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Open Journal di Bachisio Canu

Giovanni Guidi inaspettatamente... "solo" !

Una data che avrebbe dovuto segnare l'esibizione di un duo contraddistinto dalla presenza di uno dei massimi esponenti del jazz italiano nel mondo, Enrico Rava, si è ridotto imprevedibilmente ai minimi termini.
Giovanni Guidi inaspettatamente... "solo" !

Giovanni Guidi al termine del concerto.

Il 27 luglio, infatti, avrebbero dovuto suonare ad Acri (CS) Enrico Rava e questo pianista di belle speranze, ma purtroppo, a causa di un’indisposizione dell’ultima ora del prestigioso trombettista, il concerto è stato annullato e rinviato a data da concordare (per quanto alcune news on line l’abbiano improvvidamente dato come avvenuto: quando si dice la professionalità …), diventando per l’occasione un recital del giovane pianista umbro.

Si dice un gran bene in giro di quest’ultima scoperta di Rava, autentico talent scout di jazzisti di futura fama (ricordo ancora quando si portava appresso un altro giovane e timido pianista di altrettante belle speranze, un tale Stefano Bollani …), un ventisettenne di chiari principi ed umanità, e occorre dire che i mezzi tecnici che ha a disposizione sono già importanti ed anche la sensibilità non gli difetta.

A fronte della possibilità di spaziare in un ampio background, Guidi ha privilegiato nella sua esibizione la creazione di sonorità di ampio respiro, caratterizzate da un suono a volte rarefatto ed altre dilatato ma sempre alla ricerca di un limpido lirismo interiore e personale che gli è valso l’interessamento dell’ECM, che in autunno darà alle stampe il suo ultimo lavoro, al quale credo abbia fortemente attinto - perlomeno a livello di ispirazione - nella sua esibizione, limitando le incursioni nel territorio più autenticamente jazzistico ed enucleandone l’originaria matrice improvvisativa.

Sicuramente sarà un lavoro – nell’ipotesi suaccennata che riproponga la sostanza dei brani suonati in concerto – che si inserirà nella proposta ECM del jazz come musica colta (che, ovviamente per mio limite, non mi vede fan sfegatato della factory di Herr Eicher) che, senza pregiudizi, si potrà apprezzare o meno e, in questo senso, il mio personale approccio non può che essere interlocutorio, sottolineando, peraltro, l’eccellente gusto e perizia con cui ha proposto un paio di brani che abitualmente suona con Rava (e dei quali attendo la comune esecuzione per una valutazione a tutto tondo) e la cui matrice jazzistica è indubbiamente genuina, rivelando un tocco preciso e limpido ma, al contempo, pieno di sfumature, nella percussività dei tasti.

Diciamo che, allo stato, di Rava ci si può fidare …

 

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