandroll

Una breve descrizione sul “come” ci sia arrivato credo sia d’uopo, anche perché l’attuale sistema è il frutto di un percorso iniziato nel lontano 1976, anno in cui ricevetti in regalo il mio primo impianto stereo serio o presunto tale, punto di partenza dal quale sono giunto all’odierna configurazione dopo numerosi cambi dettati sia dalla voglia di avere qualcosa di definitivo (ammesso che esista), sia dalla necessità di sostituire apparecchi giunti ormai alla fine della loro onorata esistenza, come nel caso dell’amplificazione oppure, purtroppo, dalla obbligata necessità di sostituire un acquisto nel tempo rivelatosi sbagliato.
Il lungo percorso dell'impianto di jazzandroll
Lettore digitale: 
Marantz SA-7001 (CD/SACD)
Preamplificatore:
Advance Acoustic MPP-506
Amplificatore finale:
Advance Acoustic MAA-406
Diffusori: Polk Audio SDA 1C
Lettore DVD:Philips DVP-9000-S Cineos
Cavi interconnessione: Xindak
Cavi potenza: 2 x 4 mmq in rame
Cavi rete: DIY

Senza troppo affondare le mani nel passato, sciorinando una lunga e forse inutile lista delle apparecchiature da me possedute nel tempo, vorrei parlare piuttosto del presente.

Relativamente alla sorgente digitale, dopo aver posseduto un Marantz CD-72 poi seguito dal famoso CD-63-Kis, ho avvertito l’esigenza di una sostituzione con un modello più recente complice anche la presenza sul mercato dei SACD, formato che devo riconoscere vanta parecchie doti per garantire una superiore qualità audio.

La scelta è quindi caduta nuovamente su un Marantz, l’SA-7001, lettore da me scelto sia per il costo abbordabile sia per le qualità tecnico-costruttivo-musicali mostrate in confronto con esponenti anche più costosi, cosa da non sottovalutare.

L’amplificazione è la scelta che mi ha portato via più tempo e fatica in quanto, con mio enorme dispiacere, ha dovuto sostituire un glorioso Onkyo M-504 che, dopo ben 17 anni di onoratissima carriera, un brutto giorno si è guastato in modo non riparabile, purtroppo; parlo di fatica perché una volta realizzato che avrei dovuto acquistare un nuovo ampli, è iniziata per me una vera e propria crisi su “cosa” acquistare che potesse degnamente sostituire l’ormai defunto Onkyo, e dato che non sono un Creso, ho dovuto necessariamente fare i conti con le mie tasche passando in rassegna tutto ciò che potevo permettermi - o che esisteva in quel momento sul mercato - in relazione al budget prefissato.

Dopo aver provato Nad, Rotel e Vincent la scelta è caduta infine sulla coppia Advance Acoustic MPP506/MAA406 poiché, paragonati ai citati marchi hanno vinto il confronto in modo netto.

A tale proposito, seppure lo abbia già fatto a suo tempo con una mini recensione direttamente postata su VideoHifi, vorrei nuovamente attirare l’attenzione sulla costruzione e soprattutto sul suono degli apparecchi prodotti da questo marchio, venduti tra l’altro a prezzi realmente vantaggiosi.

I diffusori sono quello che io considero il fiore all’occhiello del mio sistema: una coppia di Polk Aaudio SDA 1C acquistate nell’ormai lontano 1994, nulla a che fare con l’economica produzione attuale reperibile da Mediaworld orientata pressoché totalmente all’HT. Si tratta di diffusori la cui emissione è studiata in modo da cancellare la diafonia interaurale, fenomeno che limita la corretta formazione del palcoscenico virtuale nonché l’individuazione “ferma” delle sorgenti sonore da parte del cervello.

Il sistema, che agisce totalmente in modo passivo, utilizza una copia di altoparlanti supplementari opportunamente posizionati ai quali è inviato un segnale filtrato e ritardato che si occupa della cancellazione della diafonia. Sono altresì interconnesse tra loro con un terzo cavo allo scopo di scambiarsi reciprocamente le necessarie informazioni relative ai segnali ambientali.

Non nego che essendo sempre stato attratto dalle innovazioni, maggiormente quando legate ai diffusori, l’acquisto dell’epoca fu fortemente influenzato “da quanto ascoltato” (e vorrei vedere) ma l’entusiasmo iniziale, piuttosto che venire meno, si è ulteriormente rafforzato in virtù delle prestazioni effettivamente riscontrate nel tempo, tanto che a tutt’oggi, non ho ancora trovato una coppia di diffusori che mi abbia minimamente indotto a pensare ad un possibile cambio; in altre parole, non avrei potuto spendere meglio i miei soldi!

Sui cavi ho ben poco da dire, fatti salvi i soliti ed importanti parametri di resistenza, capacità ed induttanza i cui valori devono essere opportuni, non ci ho mai fatto una malattia e quelli che uso sono solamente di ottima qualità senza inopportune follie.

Come deducibile dalle foto, l’impianto è convenientemente inserito nel salone di casa in modo perfettamente integrato con il mobilio affinché la sua gestione non sia di ostacolo al resto della famiglia; i miei gusti musicali vedono predominare il jazz seguito da blues, folk e classica.

Ah, dimenticavo la parte video: non sono un cinefilo in senso stretto, possiedo un ancora perfettamente funzionante e performante Philips DVP-9000 acquistato nel 2005 ed ascolto i film in semplice stereofonia.

Per quanto concerne le caratteristiche sonore generali, posso dire che corpo e morbidezza sono le qualità maggiormente evidenti, come a me gradito d'altronde, ma senza sacrificare il dettaglio; la dinamica, soprattutto le microvariazioni, è piuttosto elevata mentre la spazialità, a causa della particolare tipologia d'emissione già esposta, risulta realmente "magica" con un palcoscenico virtuale estesissimo in tutte le dimensioni, forse leggermente meno in profondità, ma non si può avere tutto.

Un saluto cordiale a tutti.

Diego

 

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